Camicia con ricami in pizzo e jeans bianchi: la combo di Sèzane sfoggiata da Matilde Gioli è perfetta per tutti i giorni

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Matilde Gioli ha scelto un total look firmato Sèzane che ci dà lo spunto perfetto per un abbinamento primaverile easy-chic da riprodurre asap

Se siete alla ricerca d'ispirazione per i vostri outfit di stagione, non potete assolutamente lasciarvi sfuggire l'ultimo look sfoggiato da Matilde Gioli.

In occasione della conferenza stampa per il film "Non è un paese per single", che uscirà su Prime Video a partire dall'8 maggio, l'attrice ha incantato tutti scegliendo lo stile parigino effortless chic di Sézane.

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Un outfit - secondo noi - perfettamente bilanciato, che riesce a essere estremamente casual ma al tempo stesso sofisticato: la soluzione ideale anche per affrontare l'incertezza del clima primaverile.

Protagonista assoluta è la camicetta Caetana, una nuvola di pizzo ecru su fondo azzurro cielo dall'allure romantica. Per completare l'opera, Matilde ha puntato sui jeans Le New 70’s, un modello super iconico del brand, nella variante bianca che fa subito estate.

Una combinazione cool che vi permetterà di passare con disinvoltura dal lavoro al tempo libero, rimanendo assolutamente impeccabili.

Se desiderate dare un twist al vostro guardaroba, questa è decisamente la mise giusta da cui farsi ispirare. Che cosa aspettate?

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Matilde Gioli ha un nuovo fidanzato: la passione che li accomuna

Matilde Gioli ha da poco chiuso la sua storia con Alessandro Marcucci e secondo alcuni starebbe frequentando un'altra persona

Matilde Gioli non ha mai parlato molto della sua vita privata, ma negli ultimi giorni è finita suo malgrado sulle pagine di gossip per la fine della sua storia con Alessandro Marcucci. L'attrice e l'istruttore di equitazione si erano conosciuti nel 2021, quando lei era andata nel suo maneggio per una cavalcata tra una ripresa e l'altra di Doc - Nelle tue mani.
I due avevano avuto una crisi - pare - nel 2023, ma ora si sarebbero proprio lasciati, come confermerebbe anche un post che lei stessa ha pubblicato su Instagram con una citazione dolorosa: "Le cose sono come sono, soffriamo perché le avevamo immaginate diversamente".

Ora è il settimanale Chi a rivelare che Matilde Gioli potrebbe aver trovato un nuovo amore. O perlomeno una persona che potrebbe aiutarla ad andare avanti. Si tratterebbe di Luca Marziani, direttore tecnico della Società Ippica Romana – Sir La Farnesina, frequentata assiduamente dall'attrice. Dunque un'altra persona appartenente al mondo dell'equitazione, sua grande passione.

Secondo la rubrica Chicche di Gossip, l'attrice e Marziani sarebbero stati visti insieme in pubblico per la prima volta all'evento Piazza di Siena, a Roma. Per alcuni, uno degli ultimi post su Instagram pubblicati da Gioli potrebbe essere una sorta di indizio che conferma la frequentazione. Si tratta di una foto del cavallo dell'attrice, Nada, con la didascalia: "Il mio ragazzo". Un po' debole come prova, ma tant'è.

A febbraio 2024, però, Luca Marziani era taggato in un altro post che la ritraeva insieme a un altro cavallo e alla scritta "Don't Worry". All'epoca era passato inosservato, ma alla luce delle nuove voci, anche quella foto viene interpretata come un indizio.

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Non è chiaro quando sia finita la storia d'amore di Matilde Gioli con Alessandro Marcucci.

Qualche giorno fa il settimanale DiPiù ha rivelato che potrebbe essere stato lui a mettere fine alla relazione, iniziata come un amore a prima vista, come lei stessa aveva raccontato in un'occasione: "Era il 2021, vivevo ancora a Milano e stavo a Roma per le riprese di Doc 2, un weekend ero troppo stanca per tornare a casa e andare al mio solito maneggio. Volevo comunque montare. Ho cercato su Google un posto nelle vicinanze e chiamato il primo risultato che mi è apparso. Mi ha risposto lui: ‘Oggi c’è una passeggiata alle 11'. Mi sono presentata da sola. Non sapeva chi fossi, glielo hanno detto i suoi collaboratori. È stato amore a prima vista. Ho dovuto fare io il primo passo. E il primo bacio è arrivato dopo un mese".

