8 serie tv da vedere se vi è piaciuto Bridgerton

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Fan del Duca di Hastings, se siete in cerca di qualcosa di nuovo da guardare, ecco l'elenco che fa per voi: 7 serie tv da vedere simili a Bridgerton

Se siete stati travolti dal ciclone Bridgerton e siete in cerca di una serie tv da vedere che ne pareggi la dipendenza che vi avevano indotto il Duca e Daphne (e, ehm, tutti i suoi fratelli), abbiamo la selezione perfetta per voi.

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La serie romantica di Netflix ambientata nell'era della Reggenza inglese è stata senza dubbio un successo incredibile (Variety ha riferito che la serie tv Bridgerton ha superato i 63 milioni di spettatori entro 28 giorni dal suo debutto, il giorno di Natale, e su Instagram ha 3.6 milioni di follower al momento in cui questo articolo viene scritto).

**Bridgerton: i segreti dei 7500 costumi della serie più vista su Netflix**

Ma se vi sono piaciuti i colpi di scena descritti da Lady Whistledown - o avete adorato la serie per altri e più carnali motivi - non disperate: abbiamo selezionato 8 serie tv simili a Bridgerton (per motivi diversi) che dovreste assolutamente vedere in attesa della prossima stagione di Bridgerton.

Un elenco per coloro che vogliono dedicarsi agli intrighi di corte, viaggiare indietro nel tempo con corsetti e costumi d'epoca, o desiderano seguire le storie e gli scandali di persone che si conoscono troppo, rimanendo abbagliati dai vortici della passione.

Insomma, ecco 8 serie tv che dovreste guardare se vi è piaciuto Bridgerton

8 serie tv da vedere simili a Bridgerton

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La regina Carlotta

Impossibile non iniziare dallo spin-off di Bridgerton dedicato alla regina Carlotta, disponibile su Netflix.

La serie racconta il dietro le quinte del personaggio di Queen Charlotte, da quando ragazzina incontra (e sposa) re Giorgio al grande cambiamento sociale, che ha portato alla nascita dell’alta società inglese in cui vivono i personaggi di Bridgerton.

Downtown Abbey

Downtown Abbey

Se non avete già visto Downton Abbey, è il momento  di rimediare. Molto simile a Bridgerton, Downton Abbey è probabilmente una delle più amate serie televisive britanniche.

Creato da Julian Fellowes, la storia si svolge tra il 1912 e il 1926 e segue una famiglia aristocratica immaginaria nel nord dell'Inghilterra.

La cosa che distingue davvero questo spettacolo è che segue sia la famiglia aristocratica proprietaria di Downton Abbey sia i lavoratori che li servono e mantengono la casa.

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Gossip Girl 

Uno scrittore irriverente che commenta ogni mossa e ogni scandalo dell'élite della città? Non è Lady Whistledown, è Gossip Girl, l'onnisciente blogger che segue un gruppo di adolescenti nell'Upper East Side. 

Se vi piacciono gli scandali, dunque, Gossip Girl è la serie che fa per voi.

Una sola differenza con Bridgerton: dovrete essere pazienti, poiché l'identità dell'anonima voce fuori campo viene svelata solo nell'episodio finale.

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The Crown 

Nel 2016, Netflix ha rilasciato una serie che è subito diventata un cult, ed è stata elogiata come una delle migliori serie originali del servizio di streaming.

Si tratta di The Crown che racconta la storia della vita della regina Elisabetta II, dai suoi anni più giovani quando sposò il prezzo di Phillip fino ai tempi moderni.

Anche se perde il suo status di show d'epoca una volta che si racconta gli avvenimenti dei giorni nostri, The Crown è ancora uno sguardo avvincente sull'ascesa della regina più famosa del mondo.

Perfetta per chi con Bridgerton ha riscoperto fascino e interesse verso la vita reale di re e regine

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The Great 

Come Bridgerton, anche The Great è una miniserie con Elle Fanning e Nicholas Hoult nel ruolo di Caterina La Grande e di Pietro. 

Lo show racconta l'esilarante e assurda storia della leader femminile più longeva della Russia, Caterina la Grande appunto, ed è un piccolo gioiello di sceneggiatura: offre costumi mozzafiato e spettacoli comici che non dimenticherete facilmente.

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The Spanish Princess

Si tratta di una miniserie televisiva britannica-statunitense di genere storico, basato sui romanzi di Philippa Gregory. 

The Spanish Princess è un sontuoso dramma d'epoca, il racconto brillante e romanzato dei giovani anni di Caterina d'Aragona (Charlotte Hope) mentre intraprende la vita alla corte britannica. 

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Virgin River 

Se non vi interessano costumi ottocenteschi o storie di alta borghesia, e piuttosto vorreste replicare il puro desiderio romantico di Bridgerton, allora Virgin River è la serie che fa per voi. Su Netflix ci sono le prime due stagioni. 

Lo show segue la storia di un'infermiera professionista di Los Angeles che si trasferisce in una remota città della California del Nord. Ma una volta che è lì, trova molto di più del nuovo inizio che stava cercando

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Scandal 

Scandal è stato il programma televisivo più sexy che Shonda Rhimes abbia mai creato. Lo show è interpretato da Kerry Washington che veste i panni di un crisis manager che ha una relazione appassionata con il presidente degli Stati Uniti.

