Milano Fashion Week PE 2021: il nostro diario backstage (e alcune considerazioni)

Ci sono tanti temi da raccontare e lo possono fare parole semplici e importanti come rinascita, possibilità, ispirazione e altre come sicurezza, nuove regole, convivenza. Senza cadere nella retorica dell'eroe o della resilienza, ci proviamo a dirvi cosa è significato rimettere piede nel luogo dove tutto ciò che riguarda il mondo della moda, accade.
Stare dietro le quinte ha sempre significato provare a cogliere quel momento preciso dove si mette in gioco il lavoro di sei mesi, una carriera, il passato, il presente o il futuro e la storia di un brand.
La macchina moda per funzionare deve essere oliata perfettamente e tutto deve concorrere alla costruzione della passerella dove non solo sfilano gli abiti indossati dalle persone, ma si mostra il risultato di un insieme di fattori. Quelli ponderabili: come la professionalità, l'organizzazione, la scelta della squadra che va dal truccatore al bodyguard, dal team hair sino al tecnico delle luci. Quelli imponderabili sui quali ci si scervella da sempre per riuscire a catturarli e replicarli. Si chiama magia, ognuno studia per creare la propria e poi, conoscete qualcuno che riveli i propri trucchi con leggerezza?
Un articolo de le Figaro ci ha dati per spacciati affermando che la fashion week milanese, ancor prima di cominciare, sarebbe stata un fallimento. Milano (come il resto del mondo e dovremmo fare fronte comune anziché darci addosso) è stata messa in ginocchio e ci si sta rialzando passo dopo passo. Un processo che richiede tempo, dedizione e impegno a lungo termine.
"La moda" come viene chiamata in gergo dagli addetti ai lavori, la fanno le persone, quelle che non si sono perse d'animo e che si sono messe semplicemente, a fare quello che sanno fare: il loro mestiere.
La logica binaria dei perdenti e dei vincenti non è più una narrazione possibile e sarà la complessità la vera ricchezza cui attingere. Noi del settore che ci compete, possiamo dirvi di aver percepito un'energia costruttiva, solo più quieta, più defilata, quasi timida ma molto presente e concreta.
Non sappiamo cosa succederà nel futuro ma questa Fashion Week è stata una prova molto importante sia per chi ha deciso di sfilare fisicamente sia per chi ha scelto il mezzo digitale o mezzi alternativi (ad esempio la tv per Armani, il virtuale di GCDS), dove parole come inclusione e dialogo si sono concretizzate. Un esempio a cui puntare e guardare come punto di partenza per fare sempre meglio e essere sempre più rilevanti in questo percorso che stiamo riscrivendo tutti.
Alberta Ferretti SS 21, il backstage
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N. 21 SS 21, il backstage
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Philosophy by Lorenzo Serafini SS 21, il backstage
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Ferragamo SS 21, il backstage
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Ph. Daniela Losini / Special thanks to all the Wella Team, Kiko Cosmetics
Thanks to Sara Moschini
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Milano Fashion Week: i look di street style più belli (da cui prendere spunto al volo!)

Volge ormai al termine la Milano Fashion Week che, nonostante l'emergenza da Covid-19 e tutte le misure e le precauzioni del caso, è riuscita ugualmente a catalizzare su di sé l'attenzione, tra sfilate in presenza, eventi in digitale, dirette streaming e naturalmente lui... lo street style!
In questi giorni infatti le tendenze non hanno sfilato solo sulle passerelle ma anche per le strade di Milano dove, spesso con l'ormai immancabile mascherina (magari proprio en pendant con il look), star, influencer e addetti ai lavori hanno sfoderato per l'occasione le loro mise più belle.
Del resto tra i motivi che rendono così interessante lo street style c'è proprio quello di saperci regalare spunti preziosi su come indossare alcune delle tendenze più cool di stagione anche nella vita di tutti i giorni.
Quale occasione migliore dunque per rifarsi gli occhi con outfit favolosi e appuntarsi i capi must have da inserire al più presto nel nostro guardaroba? Ecco una carrellata dei look e dei dettagli stilosi che abbiamo amato di più "on the street"!
MFW Spring Summer 2021: i look di street style
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Milano Fashion Week: il racconto day by day della settimana della moda