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Matilde Gioli: «I giovani possono essere la svolta contro gli stereotipi»

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Non ama stereotipi e pregiudizi Matilde Gioli, e per dimostrarlo dà voce a una campagna Lines che punta a rompere i tabù

La parità di genere non è un gioco, ma ci sono molti modi per rompere le barriere e i pregiudizi e Matilde Gioli ha scelto di farlo con ironia con Lines, che l'ha resa (insieme a Giulia Stabile, ballerina e conduttrice tv) protagonista di “Le CoinquiLines” un format con cui ha voluto mostrare le donne nella loro quotidianità che vivono il ciclo in maniera naturale e positiva, per passare il concetto che parlare di mestruazioni non dovrebbe essere un tabù.

«Credo fortemente nel potere e nel valore delle donne, in quanto persone capaci di indipendenza e autonomia. Ognuna di noi è una risorsa preziosa che può dare un importante contributo alla società portando in alto il concetto di libertà di essere e sentirsi se stesse in qualsiasi momento.

La libertà che mi ha permesso di parlare di mestruazioni in televisione grazie a Lines.

Una fantastica opportunità con cui ho voluto contribuire ad abbattere i falsi miti che purtroppo ancora vengono associati a questo argomento, divulgando un importante messaggio di normalizzazione di questo tema», ha commentato Matilde Gioliattrice con più di 20 film di successo al suo attivo tra cui Il Capitale Umano, candidato agli Oscar 2015 e protagonista di serie TV di successo come DOC-Nelle tue mani e Gomorra.

Ne abbiamo approfittato per parlare con lei di parità, anche nel mondo del cinema.

(Continua sotto la foto)

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Quali sono le “difficoltà” del ciclo? Cosa speri di ottenere partecipando a questa campagna? Che “aiuto” vuoi dare?

Durante il ciclo non sempre è facile sentirsi a proprio agio, soprattutto durante il lavoro ma capita anche nel tempo libero.

La campagna Lines le Coinquilines mi ha dato l'opportunità di parlare di ciclo mestruale in tv e contribuire così ad abbattere i falsi miti che purtroppo ancora vengono associati a questo argomento. Mi ha permesso anche di contribuire a divulgare un importante messaggio di normalizzazione su questo tema. Spero che le donne si sentano libere di parlarne senza aver paura di essere giudicate.

Parliamo di stereotipi di genere. Quali sono gli stereotipi che ti sono o ti sono stati più stretti?

In generale non amo gli stereotipi. Amo la libertà di espressione in ogni sua sfaccettatura.

Quale potrebbe essere secondo te una via per la parità di genere?

La parità di genere è sicuramente connessa a indipendenza e autonomia che possono essere conquistate solo sul campo, facendo, e avendo le stesse possibilità degli uomini. Poi, a mio parere, un grosso ruolo lo giocano l’istruzione, le istituzioni e le aziende che devono fare la loro parte e innescare il cambiamento. 

Cosa consiglieresti alla te adolescente? E a chi sta passando ora un periodo di insicurezza?

A chi sta passando un periodo di insicurezza direi di amarsi di più, di smettere di dare amore e attenzioni solo agli altri ma anche e soprattutto a se stessi. 

I tuoi progetti in corso e i prossimi progetti? 

Nei primi due mesi dell’anno sono stata impegnata con un film davvero particolare, ispirato ai thriller di ultima generazione..un po’ alla “squid game” per intenderci.

Ho un cambio look estremo ed è stato divertentissimo oltre che molto stimolante.

Poi senza pausa, ho iniziato subito a girare una commedia ricca di tematiche dove sono protagonista assoluta e racconto una donna piena di insicurezze e fragilità che però troverà il modo di riscattarsi.

La cosa davvero singolare è il come… ma lo scoprirete in futuro. Vedrete una versione di me davvero inedita!

Matilde Gioli per Grazia.it

Come donna che lavora nel mondo dello spettacolo, hai mai subito discriminazioni o disparità di trattamento? Se sì, come le hai affrontate?

