Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

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Da I peccatori di Ryan Coogler a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson: in streaming o al cinema, ecco dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

Il Dolby Theatre di Los Angeles è pronto ad accogliere la sera del 15 marzo - per noi quindi sarà dalla mezzanotte del 16 marzo - la 98ma cerimonia degli Academy Awards. Per arrivare preparati, ecco dove vedere i film candidati agli Oscar 2026.

Da I peccatori di Ryan Coogler a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, ma anche Marty Supreme di Josh Safdie e Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao sono tanti i titoli super chiacchierati su cui sono puntati i riflettori nelle categorie principali ma non solo. 

In attesa di vedere chi trionferà, per arrivare preparati alla notte più attesa del cinema, ecco una lista dei film candidati e dove è possibile vederli al momento tra streaming e sala. 

Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

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I peccatori di Ryan Coogler

16 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Michael B. Jordan)

Mississippi anni ’30. In piena segregazione razziale, due fratelli tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle un passato turbolento. Ad accoglierli qui una minaccia che non avrebbero mai immaginato - legata al mondo dei vampiri. Horror e folklore si mischiano in un film tra i più originali visti quest’anno.

Su Sky Cinema Uno in abbonamento. 

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Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson 

13 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Leonardo DiCaprio), Miglior attore non protagonista (Sean Penn e Benicio Del Toro)

California. Bob Ferguson è un ex rivoluzionario appartenente al gruppo “French 75” ormai in declino. Bob vive con la figlia adolescente e tutto sembra filare nella giusta direzione fino a quando un suo ex acerrimo nemico, il colonnello Lockjaw, riappare dopo 16 anni nella sua vita e rapisce la ragazza. A Bob non rimane che riunire i suoi vecchi compagni d’armi. Un Leonardo DiCaprio al suo top che speriamo si aggiudicherà la statuetta che si merita.

Su HBO Max in abbonamento o su diverse piattaforme a pagamento. 

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Frankenstein di Guillermo del Toro

9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore non protagonista (Jacob Elordi)

Chi è il vero mostro in Frankenstein? Guillermo del Toro adatta l’opera di Mary Shelley al suo cinema e alla tematiche a lui care. Il suo Frankenstein rimane fedele al romanzo gotico ma ne accentua la carica filosofica. Il film segue una doppia narrazione creatore-creatura per raccontare l’ossessione di Victor Frankenstein di vincere la morte. Per questo motivo dà vita a una creatura, disperata nella sua solitudine e nella sua immortalità, alla ricerca di un suo posto nel mondo.

Su Netflix in abbonamento. 

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Bugonia di Yorgos Lanthimos

4 candidature tra cui Migliore Attrice Protagonista (Emma Stone), Miglior sceneggiatura non originale

Yorgos Lanthimos torna ancora una volta a lavorare con la sua “musa” Emma Stone e con Jesse Plemons (i tre avevano appena collaborato in Kind Of Kindness) in questo adattamento della sci-fi coreana Save the Green Planet!. Protagonisti sono due uomini che, convinti che la dirigente dell’azienda per cui lavorano sia una potente aliena incaricata di distruggere la Terra, decidono di rapirla per estorcerle la verità sui suoi piani. Quello che inizia come un piano maldestro, si trasforma in un gioco imprevedibile e pericoloso.

Solo a pagamento su Amazon Prime Video e altre piattaforme streaming.

F1

F1 di Joseph Kosinski

4 candidature: Miglior film, Miglior montaggio, Miglior sonoro, Migliori effetti speciali

Brad Pitt è Sonny Hayes, ex pilota di F1, ritiratosi negli anni ’90 in seguito a un grave incidente. Dopo trent’anni è il suo vecchio amico Ruben Cervantes (Javier Bardem), proprietario di una nota scuderia, a riportarlo in pista per fare da mentore al giovane Joshua “Noah” Pearce, talentoso ma irruente prodigio dei motori. Un film pazzesco per gli appassionati di auto, anche perché girato splendidamente durante veri weekend di gara.

Su Apple TV in abbonamento.

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Train Dreams di Clint Bentley

4 candidature: Miglior film, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior fotografia, Miglior canzone originale

Primo Novecento, Ovest Americano. Robert Grainier (Joel Edgerton) è un lavoratore itinerante. Rimasto orfano da bambino, Grainier vive un’esistenza solitaria, nella natura isolata e incontaminata. Questo fino al giorno in cui s'innamora di Gradys (Felicity Jones). Ma un dramma torna a sconvolgere la sua vita, portando con sé gli echi di un passato mai dimenticato. Un drammone splendidamente interpretato da Edgerton, che ricorda le atmosfere e gli ambienti di un regista cult come Terrence Malick.

Su Netflix in abbonamento.

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Marty Supreme di Josh Safdie

9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Timothée Chalamet)

New York, anni ’50. Marty Reisman (Chalamet) è stato - per davvero - un prodigioso e originale campione di ping-pong. Nel film lo conosciamo che è un ambizioso venditore di scarpe di giorno, mentre di notte porta avanti il suo talento con la racchetta. Marty è ossessionato dal successo, tanto che per raggiungerlo nel più breve tempo possibile, non esita ad entrare nel mondo delle scommesse e delle truffe. Meravigliosa spalla di Timothée Chalamet nel film è Gwyneth Paltrow nei panni dell’affascinante Kay Stone.

Al cinema dal 22 gennaio.

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Sentimental Value di Joachim Trier

9 candidature tra cui Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Renate Reinsve)

Oslo. Nora Borg (Renate Reinsve) è un’attrice di successo che, insieme alla sorella Agnes deve affrontare il ritorno a casa del padre Gustav (Steallan Skarsgård, candidato anche lui come Miglior attore non protagonista), regista. Quando Gustav propone a Nora una parte nel suo film “di ritorno”, Nora rifiuta. Gustav affida così la parte a una giovane attrice hollywoodiana (Elle Fanning), portando scompiglio in famiglia e riaprendo vecchie ferite.

Al cinema dal 22 gennaio.

Hamnet

Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao

8 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Jessie Buckley)

Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, il film racconta la vita di Agnes (Buckley), una donna legata alla natura da un rapporto quasi ancestrale, moglie di quello che sarà il futuro re del teatro, William Shakespeare. La storia di Hamnet, in particolare modo, si concentra su una grave malattia che colpisce la famiglia, portando via alla coppia il figlio di 11 anni: Hamnet, appunto. L’elaborazione del lutto da parte della donna e la sua innata indole creativa spingeranno in seguito il marito a scrivere quello che diventerà uno dei suoi capolavori indiscussi, l’Amleto.

