Il tema della spiritualità, sia come folklore che come ossessione personale, è una costante per Riccardo Tisci. Questa volta però tocca le punte più estreme del dark e del demoniaco. La passerella che porta all'inferno è una sentiero glam e luciferino, cosparso di glitter. I dannati che vi marciano? Sono i consueti bellimbusti, aitanti e muscolari. Messe da parte t-shirt e felpa (seppure non manchino esempi riusciti, con stampe tra il sanguinolento e le tracce di una combustione), è il sartoriale sporty-metropolitano di Givenchy a formularne il guardaroba. S'inizia con i completi in gessato, con l'immancabile sovrapposizione di gonna maschile, per proseguire con profilature in rosso a contrasto, chiodi e giubbotti in pelle matelassé- da cui penzolano code di pelliccia, redingote con curiose applicazioni sul bavero: croci, stelle, campane, macroscopiche spille da balia. Infine, l'omaggio alle sottoculture urbane tanto care al designer. Questa volta l'ispirazione viene dai grafismi dei nativi americani; stampe navajo che dal dettaglio passano rapidamente al look all over, fino a sfumare in un vistoso pavé di paillettes sui modelli del finale.

© Riproduzione riservata