Addio fame nervosa! Vi sveliamo 3 trucchi per gestire il bisogno di mangiare junk food

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La fame nervosa è la ricerca di qualcosa da mangiare in grado di confortare un bisogno emotivo: ecco tre consigli per gestire gli attacchi di fame.

Quando subiamo un attacco di fame nervosa di solito andiamo alla ricerca di qualcosa di ipercalorico e particolarmente godurioso.

Cerchiamo cibo spazzatura, a volte dolce e altre salato, a volte passiamo da uno all'altro senza soluzione di continuità: importa solo che sia pronto a saziare il vuoto che percepiamo.

** Ho sempre fame: cause e rimedi per placare la fame nervosa **

A volte questo vuoto è più emotivo che altro.

La fame nervosa d'altra parte, lo dice il nome stesso, arriva da emozioni che fatichiamo a gestire.

** Lo stress vi fa ingrassare? Ecco come risolvere il problema (mangiando le cose giuste) **

Di solito ci sono di mezzo la rabbia, la noia, l’ansia, il bisogno di sentirsi sazi d’amore, di vita, di affetto.

** Come dimagrire producendo meno ormoni della fame **

Per mettere a tacere questi attacchi di fame incontrollata dunque il modo migliore è cercare di capire da cosa è scatenato, e comportarsi di conseguenza.

Vi spieghiamo come fare.

3 trucchi per combattere la fame nervosa

(Continua sotto la foto)

Fast Food Nation

Individuate la fonte di stress

Per gestire meglio la fame nervosa, dovete capire da dove parte.

Arrivare alla fonte di stress e di disagio che state vivendo vi servirà a percepire di avere il controllo sulla situazione.

A quel punto potrete agire sia sul fatto in sé che su quello che provate.

Non tenete in casa (troppo) junk food

Il cibo ipercalorico fa male.

Lo sappiamo da sempre e siamo consapevoli che tutto sta nelle quantità.

Insomma concedersi piccoli piaceri va bene, abbuffarsi no.

Se sapete di avere difficoltà a gestire quei momenti evitate di comprare cibo spazzatura e rivolgetevi a un professionista che possa aiutarvi ad andare a fondo.

Trovate alternative (altrettanto piacevoli) al cibo

Se vi rendete conto che la fame nervosa si verifica frequentemente dovete innanzitutto capire se è gestibile oppure se si sta trasformando in qualcosa che merita l’attenzione di un professionista.

Per capirlo dovete mettervi alla prova: provate a sostituire la voglia di buttarvi sul cibo con qualsiasi altra cosa che vi dia piacere.

Un bagno caldo, un’uscita con un’amica, un libro che vi piace.

Oppure provate a uscire a fare una passeggiata e a lasciare che il ritmo dei passi vi aiuti ad affrontare lo stress che vi ha procurato quella sensazione di vuoto senza chiedere aiuto al cibo.

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Alessia Lanza torna con le sue "Mille pare" e tanti ospiti celebri

alessia lanza mille pareCover Mille Pare alessia lanza
La seconda stagione del podcast di Alessia Lanza ci svela le "mille pare" di tanti ospiti, perché il segreto del benessere è la condivisione

Alessia Lanza torna nelle nostre cuffie con la seconda stagione di Mille Pare (prodotto da OnePodcast), un podcast sulle ansie e sulle fragilità tipiche del nostro tempo, che accumunano (soprattutto) le nuove generazioni, come l’ansia sociale e la paura del futuro, dove la condivisione diventa la chiave per affrontarle e superarle insieme.

Una missione (verrebbe da chiamarla) nata sui suoi social e diventata un podcast di successo.

Nella prima stagione Alessia ha condiviso le sue “pare” e di riflesso quelle della sua generazione, cercando di dare supporto ai ragazzi della sua età attraverso i consigli della terapeuta Samantha Vitali.

In ogni puntata si è soffermata su “la para del giorno” affrontando temi che vanno dal rapporto con i social network - come non rischiare di diventarne dipendenti e come difendersi dagli haters - allo sdoganare il bisogno dello psicologo e della terapia, dall’uso dei filtri e delle app di fotoritocco sui social ai campanelli d’allarme per riconoscere una dipendenza affettiva, condividendo la sua personale esperienza.