Al cinema dal 5 febbraio.

L’agente segreto

L’agente segreto di Kleber Mendoça Filho

4 candidature: Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior attore (Wagner Moura) e Miglior casting

1977. Nel corso della dittatura brasiliana, un professore universitario, Marcelo (Moura), si rifugia a Recife durante la settimana del carnevale con la speranza di far perdere le sue tracce. Tuttavia è costretto presto a scoprire che la città non è il rifugio sicuro che si aspettava e inizierà per lui un intenso gioco di sopravvivenza.

Al cinema dal 29 gennaio.

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Ecco tutto quello che vi siete persi sulla notte degli Oscar 2025

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Tra discorsi esilaranti, vittorie storiche e tante risate, ecco i momenti imperdibili della notte degli Oscar 2025

Luci, glamour, sorprese e qualche colpo di scena: la notte degli Oscar 2025 è stata, come sempre, uno spettacolo imperdibile. Tra vincitori attesi e trionfi inaspettati, discorsi emozionanti e momenti esilaranti, la cerimonia ha regalato al pubblico una serata intensa e piena di emozioni.

Anche quest’anno, la premiazione ha seguito la tradizione di durare ben oltre il previsto, nonostante le promesse (e le battute) del conduttore Conan O’Brien su una gestione "rigida" del tempo. Ma a rubare la scena è stato Anora, il film indipendente di Sean Baker, che con un budget di soli 6 milioni di dollari ha conquistato ben cinque Oscar su sei nomination.

Non sono mancati altri grandi protagonisti: Adrien Brody, 22 anni dopo il suo primo trionfo per Il Pianista, ha vinto come Miglior Attore, mentre Zoe Saldaña è entrata nella storia come la prima attrice americana di origini dominicane a conquistare un Oscar.

Ma gli Oscar 2025 non sono stati solo premiazioni. Tra esibizioni mozzafiato, discorsi toccanti e momenti esilaranti, la serata è stata ricca di highlights. 

Ecco allora i momenti più divertenti e imperdibili degli Oscar 2025.

**Oscar 2025, tutti gli abiti delle star sul red carpet**

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Ariana Grande e Cynthia Erivo aprono gli Oscar con un numero spettacolare

Se c’era un modo perfetto per aprire la serata, Ariana Grande e Cynthia Erivo l’hanno trovato. Le due protagoniste di Wicked, entrambe candidate agli Oscar, hanno incantato il pubblico con una performance che ha reso omaggio alla magia del cinema e al mondo di Il Mago di Oz, da cui Wicked prende ispirazione.

Ariana ha iniziato con una toccante interpretazione di Somewhere Over the Rainbow, seguita da Cynthia con Home da The Wiz. Il gran finale? Un emozionante duetto sulle note di Defying Gravity, uno dei brani più iconici del musical.

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Kieran Culkin e il discorso più divertente della serata

Kieran Culkin ha concluso una stagione da sogno con la vittoria dell’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per A Real Pain. Ma a conquistare il pubblico (oltre la sua performance) è stato il suo discorso.

Ricollegandosi a quanto detto alla cerimonia degli Emmy 2024, Culkin ha raccontato un aneddoto sulla sua famiglia: «Mia moglie mi ha promesso quattro figli se avessi vinto un Oscar. Quella sera abbiamo stretto un patto. Beh, Jazz, ora tocca a te!».

Il pubblico in sala è scoppiato in una risata generale. Un momento leggero e spontaneo che ha reso il suo discorso uno dei più memorabili della serata.

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Il discorso più potente: No Other Land vince come Miglior Documentario

Uno dei momenti più intensi della serata è stato il discorso di Basel Adra e Yuval Abraham, registi di No Other Land, premiato come Miglior Documentario.

Il film racconta la vita del palestinese Adra sotto l’occupazione israeliana ed è stato realizzato in collaborazione con Abraham, regista israeliano. Entrambi sono saliti sul palco per un discorso che ha lasciato il pubblico in silenzio.

«Il nostro film riflette la dura realtà che viviamo da decenni» ha detto Adra, aggiungendo: «Resistiamo e chiediamo al mondo di agire per fermare la pulizia etnica del popolo palestinese».

Abraham ha aggiunto: «Abbiamo fatto questo film insieme, perché uniti le nostre voci sono più forti. Ci vediamo, vediamo la distruzione di Gaza e il dolore di tutti coloro che soffrono. C’è un’altra via».

Un momento di grande impatto che ha reso questo Oscar uno dei più significativi della serata.

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Il trionfo di Anora

Se c’è stato un vincitore assoluto agli Oscar 2025, quello è stato Anora. Il film di Sean Baker ha conquistato ben cinque statuette, tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice per Mikey Madison.

Durante il suo discorso, Baker ha sottolineato l’importanza di vedere i film al cinema: «Ridere insieme, piangere insieme. In un mondo diviso, il cinema ci unisce più che mai».

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Zoe Saldaña entra nella storia 

Zoe Saldaña ha conquistato l’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista per il suo ruolo in Emilia Pérez, chiudendo una stagione trionfale dopo i successi ai Golden Globe, SAG Awards, BAFTA e Critics Choice.

È la prima attrice americana di origini dominicane a conquistare un Oscar.

Visibilmente commossa, ha dedicato il premio ai suoi antenati: «Sono figlia di immigrati con sogni, dignità e mani che hanno sempre lavorato duro. Sono la prima americana di origini dominicane a vincere un Oscar, ma so che non sarò l’ultima».

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La reunion di Meg Ryan e Billy Crystal

Chi ama le commedie romantiche non poteva chiedere di meglio: Meg Ryan e Billy Crystal si sono riuniti sul palco per presentare il premio per Miglior Film.

I due attori, protagonisti di Harry, ti presento Sally, hanno mandato in visibilio il pubblico quando Billy ha parafrasato la sua iconica dichiarazione d’amore prima di annunciare i candidati.

Un momento di nostalgia e magia che ha fatto battere il cuore a tutti gli amanti del cinema romantico.

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Adam Sandler e lo sketch con Conan O’Brien

Adam Sandler è stato protagonista di uno dei momenti più divertenti della serata. Si è presentato agli Oscar con felpa e pantaloncini, scatenando subito l’ironia di Conan O’Brien.