The show must go on. Nonostante i tempi incerti e le innegabili difficoltà dovute all’emergenza Covid in corso, il Fashion Month prosegue inarrestabile e fa tappa, dopo New York e Londra, a Milano con un ricchissimo calendario che a partire da oggi e fino a lunedì 28 settembre scandirà - a ritmo decisamente sostenuto - la sei giorni dedicata alle collezioni e alle novità per la Primavera-Estate 2021.
***Milano Fashion Week: cosa succederà in questa edizione "phygital"**
64 le sfilate e 61 le presentazioni in programma per un totale - tra eventi digitali e in presenza - di ben 129 appuntamenti. «La moda è la seconda industria italiana ed è quella che esporta di più, non possiamo non dare un segnale positivo», ha sottolineato il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa alla vigilia della kermesse, anticipata nella giornata di ieri dall’iniziativa “Milano Moda Shoppable Project” - vetrina per 13 nuovi brand del Made in Italy allestita in Rinascente - e dall’undicesima edizione del Fashion Hub Market, progetto a sostegno dei talenti emergenti ospitato negli spazi del Museo della Permanente.
Tante le novità che si avvicenderanno in queste intense giornate, dal debutto - attesissimo - di Prada in co-direzione con Raf Simons alla sfilata di Valentino che ha abbandonato temporaneamente Parigi per tornare sulle passerelle milanesi, fino allo show di Giorgio Armani che verrà trasmesso per la prima volta in diretta TV.
Ve le raccontiamo day by day con questo reportage in continuo aggiornamento.
Milano Fashion Week: il meglio della sesta giornata
È indubbio, di momenti memorabili questa Fashion Week ne ha regalati parecchi: dalla diretta tv di Giorgio Armani all’esordio di Prada in co-direzione con Raf Simons, passando per il teatrino dei burattini couture allestito da Moschino e il ritorno di Valentino a Milano. Persino Gucci, grande assente della manifestazione, ha contribuito a movimentare quest’edizione, lanciando una vera e propria “caccia al fumetto”. Il marchio fiorentino ha distribuito gratuitamente in alcune venue di Milano una zine illustrata dal titolo “The incredible story of Nokia, Gemini and Athon”, realizzata in collaborazione con la rivista indipendente Frankenstein. Protagonisti, gli abiti e gli accessori gender-fluid della sezione “Mx” lanciata a luglio su gucci.com.
Ma a chiudere in bellezza questa settimana dedicata alle collezioni Primavera Estate 2021 sono stati tre nomi che condividono le origini portoghesi: la designer Alexandra Moura, che dal 2002 porta sulle passerelle la sua idea di moda “decostruttivista” e che nel 2018 si è aggiudicata il Golden Globe per la categoria Best Fashion Designer in Portogallo; David Catalán, fondatore dell’omonimo brand di menswear e womenswear per il quale crea abiti «ispirati alla cultura moderna», contraddistinti da un’estetica sportiva costruita attraverso giochi di sovrapposizioni; Miguel Vieira, presenza fissa della settimana della moda milanee, che attraverso la sua Spring Summer 2021 ha dato voce ad alcune riflessioni sul nuovo corso della moda. «È in corso una rivoluzione - ha spiegato - Il modo in cui si esprime la moda è reazionario e lo stile riflette i cambiamenti che avvengono intorno a noi. Adottiamo consapevolmente uno stile personale invece di seguire le tendenze di massa».
Scoprite con noi tutti gli highlights di questa ultima giornata sfogliando la gallery!
Milano Fashion Week: gli highlights della sesta giornata
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Milano Fashion Week: il meglio della quinta giornata
Un’agenda quasi tutta digitale quella che ha scandito la giornata odierna - la penultima di questa insolita edizione di Milano Fashion Week - ma che, ciononostante, non ha affatto deluso le aspettative. Tanti gli show che sono stati in grado di catturare, coinvolgere, far riflettere. Come “Autoritratto - Self Portrait of a Generation”, il progetto del brand MSGM che ha scelto di raccontare la nuova collezione attraverso 12 talenti: modelle, designer, artiste, attiviste che con le loro parole hanno dato vita a una sorta di istantanea collettiva. «Le difficoltà degli scorsi mesi si sono trasformate in un'occasione unica per immaginare nuove strade, sperimentare nuove strategie, abbracciare la sfida della sostenibilità. Ma soprattutto per raccontare storie, per creare conversazioni intorno alla moda, oltre la moda» ha spiegato Massimo Giorgetti.
Parlano di moda anche i protagonisti del video show “WE ARE MADE IN ITALY - The Fab Five Bridge Builders”, prodotto da CNMI in collaborazione con BLACK LIVES MATTER IN ITALIAN FASHION-COLLECTIVE per supportare il lavoro di cinque POC (people of colour) Talents. Questi designer - scoperti da Michelle Ngonmo, fondatrice dell’Afro Fashion Week di Milano - hanno svolto attraverso le loro collezioni un esercizio di educazione al nuovo Made in Italy, un approccio basato su un multiculturalismo vissuto inizialmente in prima persona e poi esteso anche alla moda.
E identità, diversità, assenza di ruoli e confini sono alcuni dei concetti alla base della nuova collezione di Valentino, presentata eccezionalmente a Milano con una sfilata allestita negli spazi industriali della Fonderia Macchi. Il defilé - uno dei più attesi di tutto il calendario - ha dato forma alla visione creativa di Pierpaolo Piccioli: «Un’idea di romanticismo che è prima di tutto uno sguardo sulle cose e sulla vita, non un insieme di regole».
Milano Fashion Week: gli highlights della quinta giornata
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Milano Fashion Week: il meglio della quarta giornata
Nonostante tutte le limitazioni e le difficoltà legate al Covid, questa edizione della Milano Fashion Week non smette di sorprendere e i tanti appuntamenti in agenda oggi non hanno fatto altro che confermarlo. Diverse le chicche che ci ha regalato questa quarta giornata, dal“Déjeuner sur l'herbe” di Philosophy by Lorenzo Serafini, coloratissimo fashion show allestito nel giardino della Vigna di Leonardo e ispirato ai celebri dipinti di Édouard Manet, alla sfilata hitchcockiana di Salvatore Ferragamo, andata in scena al crepuscolo e introdotta da un enigmatico fashion film d’autore a firma di Luca Guadagnino, fino al teatro delle marionette in versione couture di Moschino, dove eleganti bambole-indossatrici hanno sfilato con gli abiti della collezione Primavera Estate 2021, tutti appositamente realizzati in scala ridotta.