È uscita la seconda stagione di Mille Pare, il podcast di Alessia Lanza

Novità della seconda stagione invece sono i tanti ospiti dal mondo dei social e dello spettacolo, simboli della Gen Z, che condividono con Alessia le loro “pare” cercando, con le loro testimonianze, di dare prospettive diverse per combattere quelle problematiche che colpiscono la maggior parte dei giovani e cercare di aiutarli a sentirsi meno solo e incompresi.

In ogni episodio un ospite diverso condivide pensieri ed emozioni contrastanti che ha provato nel corso della vita, cercando in questo modo di offrire una nuova prospettiva per combattere quelle stesse problematiche che colpiscono la maggioranza dei giovani e aiutarli a sentirsi meno soli e incompresi, perché, come spiega Alessia "in un mondo in cui tutti pensano di farcela da soli, io credo nel potere della condivisione”.

Tra gli altri ci sono Valentina Ferragni, Alfa, Martina Strazzer, Emily Pallini, Young Miless, Valentina Cabassi, Sofia Crisafulli.

«Quando ho iniziato a condividere con chi mi segue i miei dubbi e le mie fragilità, ho scoperto quanto sia liberatorio parlarne – racconta Alessia Lanza - “Mille pare” è nato per questo, per essere il mio posto sicuro dove normalizzare e farmi forza delle mie debolezze. Così ho pensato: se è stato così liberatorio per me, perché non aprire le porte di mille pare anche ad altre persone?».

Trovate Mille Pare sull’app OnePodcast, su tutte le principali piattaforme di streaming audio (Apple Podcast, Amazon Music, Google Podcast) e su Spotify qui.

Nel frattempo, ne abbiamo approfittato per chiederle qualche consiglio su come affrontare le "mille pare" del Natale, dei pranzi coi parenti, delle domande scomode e delle abbuffate.

Ecco cosa ci ha risposto.

@grazia_it

Come sopravvivere alle “mille pare” del Natale? Con tanta ironia e i consigli di @Alessia Lanza 🫶🧘‍♀️Nella seconda stagione del suo podcast “mille pare” invece condivide molti altri spunti e prospettive con tanti ospiti del mondo dei social e dello spettacolo. Obiettivo? Sentirsi meno soli tra le “mille pare” della vita quotidiana (sul sito di Grazia.it vi raccontiamo di più) #alessialanza #natale #christmasblues editor @Giada Borioli

♬ suono originale – Grazia_it

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Vi siete mai chiesti perché il Natale rende tristi? Ecco la risposta

Cheerful family sitting down after Christmas dinner playing gamesCheerful family sitting down after Christmas dinner playing games
Perché il Natale mette tristezza? Il Christmas Blues, o depressione natalizia, ha una spiegazione psicologica molto semplice

Chi ha detto che il periodo natalizio sia per tutti sinonimo di gioia, allegria e felicità?

Per alcune persone è esattamente il contrario: il periodo natalizio - e spesso ancora di più il giorno di Natale - chiama una buona dose di tristezza, malinconia e pesantezza.

** Cosa fare a Natale se non vi piace il Natale **

C’è chi sente malessere proprio con l’arrivo di dicembre e chi invece fa fatica solo nei giorni di festa.

In ogni caso la sensazione è proprio quella di sentirsi depressi, svogliati e appesantiti.

Vi spieghiamo perché il Natale potrebbe scatenare queste sensazioni e soprattutto come imparare a stare bene in questo periodo.

Ecco perché il Natale rende tristi

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Christmas trees and balls under snow in a glass dome. Creative still life with copy space

Cos’è il Christmas Blues o la tristezza di Natale

Meglio detta depressione natalizia, è uno stato emotivo che fa emergere pensieri negativi, ansia, insonnia e tristezza.

Mentre tutti saltellano e comprano regali voi sentite di essere sopraffatti dal periodo, dagli impegni, dai doveri da cui non potete sottrarvi.

E così state male perché vi sentite profondamente inadeguati proprio perché sentite disagio mentre siete immersi in un momento generalmente felice.

Perché vi sentite così

I motivi possono essere diversi.

Il Natale porta con sé una serie di obblighi come riunioni familiari, regali imposti, telefonate di circostanza, auguri a te e famiglia non desiderati.

