Non solo jeans: tutto il denim d'autunno

Salopette, camicie, gonne ma anche accessori come borse e scarpe: pronte a scoprire 12 pezzi in denim per la nuova stagione?
3, 2, 1... L'autunno è ormai alle porte, le vacanze un ricordo ed è tempo di fare un bel "refresh" del nostro guardaroba. Accantonate i costumi e salutate la nuova stagione con un passe-partout imbattibile: il denim.
E non parliamo solo dei jeans, nostri fedeli alleati (i modelli must di stagione sono quelli flare e i cropped "rilassati" in denim chiaro), ma anche di camicie, giacche stilose e persino accessori come scarpe e borse.
Dalle denim jacket, in versione oversize oppure slim, alla gonna al ginocchio dal mood Seventies, passando per le pumps chic alla shopper cool con patch e toppe colorate, non avrete che l'imbarazzo della scelta per abbinamenti versatili da sfoggiare 24 ore su 24.
Abbiamo selezionato 12 must have da inserire subito in wishlist, capi perfetti da mixare con i nuovi trend dell'Autunno-Inverno 2017/18.
CHLOÈ Abito lungo in denim, perfetto da indossare con una camicia leggera e stivaletti per un look "folk" e Seventies.
Credits: mytheresa.com
DIESEL Zaino in tessuto denim scuro con zip e inserti in pelle e spallacci con interni colorati.
Credits: it.diesel.com
J BRAND Jeans in denim chairo dal fitting morbido e "relaxed" da indossare sia con le sneakers che con le décolleté.
Credits: net-a-porter.com
PEPE JEAN LONDON Bomber corto in tessuto denim con profili stretch
Credits: pepejeans.com
TABITHA SIMMONS Pumps con cinturino alla caviglia e tacco basso in denim, decorate con piccole borchie.
Credits: mytheresa.com
M.I.H JEANS Gonna al ginocchio con bottoni sul davanti e orlo a vivo
Credits: net-a-porter.com
REPLAY JEANS Classicissima, la camicia in denim effetto delavé.
Credits: replayjeans.com
LIU JO Skinny jeans "Bottom Up" in denim blu scuro con dettagli biker.
Credits: liujo.com
HUGO BOSS Denim jacket corta e slim fit con taschine, effetto "stonewashed".
Credits: hugoboss.com
MIU MIU Shopper in denim con patch colorati.
Credits: mytheresa.com
MOTHER OF PEARL Jeans "flare" con spacchi e bottoni in denim "dark blue".
Credits: net-a-porter.com
WRANGLER "Trucker jacket" oversize in denim chiaro.
Credits: zalando.com
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Jeans Uomo 2017: i modelli in denim per lui

Strappati, lavati o rigorosi ecco i nuovi modelli che non possono mancare nel guardaroba maschile
Sono uno dei capisaldi del guardaroba maschile, hanno vestito icone, stelle del cinema (ricordate James Dean?) e non solo: stiamo parlando dei jeans, must have anche per l'uomo, che anche per l'estate 2017 accontentano tutti grazie alle molteplice varianti.
La storica tela di cotone ha calcato con costanza le passerelle di ogni stagione e continua a sperimentare lavaggi e trattamenti, effetti destroyed e toppe, soffermandosi su portabilità facile e mood "sbarazzino".
Le vestibilità più amate rimangono le slim e il bootcut, poche eccezioni per i baggy che, comunuque, esigono ricami o cinture inaspettate, ammessi i tagli over ma portati correttamente in vita. I modelli ripped (o strappati) non sembrano vedere declino, soprattutto tra i più giovani, ma meglio "dosarli" con cura e limitarli al tempo libero (decisamente off-limits per il dress code da ufficio).
Dal blu chiaro alle sfumature più scure, si passa per gli indiscussi grigi delavè fino ad approdare al rassicurante nero, strappi, toppe e finiture raw incluse.