Ma l’evento clou di questo sabato 26 settembre è stato senza dubbio lo show di Armani, trasmesso in diretta tv su La7. «Ho pensato a lungo a quali fossero le scelte più giuste e ho optato per queste, col desiderio di raggiungere, nonostante la registrazione a porte chiuse dovuta alla pandemia, un pubblico più ampio possibile» ha spiegato Re Giorgio, che non si è limitato a mandare in onda la sfilata.
Il defilè è stato infatti preceduto da un breve documentario attraverso il quale lo stilista si è raccontato prendendo in prestito la voce di Pierfrancesco Favino che, con la sua narrazione, ha reso ancora più emozionante questo evento, unico nel suo genere.
Milano Fashion Week: gli highlights della quarta giornata
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Milano Fashion Week: il meglio della terza giornata
Via Lecco, esterno giorno. Inizia da qui il racconto di questa terza giornata, inaugurata da Marco Rambaldi con una sfilata all’insegna dell’inclusività. In passerella - pardon - in strada, modelli e modelle di taglie ed etnie differenti hanno interpretato una collezione che ha espresso appieno la visione creativa del giovane stilista, mutuata dallo scontro di due mondi opposti: la borghesia italiana degli anni '70, con i suoi codici ripetitivi e reazionari di tutti i giorni, e un'estetica radicalmente giovane, emotiva, trasversale, nuova.
Quello del designer bolognese non è stato l’unico show in presenza della giornata: Sportmax ha sfilato alla Triennale con una collezione ispirata alla Romy Schneider del film “La Piscine”, mentre Francesca Liberatore ha presentato la sua Spring Summer 2021 negli spazi della casa d’aste Cambi. Una scelta inconsueta, dettata dalla volontà di contribuire a una buona causa: al termine della sfilata infatti gli abiti sono stati venduti al miglior offerente, in sostegno al progetto “Sanità a Mvimwa” della Onlus Golfini Rossi. «Mettere qualcosa di extra nei negozi mi sembrava fuori luogo - ha spiegato la stilista - Non credo davvero che ne abbiano bisogno in questo momento, mentre io ho sentito il bisogno creativo di dare un mio piccolo contributo a un progetto serio».
Hanno sfilato “live” anche Boss - con uno show allestito nel cortile del Palazzo del Senato, stessa location in cui 20 anni fa il brand ha debuttato con il Womenswear - e Versace che, in realtà, ha aperto le porte solo ai suoi dipendenti. «Dopo un’attenta riflessione, abbiamo deciso di sfilare a porte chiuse - ha raccontato la stessa Donatella - Senza pubblico però sentivo che mancava qualcosa. Le persone hanno lavorato così duramente per questa collezione, che ho pensato fosse l’occasione perfetta per regalare una bellissima esperienza a tutti coloro che hanno lavorato con me per renderlo possibile».
Milano Fashion Week: gli highlights della terza giornata
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Milano Fashion Week: il meglio della seconda giornata
Riflettori puntati su Prada in questo secondo giorno di Milano Fashion Week. La griffe ha finalmente svelato la prima, attesissima, collezione in co-direzione con Raf Simons attraverso un video show che ha ben espresso il dialogo tra le due menti creative. In passerella - uno spazio interamente colorato di giallo con tecnologici lampadari dotati di monitor e telecamere - si sono susseguiti una serie di look rigorosi ed eclettici contraddistinti, sin dalle prime uscite, dal logo Prada ricamato sui capi o declinato in versione ear cuff.
«Lavorare insieme non è stato difficile, è stato un processo molto naturale. Ci siamo confrontati, c’è stato un dialogo» ha detto Miuccia Prada a fine sfilata, in un talk in cui insieme a Simons ha risposto alle domande inviate dai fan.
Ma oggi è stata anche la volta di Max Mara - che ha sfilato dal vivo nel nel portico dell'Accademia di Brera con una collezione che parla di rinascita, rinnovamento e ricostruzione - e di Emporio Armani. In attesa della main collection, che sarà presentata in diretta TV sabato sera, Re Giorgio ha mostrato la nuova stagione della linea Emporio con un futuristico cortometraggio dal titolo “Building Dialogues”.
Ha scelto il format del fashion film anche Sindiso Khumalo, pluripremiata designer di Cape Town (di cui vi abbiamo già parlato qui) al suo debutto sulle passerelle meneghine.
Musa della sua Primavera Estate è Harriet Tubman, passata alla storia come la “Mosé degli afroamericani” per le sue battaglie contro la schiavitù e a favore del suffragio universale. «È stata una super eroina e questa collezione vuole essere un promemoria per ricordare a tutte le ragazze di colore che anche loro possono esserlo».
Per scoprire tutti gli highlight di oggi non vi resta che sfogliare la nostra gallery.
Milano Fashion Week: gli highlights della seconda giornata
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Milano Fashion Week: il meglio della prima giornata
Guardare al passato per ripartire. È con questo spirito che ha preso il via la prima giornata di sfilate, eventi e presentazioni dedicati alla moda per la Primavera Estate 2020. La famiglia, le radici, l’heritage hanno fatto da trait d'union per gran parte delle collezioni che si sono avvicendate in passerella (virtualmente e non). A partire da quella targata Fendi, uno degli appuntamenti più attesi di questo 23 settembre, andata in scena “live” in una location dall’atmosfera molto intima e anticipata da una serie di scatti ritraenti i membri dell’omonima famiglia.
Di famiglia parla anche progetto multimediale “Canali Anthology”, che ripercorre attraverso immagini, interviste e testimonianze gli 85 anni di storia del marchio. E a proposito di storia, per lo show di Dolce & Gabbana ribattezzato “Patchwork di Sicilia”, il duo creativo ha scavato negli archivi della casa di moda recuperando e riassemblando tutti quegli elementi che nel corso del tempo hanno contribuito a caratterizzarla. Il risultato? Un mix variegato e unico che racconta la bellezza che può scaturire dall’unione delle differenze.
Ha scelto di partire dagli archivi anche Nicola Brognano, al suo esordio nel ruolo di direttore creativo di Blumarine: lo stilista ha spiegato di aver voluto mantenere intatti i codici stilistici del brand per reinterpretarli secondo un approccio più fresco.
Ma ad animare questa prima, intensa giornata di Fashion Week sono stati anche gli show e le presentazioni di Alberta Ferretti, N°21, Missoni e molti altri. Scoprite tutti gli highlights nella gallery!
Milano Fashion Week: gli highlights della prima giornata
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Olivia Palermo e il look color nuvola che tutte sogniamo di indossare