Per chi soffre particolarmente le convenzioni sociali questo potrebbe esser fonte di sofferenza e disagio che tuttavia non sono facilmente gestibili proprio perché gli obblighi sono tipici di questo periodo.

Il natale è famiglia

Non è finita qua perché il Natale è una festa particolarmente faticosa per chi vive situazioni complesse in famiglia.

Significa pranzi e cene infinite in cui se vi trovate a fianco dello zio fastidioso o della cugina scontrosa potrebbe essere una giornata molto lunga e difficile.

L’aria della costrizione a una situazione mal tollerata comincia molto prima del giorno di Natale e così l’attesa stessa diventa carica di ansia e angoscia.

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Come arredare casa per essere più felici

Woman leaning on doorway, writing in notebookWoman leaning on doorway, writing in notebook
Come funziona la psicologia dell'ambiente e come arredare casa per essere più felici e aumentare il proprio benessere

La psicologia dell'ambiente spiega come arredare casa per essere più felici.

L'ambiente che ci circonda, infatti, qualunque esso sia, ha degli effetti psicologici su di noi, nel bene e nel male.

Questo vale per l'ambiente di lavoro, ma anche e soprattutto per quello di casa, che per fare il suo lavoro dovrebbe essere il nostro nido sicuro in cui rispecchiarci e godere noi stessi, amici e famiglia.

** Per essere felici bastano esattamente 8 minuti **

Un buon punto di inizio sarebbe rivolgersi a un consulente che si occupa di interior design ma anche di psicologia dell’ambiente per creare soluzioni ad hoc sulla base dei propri bisogni, competenze e necessità funzionali ed estetiche.

Ma nel frattempo ecco alcune dritte per arredare la casa secondo la psicologia dell’ambiente.

Come arredare casa per essere più felici

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Woman sitting on a desk using a laptop computer while working from home.

L’ambiente è in grado di renderci felici: dunque come arredare casa per esserlo di più?

Avete mai notato quanto lavorate meglio se siete in un ambiente adatto e in cui vi sentite a vostro agio?

Vale la stessa cosa per la casa.

La psicologia dell’ambiente insegna che in un ambiente che rispecchia la nostra personalità, che sposa i nostri gusti e le nostre esigenze ci farà sentire più felici.

Circondatevi di elementi naturali

Gli studi di psicologia ambientale dimostrano che la natura ci rende più rilassati e concentrati.

In casa quindi non trascurate aree verdi: ben vengano giardini e terrazzi ma anche solo piante che aiutino a ricordare il vostro legame con la terra. 

Stress e ansia si riducono anche a contatto con elementi naturali come la pietra o il legno o con quadri che rappresentano paesaggi naturali.

Il massimo della vita? Un sottofondo musicale che richiama i suoni della natura.

Creare il vostro angolino sicuro

Quando eravate piccoli avevate un angolino di casa in cui vi sentivate al sicuro? 

C’è chi pensa alla sua cameretta, chi a una poltrona, chi alla casetta in giardino o a un punto specifico in mansarda.

Potete farlo anche da adulti: create un punto di relax, con poca illuminazione, il vostro libro del momento o qualcosa che vi dia piacere.

Deve essere un punto di rifugio solo vostro in cui sapete di ritrovare la pace appena vi metterete in quella posizione. 

A quel punto potrete lasciare lo stress della giornata e rilassarvi davvero.

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Soffrite di stanchezza invernale? 5 consigli per ritrovare l'energia

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Se vi sentite sempre pigri e assonnati, provate questi suggerimenti per eliminare la stanchezza invernale una volta per tutte

Il cielo è grigio, non c'è già più luce e fuori soffia un vento gelido. Non avete voglia di fare proprio niente.

Se anche per voi, in questo periodo dell'anno, la cosa migliore del mondo è rannicchiarsi sotto le coperte con una tazza di cioccolata calda e un buon libro o film, allora potreste soffrire di stanchezza invernale

Potete però stare certi che la stanchezza che provate in questo periodo dell'anno è assolutamente normale - anche se questo non la rende di certo più piacevole! 

Ci sono vari motivi per cui potreste sentirvi stanchi in inverno, e fortunatamente, ci sono anche varie azioni da mettere in pratica per ridurre al minimo l'affaticamento durante questi mesi freddi.

Continuate a leggere per scoprirne di più sulla fatica legata all'inverno e su come superarla.