Ecco la nostra selezione di Jeans da Uomo per il 2017:
Jeans DIESEL Modello taglio slim
Jeans DSQUARED2 Modello con strappi e macchie
Jeans GAS Modello con strappi e rotture
Jeans GUESS Modello slim con zip sul fondo
Jeans HUGO BOSS Modello slim
Jeans IMPERIAL Modello slim delavè
Jeans ROY ROGERS Modello a vita alta
Jeans JECKERSON Modello in cotone lino con maxi tasche
Jeans MARCELO BURLON Modello slim con strappi e toppe
Jeans NEIL BARRETT Modello stile biker con impunture
Jeans OFF-WHITE Modello in cotone chiaro con ricami posteriori
Jeans PEPE JEANS Modello slim
Jeans REPLAY Modello slim con rotture
Jeans TOMMY HILFIGHER Modello a vita bassa e gamba dritta
Jeans WRANGLER Modello a vita alta bootcut
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Talented youth: Nite Jewel, sinfonia femminile

Da Los Angeles a Milano, abbiamo incontrato (e fotografato) un'artista eclettica
Sotto il nome di Nite Jewel, Ramona Gonzales ha registrato quattro album in studio, di cui l’ultimo, "Real High", uscito lo scorso maggio. L'abbiamo incontrata in una calda giornata milanese, in occasione di un show privato, pochi giorni prima dell'inizio del suo tour americano che proseguirà per tutta l'estate.
Nel corso degli anni lo stile musicale di Ramona si è evoluto, senza mai uscire, però, dal circuito alternativo in cui è nato. Un processo che rispecchia la crescita dell’artista e soprattutto la presa di coscienza della sua femminilità. Le ultime canzoni riflettono anche su questo, mettendo in luce quanto possa essere complicata, ma meravigliosa, la vita di una musicista, donna, nella nostra società.
Vi invitiamo a entrare nell'universo di Nite Jewel per scoprire il suo stile - unico - e i suoi progetti nel cassetto.
Nite Jewel
...
Quali sono i temi trattati in Real High, il tuo ultimo disco?
Il pezzo che dà il titolo al disco riassume bene i temi di cui ho voluto parlare: vivere è un po’ come andare sulle montagne russe, ci sono alti e tanti bassi. Ti senti ok e poi sei giù, sei innamorato e il giorno dopo ti lasci.
Per questa riflessione ti ha influenzato qualche evento particolare?
Sicuramente la vita da musicista: a volte sei sulla cresta dell’onda, poco dopo ti senti una fallita. Ma il discorso si amplia anche alla vita on the road: un giorno posi per Grazia, l’altro ti ritrovi a mangiare un toast nel bar più disgustoso della città. Sono ispirata dai contrasti, che sono poi collegati a come mi sento.
Cioè?
Per la maggior parte della mia vita mi sono sentita come un tomboy, non mi sono mai truccata e non ho mai pensato troppo a dover essere sexy a ogni costo. Poi cresci e ci rifletti: pensi a come sia complicato essere una donna nella nostra società, che spesso ti vede come un oggetto.
Ne parli in qualche pezzo in particolare?
Sì, in "When I decide (it’s alright)" che parla di quando fai entrare nella tua vita delle persone. È una tua decisione, sei tu che decidi quando è il momento giusto per iniziare una nuova amicizia o una storia o anche solo una conversazione.
Sentendo il disco ho subito pensato a Janet Jackson, l’hai ascoltata durante la lavorazione?
Per me questo è un complimento pazzesco. La ascolto da quando sono bambina e credo che "Unbreakable" sia un ottimo disco. Anche in lei rivedo il discorso degli estremi, Janet è una donna sensuale ma allo stesso tempo forte. Poi la amo perché non fa finta di essere glamour, è una tipa un po' stramba…proprio come me.
Riesci a spiegarmi il ruolo che la musica ha nella tua vita?
A 16 anni cantavo jazz e ricordo che avevo un diario dove un giorno ho appuntato la frase: “La musica è davvero la mia strada?”. Quando sei teenager senti il bisogno di dare un senso a tutte le emozioni che hai dentro. Oggi credo che la risposta sia sì: la musica è la mia strada, ne sento il bisogno. Non avrei mai pensato che le persone potessero essere interessate a Nite Jewel, il fatto che la gente mi ascolti è un dono.