Non ho mai subito discriminazioni o disparità forti o violente perché, avendo un carattere dominante, metto subito in chiaro che come donna (e come tutte le donne) devo essere rispettata, ma tutto quel sottobosco di battute di spirito (sul fatto che siamo il sesso debole e che siamo imbranate a fare le cose e che da sole facciamo fatica ecc) non è ancora sparito. Reagisco con uno sguardo gentile ma accompagnato da un sorriso amaro come a dire “dai, non fa più ridere”…

Ricordo una conferenza stampa di un film corale dove il giornalista, dopo aver rivolto le domande più interessanti ai 3 protagonisti uomini, si era dimenticato di chiedere qualcosa anche a noi 3 protagoniste donne. Una di loro ebbe il coraggio di fermarlo e chiederli di darci la dignità di rispondere anche noi a qualche domanda. Fu molto forte e ricordo che la guardai con ammirazione e una riscoperta voglia di dire sempre la mia!

Come pensi che il cinema, la televisione o i social possano contribuire a promuovere la parità di genere?

Il mondo dell’informazione è la chiave di volta del sistema. Ai media il compito di raccontare la realtà con onestà e trasparenza, promuovendo esempi concreti portatori di valori positivi che siano di supporto e aiuto ai giovani. Nei giovani c’è la svolta futura. Nutro grande fiducia in loro.

Qual è la domanda che vorresti che ti facessero in un’intervista e che invece non ti fanno mai?

Non mi manca tanto ricevere una domanda specifica, ma a volte vorrei che le interviste fossero più interattive e che potessi anche io chiedere qualcosa al giornalista su quello che pensa delle mie parole. Vorrei che le interviste fossero un pò come i dialoghi socratici fatti di non-sapere, ironia e maieutica.

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«Noi crediamo fortemente nella libertà delle donne di essere se stesse ed è in questa direzione che va la nuova campagna di LINES è» - ha dichiarato Ione Volpe, FemCare Marketing Directore Fater.

«La campagna sottolinea e conferma l’impegno di Lines nell’essere al fianco delle donne per superare i tabù legati al ciclo mestruale, stimolando un dialogo aperto e naturale che porti alla normalizzazione di questo e altri temi legati all’universo femminile.

E con l’aiuto di Matilde e Giulia, che abbiamo scelto per il loro impegno e capacità di ispirare tante donne, continueremo a dare il nostro contributo anche nella battaglia contro la discriminazione di genere attraverso altri progetti futuri».

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Look da cerimonia cercasi? Se non avete ancora sbirciato sul red carpet dei David, fatelo subito...

Da Matilde Gioli con il suo midi dress sparkling all'abito lungo a pois sfoggiato da Penelope Cruz: ecco qualche idea super chic da copiare alle celeb per le vostre cerimonie eleganti.
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Parata di celeb ieri sera a Roma in occasione della 68esima edizione David di Donatello. E, se Elodie ha trionfato vincendo il premio per la Miglior Canzone e sfoderando un look see-through di Valentino che ci ha letteralmente ipnotizzato, non sono state certo da meno altre stelle di fama internazionale, che ci hanno fornito anche qualche spunto prezioso per mise da cerimonia elegantissime.

Curiose di scoprire di chi si tratta? Date un'occhiata qui sotto!

Il maxi dress a pois di Penelope Cruz

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Penelope Cruz in Dolce&Gabbana

Credits: Getty Images

L'abito midi ricoperto di paillettes dorate di Matilde Gioli

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Matilde Gioli in Michael Kors Collection

Credits: Getty Images

Il vestito monospalla in tessuto jacquard di Benedetta Porcaroli

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Benedetta Porcaroli in Gucci (gioielli Pomellato).

Credits: Getty Images

Il tailleur bianco di Paola Cortellesi

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Paola Cortellesi in Giorgio Armani

Credits: Getty Images

La combo panta neri + top sparkling di Jasmine Trinca

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Jasmine Trinca in Prada

Credits: Getty Images

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Matilde Gioli: «Certi luoghi ti cambiano per sempre»

Matilde Gioli, protagonista della serie Doc - Nelle tue mani, accompagna Grazia tra le sale del nuovo ADI Design Museum Milano. E, mentre posa accanto agli oggetti che hanno fatto la storia della creatività italiana, ripercorre i posti che hanno segnato la sua vita.
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È innamoratissima, Matilde. Ieri sera, quando pensavo come iniziare questo articolo, ho capito che non potevo cominciare se non da qui, perché l’amore si respira in ogni suo sguardo, parola, racconto, perfino quando parla di dolore o posa nel servizio di moda che le abbiamo scattato nel nuovo Adi Design Museum di Milano.