**Vi sentite sempre stanche? Ecco le possibili cause**

**Come ritrovare energia e voglia di fare se vi sentite sempre stanchi**

Ecco cosa fare per superare la stanchezza invernale 

(Continua sotto la foto)

stanchezza donna

Cos'è la stanchezza invernale?

La stanchezza invernale è quella sensazione di stanchezza eccessiva che si può provare durante i mesi più freddi dell'anno.

Spesso è il risultato di un minor numero di ore diurne, che può inconsciamente manda il segnale al cervello che è ora di iniziare a prepararsi per andare a letto anche se potrebbe essere ancora metà pomeriggio.

Con le giornate più brevi e la mancanza di luce diurna, il naturale ciclo sonno-veglia del proprio corpo viene infatti sbilanciato.

Questo perché il ritmo circadiano, l'orologio interno del corpo, è facilmente influenzato dalla luce solare e dalla temperatura. Un brusco cambiamento di questi due segnali esterni può interrompere in modo significativo il ritmo circadiano e il rilascio di melatonina, l'ormone responsabile dell'attivazione del sonno.

Di conseguenza, viene prodotta più melatonina non appena inizia a intravedersi il buio fuori dalla finestra.

La stanchezza invernale può anche essere collegata ad altre condizioni di salute, tra cui il disturbo affettivo stagionale (SAD) e la carenza di vitamina D. Una ricerca ha rivelato la correlazione tra i livelli di vitamina D e la stanchezza, citando che il 77,2% dei pazienti che presentavano sintomi di affaticamento aveva un basso livello di vitamina D.

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Come sconfiggere la stanchezza invernale

La stanchezza invernale può portare a grossi disagi, ostacolando anche le proprie capacità di fare le cose quotidiane più semplici. Quindi cosa si può fare al riguardo? Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare a sconfiggere la stanchezza invernale e fare il pieno di energie durante i mesi più freddi.

1. Migliorate la qualità del vostro sonno

Il sonno è fondamentale per la salute fisica e mentale, così come per il tuo funzionamento quotidiano. Dormendo male, si è più inclini a problemi di umore e concentrazione, così come a problemi di salute.

Non è quindi di certo una sorpresa che migliorare la propria routine del sonno aiuta a ridurre i sintomi della stanchezza invernale.

Ma attenzione, secondo gli esperti, la chiave è la qualità del sonno non tanto la quantità. Per raggiungere questo obiettivo, bisogna allora "andare a letto e alzarsi alla stessa ora ogni giorno, anche se si fa fatica ad addormentarsi", perché "questa routine aiuta a impostare il proprio orologio biologico e migliorare la qualità del sonno".

2. Prendetevi del tempo per rilassarvi 

La vita quotidiana può essere stressante, soprattutto in questo periodo. Lavorare da casa ha aumentato la pressione delle nostre giornate lavorative e la crisi del costo della vita ha reso quest'anno particolarmente difficile per tutti.

Lo stress che ciò ha causato contribuisce ad aumentare l'affaticamento di questa stagione e il fatto che ci sentiamo spinti a fare tutto quanto durante le ore (minori) diurne non aiuta davvero.

Quindi è importante dedicare del tempo al relax, magari provando yoga, esercizi di respirazione o meditazione o semplicemente facendo due passi ascoltando il proprio podcast preferito o guardare l'ultima serie in voga su Netflix.

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3. Fate regolare attività fisica 

Rotolare giù dal letto o dal divano per andare in palestra potrebbe essere l'ultima cosa che volete fare in queste giornate, ma rimanere attivi e praticare regolare esercizio fisico aiuta a pompare il sangue e svegliarvi.

Secondo la Harvard Medical School, fare esercizio in inverno può aumentare la produzione di ormoni e mitocondri per dare al corpo la tanto necessaria spinta.

Gli esperti raccomandano agli adulti di praticare almeno 150 minuti di esercizio a settimana. Ma se non volete uscire di casa, a causa di quel mucchietto di neve nel vialetto o semplicemente perché fa troppo freddo, prendete in considerazione di fare alcuni esercizi aerobici nel salotto. L'importante è rimanere attivi. 

4. Mangiate cibo nutriente 

Il cibo è fondamentale per il benessere, ancor di più in questo periodo dell'anno. L'alimentazione infatti influisce sui livelli di energia, e mangiare cibi nutrienti, specialmente durante i mesi più freddi, può contribuire a sconfiggere la stanchezza invernale. 