Il conduttore ha scherzato sul suo look, dicendo: «Sei vestito come uno che gioca a poker online alle due del mattino» Sandler ha replicato: «Nessuno ci stava facendo caso finché non l’hai detto tu!».

Prima di uscire tra le risate, ha lanciato un invito: «A mezzanotte, partita di basket al Veteran Park. Il tizio di Nosferatu è nella mia squadra»

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A Real Pain: com’è il film con Kieran Culkin candidato agli Oscar

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Scritto e interpretato da Jesse Eisenberg, A real pain è una bella storia d’amicizia che affronta in modo inedito il tema della Memoria

Kieran Culkin si è già aggiudicato il Golden Globe e il BAFTA come Migliore attore non protagonista per il suo ruolo in A Real Pain, il nuovo film di e con Jesse Eisenberg in uscita nelle sale italiane il 27 febbraio, per cui è candidato anche ai prossimi Academy Awards (che a questo punto non ci stupirebbe che vincesse…). 

Commovente e tenero, A Real Pain vede protagonisti due cugini molto legati tra loro - Culkin e Eisenberg - che in seguito alla morta della nonna, decidono di andare a onorare la sua memoria con un viaggio in Polonia. La storia della donna affonda infatti le sue radici in quella dell’ebraismo e della Shoah. I due non si vedono da un po’, sono diversissimi tra loro, e il viaggio diventa un modo per fare il punto sulle reciproche vite e il loro rapporto. 

A Real Pain è uno di quei film a metà tra road movie e real life in stile Little Miss Sunshine, sempre in bilico tra risata e lacrima, semplice nello svolgimento ma indimenticabile nella scrittura e nella creazione dei suoi protagonisti.

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La trama di A Real Pain

David (Jesse Eisenberg) abita a New York, ha una moglie, un figlio e una carriera avviata nel mondo dell’adv online. Benji (Kieran Culkin) abita ancora nel seminterrato di casa di sua mamma ed è un nullafacente. David è pieno di insicurezze e un po’ noioso. Benji è spontaneo e sembra non aver paura di nulla.

Sono cugini ed entrambi amavano molto la nonna, morta di recente, motivo che li ha portati a partecipare a un tour organizzato in Polonia, sulle tracce della storia della donna. È così che, mentre sul fondo si delinea la loro storia famigliare, tra i due emergono vecchie e nuove tensioni, non detti e inevitabili sentimentalismi. 

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Il viaggio arricchisce, non cambia

Guardando i film di viaggio, è sempre un po’ straniante vedere come i protagonisti abbiano la tendenza a tornare a casa cambiati da quello che hanno vissuto. D’accordo, le narrazioni devono essere almeno un minimo fiabesche e aspirazionali per intrattenerci, ma non sappiamo a quanti nella realtà sia davvero accaduta una trasformazione tanto importante dopo una vacanza. 

In A Real Pain questo non accade. Il fine del film non è vedere quello che accade dopo, ma restare focalizzato su ciò che vivono David e Benji durante la loro esperienza insieme. Esperienza durante la quale, fra l’altro, non riescono nemmeno a cambiarsi tra loro, ma al massimo imparano a stare insieme e a rispettarsi per come sono, ciascuno con le proprie follie e le proprie fragilità. 

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Perché Kieran Culkin dovrebbe vincere anche l’Oscar

Anche se compete con dei super big per ruoli altrettanto importanti - Guy Pearce per The Brutalist, Jurij Borisov per Anora, Edward Norton per A Complete Unknown e Jeremy Strong per The Apprentice - Kieran Culkin in A Real Pain si è messo alla prova con un ruolo drammatico e folle al tempo stesso.

Il suo Benji è fastidioso alla sfinimento e attraente in egual misura. Noi pubblico, che ci sentiamo un po’ tutti suo cugino David, la maggior parte con una vita piuttosto ordinaria che però ci rende impagabilmente felici, alle prese con sensi di dovere, di colpa e di responsabilità tipici dell’età adulta, non riusciamo a non imbarazzarci per quello che fa, pensando che un viaggio con uno così sarebbe un’avventura davvero troppo imprevedibile. 

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Il cast di A Real Pain

Oltre a Kieran Culkin e Jesse Eisenberg, il film ha come protagonisti gli altri partecipanti al viaggio organizzato in Polonia a cui i due prendono parte.

Jennifer Grey è la ricca Marcia, appena lasciata dal marito; Daniel Oreskes e Liza Sadovy sono i coniugi Mark e Diane; Kurt Egyiawan è un sopravvissuto al genocidio del Ruanda, poi convertito all’ebraismo; Will Sharpe è James, guida del tour.

Ognuno di loro ha una storia famigliare legata ai luoghi che stanno visitando e alla Shoah. 

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A Real Pain è un film sulla Memoria?

Jesse Eisenberg aveva portato sui palchi di off-Broadway nel 2013 uno spettacolo, The Revisionist, in cui interpretava un giovane americano sempre di nome David, che va a trovare una cugina polacca sopravvissuta ai campi di sterminio (Vanessa Redgrave).

La curiosità verso le sue origini lo ha portato a raccontare anche la storia di A Real Pain, in cui il suo personaggio funge da perno, da occhi e voce, di un dolore che è sia quello che ha provato la sua famiglia anni prima sia quello che suo cugino Benji sta ancora attraversando.

La Shoah c’è in A Real Pain e viene trattata da Eisenberg regista con il rispettoso silenzio che merita, come nelle scene in cui vengono poste le pietre e quella della visita del campo di Majdanek.

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Oscar 2023: i beauty look più belli delle star sul red carpet

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Torna il red carpet più atteso dell'anno: quello degli Oscar 2023. Ecco quali sono i beauty look più belli e indimenticabili che passeranno alla storia

Accendiamo i riflettori sul red carpet degli Oscar 2023 e i beauty look più belli con tutti i dettagli dati dal trucco e dai capelli delle celeb. Dai raccolti elegantissimi ai make-up super glam, ecco le vincitrici della serata.

Leggi anche: Oscar 2023: gli abiti e i look più belli delle star sul red carpet

La vincitrice assoluta: Lady Gaga

Raccolto ben aderente alla testa (e sigillato con una treccia) e look con smokey eyes che allungano lo sguardo a dismisura. Sigilla il trucco un rossetto rosso creamy e un blush rosato che dagli zigomi arriva fino alle tempie (ispirazione anni Ottanta). Come sempre Lady Gaga riesce a far parlare di sè e si becca il premio come vincitrice assoluta beauty degli Oscar 2023 (Hair by Fredric Aspiras - make-up by Sarah Tanno)

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Ciglia extra long e sopracciglia pettinate verso l'alto per un beauty look che calibra perfettamente labbra e occhi.