Le sette stagioni della serie sono piene di mascalzoni che si comportano male, relazioni amorose proibite e segreti che semplicemente non rimarranno sepolti. Suona familiare?

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5 serie tv da vedere se vi è piaciuto Inventing Anna

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Ispirata a una storia vera, Inventing Anna è la nuova serie tv di successo di Netflix. Tra crime, mystery e abuso di potere, ecco altri 5 show che vi piaceranno sicuramente

Avete già visto l'ultima serie di Shonda Rhimes Inventing Anna? Probabilmente sì!

La serie, uscita su Netflix solo poche settimane fa, ha riscosso un successo strepitoso, catturando l'attenzione degli spettatori e diventando lo show numero uno più visto negli Stati Uniti su Netflix la settimana del suo debutto.

Inventing Anna racconta la vera storia della truffatrice Anna Sorokin, che si atteggiava a ereditiera tedesca con lo pseudonimo di Anna Delvey per truffare banche, hotel e i suoi stessi amici per centinaia di migliaia di dollari.

Basata su un articolo del New York Magazine del maggio 2018 intitolato "Come Anna Delvey ha ingannato i New York's Party People", lo show, puntata dopo puntata, svela la storia della truffatrice attraverso gli occhi di una giornalista di nome Vivian.

**Inventing Anna: la nuova serie di Netflix, tra truffe milionarie e look firmati**

Offrendo un resoconto di prima mano leggermente romanzato dei crimini di Anna, la serie prodotta da Shondaland ci ha lasciato col fiato sospeso per tutti e 9 gli episodi. 

Non è un segreto che questo genere, che mette insieme crime e mystery, sia sempre un successo, ma ciò che è stato particolarmente avvincente di Inventing Anna è quanto fossero elaborati i crimini di Sorokin.

Se anche voi, dopo aver divorato Inventing Anna, state cercando qualcosa di nuovo ma simile da guardare abbiamo ciò che fa per voi.

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6 serie tv da vedere simili a Inventing Anna 

(Continua sotto la foto) 

white collar

White Collar 

White Collar è la serie che segue le vicende di Neal Caffrey, un affascinante truffatore e ladro d'arte, che viene arrestato dall'FBI.

In prigione, Caffrey stringe un accordo con l'agente dell'FBI Peter Burke: diventerà un'informatore e aiuterà l'FBI a catturare altri criminali.

Impossibile non pensare al fatto che se Sorokin avesse usato le sue abilità in modo diverso, sarebbe potuta finire proprio come Neal Caffrey (interpretato da Matt Bomer).

Dirty John

Dirty Jhon

Se quello che vi è piaciuto di più di Inventing Anna è il racconto dei crimini commessi, allora la serie che fa per voi è Dirty John.

La serie racconta la storia vera del truffatore John Meehan (interpretato da Eric Bana) che ha mentito e truffato, fingendosi un ricco anestesista, con l'intenzione di depredare le donne. 

Lo show fa un ottimo lavoro nell'analizzare la psicologia del suo personaggio e considerare cosa lo ha portato agli orrendi crimini di cui è colpevole.

Blood&water

Blood & Water 

La serie Blood & Water, la cui prima stagione è uscita su Netflix nel 2020,  racconta la storia di Puleng Khumalo (Ama Qamata), una giovane ragazza la cui sorella è stata rapita come parte di una rete di traffico di esseri umani.

Dopo aver casualmente incrociato a una festa la stella del nuoto di un istituto a Città del Capo, Puleng Khumalo si convince che l'atleta è proprio sua sorella. Nel suo percorso verso la verità, scopre alcuni oscuri segreti che vengono mantenuti da individui ricchi e potenti.

Blood &Water è simile a Inventing Anna per le tematiche di abuso di potere, nonché per l'idea che nulla può rimanere nascosto per sempre.

impostors

Imposters

Imposters è una mini serie simile nei suoi temi a Inventing Anna.

La protagonista principale è Maddie (interpretata da Inbar Lavi), che sposa uomini facoltosi e scompare con i loro soldi. Con il suo ultimo fidanzato, Exra (Rob Heaps), ci sono però delle complicazioni che mettono a rischio il piano di Maddie.

Inganno e tradimento fanno da fil rouge durante tutti gli episodi, insieme a un approccio comico che aiuta a creare una certa connessione con i personaggi (nonostante ciò che combinano).

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Le regole del delitto perfetto

Tra i suggerimenti non poteva di certo mancare un'altra serie firmata Shonda Rhimes: How To Get Away With Murder (il cui titolo in italiano è Le regole del delitto perfetto).

Incentrata sulle vicissitudini personali e professionali dell'avvocata e docente universitario di procedura penale Annalise Keating e delle relative implicazioni sulla sua cerchia di fedeli studenti, la protagonista viene coinvolta in un complesso omicidio. 

Conclusa alla sua sesta stagione, nella serie non mancano di certo crimine e menzogne. 