Mangiare più frutta e verdura aiuterà allora a mantenere alti i livelli di energia durante il giorno e rafforzerà il sistema immunitario per evitare raffreddori e influenze invernali. Importante anche incorporare nella propria dieta quotidiana proteine magre e tutti quegli alimenti ricchi di vitamina D e altre vitamine che possono dare una spinta in più.

5. Esponetevi alla luce solare quanto più possibile

Durante l'inverno, le giornate si accorciano e c'è meno luce disponibile. Ciò significa, ad esempio, che se avete un lavoro che finisce alle cinque di sera, sarà già buio quando lascerete l'ufficio.

È fondamentale allora esporsi quanto più possibile alla luce naturale durante il giorno poiché essa influisce sul ciclo sonno-veglia. 

Aprite quanto più possibile tende e persiane, mettetevi davanti alla finestra in pausa pranzo oppure uscite a fare due passi: l'implementazione di questi suggerimenti nella routine quotidiana può ritardare il rilascio di melatonina e migliorare i sintomi della stanchezza invernale.

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"Perché ho bisogno di sapere tutto?" Cos'è l'ipercontrollo e come liberarsene

This Is Us - Season 6This Is Us - Season 6
L’ipercontrollo, o bisogno di sapere tutto, caratterizza molte persone e può diventare una caratteristica fastidiosa se non si sa come gestirla: ecco come fare

L’ipercontrollo colpisce le persone ansiose e si riassume nel bisogno di voler sapere tutto.

Ce l'hanno coloro che sperano di poter prevedere tutto quello che succede, che cercano soluzioni prima ancora che la questione accada, che guardano al futuro e faticano a stare nel presente.

** Siete maniaci del controllo? Ecco come scoprirlo **

Vivere con il bisogno di controllare tutto è difficile perché – molto semplicemente - non è possibile farlo.

Ci sono questioni che non si possono prevedere né pianificare e per gli ipercontrollanti anche un banale imprevisto può diventare fonte di ansia.

Vi spieghiamo come liberarvene una volta per tutte.

Cos'è l'ipercontrollo e come si supera il bisogno di voler sapere tutto

(Continua sotto la foto)

Emily Bunt vestitio marrone

Inquadrate il problema

La prima cosa da fare è capire se in effetti siete persone che tendono all'ipercontrollo.

Ad esempio: sei sempre tu quello che organizza e/o vuole decidere cosa fare? Vagli ogni ipotesi futura rispetto a quello che potrebbe succedere? Hai bisogno di sapere sempre e comunque qual è l’ipotesi peggiore per sentirti preparato al disastro?

Benvenuto, sei iper controllante!

Il controllo ruba energie

Se vi ritrovate in queste parole, saprete bene quante energie vi ruba il bisogno di controllo.

Cercare continuamente informazioni, voler sapere tutto delle persone intorno a noi, provare a gestire sempre tutto da soli, evitare di delegare agli altri sono tutte questioni spinose.

Se siete questo tipo di persone probabilmente avete il lamento facile e la frustrazione è dietro l’angolo.

Ci sono però ottime notizie: la responsabilità è solo vostra e quindi potete cambiare le cose.

Attenzione alle illusioni

Credere di poter controllare tutto è solo un’illusione.

Infatti mentre sarete occupati a pensare a qualcosa, qualcos’altro passerà sotto il vostro naso senza che neanche ve ne accorgiate.

Ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà al vostro controllo, qualcosa di cui non siete esperti o qualcosa che riguarda il caso e non avete previsto.

Scoprite perché volete controllare

Per abbassare il bisogno di controllo dovete scoprire cosa c’è dietro.

Ad esempio questo potrebbe rivelare una profonda insicurezza. Spesso l’unico modo per sentirsi più sicuri è avere la sensazione – fasulla - di poter controllare tutto.

L’ansia e il bisogno di anticipare i tragici eventi che si presentano nella mente di chi teme sempre il peggio sono la regia che guida l'ipercontrollo.

La soluzione è una psicoterapia mirata per capire l’origine dei pensieri e per trovare nuove e più funzionali strategie, ma potete iniziare facendovi delle domande a cui darete risposte sincere e sempre più nel dettaglio, partendo da: cosa ho paura che succeda?