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I migliori raccolti degli Oscar 2023

I grandi protagonisti della serata sono anche i raccolti che si sviluppano in verticale. Partiamo da quello di Florence Pugh: una coda alta bloccata da fiocco di velluto che da torchon si trasforma in frangetta. Decisamente catchy!

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Anche Rihanna punta per una coda altissima da cui spunta un ciuffo. I capelli lasciati liberi sui lati sdrammatizzano il look. Non potevamo, poi, non dare un occhio alla sua manicure, rigorosamente rossa (il colore preferito dalla cantante!)

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Classico chignon raccolto in basso per Cara Delevingne che sfoggia un bellissimo make-up nei toni del rosso e del rosa.

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Cate Blanchett sceglie un hair look che ormai è diventato il suo signature: i capelli sono raccolti morbidamente con un leggero movimento che regala volume. Il trucco nude esalta la sua naturale bellezza. (Make-up by Mary Greenwell per Armani Beauty).

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Chignon con trecce e finish sleek: un raccolto 3D per Ashley Graham.

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Un hairdo da red carpet: chignon alto con volume nella parte anteriore per Elizabeth Banks.

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Ecco uno dei raccolti più eleganti: una banana bun che raccoglie in maniera impeccabile i capelli di Sofia Carson.

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Un inno all'eleganza semplice quello di Rooney Mara che sceglie per la notte degli Oscar uno chignon basso dal finish sleek.

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Vincitrice assoluta per miglior raccolto originale: Janelle Monae arricchisce un raccolto con treccia con un filo argento che circonda la testa. Da copiare ASAP.

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Lisci e liberi: gli hairlook degli Oscar 2023

Mai visti così tanti capelli lunghi e "liberi" nella notte degli Oscar. Menzione d'onore a Kate Hudson che preferisce un look d'ispirazione early Nineties: ciuffo over e lunghezze mosse.

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La nostra rossa preferita: Jessica Chastain sfoggia un hair look che abbiamo più volta visto sul red carpet - scriminatura laterale con onde morbide dal mood vintage. Bellissimo il trucco, un altro classicone. (Make-up by Charlotte Tilbury)

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Per chi ama gli hair look semplici (sdoganati anche sui tappeti rossi), il punto di riferimento per questi Oscar 2023 è Rainey Qualley.

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Il miglior hair style libero e mosso è il suo: Angela Bassett è una vera regina del red carpet.

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Liscio messy per Nicole Kidman che segue la tendenza hair del momento.

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Michelle Yeoh, altra vincitrice assoluta agli Oscar, ritira la statuetta sfoggiando un hair look romanticissimo arricchito da un cerchietto prezioso. Una vera diva. (Make-up by Sabrina Bedrani using skincare La Mer).

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Miglior hair look capelli medi per Halle Berry che opta per onde super vintage anni Venti. (Make-up by Charlotte Tilbury)

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Il rosso da red carpet

Potevano mancare le labbra very red sul tappeto...rosso? Ovviamente no. Tra tutte abbiamo scelto quelle di Michelle Williams che, come sempre abbina il suo pixie biondo al rossetto rosso, un signature look che noi adoriamo.

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Salma Hayek punta su un make-up abbinato al vestito ma con un finish opaco (make-up by @makeupbymario - skin prep by La Mer).

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Trucco rosa e nude

Il nude agli Oscar 2023 è rigorosamente rosa. Prendiamo, per esempio, Eva Longoria, altra star che non ne sbaglia una. La star opta per un nude make-up intensificato sulle palpebre con un marrone luminoso. Bellissimo anche l'hair look effetto wet.

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Anche Ana De Armas punta sulla semplicità con un total look pink delicatissimo.

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Jennifer Connelly mette in evidenza le sopracciglia mentre gli occhi e le labbra sono colorati con un rosa tenue, perfettamente abbinato ai suoi occhi chiari.

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Credit ph: GettyImages

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10 film da vedere per arrivare preparati alla notte degli Oscar

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La sera del 12 marzo, al Dolby Theatre di Los Angeles, ci sono gli Oscar 2023: ecco 10 film da vedere per arrivare preparati alla premiazione

Manca poco agli Oscar 2023: la cerimonia degli Academy Awards 2023 si svolgerà il 12 marzo presso il Dolby Theatre di Los Angeles, ma quali film vedere per arrivare preparati (e con le idee chiare sui propri favoriti)? (Qui trovate tutte le candidature)

Tra le sorprese più eclatanti di questa edizione ci sono le 11 nomination per Everything Everywhere All At Once dei Daniels (il film che ne ha prese di più) e le 9 per Gli spiriti dell'isola di Martin McDonagh e Niente di nuovo sul fronte occidentale di Edward Berger. 

Tra i registi in corsa per l'ambita statuetta non ci sono donne, mentre tra gli attori protagonisti non compare ancora una volta Tom Cruise per Top Gun: Maverick, che comunque ha ricevuto 6 nomination. 

Grande assente tra i film in gara è Babylon di Damien Chazelle, mentre tra gli attori un po' dispiace per la mancata nomination a Paul Dano come Migliore attore non protagonista per The Fabelmans di Stevan Spielberg. 

Tra i titoli, sono tanti quelli che potete recuperare al cinema o che sono già disponibili in streaming su piattaforme come Netflix, Prime Video, Disney+ etc. Pronti per un pieno di cinema? Ecco quali sono per noi quelli assolutamente da non perdere per arrivati preparati alla notte degli Oscar 2023. 

10 film da vedere per arrivare preparati agli Oscar 2023

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Gli spiriti dell’isola di Martin McDonagh

Il nuovo film del talentoso regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Martin McDonagh, è la storia di due uomini interpretati da Colin Farrell e Brendan Gleeson, la cui amicizia viene all’improvviso messa in discussione e subisce un arresto. 

Siamo in Irlanda ed è il 1927: il film diventa così una metafora della divisione fratricida che tormentava il paese in quegli anni. Il film è al cinema da 2 febbraio ed è candidato a 8 premi Oscar tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Colin Farrell) e Migliore sceneggiatura.

Gli spiriti dell'isola è una produzione Disney, quindi molto probabilmente uscirà su Disney+, ma non si ha ancora una data confermata. 