Vivi a Los Angeles. Qual è il tuo posto preferito?
Quando ho bisogno di rilassarmi vado in una Spa coreana: sudo, mi rilasso e poi cammino ascoltando musica o dei podcast, al momento mi piace molto quello sulla biografia di Tracey Thorne, la voce degli Everyhing but the girl.
Quanto è importante per te l’immagine che hai sul palco?
È qualcosa a cui penso. È importante sentirsi a proprio agio. Non mi piace indossare cose pazze, ma qualcosa che mi faccia sentire comoda e bella allo stesso tempo. Per questo tour, per esempio, mi sono decolorata i capelli.
« Alla fine indosso sempre le stesse cose, tutti i giorni. »
Ti sei sempre sentita sicura di te sul palco?
No, all’inizio ero terrorizzata. Per questo indossavo sempre occhiali da sole o mi mettevo i capelli sugli occhi. Come ti dicevo non avrei mai pensato che la gente potesse interessarsi alla mia musica. Ora invece mi godo di più il palco, apprezzo di più l’atto di cantare, che vedo come un’occasione per connettere, attraverso la voce, le emozioni delle persone.
Viaggi moltissimo. Qual è la prima cosa che metti in valigia?
Le medicine, nel caso in cui dovessi ammalarmi. Dei vestiti non mi interesso, posso comprarli ovunque e farmeli prestare. Alla fine indosso sempre le stesse cose, tutti i giorni.
Cioè?
I miei jeans a vita alta li porto sempre dietro, ormai forse hanno anche uno strano odore. Poi ho un trench che a fine anno mi toccherà bruciare!
Hai un’icona?
Mi piace da impazzire Selena, una popstar messicana. Sensuale, latina, con uno stile anni ’80 vistoso, con giacche giganti e jumpsuit colorate.
Oltre alla musica cosa ti piace?
Sono una nerd con i vini, specialmente quelli che vengono da piccole cantine. E poi mi piace cucinare, soprattutto cibo messicano.
Cosa succede nei prossimi mesi?
In estate riprendo il mio tour in America, registro nuovi pezzi e lavoro a delle immagini da proiettare durante i concerti. Il prossimo autunno tornerò in Europa.
Words by Sabrina Patilli
Production: Sara Moschini e Francesca Crippa
Fotografia: Marco Mezzani
Grooming: Antonia Deffenu
A special thanks to Surfer's den
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Wrangler 70 years: la nuova collezione

Una limited edition per celebrare l'anniversario di un brand che ha segnato la storia del denim
È il 1966 quando il magazine Newsweek pubblica un'inchiesta sui teenager dell'epoca, entrambi i ragazzi sulla copertina indossano jeans Wrangler. Oggi, 2017, il brand festeggia 70 anni di storia con un nuovo logo e una nuova collezione, "Wrangler 70 Years".
Il font scelto è Kabel e l'ispirazione arriva dagli archivi, da quel mix di allegria e creatività che da sempre contraddistingue il brand.
Le T-shirt sono ringer graphic, ovvero definite da bordi a contrasto, in morbido cotone riprendono i colori accesi dell'arcobaleno, simbolo di fiducia, positività e pace, valori strettamente legati agli anni 70.
Il denim è stone washed e la sua vestibilità varia da regular e modelli a zampa. Non mancano poi felpe, accessori, shorts e giacche in jeans colorate.
La campagna è stata realizzata in collaborazione con Peter Max, artista riconosciuto internazionalmente e appartenente al periodo della Summer of Love. Il passato e il futuro vanno a braccetto in una nuova collezione tutta da scoprire.
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Talented youth: Birthh e la musica che culla i pensieri

Alice Bisi è un nuovo talento da tener d'occhio. Scopritela tra fotografie, abiti e, chiaramente, musica
Una musica che è come culla per i pensieri, tra momenti di riflessione e altri in cui si prende coscienza di verità, anche non gradite. Queste sono le sensazioni che la musica di Alice Bisi, in arte Birthh, suscita a chi l’ascolta.