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Cosa sapere prima di vedere la serie Inventing Anna (e perché vi piacerà tantissimo)

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La nuova serie per Netflix firmata Shonda Rhimes racconta la storia vera di Anna Delvey, la falsa ereditiera che ha ingannato l’alta società di New York

È uno dei titoli tv più attesi dell’anno e finalmente è pronto a fare il suo debutto su Netflix l’11 febbraio.

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Stiamo parlando di Inventing Anna, la seconda serie nata dalla collaborazione tra la piattaforma streaming e Shonda Rhimes dopo Bridgerton, nonché la prima creata dalla nota showrunner e non solo prodotta da Shondaland, la sua casa di produzione. 

Inventing Anna ripercorre la vera storia di Anna Delvey (all’anagrafe Sorokin), che qui è interpretata dalla straordinaria Julia Garner (Ozark), una ragazza che è riuscita a fingersi per anni la ricca ereditiera di un magnate tedesco, truffando l’alta società newyorchese.

La serie in dieci episodi di Shonda Rhimes ce la fa conoscere dopo il suo arresto, già sul banco degli imputati, per poi ricostruire la sua parabola “criminale”: dalle amicizie alle serate più esclusive, dagli alberghi a cinque stelle allo shopping di lusso, fino al tentativo di creare una fondazione artistica a suo nome.

Lo svelamento di quanto accaduto è proposto sullo schermo attraverso l’indagine che la giornalista Vivian Kent (Anna Chlumsky), tacciata di “bad journalism” per un fatto accaduto anni prima e per questo relegata a non seguire più nulla in cui crede davvero, conduce su Anna per scriverne un pezzo che riesca a ri-nobilitare la sua carriera, rimanendo poi ossessionata dalla sua storia. 

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Con la sua messa in scena patinata, un mucchio di vestiti pazzeschi, una colonna sonora alzata a tutto volume, un cast azzeccassimo e tanto posh da far brillare gli occhi, la serie creata da Shonda Rhimes ci catapulta nell’universo di Anna Delvey e dei tanti personaggi che lo hanno animato, che si trovano a raccontare come sono stati ingannati.

Ma se la truffa è l’azione che porta avanti il racconto, l’interesse della showrunner rimane catalizzato sulla sua protagonista, su quel concentrato di follia, dialettica, menzogna ed ego che l’ha fatta arrivare in luoghi e a successi impensabili, come a quel prestito milionario che le banche le stavano per concedere appena prima che la verità venisse a galla. 

Ecco cosa sapere prima di vedere la nuova serie scritta da Shonda Rhimes.

Inventing Anna: cosa dovete assolutamente sapere sulla nuova serie Netflix

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Chi era Anna Delvey (o Sorokin)

Nata in un paesino fuori Mosca nel 1991, da genitori appartenenti alla working class poi trasferitisi in Germania, Anna Delvey - all’anagrafe Sorokin - dopo il liceo inizia l’ascesa in quel mondo da copertina che sente già suo frequentando la prestigiosa Central Saint Martins di Londra, per poi lasciarla e trasferirsi a Parigi, dove entra nella redazione di Purple.

Allo scoccare dei vent’anni, nel 2013, da temeraria, intraprendente e bramosa di visibilità quale è, Anna approda a New York, epicentro di moda, ricchezza, coolness e dove nessuno sa chi sia o si preoccupi da dove arriva il denaro che millanta di avere come “ereditiera”.

Anna dalla sua ha gusto, fascino e un’intelligenza brillante che le aprono qualsiasi porta convincendo semplici interlocutori, amici stretti, ma anche professionisti affermati, che sia davvero chi dice di essere.

Quando decide di istituire la Anna Delvey Foundation, una futura Mecca per artisti e ricchi da tutto il mondo, nessuno sa che in verità il fondo milionario di cui parla di continuo non esiste e che non abbia mai avuto un dollaro. Anna si è limitata a fare il “gioco delle tre banche”: grazie alla fiducia della prima, chiede denaro alla seconda e lo deposita poi in una terza. Tutto senza la richiesta di garanzie.

Ma il suo tenore di vita sopra le righe e i conti che a un certo punto non tornano, fanno crollare il suo castello di carte. Anna viene arrestata nel 2017 con l’accusa di frode e truffa aggravata.

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Julia Garner e il resto del cast

È Julia Garner, la talentosa attrice che abbiamo già amato nel ruolo della tosta Ruth di Ozark, a vestire i panni di Anna Delvey nella serie.

Anna è una ragazza determinata, che vuole vivere la vita al suo meglio e soprattutto desiderosa di fama. Fissata con Instagram e presenza costante di ogni evento mondano newyorchese, Anna è arrivata a traguardi impensabili nella sua scalata al successo.

Julia Garner si concentra sul suo ego da vera “bitch” - come viene etichettata di continuo nella serie - riuscendo anche a far trasparire quel perenne senso di smarrimento e di paura di essere smascherata che porta con sé.

Sua co-protagonista della serie è Anna Chlumsky (Hannibal) nei panni della giornalista Vivian Kent. Grazie al suo personaggio Shonda Rhimes entra tra le mura di una redazione svelandone alcune dinamiche e introducendo tematiche non semplici come quella del bad journalism.