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Elvis di Baz Luhrmann

Candidato a 8 statuette tra cui Miglior film, Miglior attore protagonista (Austin Butler), Miglior fotografia (Mandy Walker) e Migliori costumi (Catherine Martin), l’ultimo film del regista di Moulin Rouge, Rome+Giulietta e Il grande Gatsby è una ricostruzione carica di pop, sensualità e paiette dell’ascesa del “Re” del rock e del suo travagliato rapporto con colui che è stato il suo scopritore-agente-padre: il colonnello Tom Parker, interpretato da Tom Hanks.

Il film è erotico, conturbante e magnetico. Lo trovate già in streaming a pagamento su Prime Video.  

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Tár di Todd Field

Dopo la vittoria della Coppa Volpi al Festival del cinema di Venezia, viene dato pressoché per certo - anche se nulla lo è mai agli Academy Awards - che sarà Cate Blanchett, protagonista assoluta dell’ultimo film di Todd Field, ad aggiudicarsi la statuetta come Migliore attrice protagonista.

Tár, candidato a sei premi Oscar tra cui Miglior film e Miglior regia, segue la storia di Lydia Tár, la prima donna arrivata a dirigere l’orchestra filarmonica di Berlino. Lydia viene ritratta in un momento molto turbolento della sua vita professionale, in seguito alle accuse da parte di sue ex dipendenti di abuso di potere e richiesta di favori sessuali in cambio di riconoscimenti professionali.

È un film molto attuale, in cui tematiche già battute vengono però riviste da una prospettiva particolare e con un taglio a tratti molto sperimentale. È al cinema dal 9 febbraio. 

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Aftersun di Charlotte Wells

Anni ’90. Un giovane padre e una figlia avuta 11 anni prima stanno trascorrendo una vacanza insieme in una località turca di mare. I due amano riprendersi e dai filmati del tempo sembra una di quelle pausa estive che si vorrebbe non finissero mai, da conservare per sempre nei propri ricordi. E così lo è stato, o alleno così se lo ricorda la piccola Sophie ormai divenuta grande.

In realtà quelle sequenze nascondono sempre qualcosa che, da adulta, riemerge in tutta la sua malinconia e dolore.

Aftersun è disponibile in streaming su MUBI. Paul Mescal (Normal People) è candidato a un Academy Award come Miglior attore protagonista. 

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The Whale di Darren Aronofsky

Se Cate Blanchett è super favorita come Miglior attrice protagonista ai prossimi Academy Awards, Brendan Fraser lo è come interprete maschile per l’ultimo film di Darren Aronofsky (Il cigno nero, The Wrestler), intitolato The Whale, che da noi approderà al cinema il 23 febbraio.

La storia è quella di Charlie (Fraser), un uomo obeso di cinquant’anni che, non uscendo più di casa, trascorre le sue giornate seduto sul divano tra scrittura online e cibo. Le uniche persone che gli sono rimaste sono Liz (Hong Chau), l’amica infermiera che si prende cura del suo ormai precario stato di salute, e la figlia Ellie (Sadie Sink), che ha abbandonato da piccola per seguire quello che è stato l’amore della sua vita, Adam, il cui suicidio lo ha portato ad avere un rapporto malsano col cibo.

Sentendo che i suoi giorni sono ormai contati, Charlie decide di riavvicinarsi ad Ellie che però non gli ha mai perdonato la sua scelta passata. 

08

The Fabelmans di Steven Spielberg

Con Michelle Williams, Paul Dano, Seth Rogen e molti altri, l’ultimo lavoro di Steven Spielberg è candidato a 7 premi Oscar tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice (Williams) e Miglior attore non protagonista (Judd Hirsch).

Uscito a dicembre, dopo la vittoria ai Golden Globes per la Miglior regia e il Miglior film drammatico, riuscite ancora a trovarlo ancora in qualche sala selezionata.

La storia: nel 1952 Sammy Fabelman ha sei anni e al cinema non ci vuole andare nonostante i suoi genitori gliene raccontino di continuo la magia. Una volta che si convince è lo stupore a fare tutto il resto, aprendogli nuove strade.

Autobiografico, The Fabelmans è l’omaggio definitivo di Spielberg alla settima arte. 

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Triangle Of Sadness di Ruben Östlund

Il folle film di Ruben Östlund è sorprendentemente candidato a tre premi Oscar: Miglior film, Miglior regia e Miglior sceneggiatura.

Triangle Of Sadness è un viaggio satirico e cinico nel mondo del privilegio, ambientato a bordo di una nave per super ricchi che a un certo punto si trovano naufraghi su un’isola.

Abituati ad avere tutto ciò che vogliono, riusciranno a cavarsela? Fa ridere (tanto), riflettere e arrabbiare. È sorprendete e originale. È stato la sorpresa dello scorso anno in sala. 

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Argentina, 1985 di Santiago Mitre

Presentato in concorso alla 79ma Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, il film di Santiago Mitre è tra i favoriti - se non il favorito - nella gara per aggiudicarsi l’Oscar 2023 per il Miglior film straniero.

Argentina, 1985 è ispirato alla vera storia dei procuratorio Julio Strassera, Luis Moreno Ocampo e del loro team legale, che hanno avuto il coraggio di indagare, e non fermarsi nonostante i pericoli, sulla spietata dittatura militare Argentina, in una folle corsa contro il tempo per trovare prove e fare giustizia alle vittime della giunta militare.

Il film è già in streaming su Prime Video. 

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Everything Everywhere All At Once di Dan Kwan e Daniel Scheinert

Sono 11 le statuette, tra cui Miglior film, Miglior regia e Migliore sceneggiatura originale, a cui è candidato questo sorprendete e originale film che parla di rapporti affettivi e metaverso.

Avete mai immaginato quante e quali vite avreste potuto vivere al posto della vostra? Evelyn - Michelle Yeoh, già vincitrice di un Golden Globe per la sua interpretazione in questo film - che nella vita gestisce una lavanderia a gettoni, viene trascinata trascinata in una folle avventure in cui esplora le “altre” vite che avrebbe potuto condurre.

Trovate ancora il film in quel cinema, ma di sicuro ritornerà in sala post Oscar. È folle, meraviglioso e commovente: non perdetelo. 

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Le Pupille di Alice Rohrwacher

È in gara per il Miglior cortometraggio, il film di Alice Rohrwacher (Lazzaro felice), visibile su Disney+.

Prodotto nientemeno che da Alfondo Cuarón, Le pupille è una storia di libertà, desiderio e devozione che si svolge tra le mura di un rigido collegio religioso femminile nel periodo natalizio.