Con Alice abbiamo trascorso un intero pomeriggio, tra chiacchiere, fotografie e vestiti. Ci ha raccontato del suo primo disco, Born in the woods e del suo obiettivo principale, quello di arrivare a più persone possibili.
Il risultato sono una serie di immagini moda, che sottolineano la versatilità e lo stile di Birthh, artista di cui siamo certi sentiremo molto parlare nei prossimi mesi.
Lo stile di Birthh
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Il tuo disco s’intitola Born in the woods. Il bosco ha un significato metaforico?
“Sì e no. Io abito in collina, vicino a un bosco dove vado spesso a camminare, mi rilassa. Durante la stesura del disco ci andavo tutti i giorni. Dall’altro lato, invece, c’è un mio forte interesse verso la natura e il modo in cui trasforma in razionale il caos”.
Sei molto giovane (20 anni, ndr) e hai un’età particolare: fuori dall’adolescenza, ma non troppo fuori, e dentro l’età adulta, ma non troppo dentro. Questo limbo secondo te influenza la tua musica?
“Sì, sicuro. Il futuro è una cosa che mi spaventa moltissimo, mi angoscia. Credo che in quello che canto sia evidente questo limbo tra il non essere ancora del tutto indipendenti -soprattutto emotivamente- e allo stesso tempo l’avere bisogno di inquadrare la vita”.
L’angoscia verso il futuro come cerchi di superarla?
“Cerco di pensare molto alle cose che faccio e di considerare le opzioni che ho. Andare in giro suonando aiuta, mi dà la sensazione di costruire qualcosa”.
Quali sono le cose che ti ispirano?
“Adoro la letteratura: Virginia Woolf, Joyce e Sylvia Plath sono tra i miei preferiti. Mi piace anche il cinema, come quello di Jeunet e Gondry. Per la musica, invece, tra gli ascolti che mi hanno più segnato ci sono Nina Simone, e Nick Drake”.
Nessun italiano nella lista. È per questo che hai scelto di cantare in inglese?
“Non è stata una scelta, è stata una cosa naturale. Il mio scopo è quello di arrivare a più persone possibile e l’italiano sarebbe stata una barriera linguistica difficile. Ultimamente, però, mi sto avvicinando molto alla mia lingua”.
In che modo?
“Di recente mi sono cimentata nella scrittura in italiano per altri artisti e mi è piaciuto molto. Ho anche scoperto che cantare in italiano è una cosa che mi riesce, cosa che non credevo!”.
Cos’è la moda per te?
“La moda è un’arte, proprio come la musica. Trovo molto interessante il modo in cui certi visionari riescono a far diventare artistici oggetti e separarli dalla loro utilità pratica”.
Com’è il tuo stile?
“La cosa più importante per me è sentirmi bene nei vestiti. Ho bisogno di piacermi nelle cose che indosso. Vado a mio gusto personale”.
Hai delle ossessioni?
“Sì, i cappotti. Nell’armadio ne ho un’infinità, eppure continuo a comprarli!”.
« La moda è un'arte, proprio come la musica. »
Il tuo umore condiziona quello che scrivi?
“Certo, sono proprio l’umore e lo stato mentale a condizionare quello che scrivo. Born in the woods è nato in un momento difficile, adesso sto scrivendo cose meno pesanti… sono giorni più felici”.
Mi dici una frase di un tuo pezzo che rappresenta quella che sei oggi?
“Non c’è. Questo disco è stato scritto in un periodo totalmente diverso da quello che sto vivendo adesso. Quando canto i pezzi è come se mettessi delle lenti diverse rispetto a quelle con cui vedo di solito: in quel momento, quando suono, ritorno a essere la persona che ero prima. Quando finisce il concerto me le tolgo”.
Quali sono i 3 pezzi che ascolti di più in questi giorni?
“Solange, Don’t touch my hair; Frank Ocean, Self control; Pop X, Secchio”.
* Birthh aprirà per Andrew Bird nelle 2 date italiane:
28 ottobre – Milano @Teatro dal Verme
30 ottobre – Roma @Auditorium Parco della Musica
Words by Sabrina Patilli
Fotografia: Paolo Colaiocco
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