Vivian, che è incinta, prima di andare in maternità vuole riuscire a ri-nobilitare il suo profilo professionale, eclissatosi anni prima per un fatto che le ha messo contro l’opinione pubblica. E mentre in redazione i suoi capi pensano che la via più sicura sia farle scrivere un pezzo sul #MeToo, lei lotta per raccontare una donna la cui storia, seppur di minor valore etico, ha rilevanza e interesse.

Insieme a loro nel cast ci sono anche Laverne Cox nei panni di Kacy, personal trainer e amica di Anna insieme a Neff (Alexis Floyd), la concierge d’hotel che la inserì nelle liste vip più prestigiose di New York, e Rachel (Katie Lowes), la photo editor di Vanity Fair che ha anche scritto un libro sulla vicenda, su cui sembra che Lena Dunham stia lavorando per HBO.

Anders Holm è Jack, marito di Vivian, e Arian Moayed è Todd, avvocato di Anna. 

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L’abito fa il monaco?

Secondo Anna Delvey non ci sono dubbi: sì, sì e ancora sì.

Inventing Anna è una serie dove la moda è ovunque: nei vestiti di Anna, ma anche nelle sfilate o ai party esclusivi a cui partecipa, negli outfit da occasione o nello stile attraverso cui rendersi inconfondibile.

Balenciaga, Valentino, Prada, Chanel… vengono citati di continuo, diventando parte integrante di quel racconto “di gusto” di cui Anna si rende protagonista riuscendo a ingannare tutti intorno a sé. 

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Perché guardare Inventing Anna

C'erano una volta le principesse: ragazze che aspettavano l’avvento del principe azzurro per vivere una vita da favola. Shonda Rhimes ce ne propone una versione attuale e rivoluzionaria: una ragazza che ha provato a costruire da sola, con i suoi talenti e senza mezzi di partenza, il suo sogno.

Impossibile non rimanere affascinati da Anna Delvin, un po’ come accade alla giornalista Vivian Kent e alle numerose persone che la conoscono, e dalla sua storia.

Inventing Anna è infatti l’accattivante racconto di una truffa perpetrata da una ventenne ai danni di colossi bancari americani e di diverse personalità di spicco dell’alta società newyorchese.

È anche una storia di giornalismo: co-protagonista con Anna è proprio Vivian, con la sua ricerca di riscatto professionale e la sua maternità che non viene mai vissuta sullo schermo in modo canonicamente tenero, ma come limite fisico e temporale a cui sottostare.

Inventing Anna, infine, è una storia che parla di complicità: affettiva, amorosa, d’amicizia o di dipendenza. Ognuno dei suoi protagonisti è complice di qualcuno o qualcosa, a partire proprio dai fatti che hanno portato Anna a riuscire nel suo piano multi-zeri.  

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Sandra Oh: «Grey's Anatomy mi ha fatto andare in terapia per anni»

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Sandra Oh non ha alcuna intenzione di recitare nella 18esima stagione di Grey's Anatomy: vestire i panni di Cristina Yang l'ha già mandata in terapia

Sandra Oh, l'attrice che tutti abbiamo imparato a conoscere come Cristina Yang, ha rivelato per la prima volta in assoluto che la rapida ascesa alla fama con il successo di Grey's Anatomy è stata per lei «un'esperienza traumatica».

L'attrice, 50 anni, ha interpretato la talentuosa dottoressa nella serie medical drama di Shonda Rhimes dal 2005 al 2014, ma solo ora ha ammesso che lo spettacolo ha avuto gravi ripercussioni sulla sua vita privata

Durante un'intervista al Sunday Today with Willie Geist, Sandra Oh ha detto: «Ad essere onesti, è stato traumatico. È stato davvero traumatico.

È il motivo per cui continuo a dire che ciò di cui si ha bisogno per fare questo lavoro è avere molta privacy. Quando si perde l’anonimato, bisogna sviluppare delle abilità per cercare di rimanere se stessi.

Sono passata dal non essere in grado di uscire, a nascondermi nei ristoranti, e poco per volta ho imparato a gestire l’attenzione, gestire le aspettative, senza perdere il senso di me».

**Patrick Dempsey torna nei panni di Derek per dare il giusto finale alla storia con Meredith**

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«Per gestire la fama di Grey's Anatomy sono andata in terapia»

Per gestire la fama arrivata con Grey's Anatomy, la perdita di ogni diritto alla riservatezza e la consapevolezza di dover lavorare su se stessa per ritrovarla, Sandra Oh ha chiesto aiuto a un esperto, andando in terapia

«Ho avuto un buon terapeuta per un po' di tempo - ha rivelato l'attrice - Non sto scherzando… È stato molto, molto importante».

A quanto pare, nelle sue sedute, Sandra Oh ha imparato a stabilire i limiti della sua vita professionale.

«In questo lavoro bisogna imparare a trovare il modo di rimanere con i piedi per terra - ha detto - E molte volte è dicendo di no».

E così, quando le è stato chiesto se avesse intenzione di tornare a interpretare i panni di Cristina Yang nella 18esima stagione di Grey's Anatomy, l'attrice ha risposto con un categorico «No». 