È un piccolo film raccontato con il candore e lo sguardo rivolto al passato che caratterizzano la regista. 

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Ecco tutto quello che vi siete persi sulla notte degli Oscar 2022

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Tra monologhi esilaranti, vittorie storiche e imprevisti che ci hanno lasciato a bocca aperta; ecco i momenti imperdibili della 94esima edizione degli Oscar

La 94esima edizione degli Academy Awards si è conclusa da sole poche ore, ed è già passata alla storia per alcuni episodi indimenticabili. 

Se pensate che la notte degli Oscar riguardi soltanto i premi assegnati ad attori e registi, vi sbagliate di grosso. 

Quest'edizione è stata la prima in quattro anni ad avere un ospite ufficiale, con un trio tutto al femminile (Amy Schumer, Regina Hall e Wanda Sykes), che ha piacevolmente colpito gli ospiti del Dolby Theater di Los Angeles. 

Da Amy Schumer che mette in imbarazzo Leonardo DiCaprio a Will Smith che schiaffeggia Chris Rock sul palco, oscurando il resto della serata. 

Ecco i momenti più divertenti e imperdibili degli Oscar 2022.

**Oscar 2022: tutti gli abiti delle star sul red carpet**

**Oscar 2022: i beauty look più belli delle star sul red carpet**

(Continua sotto la foto)

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Will Smith schiaffeggia Chris Rock

Will Smith non solo ha vinto il premio come miglior attore, ma ci ha anche regalato un momento piuttosto indimenticabile (nel bene e nel male) dalla 94a edizione degli Academy Awards.

Will Smith ha infatti preso d'assalto il palco e ha schiaffeggiato il presentatore Chris Rock.

Rock ha iniziato ad arrostire i membri del pubblico prima di presentare il premio per il miglior documentario. Tra i suoi commenti anche quello sul taglio di capelli di Jada Pinkett Smith, moglie di Will Smith. 

Jada Smith, che è calva e che in precedenza ha parlato pubblicamente della sua condizione di caduta dei capelli, l'alopecia, ha alzato gli occhi al cielo e non sembrava divertita dai commenti. 

Anche se all'inizio Will Smith ha riso della battuta, è poi salito sul palco e ha tirato uno schiaffo a Rock.

Neanche 40 minuti dopo è tornato sul palco per ritirare il premio come miglior attore; scusandosi con l'Academy ma non con Chris Rock.

Kotsur e Youn

La migliore coppia della serata 

Adoriamo Troy Kotsur di CODA, che ieri sera ha fatto la storia diventando il primo attore sordo a vincere un Oscar.

Adoriamo anche Yuh-Jung Youn di Minari, che ha presentato il trofeo del miglior attore non protagonista vinto proprio da Kotsur.

Ma non ci sono abbastanza emoji a forma di cuore per descrivere quanto adoriamo Kotsur e Youn insieme.

Dopo aver consegnato la statuetta a Kotsur, Yuh-Jung Youn se l'è ripresa in modo l'attore fosse libero di esprimersi per il suo divertente e commovente discorso di accettazione. 

Ma Youn è rimasta adorabilmente, e anche un po' goffamente, al fianco dell'attore per tutta la durata del discorso, apparentemente divertendosi più di chiunque altro nel pubblico.

Amy Schumer si prende gioco di Leonardo DiCaprio

Dopo l'episodio tra Will Smith e Chris Rock, per tranquillizzare la serata, Amy Schumer ha trasformato un pezzo introduttivo in un vero e proprio monologo.

Parlando del film Don't Look Up, Schumer ha fatto ridere il pubblico con commenti e battute umoristiche sul film e sugli attori coinvolti. 

Prendendo di mira Leonardo DiCaprio, ha Amy Schumer ha detto: «Cosa posso dire di lui? Ha fatto così tanto per combattere il cambiamento climatico e lasciarsi alle spalle un pianeta più pulito e più verde per le sue fidanzate», alludendo alla tendenza di DiCaprio ad uscire con donne molto più giovani di lui.

Questa volta, per fortuna, nessuno si è offeso delle battute. 

Ariana DeBose

Una vittoria (anche) per la community LGBTQ+ 

Con la sua vittoria come miglior attrice non protagonista per West Side Story, Ariana DeBose è diventata la prima donna di colore e apertamente queer a portare a casa un Oscar.

Una pietra miliare nella storia degli Academy Awards, come ha fatto notare l'attrice in modo così eloquente nel suo discorso.

«Sono una donna di colore apertamente queer, un'afro-latina, che ha trovato la sua forza nella vita attraverso l'arte, ed è quello che credo che siamo qui per celebrare».

«Quindi questo premio va a chiunque abbia mai messo in dubbio la propria identità, o si trovi a vivere negli spazi grigi. Vi prometto questo: c'è davvero un posto per noi».

Venus, Serena Williams e Beyonce danno il via allo spettacolo

Anche se nelle ultime settimane ci sono state molte lamentele sul fatto che agli Oscar mancassero nomi famosi, lo spettacolo non poteva iniziare meglio di così.

La notte degli Oscar ha infatti preso il via quando Venus e Serena Williams hanno presentato Beyonce, che si è esibita in Be Alive, canzone nominata all'Oscar per il film King Richard

Beyoncé ha poi alzato l'asticella per le future performance, presentando l'intero set di cantanti e ballerini vestito in giallo, la tonalità caratteristica delle palline da tennis.

Siamo rimasti sbalorditi dall'incredibile attenzione ai dettagli della cantante (ogni ballerino aveva ad esempio le tipiche trecce con perline bianche di Venus) mentre onorava la famiglia Williams nella sua esibizione.

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Oscar 2022: tutti gli abiti delle star sul red carpet

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Colori, dettagli brillanti e tanto glamour sul red carpet della 94esima cerimonia degli Oscar

Sono tornati ad accendersi i riflettori sul red carpet del Dolby Theatre di Los Angeles per l'annuale appuntamento con le statuette più ambite nel mondo del cinema. La 94esima edizione dei primi Oscar è uno dei momenti o meglio, dei red carpet più attesi dell'anno, da sempre calamita di charme, abiti lunghi e dettagli che riportano sempre la nostra mente allo stile della vecchia Hollywood.