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Cosa ci succede quando viviamo sotto stress per molto tempo

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Quando si è esposti a eventi stressanti per un tempo prolungato si vivono conseguenze fisiche e mentali di forte impatto sulla salute. Ecco come uscirne

Il corpo e la mente reagiscono sia allo stress buono e a quello cattivo.

Si perché non esiste solo lo stress riferito a eventi negativi ma esiste anche l’eustress ovvero la fatica legata a eventi positivi. Pensate all’organizzazione di un matrimonio: bellissimo ma decisamente faticoso.

Quando però viviamo sotto stress per un periodo prolungato ci sentiamo affaticati, perdiamo di concentrazione e di attenzione, tendiamo a dimenticarci appuntamenti e impegni.

Succede perché tutte le energie del corpo e della mente sono dirette a sostenere quello stress e non si occupano più del resto.

In questo periodo poi, impossibile non sentirsi stressati e già di morale. Tra la pandemia, che va avanti da ormai due anni, e l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, la mente accusa il colpo più che mai.

Vi spieghiamo cosa ci succede quando viviamo sotto stress.

**8 pratiche quotidiane da mettere in atto subito per dire addio allo stress**

(Continua sotto la foto)

diavolo veste prada anne hathaway scrivania

Si mette a rischio la salute fisica

La responsabile della risposta allo stress è l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Quando siamo sottoposti a eventi stressanti queste strutture cerebrali si iperattivano e stimolano la produzione di cortisolo, l’ormone principale dello stress.

Quest’ultimo a sua volta è implicato nella funzione cardiovascolare, nel metabolismo, nel sistema immunitario e nel funzionamento del cervello.

Insomma più siamo stressati più rischiamo di compromettere la nostra salute fisica.

**Lo stress fa stare male anche fisicamente: ecco come riconoscerlo e reagire**

The Undoing

Si compromette anche la salute mentale

Non è solo il corpo a risentirne, ma anche la mente.

Attenzione e concentrazione sembrano perse, la memoria peggiora, il cattivo umore prende il sopravvento e il nervosismo latente accompagna le giornate.

Lo stress prolungato comporta una serie di fatiche quotidiane che possono compromettere anche l’attività lavorativa e il tempo libero. In questi casi, il piacere fatica a trovare il suo posto.

Lo stress compromette le relazioni

Lo stress compromette il nostro umore e, di conseguenza, le relazioni con le persone intorno a noi.

Ci si sente incompresi, soli. Si arriva spesso a pensare che nessuno potrà capire quello che si sta vivendo.

Quando queste sensazioni continuano per molto tempo si entra in una specie di spirale negativa in cui, alla fine, si finisce per adattarsi.

Non dovete però arrendervi allo stress. Anzi, è importante trovare soluzioni per abbassarlo e ritornare a sorridere.

Lady Gaga peliccia

Come dire addio allo stress? Abbassando il cortisolo!

Il cortisolo è la sostanza principale responsabile dell’alto livello di stress. Il segreto quindi sta nell’abbassarlo.

Lo potete fare con tecniche che vi riportano a vivere il presente e a trovare la pace dentro di voi. Ad esempio potreste fare qualche lezione di mindfulness o di yoga.

**Dieci benefici dello yoga su mente e corpo**

Poi immergetevi il più possibile nella natura, cercate zone verdi dove passeggiare e rigenerarvi.

Evitate le persone che in questo momento sapete che non vi aiuteranno a stare meglio ma, al contrario, potrebbero influenzarvi negativamente.

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9 piccole cose (e persone) da eliminare dalla vostra vita se volete vivere meglio

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Con il cambio di stagione non c'è niente di meglio delle grandi pulizie. Non tanto in casa, quanto nella vita privata e in quella lavorativa.

Approfittate dell'energia positiva accumulata durante le vacanze per lasciarvi alle spalle tutto quello che ha appesantito il vostro inverno scorso (e la vostra vita pre-ferie).

Cosa buttare via? Facile, iniziate così.

9 cose (e persone) da eliminare dalla vostra vita per vivere meglio

(Continua sotto la foto)

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I vampiri energetici

Il chattatore folle non ha orari né impegni lavorativi, tantomeno comunicazioni importanti da fare, ma vuole tutta la vostra attenzione. Mettete silenzioso e rispondetegli più tardi.