**Grey's Anatomy finisce qui (o forse no): ecco cos'ha svelato sul futuro della serie Ellen Pompeo (aka Meredith)**

«Adoro la serie però, ed è anche per questo che apprezzo davvero lo spettacolo... il fatto che mi venga ancora chiesto di prenderne parte.

È molto raro essere in grado di vedere in questo modo l'impatto di un personaggio in uno show - ha spiegato la Oh - In un certo senso, quando interpreti un ruolo, fai il tuo lavoro come in una bolla e poi la lasci andare.

Ho lasciato quello spettacolo quasi sette anni fa. Quindi nella mia mente è andato. Ma per molte persone il personaggio di Cristina Yang è ancora molto vivo. E anche se lo capisco e ancora lo amo, io ormai sono andata avanti».

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Grey's Anatomy finisce qui (o forse no): ecco cos'ha svelato sul futuro della serie Ellen Pompeo (aka Meredith)

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Il medical-drama firmato Shonda Rhimes potrebbe essere giunto alla fine. Dopo 17 stagioni, Ellen Pompeo rivela che lei e lo staff stanno cercando un modo per terminare la serie

Dopo 17 stagioni, Grey's Anatomy potrebbe essere arrivato alla fine.

Se fosse per ABC Studios, il rinnovo della serie per l'ennesima stagione sarebbe cosa certa, ma Ellen Pompeo (aka Meredith Grey, giustappunto) ha rivelato che il futuro dello show deve ancora essere deciso.

L'attrice, 51 anni, che in precedenza aveva affermato che la 17esima stagione potrebbe essere stata l'ultima, ha rivelato nuove informazioni durante la sua intervista di ieri con CBS Sunday Morning.

Quando le è stato chiesto quale fosse il futuro della serie, Ellen Pompeo ha infatti risposto: 

«Non lo so. Non posso dire. Onestamente non abbiamo deciso. Stiamo davvero cercando di capirlo e prendere una decisione». 

**TEST Quale personaggio di Grey's Anatomy sei?**

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Greys Anatomy

Ci sarà la 18esima stagione di Grey's Anatomy?

Per non lasciare nessun dubbio, durante l'intervista, Ellen Pompeo ha ammesso che sì, lei e lo staff stanno cercando di trovare un modo per terminare la serie.

«Il problema però è: che storia raccontiamo?» ha spiegato l'attrice.

«Per terminare uno spettacolo così iconico, come lo facciamo? Voglio solo assicurarmi di fare onore a questo personaggio e questo spettacolo per i fan - voglio assicurarmi di farlo bene».

D'altronde, sono pochi i protagonisti delle serie tv che hanno vissuto tanto quanto Meredith Grey. In 17 stagioni di Grey's Anatomy, Meredith ha assistito a sparatorie, bombe, incidenti aerei, incidenti su traghetti, morte, distruzione e disperazione; il tutto mentre cercava di mantenere una carriera come chirurgo e una vita da mamma. Quanto ancora può sopportare un personaggio?

**Ellen Pompeo su Grey's Anatomy: non mi aumentavano lo stipendio per colpa di Patrick Dempsey**

Ellen Pompeo, che è attrice e anche produttrice dello show, aveva in passato già fatto riferimento alla possibile fine del medical-drama firmato Shonda Rhimes:

«Non sappiamo ancora quando lo spettacolo finirà  davvero. Ma la verità è che quest'anno potrebbe essere l'ultimo». 

«Come produttore, mi sento come se avessi il permesso di poterlo fare. Voglio dire, al momento, questo è l'ultimo anno del mio contratto. Non so dirvi se questo sia anche l'ultimo anno della serie, ma potrebbe benissimo esserlo».

**Ellen Pompeo (aka Meredith) è pronta a lasciare Grey's Anatomy: e ora?**

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Bridgerton 2 si farà: Lady Whistledown conferma la seconda stagione

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Bridgerton 2, confermata la seconda stagione della serie Netflix sulla nobiltà londinese: ecco quando uscirà e cosa sappiamo della trama

Bridgerton è la serie tv Netflix per cui abbiamo perso la testa quest'inverno e a meno di un mese dall'uscita della prima stagione (il 25 Dicembre) è arrivata la conferma ufficiale della seconda.

** BRIDGERTON: NETFLIX CONFERMA LA TERZA E QUARTA STAGIONE **

** Cosa guardare su Netflix (catalogo aggiornato) **

A darne l'annuncio è stata niente meno che Lady Whistledown:

«Dopo i pettegolezzi degli ultimi giorni, è un onore per me comunicarvi che Bridgerton tornerà ufficialmente per una seconda stagione. Spero che abbiate messo da parte una bottiglia di ratafià per questa deliziosa occasione.

L'incomparabile cast di Bridgerton tornerà sul set nella primavera del 2021.

L’autrice è stata attendibilmente informata del fatto che Lord Anthony Bridgerton intende dominare la prossima stagione. La mia penna sarà pronta per riferire tutte le sue vicissitudini d’amore. 