Finita questa edizione molto "particolare" della Milano Fashion Week è arrivato il momento di tirare le somme.
Tra i tanti look visti in passerella e fuori, ce n'è uno che è entrato dritto dritto nelle nostre shopping wishlist.
Alla sfilata di Sportmax, l'influencer globale Olivia Palermo, da anni fedele ospite del marchio del gruppo Max Mara ha sfoggiato un total look Max & Co. (di cui è ambassador già da diverse stagioni) che ci ha letteralmente "colpito e affondato".
Sarà per la leggerezza della texture, un plissé impalpabile, sarà l'esempio perfetto di layering, sarà la nuance, un azzurro polvere mixato a un tocco di rosa salmone, ma questo outfit è per noi il "best seller di stagione".

La bella notizia è che il look è già presente nei negozi e nello store online del brand.
Quindi possiamo concederci il lusso di copiare l'outfit di Olivia in 3, 2, 1...
Ecco i capi per replicare alla perfezione il suo stile top:
Spolverino di jersey e tulle, MAX & CO.
Top di tulle plissé, MAX & CO.
Gonna plissé con orlo asimmetrico, MAX & CO.
Cintura reversibile, MAX & CO.
Mini "Dot bag", MAX & CO.
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Timeless Thoughts e la nuova collezione di Giorgio Armani che celebra l’eleganza senza tempo
Lo scorso febbraio, mentre in Italia venivano accertati i primissimi casi di Covid, è stato il primo a fermarsi, a fare un passo indietro e a rimettere tutto in discussione. Adesso Giorgio Armani è pronto a rimettersi in gioco e ha deciso di farlo con uno show senza precedenti, destinato a fare la storia e a rendere indimenticabile questa Milano Fashion Week 2020.
*** Leggi anche: La Milano Fashion Week day by day ***
Con una sfilata, trasmessa in diretta tv e anticipata da un mini documentario (con la voce narrante di Pierfrancesco Favino) che attraverso video d’archivio ha ripercorso alcune delle tappe fondamentali della sua carriera, Giorgio Armani ha cercato un dialogo più diretto con il pubblico, ribadendo l’importanza di una moda più democratica e accessibile a tutti.
La pandemia e il conseguente lockdown sono stati un’occasione per riflettere sul futuro della moda e delle sfilate e lo show andato in scena questa sera è stato proprio il simbolo di una nuova rivoluzione, che testimonia da un lato la grande voglia di cambiamento della Maison, dall’altro la volontà di non snaturarsi e di rimanere sempre fedele al suo Dna.
“L’eleganza non è essere notati, ma essere ricordati” ha ribadito Re Giorgio ed è così che Timeless Thoughts, questo il nome della nuova collezione per la primavera-estate 2021 presentata in diretta su La7, non poteva che essere composta da capi senza tempo, dalle silhouette fluide e dall’eleganza essenziale, pensati per esaltare ogni donna con garbo e femminilità, senza ostentazioni.
Linee pulite, tessuti morbidi e colori neutri sono il leitmotiv della collezione, pensata per donne dallo stile raffinato che vogliono essere libere di esprimere sé stesse con capi facili da portare e che fanno sempre sentire a proprio agio.
Il grigio è uno dei colori dominanti, così come il blu, il nero e il beige, ma non sono mancati in passerella tocchi di azzurro e verde acqua.
Le giacche, che sembrano quasi rubate dal guardaroba maschile, sono leggere come fossero camicie. Diventano quasi una seconda pelle e si indossano con disinvoltura con morbidissimi pantaloni a gamba larga.
Anche i completi sono dal fit rilassato. Si indossano con camicie dai colori tenui e si abbinano a décolleté con il tacco basso, con sandali dorati rasoterra o con ballerine con cinturino alla caviglia.
A look ton sur ton si alternano capi dalle stampe geometriche e più delicati motivi floreali. E non manca un tocco orientale con le sete che impreziosiscono le maxi gonne, jumpsuit e giacche.
Di sera via libera a lustrini e paillettes. A sfilare in passerella bluse preziose, indossate con gonne lunghe in tulle super femminili e abiti da sera tempestati di cristalli.
A valorizzare il look con la giusta dose di eleganza ci pensano poi gli accessori. Le handbag di medie dimensioni e i mini secchielli sono una scelta pratica per il giorno; le mini bag con le frange e le clutch preziose sono invece il complemento ideale per la sera.
Le scarpe spaziano dalle décolleté a punta con kitten heels alle infradito gioiello, dai sabot rasoterra ai sandali lace-up, tutti modelli che si possono indossare con nonchalance da mattina a sera.
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Benvenuti a "Versacepolis", il nuovo mondo secondo Donatella Versace