** Chi sono i vampiri energetici e perché dovreste allontanarli **

Il collega che vi si attacca alla caviglia e vi rovescia addosso la sua negatività non vi porterà niente di buono, se non un esaurimento.

** Come proteggersi dai vampiri energetici con la tecnica della bolla**

I (presunti) amici che vi fanno sentire male proprio quando avreste più bisogno di sentirli vicini sono una rovina.

Fate tabula rasa e riprendete a respirare.

Le lamentele continue

Sfogarsi se qualcosa non va fa un gran bene. Renderlo l’argomento preferito di ogni vostro momento libero vi rende noiosissimi e non serve a niente se non a non risolvere i problemi che vi attanagliano. Sappiatelo.

I foglini accumulati ovunque

Vecchie liste, buoni sconto di negozi dove non tornerete più, numeri di telefono mai copiati, ricevute stropicciate e bigliettini polverosi.

Archiviate tutto nel cestino della carta.

Le cose che avete nell'armadio e non usate da anni

Quei pantaloni non vi stanno bene né ora né mai.

Perché lasciate che un pezzo di stoffa vi faccia sentire inadeguate? E poi far spazio nell'armadio permette di comprare qualcosa di nuovo.

** 10 trucchi pratici per fare il cambio dell'armadio senza impazzire **

Le persone negative

Chi parla male degli altri prima o poi parlerà male di voi. Statene alla larga.

E cercate di limitare al minimo anche voi le chiacchiere sul prossimo. Ricordate che tutto torna.

Le cotte sbagliate

Niente di peggio che incaponirsi in una storia in cui non credete neanche più voi.

Fatevi forza e voltate pagina. Iniziare a fare programmi alternativi aiuta parecchio.

Il vostro lato più workaholic

Davvero volete restare in quella sala riunioni fino a tardi? L'ultimo anno e mezzo non vi ha insegnato niente?

** C'è un lato positivo nella pandemia, dice un nuovo studio **

Tagliate corto le discussioni e pensate ai programmi della serata.

L'uso eccessivo dei social

Ascoltate distratti la conversazione e controllate di continuo chi entra ed esce dal locale, chiedendovi dove andrete dopo, o, peggio ancora, quello che succede su Facebook e Instagram.

Dai su, basta. Rilassatevi un po’.

I lavori non (o mal) pagati

Sono facili da riconoscere: chiedono il massimo, ma gratificano (e/o pagano) il minimo.

Siate forti e toglieteli dall’agenda.

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Comfort food: esiste davvero il cibo che ci fa sentire meglio nei giorni storti?

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Il comfort food esiste e funziona, perché riporta la mente verso ricordi felici. Ecco cosa succede nel cervello raccontato dalla psicologia

Possiamo preferire le patatine fritte, una torta di mele o delle alette di pollo, ma tutti abbiamo il nostro comfort food.

Molti pensano che sia solo il cibo della consolazione, in realtà è molto di più.

** Cibo, sesso e sole: vi diamo la ricetta della felicità **

Il comfort food infatti è quel piatto (o piatti) che evoca emozioni nostalgiche e positive. Le polpette della nonna o la merenda dell'infanzia, il sapore esotico di un viaggio o la lasagna della mamma.  

** Cosa mangiare per stare subito meglio nelle giornate no **

Le pietanze d'altra parte hanno il potere di risvegliare le sensazioni dei momenti felici.

E dunque il nostro comfort food è in grado di portarci in un rifugio sicuro in cui rimettersi in sesto dopo una giornata no.

Vi spieghiamo perché assecondarne la voglia vi aiuterà a sentirvi bene.

Come funziona il comfort food dal punto di vista della psicologia

(Continua sotto la foto)

zuccheri grassi

Perché ci fa sentire meglio

Quando siamo giù di morale cerchiamo spontaneamente un abbraccio che ci possa aiutare.

Il comfort food è proprio questo. La nostra mente collega quel piatto alle sensazioni provate con persone care e così sembrerà di poter rivivere per un attimo quei momenti.

Gustare e sentire il profumo di un piatto che ci riporta a momenti felici, evoca emozioni positive ed è in grado di farci sentire meglio.

Quali sono i comfort food

Ognuno ha il proprio.