Tuttavia, gentili lettori, prima di lasciar spazio a richieste di sordidi dettagli, sappiate che al momento non sono incline a riferire alcun particolare. La pazienza, dopotutto, è una virtù.

Sentitamente Vostra,

Lady Whistledown»

** 7 serie tv da vedere simili a Bridgerton (da guardare in attesa della seconda stagione) **

**Se vi è piaciuto Gossip Girl, non perdete Bridgerton per niente al mondo**

Ecco dunque tutto quello che sappiamo finora sulla seconda stagione di Bridgerton

(Continua sotto la foto)

Quando esce Bridgerton 2?

Come annunciato da Lady Whistledown il cast tornerà sul set nella primavera del 2021.

E vi avevamo già raccontato che alcuni siti di gossip avevano segnalato su Production Weekly un progetto intitolato "Bridgerton 02" in calendario a Uxbridge, in Inghilterra, nel Marzo 2021.

** Le serie tv Netflix più viste del 2020 ** 

Il che significa che potremmo vedere la stagione 2 di Bridgerton all'inizio del 2022.

BRIDGERTON protagonisti

Che cosa succederà in Bridgerton 2?

Anche qui abbiamo qualche indicazione dall’autrice stessa, che annuncia di essere «stata attendibilmente informata del fatto che Lord Anthony Bridgerton intende dominare la prossima stagione. La mia penna sarà pronta per riferire tutte le sue vicissitudini d’amore»

Dunque, se la prima stagione della serie si è concentrata su Daphne Bridgerton e la sua relazione con il Duca, Simon Basset, ora toccherà ad Anthony il ruolo da protagonista.

Basata sui romanzi bestseller di Bridgerton di Julia Quinn, infatti, la storia continua esplorando le vite di tutti gli otto fratelli.

La serie di libri è composta di otto romanzi, ciascuno incentrato su uno dei discendenti di Bridgerton, che, tra l'altro, sono stati chiamati in ordine alfabetico, dalla A alla H.

Oltre a queste otto storie, la Quinn ha anche pubblicato due extra raccolte di scritti di Lady Whistledown, editorialista di gossip, e una serie di brevi novelle che servono come secondi epiloghi per ciascuno dei libri

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Il cast è pronto a tornare in scena 

Cosa ne pensano il cast e la troupe di una seconda stagione di Bridgerton?

È lecito ritenere che tutti gli attori sarebbero entusiasti di tornare a interpretare i panni (sfarzosi) dei loro personaggi.

Nicola Coughlan, che interpreta Penelope Featherington nella serie, ha detto: «Mi sento come se avessimo creato questo grande mondo, quindi mi piacerebbe esplorarne di più - aggiungendo che sarebbe particolarmente entusiasta di andare a fondo nel mondo di Penelope - Mi piacerebbe fare quel viaggio con lei, per vedere come è cambiata», ha detto Coughlan. 

Anche la protagonista della prima stagione è d'accordo. Parlando di esplorare il futuro dello show, Phoebe Dynevor, che interpreta Daphne, ha raccontato a Town&Country che le piacerebbe vedere degli episodi futuri:

«Siamo concentrati solo sulla prima stagione in questo momento, ma mi piacerebbe esplorare le storie di tutti i fratelli Bridgerton in altre stagioni»

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Tutti presenti tranne il Duca

È ormai noto che Regé-Jean Page ha deciso di non ritornare nei panni dell'amato Duca di Hastings in Bridgerton 2.

** Bridgerton 2: ecco il vero motivo per cui il Duca non ci sarà **

Nonostante gli sia stato offerto di tornare come guest star in tre o cinque episodi per la cifra di $50.000 a episodio (più di 40 mila euro), è stato proprio lo stesso attore a rifiutare il ritorno nei panni di Simon Basset nella seconda stagione dello spettacolo che ha tenuto incollato milioni di spettatori.

Stando alle indiscrezioni, Regé-Jean Page aveva firmato un contratto di un solo anno con Bridgerton e, rifiutando il rinnovo, ha spiegato a Variety che era attratto dal ruolo di Simon Basset perché era solo «nell'arco di una stagione» con un «inizio, metà, fine».

«Ho sempre pensato fosse molto interessante e il ruolo perfetto per me, perché era una serie limitata alla prima stagione».

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Ellen Pompeo su Grey's Anatomy: non mi aumentavano lo stipendio per colpa di Patrick Dempsey

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Dopo 14 anni di Grey's Anatomy, Ellen Pompeo è l'attrice più pagata del piccolo schermo, ma non è stato così facile: ecco perché e cosa c'entra Patrick Dempsey

Sono 14 anni che Ellen Pompeo dà il volto a Meredith Grey in Grey’s Anatomy, ma solo adesso è riuscita a strappare il contratto che ha sempre voluto.

L’attrice ha rilasciato una lunga intervista a The Hollywood Reporter in cui ha parlato a cuore aperto delle sue emozioni riguardo la serie, della sua carriera e dell’effetto negativo che Patrick Dempsey ha sempre avuto quando si parlava di rinegoziare il contratto con la Abc.

Per fortuna ci ha pensato Shonda Rhimes a darle una scossa.