*** Oscar 2022: i beauty look più belli ***

*** Oscar 2022: i momenti da ricordare ***


Com'è andata quest'anno? Diremmo anzi, diciamo molto bene. Su questo tappeto rosso abbiamo ammirato ispirazioni e tendenze diverse, e una ventata di freschezza. Il nero, grande classico dei look da sera, c'è ed è stupendo su Penelope Cruz, disruptive e voluminoso su Billie Eilish, essenziale su Jane Campion. A vincere in questa serata sono i colori, i toni di rosa, il lilla, il viola e il rosso.

Ovviamente, oltre ai colori c'è di più: gioielli, scolli e costruzioni incantevoli, e ancora look originali, come il completo blazer e shorts scelto da Kristen Stewart. E ancora l'accoppiata della serata, gonna + camicia, scelta da Uma Thurman e, in versione cropped e con qualche paillettes in più, da Zendaya. Scoprite subito tutti i look nella gallery.


Tutte le sfumature del rosa

Una nuvola rosa si abbatte sul red carpet degli Oscar, in tantissime sfumature diverse. Abbiamo le tonalità più delicate del cipria, le varianti più candy e romantiche, ma anche i toni accesi e quasi fluo.
E dal rosa, via verso il lilla, malva (o sarà un pallido Very Pery?) fino al viola più intenso.

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Da sinistra: Jessie Buckley in ERDEM - Becky G in ETRO - Lily James in ATELIER VERSACE.
Sotto: Zoe Kravitz in SAINT LAURENT e Mila Kunis in ZUHAIR MURAD.

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Da sinistra: Serena Williams in GUCCI e Kirsten Dunst con un abito vintage di CHRISTIAN LACROIX.

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Da sinistra: Demi Singleton in MIU MIU e Nicole Kidman in GIORGIO ARMANI.
Sotto: Jessica Chastain in GUCCI e Noemi Scott in FENDI.

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Red on red: le star amano il rosso

In passato era più un'eccezione che un ospite fisso: il rosso non è mai stato il colore del look da red carpet, forse perchè di rosso c'è sempre stato lui appunto, lo scintillante tappeto su cui sfilano le celebrities. Ma per questa edizione, in barba alla timidezza, di rosso ce n'è stato parecchio. Una vera gioia per gli occhi perchè è stato scelto con maestria ed eleganza.

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Da sinistra: Tracee Ellis Ross in CAROLINA HERRERA - Jennifer Garner in BRANDON MAXWELL - Rosie Perez in CHRISTIAN SIRIANO.

Puntano tutto sul decolleté gli abito scelti da Trecee Ellis Ross, Jennifer Garner e Rosie Perez, mentre Marlee Matlin opta per un girocollo classico e di grande eleganza. Splendida Ariana DeBose, forse quella con il look più bello di tutta questa edizione: un top dallo scollo difficilissimo, un pantalone palazzo e una mantella-strascico che non è facile saper gestire con disinvoltura. Lei c'è riuscita, ed è anche salita sul palco a prendersi la sua statuetta come miglior attrice non protagonista.

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Da sinistra: Marlee Matlin - Ariana DeBose in VALENTINO HAUTE COUTURE.

In rosso anche Luisa Ranieri, in Atelier Versace, a Los Angeles con Paolo Sorrentino, la moglie Daniela D'Antonio e Filippo Scotti, protagonista del film È stata la mano di Dio, candidato come miglior film straniero.

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The power of the... Suit!

Parliamo di completi, ma non solo. Giacca e pantalone, nel caso di Kristen Stewart è meglio dire shorts, blazer e camicia bianca da abbinare a maxi gonne: sul red carpet troviamo molti accenni al look formale classico, rivisitato in modo originale.

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Da sinistra: Kristen Stewart in CHANEL - Cynthia Erivo in LOUIS VUITTON - Lena Waithe in ZEGNA.
Sotto: Uma Thurman in BOTTEGA VENETA - Zendaya in VALENTINO HAUTE COUTURE.

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Back to black

Una famosa canzone diceva che "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" ma quello per il nero è un amore che non fa neanche tanti giri, è una vera certezza. Sarà che sembra facile, un sinonimo di eleganza garantita al 100%, ma una bella sfilata di abiti neri non si nega a nessun red carpet.

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Da sinistra: Penelope Cruz in CHANEL - Billie Eilish in GUCCI.
Sotto: Vanessa Hudgens in MICHAEL KORS COLLECTION - Sofia Carson in GIAMBATTISTA VALLI.

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Da sinistra: Jane Campion - Youn-Yuh-jung - Maddie Ziegler in GIAMBATTISTA VALLI.

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Oscar 2021: tutti gli abiti sul red carpet

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Le star tornano sul tappeto rosso per la 93esima edizione dei premi Oscar. Scoprite tutti i look della serata.

Questi Oscar s'hanno da fare: nonostante la pandemia che colpisce ancora duramente il mondo intero, Hollywood è riuscita a concedersi la serata più importante dell'anno senza ricorrere solo a premiazioni via Zoom e a strategie da remoto. Con qualche candidato in collegamento da Londra, Roma, Sydney e altre metropoli nel mondo, si è tenuta a Los Angeles la 93esima edizione dei premi Oscar, di due mesi in ritardo sulla classica tabella di marcia che solitamente li vede cadere nell'ultima settimana di febbraio. C'è voluto un po' di tempo in più per poterli fare al meglio e così è stato. E con il ritorno delle premiazioni dal vivo è tornato ovviamente a popolarsi anche il red carpet.

Star in nomination, come Viola Davis, Carey Mulligan e Francis McDormand si sono alternate ai grandi nomi presenti per assegnare le prestigiose statuette. Reese Witherspoon in rosso Dior, Laura Dern con una coda piumata firmata Oscar de La Renta, e tante altre celebrities che potete scoprire nella nostra gallery dedicata a chi ha vestito chi. E a seguire, uno sguardo ai trend più amati su questo tappeto rosso.

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Total red, una scelta sempre forte e particolare visto l'abbinamento (o a volte il rischio mimetizzazione) con il tappeto d'arrivo. A indossarlo questa sera sono state Amanda Seyfried, Reese Witherspoon, che l'ha mixato a sfumature più scure e intense; Olivia Colman, con un midi a manica lunga, e Angela Bassett che ha puntato invece su maxi maniche a sbuffo.

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Sparkling gold

La prima regola del red carpet? Brillare. E niente luccica più dell'oro: prova ne sono i look scelti da Carey Mulligan in Valentino Haute Couture e Andra Day. in Vera Wang, che ha indossato dei gioielli Tiffany&Co. del valore di 2 milioni di dollari.