Non si tratta di alimenti necessariamente ipercalorici ma dei ricordi che sono collegati a quel cibo.

Potrebbe essere una semplice pasta al ragù che riporta ai pranzi della domenica dalla nonna oppure a una torta alle mele che evoca i pomeriggi dell’infanzia.

Attenzione a non esagerare

Il comfort food regala un senso di sicurezza profondo.

Per questo motivo se ci sono periodi negativi tendiamo a cercare rifugio proprio in quel cibo che evoca sensazioni positive.

Forse un po' troppo spesso.

Attenzione a non esagerare con la quantità e la frequenza: quando il cibo viene associato alle emozioni è più facile essere trasportati da quello che si sente e non dal senso di fame o sazietà.

** Fame nervosa: come gestire il bisogno di mangiare junk food **

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Tecnica della bolla: cos’è e come usarla per proteggersi da chi ci toglie energia

Anne Hathaway pcAnne Hathaway vestito nero
Che sia un'amica che ci rovescia addosso problemi o un collega che non ci dà tregua, ecco come proteggersi dai vampiri energetici con la tecnica della bolla

Avete presente il collega assillante vicino di scrivania? O l’amica che non fa altro che gettarvi addosso i suoi problemi? Sapere come proteggersi dai vampiri energetici è fondamentale per proteggere il proprio benessere.

** Chi sono i vampiri energetici e perché dovreste allontanarli **

Niente obbliga ad ascoltare queste persone ma spesso ci si sente in trappola.

Il problema infatti è che chi si lamenta molto, svaluta, sminuisce o ha una visione negativa della vita tende a diffondere un clima di negatività che spesso è difficile da sopportare e gestire.

Tenete presente però che potete fare qualcosa per non farvi prosciugare l’energia positiva che avete in corpo.

D'altronde, c’è solo una cosa da fare contro i cosiddetti vampiri energetici: proteggersi.

Vi spieghiamo come farlo con la tecnica della bolla.

Come difendersi dai vampiri energetici con la tecnica della bolla

(Continua sotto la foto)

Kate e Tully adolescenti

Cos’è la tecnica della bolla

La tecnica della bolla è un modo per proteggervi da chi succhia energia.

Uno degli strumenti più validi che abbiamo è proprio l’immaginazione e, quando avete a che fare con queste persone, dovete tirarne fuori il più possibile. Vi spieghiamo perché.

Tutti noi nasciamo con il diritto a uno spazio vitale. Quando veniamo al mondo infatti il nostro corpo occupa un determinato spazio e proprio quello spazio non deve essere schiacciato da nessuno.

In cosa consiste

Aprite le braccia in orizzontale e poi in verticale. La sfera che si forma intorno a voi è lo spazio vitale e ambientale che vi spetta. 

D'altronde non è un caso se quando le persone si avvicinano fisicamente molto a noi d'istinto facciamo un passo indietro. 

In quella bolla, in quello spazio solo e soltanto voi potete decidere cosa fare, chi far entrare, chi tenere fuori, cosa utilizzare e come farlo.

Lì dentro voi siete gli unici padroni e, per prima cosa, dovete esserne consapevoli.

Recuperate il diritto a vivere il vostro spazio, nella vostra bolla, secondo le vostre regole.

Hugh Grant e Nicole Kidman

Come utilizzarla

Quando compare il vampiro energetico pronto a succhiare energia dovete ricordare che voi avete la vostra bolla.

Immaginatevi protetti da lei, figuratela mentalmente e immaginate le parole che lui/lei dice come palloni che rimbalzano sulla bolla e tornano al mittente.

Da fuori potete limitarvi ad annuire, o rispondere in modo secco o ancora mettere fine alla conversazione.

Non importa come la gestirete esternamente ma ponete l'attenzione a come percepirete quello che succede dall’interno.

Il vostro spazio è intoccabile

Legittimarsi ad avere uno spazio vitale dove muoversi, pensare e gestire come meglio crediamo è importante per sentirsi nel pieno controllo della propria vita.

A volte sono proprio le persone che tolgono energia ad affaticarci a tal punto da farci dimenticare che siamo attivi alla nostra vita e non passivi.

Possiamo riprendere le redini delle situazioni ogni volta che vogliamo e utilizzare la bolla proprio per ricordarcelo.

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