La Primavera-Estate di Versace ci invita ad immergerci in un mondo nuovo. Ma quello che sembra uno scenografico viaggio tra le rovine di Atlantide, con una passerella che si snoda tra rovine di classica memoria, enfatizzata da un soffitto specchiato sotto il quale le modelle avanzano con un wet-beauty look, è in realtà molto più di un set-up d'effetto.
« Ho voluto creare qualcosa di dirompente, qualcosa che potesse essere in sintonia con ciò che è cambiato dentro tutti noi. Per me ha significato sognare un nuovo mondo. »
La città sommersa che Donatella Versace ci invita a visitare è per sua definizione il luogo il cui conosciuto e ignoto si incontrano. Una metafora dei giorni nostri e del periodo che abbiamo appena vissuto, e dal quale stiamo lentamente cercando di riemergere. Ci troviamo però alle prese con una nuova normalità, in un mondo sconosciuto che, come un fondale inesplorato, dobbiamo imparare a conoscere, lavorando anche un po' di fantasia.
Fantasia e ingegno che hanno portato Versace a organizzare una sfilata digitale a porte chiuse, come tanti in questa Milano Fashion Week, ma non senza pubblico. Il pubblico di Donatella è stato un pubblico di addetti ai lavori, ovvero formato di chi lavora per la casa di moda, agli abiti come alle scenografie, che ha avuto il piacere di assistere allo show oltre ad aver lavorato per renderlo possibile.
*** Leggi anche: La Milano Fashion Week day by day ***
La natura, da indossare
Se il lockdown ci ha riportato ad osservare una flora e una fauna che prima davamo per scontate, Versace sposta l'attenzione su un mondo che non siamo abituati a scorgere perché immerso, nascosto. E alle creature che abitano questa dimensione sono dedicate le stampe, le applicazioni e i ricami che decorano la maggior parte dei look. In particolare il disegno d'archivio Trésor de la Mer, con stelle marine, coralli e conchiglie, ideato negli anni '90 da Gianni Versace.