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Meredith e Cristina Grey’s Anatomy

Com’è iniziata con Grey’s Anatomy

Il 27 marzo del 2005 sulla Abc debuttava il medical drama che vedeva protagonista un’allora sconosciuta Ellen Pompeo sotto le direttive di un’altrettanto sconosciuta Shonda Rhimes. Il successo fu immediato e tutti furono entusiasti.

Tutti tranne una, Ellen Pompeo, che a The Hollywood Reporter ha ammesso: «Sapevo di essere fregata».

In fondo parliamo di un periodo in cui le serie tv non godevano della stima e dell’attenzione dei grandi produttori come oggi e, anzi, rappresentavano un punto di partenza o una forma di schiavitù legata al personaggio.

E proprio questa è stata la preoccupazione dell’attrice per diverso tempo: «Mi dicevo che non sarei rimasta imbrigliata in un medical show per cinque anni».

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Ellen Pompeo oggi

Quattordici anni dopo la Pompeo è la star indiscussa dello show in cui alla fine è sì rimasta imbrigliata, ma è anche cresciuta ed è diventata una voce influente del panorama televisivo, conquistato passo dopo passo insieme a Shonda Rhimes.

Alla fine del 2017 ha firmato un nuovo contratto che l’ha resa l’attrice drammatica più pagata del piccolo schermo e che la lega allo show per altre due stagioni (anche se la 15esima e la 16esima stagione non sono ancora state annunciate ufficialmente).

Con una certezza: «La serie andrà avanti finché Ellen vorrà farla». Parola di Shonda Rhimes.

ellen pompeo shonda rhimes

L’effetto Shonda

A detta di Ellen Pompeo, è stata proprio la creatrice dell’impero Shondaland (che oltre a Grey’s Anatomy produce Scandal, Le regole del delitto perfetto, The Catch e ha in cantiere un altro spinoff del medical drama, dopo Private Practice, su una caserma di pompieri) a darle lo stimolo per ottenere ciò che voleva.

«Più Shonda trovava spazio e potere, più mi stimolava. È stata un’evoluzione.

Ed è anche il motivo per cui siamo così legate - spiega l’attrice - Le sono stata sempre leale e lei è sempre stata generosa con me nel condividere il suo potere.

E ora mi ha permesso di essere una delle attrici televisive più pagate, oltre che una produttrice dello show e co-produttrice esecutiva dello spinoff».

Il consiglio più importante che le ha dato? «Decidi quale pensi sia il tuo valore e chiedi il dovuto per quello. Nessuno verrà a dartelo dal nulla.

Da donna so che nessuno può approcciarsi come se non meritasse qualcosa o che non sia giusto chiedere di più per non dispiacere qualcuno. E so per certo che quando un uomo contratta, ci va giù pesante».

ellen pompeo

Il nuovo contratto con la Abc

Risultato: il nuovo contratto di Ellen Pompeo le frutta più di 20 milioni di dollari all’anno (circa 575mila dollari a episodio, più altri bonus e il compenso come produttrice).

«È successo che sono andata da Shonda e le ho detto: ”Se ti sposti su Netflix e vuoi che lo show vada a morire, mi sta bene.

Ma se vuoi continuare, ho bisogno di essere incentivata. Ho bisogno di sentirmi più potente, di sentire il controllo di questo show”.

E lei mi ha risposto: “Voglio che la serie vada avanti. È la madre di tutte le altre, troviamo una strada che possa renderti felice. Cosa vuoi?”».

Dopo più di un ragionamento sui suoi meriti riguardo alla popolarità di Grey’s Anatomy, Ellen ha dato la sua risposta: «Non farò nient’altro e questo è frustrante per me da un punto di vista creativo.

Registro 24 episodi all’anno e per contratto non posso apparire da nessun’altra parte. Dirigere qualche episodio è divertente ma mi tiene semplicemente lontana dai miei figli. Voglio più soldi e voglio essere produttrice.

Recitare per me è noioso e alla mia età ormai devo essere realistica, non potrò avere una seconda vita. Non sono Julia Roberts.

Ho 48 anni e ho capito che devo chiedere quello che merito. Non sono l’attrice più importante là fuori.

Ma la verità è che tutti possono essere bravi in una serie per uno o due anni, ma per 14 anni? Ci vogliono delle capacità».

Cosa c’entra Patrick Dempsey

«Per me il fatto che Patrick abbia lasciato lo show nel 2015 è stata una svolta.

Lo avrebbero sempre usato come ricatto contro di me. “Non abbiamo bisogno di te, abbiamo Patrick”, mi hanno fatto capire per anni.

Non so se hanno fatto lo stesso con lui, perché non abbiamo mai parlato dei nostri contratti. Qualche volta gli ho chiesto di negoziarli insieme, ma non ha mai voluto.

Poi a un certo punto ho chiesto 5mila dollari più di lui, per principio, perché lo show si chiama Grey’s Anatomy e io sono Meredith Grey.

Non me li hanno voluti dare. Lì avrei potuto andarmene, ma è la mia serie, sono la numero uno.