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I look da ricordare

Ovvero quelli che ci hanno colpito di più per originalità: Chloé Zhao, regista pluripremiata per Nomadland, ha scelto di percorrere il tappeto rosso con le sneakers (scelta che appoggiamo e anzi, ci fa venire voglia di darle un Oscar in più!).

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Insolito e super energico il giallo indossato da Zendaya, in Maison Valentino. Altrettanto insolito e brillante, il completo di Dundas indossato da H.E.R.

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Questi Oscar li ricorderemo anche per il debutto della collezione Gucci Aria, con tanto di cuore-gioiello tra le mani di Celeste Waite e per l'impressionante, in senso positivo, abito indossato da Regina King: una creazione Louis Vuitton che è stata al centro dei minuti inziali della diretta, con la meravigliosa camminata della King verso il palco per dare il via a questa 93esima edizione.

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Altro che "su Zoom": gli Oscar 2021 si faranno dal vivo (nonostante la pandemia)

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Gli Oscar 2021 sono rimandati al 25 Aprile, ma la cerimonia sarà in presenza (e non virtuale). Ancora non si sa con quali protocolli di sicurezza

Gli Oscar 2021 a sorpresa ci saranno e saranno consegnati con una cerimonia dal vivo, con tanto di pubblico in sala.

Rinviati ad Aprile, si pensava che sarebbero stati assegnati in formato virtuale.

E invece ora un rappresentante dell'Academy ha detto a Variety che «la trasmissione televisiva degli Oscar avverrà di persona».

Anche se non è ancora stato chiarito quali protocolli saranno messi in campo per permettere una cerimonia in sicurezza.

(Continua sotto la foto)

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Oscar 2021: quali saranno le regole contro il Coronavirus?

Gli Oscar erano già stati rinviati al 25 Aprile 2021 per via della pandemia di COVID-19.

E, a quanto pare, aver posticipato la cerimonia di qualche mese ha reso i funzionari dell'Academy e della ABC fiduciosi che le star potranno riunirsi al Dolby Theatre di Hollywood dal vivo.

**Sul camino, in bagno o a casa della mamma: ecco dove tengono l'Oscar le star che l'hanno vinto**

Un rappresentate ha detto a Variety:

«L'Academy ha vagliato tutte le molteplici opzioni possibili per la notte degli Oscar».

Al momento non sono stati forniti maggiori dettagli o indicazioni su quali potrebbero essere queste opzioni, né quali protocolli di sicurezza saranno messi in atto o quanti dei 3.400 posti del teatro potrebbero essere occupati.

Dall'inizio del primo lockdown a marzo, la pandemia ha paralizzato l'industria cinematografica, con le sale cinematografiche chiuse e la produzione interrotta.

In risposta, l'Academy ha cercato di tenersi al passo coi tempi, estendendo la tempistica di ammissibilità (il termine è passato dal 31 dicembre al 28 febbraio 2021), e aggiungendo nuove regole per l'inclusione dei gruppi poco rappresentati - tra cui donne, persone di colore e LGBTQ+.

**Novità sugli Oscar: banditi dal concorso i film non sufficientemente inclusivi**

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Novità sugli Oscar: banditi dal concorso i film non sufficientemente inclusivi

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Le nuove regole dei Premi Oscar mirano all'inclusione dei gruppi poco rappresentati - tra cui donne, persone di colore e LGBTQ+: ecco come funzionerà

E l'Oscar di quest'anno va a... l'inclusività

Nel corso degli anni, la prestigiosa cerimonia è stata spesso criticata per mancanza di diversità: troppe poche donne e troppe poche persone di colore venivano selezionate, nominate e dunque premiate con la famosa statuetta.

Ecco perché l'accademia cinematografica ha annunciato nuovi standard di selezione per le pellicole che vogliono competere per il premio di Miglior Film.

Si tratta, questo, di uno sforzo per aumentare la diversità sia tra le proprie poltrone di celebrities sia - più in generale - all'interno di tutta l'industria cinematografica. 

Le nuove regole, che saranno in vigore a partire dall'edizione del 2024, decretano che per poter essere candidato un film dovrà rispondere ad almeno due su quattro requisiti - applicabili sia al film che a chi lavora dietro le quinte. 

Ecco quali sono i 4 standard di inclusione e diversificazione richiesti per vincere un Oscar

(Continua sotto la foto)

I quattro nuovi criteri di selezione per il premio Miglior Film 

Sviluppati negli ultimi mesi da una task force speciale, i nuovi  standard richiedono un cambiamento di rotta non solo per i film in sé, quindi attori coinvolti e storie raccontante, ma anche per chi lavora dietro le quinte; il che significa che le case di produzione dovranno a loro volta essere esempio di inclusività nella diversificazione dei propri dipendenti

Dicevamo che per essere idonea al premio Miglior Film, una pellicola deve soddisfare almeno due requisiti su quattro.

Ciascuno di questi requisiti mira al maggior coinvolgimento e all'inclusione di persone di gruppi sottorappresentati, comprese donne, persone di colore, persone LGBTQ+ e persone con disabilità cognitive o fisiche. 

I quattro criteri sono:

Rappresentazione sullo schermo di temi e narrazioni: la trama deve riguardare e/o almeno uno degli attori principali deve appartenere a «un gruppo etnico o razziale sottorappresentato».

Leadership creativa e team di progetto: l'inclusione dei sottogruppi sopra citati deve emergere all'interno della troupe (dalla regia al montaggio, dai truccatori agli scenografi ecc) e nei ruoli di leadership.

Accesso al settore e alle opportunità: prevede l'accesso per quelle stesse categorie di persone a stage e apprendistati retribuiti. 

Sviluppo dell'audience: regole simili alle precedenti per chi si occupa di marketing e pubblicità della pellicola. 

**Sul camino, in bagno o a casa della mamma: ecco dove tengono l'Oscar le star che l'hanno vinto**

Cosa cambia rispetto a prima

In precedenza, gli unici standard per qualificarsi come Miglior Film  riguardavano la durata di un film (almeno oltre 40 minuti) e le specifiche su come, dove e quando viene proiettato in un luogo pubblico. Nient'altro. 

Queste nuove regolamentazioni entreranno in vigore solo tra qualche anno, ma in un momento storico come questo, dove le grida #BlackLivesMatter si sentono più forti che mai, l'accademia ritiene che i requisiti forniscano una linea guida per l'industria in modo tale che essa possa riflettere la diversità del pubblico e del resto del mondo.

**Black Lives Matter: 6 cosa da sapere su quello che sta succedendo in America e nel mondo**

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