A tutto colore... e ruches
L'altro elemento dominante è il colore: energico, a righe o declinato in color block, con accenti neon che brillano senza timore. Una scelta che tradisce una visione positiva del futuro, che si rifiuta di guardare al passato con nostalgia.

Positività e leggerezza: ruches giocose che animano gli abiti longuette, come le versioni mini, sempre con bra in vista, non minano la sexyness tipica del brand.

« Questa collezione ha un’anima divertente ed è ottimista, sognatrice, allegra… Questi sono abiti che portano gioia »

Meno power (dressing), più playful
Con il colore anche il nero è una grande componente del dna Versace che non viene a mancare neanche in questa occasione. Diverso però, più giocoso, meno donna in carriera. E anche quando l'occasione richiede una giacca tuxedo inspired, spunta un collier di conchiglie a regalare un momento di leggerezza.

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Milano Fashion Week: le star da front row alle sfilate

Una Settimana della Moda senz'altro fuori dagli schemi quella che si sta svolgendo in questi giorni a Milano. Non a caso è stata soprannominata phygital proprio perché, a causa dell'emergenza da Covid-19, rappresenta una sorta di mix tra show in digitale e show in presenza.
Per questa Milano Fashion Week 2020, molti brand hanno infatti puntato su passerelle digitali trasmesse in streaming e senza pubblico, mentre altri hanno deciso ugualmente di presentare fisicamente le loro collezioni (naturalmente con un'attenzione particolare nel mantenere le norme di distanziamento previste).
Non perdetevi il nostro racconto della Milano Fashion Week, day by day!
Anche il front row quest'anno è decisamente meno "affollato" delle scorse edizioni. Specialmente le star d'oltreoceano, giocoforza, non hanno potuto presenziare come di solito fanno alle sfilate dei loro designer del cuore.
Ma ciò nonostante e anche se in minor misura, il parterre di questa MFW è stato comunque ricco e variegato e ha visto la presenza di attrici, style icon, influencer e celeb, sia "nostrane" che internazionali.
Per scoprire chi c'era non vi resta che sbirciare nella gallery qui sotto...
MFW: le celeb alle sfilate
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Come abbinare i pantaloni di pelle? Il look di Greta Ferro è l'esempio giusto (da copiare al volo!)

Non ci sono dubbi: i pantaloni di pelle sono tra i must indiscussi della nuova stagione. Impossibile non acquistarne almeno un paio da sfoggiare per tutto l'autunno-inverno!
Se a frenarvi però è il solito dubbio amletico del "Ma come li abbino?", tranquille perchè abbiamo la soluzione perfetta! O meglio, ad averla è la splendida Greta Ferro, protagonista della serie tv "Made in Italy" e volto della nuova campagna di Furla.
La modella e attrice 25enne è stata immortalata proprio durante Milano Fashion Week, nel parterre della sfilata di Alberta Ferretti con un total look della maison che ci ha subito fatto esclamare "WOW!".
*** Leggi anche: La Milano Fashion Week day day ***
Pezzo forte dell'outfit naturalmente sono loro: i pantaloni in pelle a vita alta, scelti in questa splendida nuance di verde scuro che non ci fa per niente rimpiangere il nero.
Da abbinare come fa lei con un pullover a collo alto sui toni dell'azzurro, una cintura in velluto con fibbia gioiello e sandali alti (o, se preferite, anche un paio di décolleté andranno benissimo). Aggiungete infine una tracolla chic, proprio come la nuova It Bag di Furla, la Miss Mimì, e il gioco è fatto.
Scoprite la nostra selezione con i capi e gli accessori giusti per rubarle subito il look!
Pantaloni di pelle a vita alta ALBERTA FERRETTI
Credits: albertaferretti.com
Pull a collo alto & OTHER STORIES
Credits: stories.com
Cintura in velluto con fibbia gold ZARA
Credits: zara.com
Sandali con tacco GIANVITO ROSSI
Credits: gianvitorossi.com
FURLA Miss Mimì mini bag
Credits: furla.com
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La tecnologia e l'umanità, secondo Miuccia Prada e Raf Simons