Perché avrei dovuto andarmene per colpa di un uomo? Ero combattuta ma poi mi sono detta che non avrei mai lasciato che un uomo mi sbattesse fuori da casa mia».

meredith nathan greys anatomy

Nessuno mette Meredith in un angolo

Peccato che subito dopo le sia stato affiancato un altro uomo, di certo meno ingombrante di Dempsey:

«L’inchiostro era ancora fresco sulle carte per il licenziamento di Patrick quando loro già correvano per cercare un nuovo ragazzo.

Ero in vacanza in Sicilia, per decomprimere - era stata una lunga relazione lavorativa e tutto era stato tumultuoso, avevo bisogno di un momento per svagarmi - e loro continuavano a chiamarmi e mandarmi foto e chiedermi cosa ne pensassi di questo o quel ragazzo.

Io ho risposto “Ma siete pazzi? Perché pensate che abbia bisogno di un rimpiazzo?”.

Non riuscivo a credere che lo studio e il network pensassero che ci fosse bisogno di un altro uomo.

Abbiamo fatto entrare Martin Henderson ma la sua storyline non è piaciuta, quindi l’abbiamo fatta terminare.

ellen pompeo greys anatomy

Il femminismo di Ellen Pompeo

Raramente gli attori parlano con la stampa dei loro contratti, ma questa intervista vuole scardinare un muro e un modus operandi che molte attrici non sopportano più e la Pompeo vuole essere d’ispirazione per le giovani che intraprendono questa carriera.

«Non credo che la soluzione stia solo nel dare più potere alle donne, perché il potere corrompe. Non è un discorso solo di donne e uomini.

Ma dovrebbero esserci più donne come noi al potere e non solo sul set di Shonda Rhimes.

Ho solo il diploma e non ero una grande studentessa, ma ho imparato molto a Shondaland.

E ora mia figlia di 8 anni viene con me sul set e vede tutte queste donne fiere e al comando.

Lei adora sedersi sulla sedia del regista con l’altoparlante e gridare “Azione”. Sta crescendo in un ambiente in cui è completamente a suo agio con il potere.

Non conosco nessun altro posto a Hollywood in cui potrebbe accadere lo stesso. La speranza, ora, è che le cose possano cambiare. E presto».

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Perché Grey’s Anatomy è una serie che tutte le donne dovrebbero vedere

Parità di genere, ma anche affermazione e rispetto: dieci (ottime) ragioni per cui Grey's Anatomy è una serie tv che tutte le donne dovrebbero vedere

Dodici anni dalla prima messa in onda e un totale di tredici stagioni: anche se per molti versi Grey’s Anatomy è ormai più simile a una soap opera che a una serie, di sicuro ha un innegabile merito, quello di essere un manifesto del femminismo e dell'orgoglio di essere donna che farebbe bene a tutte, ma proprio a tutte, vedere.

Gran parte del merito va di sicuro alla sua creatrice Shonda Rhimes, da sempre una delle più convinte portabandiera del femminismo e dell'uguaglianza, di genere e di razza, che trovano la loro perfetta sintesi nella scelta dei personaggi femminili non solo di Grey’s Anatomy, ma anche di Scandal e How To Get Away With Murder: donne afroamericane, colte, intelligenti, forti, scaltre e – soprattutto – potenti.

È però nel medical drama più famoso dopo E.R. Medici in prima linea che l’universo femminile dipinto dalla Rhimes raggiunge il suo apice, convincendo ogni donna che sì, l’uguaglianza è davvero possibile.

Nella gallery, dieci motivi per cui Grey's Anatomy fa davvero bene.

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Non solo i Simpson, anche Scandal ha predetto molto della politica americana

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Dalle limitazioni alla stampa alle elezioni truccate, fino all'avvento di Trump: ecco tutto quello che Scandal ha predetto sulla politica americana

La politica americana è fin troppo prevedibile a quanto pare: l'ascesa di Donald Trump in politica, le battaglie delle donne, la fine della privacy di fronte alla sicurezza nazionale - era già tutto scritto.

Dove? Nella sceneggiatura di Scandal, la serie tv di Shonda Rhimes sugli intrighi e le vicissitudini della Casa Bianca, che vede protagonista Kerry Washington nei panni dell'impavida Olivia Pope.

Per i più romantici il telefilm non racconta altro che la storia d'amore tra l'ex portavoce della Casa Bianca, dedita ora a risolvere le crisi d'immagine dell'élite di Washington, e il Presidente degli Stati Uniti, Fitzgerald Grant III.

I più cinici, invece, si saranno accorti di come, tra un complotto e l'altro, Shonda Rhimes abbia disseminato la sua creatura di piccole profezie, che si sono puntualmente avverate. Basta dare un'occhiata alle ultime cinque stagioni per trovare dei parallelismi tra finzione e realtà e allusioni, nemmeno troppo velate, circa quello che potrebbe accadere negli anni a venire. 

La sesta stagione arriverà in Italia su FoxLife in primavera, con la lotta finale per la conquista della Casa Bianca.

In attesa di scoprire quali altre sfide attenderanno Olivia Pope e i suoi Galdiatori, (e di cosa ci aspetta nella vita vera a questo punto) abbiamo raccolto, nella gallery, alcune delle profezie della serie che si sono già avverate.

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