La collezione Primavera-Estate 2021 di Prada: un dialogo intenso tra due creativi che indagano la realtà che stiamo vivendo
La prima volta di Miuccia Prada e Raf Simons cade in un momento storico unico nel suo genere, che ne ha indubbiamente segnato il percorso creativo intrapreso lo scorso aprile quando, con l'annuncio della volontà di una co-direzione, l'aspettativa per la prima collezione del duo era schizzata ad altissimi livelli. Aspettativa che, lo diciamo subito, non è stata disattesa e forse, forte delle difficoltà incorse negli ultimi periodi, è risultata ancora più potente e incisiva.
La collezione Primavera-Estate 2021 è un'indagine sul rapporto tra uomo e tecnologia, divenuto così stretto e imprescindibile proprio a causa dell'emergenza Covid-19, e che ci porta infatti ad assistere per la prima volta a un esperimento digitale che è riuscito, paradossalmente, a far percepire un senso di vicinanza e di coinvolgimento che raramente abbiamo trovato in una normale sfilata in streaming.
Miuccia Prada, nel Q&A che ha seguito la diretta sui canali social del brand, racconta come non abbia potuto ignorare il modo in cui la tecnologia sia entrata a far parte ancor di più della quotidianità, accorciando le distanze e riuscendo a unire le persone. Ma come si traduce questo pensiero in qualcosa da indossare e, soprattutto, in un qualcosa che porta il nome Prada?
La tecnologia è resa in modo didascalico dalla volontà di non avere un pubblico, di trasmettere in modo digitale e di riprendere ogni look attraverso delle scenografiche telecamere che fungono anche da elemento decorativo. Riprese che hanno permesso di ammirare ogni dettaglio da una vicinanza eccezionale, intima e realistica. Una resa accurata, impensabile senza l'ausilio di un mezzo per l'appunto tecnologico.
Attorno alle camere e ai monitor che ne proiettano i nomi, sfilano le modelle, scelte con un criterio ben preciso: non aver mai sfilato prima. è questo il primo elemento umano che va ad affiancarsi al contesto hi-tech: al centro di questa collezione c'è la persona, ci sono i suoi bisogni e c'è la convizione che, spiega Miuccia Prada, una persona debba "sentirsi libera di pensare", ovvero di sentirsi bene in ciò che indossa.

Spesso, per farlo, per sentirsi riconoscibile nel proprio essere, una persona ha bisogno di un'uniforme, concetto tanto caro ai due creativi. Un'uniforme metaforica, che può variare stagione dopo stagione.


L'altra componente "umana" è nella gestualità: i capi tenuti insieme da una mano, un gesto intimo e semplice (oltre ad essere la tipica posa di Miuccia Prada, googlare per credere) che rievoca l'idea che in questi ultimi mesi la semplicità abbia acquisito un ruolo molto più importante nella vita e nella quotidianità. Non ci sono decori ingombranti, gioielli (solo degli orecchini dalle linee molto semplici) o ricami lussuosi. Poche borse e l'inserimento di maxi tasche, nell'iconico nylon, su gonne e soprabiti, definito come un atto pratico, che parla di vita.


Le stampe, d'archivio, sono leggere e comunicano una nuova attenzione per la natura, che oggi più che mai dev'essere al primo posto, in chiave di sostenibilità, nella mission di ogni designer.

All'inizio del lockdown, si è aperta la difficile e interminabile discussione sul futuro del sistema moda, sostenuta da molteplici voci inneggianti a un doveroso cambiamento di regole e abitudini ben radicate. Con questo primo dialogo tra artisti, Raf Simons e Miuccia Prada hanno spostato il tema dal futuro al presente, che del futuro è meglio non interrogarsi, mostrando che il cambiamento c'è già stato. E che forse non è un avvenimento da subire e guardare a distanza, ma un'occasione da prendere al volo.
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Elisabetta Franchi: «Gli abiti saranno la bandiera di un nuovo inizio»
Show in digitale, sfilate in presenza ridotte al minimo, sitting contingentato, mascherine e gel ovunque: i fasti della Settimana della Moda di Milano sembrano decisamente lontani , anche se sono trascorsi 7 mesi dalle sfilate di febbraio.
Eppure il settore non ha perso l'occasione e ha raccolto questa nuova sfida, mostrandosi unito e compatto.
Come ha scelto di fare Elisabetta Franchi che, proprio per questa stagione, ha deciso di ritornare a sfilate nel calendario ufficiale di Camera della Moda, dando un segnale di coesione e positività.
Ma non solo: in questa fashion week contraddistinta dal distanziamento sociale, la designer ha deciso di "aprire le porte" del suo show a tutti. Come? Con una sfilata che verrà trasmessa non solo sui social del brand e in streaming sul sito ma in diretta tv su La 5 (canale 30) il 25 settembre alle ore 17,30.
Lo show, in onda in concomitanza con il calendario, sarà preceduto da un esclusivo "behind the scenes" che racconterà la genesi della sfilata.
In attesa di vederla in tv, abbiamo avuto l'occasione di raggiungere Elisabetta Franchi e chiederle come si sente alle porte di questa fashion week decisamente fuori dall'ordinario...
Com'è stato lavorare a questo show e a questa collezione in un momento così particolare, a pochi mesi dal lockdown?
«Le prime parole che mi vengono in mente sono “festa” e “rinascita”. Abbiamo avuto paura, ci siamo sentiti persi, ma per un obiettivo più alto, tutti insieme abbiamo rispettato le regole e ci siamo protetti. Adesso siamo forti come prima ma più consapevoli, quindi più capaci e più attenti. L’attenzione e la cura sono il fulcro di questo ritorno, meno cose, fatte meglio. Fatte con più stupore e meno frenesia. Lo stupore è il motore della creatività. La costruzione di questo show me la sono proprio goduta. Con il mio team siamo riusciti a concentrarci sui dettagli, sui contenuti dei messaggi che i nostri abiti veicolano e sulla qualità sempre più alta del prodotto e della visione».
Cosa dobbiamo aspettarci dalla sua collezione Primavera estate 2021?
«Ho pensato a questa collezione sognando che le donne possano indossare i miei abiti per camminare dritte verso i loro obiettivi.
Abbiamo bisogno di recuperare consapevolezza e di ricominciare a sognare. Nella nuova collezione il daywear si combina con il red carpet. Lavoro, casa e feste.
Siamo donne del fare con la certezza che il bello faccia bene. Siamo grintose ma femminili, audaci ma razionali. Questi abiti sono una risposta, una reazione, la bandiera di un nuovo inizio.
"Cura” è l’idea che ho focalizzato, tutti i giorni, mentre pensavo a come avrebbe dovuto essere questa collezione.
La cura del dettaglio, perché abbiamo imparato l’importanza delle piccole cose, la cura della vestibilità perché dobbiamo poterci sentire agili, pronte, eclettiche come mai prima, la cura dello stile, la donna della mia nuova collezione è aristocratica. Ha una bellezza antica, pittorica, lieve. Abbiamo imparato il valore della delicatezza, della leggerezza. I tessuti e i volumi sono gentili, comunicano desiderio, festa, visioni. La cura delle cromie. Le tinte della natura.
Abbiamo imparato a rallentare, a capire il valore del tempo, la necessità di farci domande. Il rispetto dell’ambiente non è più solo un dovere è diventata urgenza, necessità. Il colori degli abiti sono un inno, sono un grazie alla vita. Ci sono i colori dei fiori, l’amaranto e la lavanda. La lavanda che è il colore del pulito, della freschezza, dell’intimo è un colore che profuma. E poi c’è il burro, la sabbia, il mare».
Visto anche questo periodo così anomalo, con fashion week totalmente o parzialmente digitali, quale sarà il futuro prossimo delle sfilate?
«La vera forza non è resistere, ma accogliere le criticità e saperle trasformare in opportunità. La fashion week a porte chiuse è sicuramente una sottrazione di contatti e di energia. Quest’anno manca l’adrenalina che ti toglie il fiato, manca quel clima Las Vegas che sembra un po’ un Big Bang, l’esplosione di tutte le potenzialità. Eppure siamo stati capaci di aprire e potenziare nuove strade. Il mondo digitale non è affatto virtuale, è più reale che mai. È il mondo che ci porta nelle case di chiunque voglia guardarci, il mondo che offre a tutti un posto in prima fila. Per il futuro io spero che questa apertura pop, nel senso più prezioso del termine, ovvero questa apertura verso la vita vera delle persone, non si perda. Resteremo glamour e luccicanti, resteremo oggetto di desiderio, resteremo “wow”, ma veri, capaci di condividere e moltiplicare il sogno».
Lei è molto attiva sui social, il suo profilo IG è seguitissimo e molto amato. In che cosa i social stanno cambiando la moda?
«Sui social io ho infranto le regole. Mi sono mostrata come mai nessuno stilista ha fatto prima. Ho raccontato le mie giornate da tutte le angolazioni, quelle del privilegio ma anche quelle assolutamente normali, ho raccontato la stanchezza e il relax, la fatica e dell’imperfezione, la donna, la mamma, la moglie, l’imprenditrice, la creativa, l’animalista. Se vogliamo fare moda ed essere efficaci dobbiamo diventare fruibili. Dobbiamo scendere dall’Olimpo e correre per strada, incontrare le persone, creare per loro quello di cui hanno bisogno per sentirsi belle, capaci e pronte. Con un abito non ti copri, con un abito ti sveli, dici molto di te, esci e vai a conquistare i tuoi obiettivi. I social hanno insegnato agli stilisti a guardare il mondo con un occhio più globale, vedere che cosa accade tra le dodicenni e le nuove sessantenni, quello che fanno, come si muovono, che gusti hanno. I social ci permettono di innovare, di cogliere i cambiamenti mentre stanno per accadere. Allo stesso tempo, i social hanno portato a chi non ne avrebbe mai avuto accesso, un patrimonio d’arte e di bellezza che sicuramente ha affinato gusti e sensibilità».
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