«Sono talmente innamorata che mi addormento con il sorriso», dice. Ride, quando parla di Alessandro, il suo nuovo fidanzato. «Lo so, mi sembra di essere un po’ cretina. Avevo tanto bisogno che arrivasse l’amore».

È una Matilde Gioli molto diversa da quella che ho conosciuto sette anni fa, quando Grazia le aveva dedicato la sua prima copertina. Allora era una ragazza distante, un po’ circospetta, diventata attrice per caso, rispondendo a un annuncio trovato appeso a un semaforo. Era stata travolta dal successo del suo primo film, Il capitale umano di Paolo Virzì: doveva prendere ancora le misure con un mondo sconosciuto.

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Sette anni e 14 film dopo, incontro una donna che apre il suo cuore e contagia con la sua voglia di vivere.

Stamattina ha una pausa dal set. Di solito vengono a prenderla presto, alle 5, per andare a girare la seconda serie di Doc – Nelle tue mani. «Uscirà a metà gennaio», racconta. Ma prima di parlare del ruolo che le ha dato così tanta popolarità e del suo impegno nella campagna a favore del congelamento degli ovociti per preservare la fertilità nelle giovani donne, voglio raccontarvi la sua storia. Fin dall’inizio.

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Mi racconti lei da piccola.
«Ero una bambina entusiasta. Conservo tanti video che il mio papà ha fatto con la cinepresa dell’epoca. Mi ritraggono con mio fratello maggiore Filippo e mamma, tutti a giocare per terra. Cantavamo e facevamo balletti improvvisati. I miei fratelli Francesco ed Eugenia sono arrivati una decina di anni dopo. Ogni tanto ancora adesso mamma, anche al ristorante, attacca con una delle canzoni dello Zecchino d’Oro che amavamo, Aggiungi un posto a tavola, e io e Filippo ci mettiamo a battere le mani e a cantare. Gli altri due si vergognano da morire: “Zitti, zitti”».

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Che lavoro facevano i suoi genitori?
«Papà era dentista, passava tutto il giorno in studio, ma quando arrivava a casa la sera cucinava: gli piaceva. Mamma si è laureata in lingue, poi era andata a vivere a New York per frequentare la scuola interpreti ed è tornata insegnante. I miei si sono conosciuti a una festa: dopo sei mesi le nozze, dopo altri sei è nato Filippo. Volevano una famiglia e mia madre ha scelto di stare con noi. Ha ripreso a insegnare quando i miei fratelli piccoli avevano 3 o 4 anni e lo fa ancora al liceo».

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Il legame con la sua famiglia è molto forte: sette anni fa, quando l’ho intervistata, sul set del servizio fotografico aveva portato sua sorella Eugenia. Allora aveva 15 anni, ma era lei a insegnarle a truccarsi. È ancora la sua consulente d’immagine?
«Sì, ma ogni tanto mi fa impazzire. Adesso sto molto a Roma e spesso lei va nella mia piccola casa di Milano per innaffiare l’olivo a cui tengo tantissimo. Si occupa della gatta, se la lascio lì. In cambio può prendere tutti i vestiti e le scarpe che vuole, ma io sono molto disordinata. Ogni tanto mi chiama: “Non sai quello che hai. Potresti creare bellissimi look”. Così mette in ordine e mi prepara degli outfit».

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Lei si è sentita un po’ il capofamiglia, dopo la perdita del suo papà. È ancora così?
«Era un uomo responsabile, ma anche grande dispensatore di amore e tranquillità. Si è sentita molto la sua mancanza. I primi anni sono stati difficili, sentivo il compito di tenere tutti uniti. Poi la confusione e la rabbia si sono placate. Da qualche anno c’è solo la volontà di ritrovare la pace. Ora mi sento sostenuta da tutti».

Continua a leggere l'intervista a Matilde Gioli sul numero di Grazia ora in edicola.

Foto di Sonia Marin - Styling di Nicolò Milella

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L'abito sorbetto di Matilde Gioli è da colpo di fulmine (e la bella notizia è che è anche in saldo!)

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In attesa di vederla sul palco dell'Ariston, abbiamo rubato il look alla bella Matilde Gioli: ecco come replicare il suo outfit in poche mosse!

Non è ancora confermato ma l'attrice Matilde Gioli dovrebbe essere tra gli ospiti della nuova edizione del Festival di Sanremo, al via a partire da domani, martedì 2 Marzo. E noi - lo confessiamo- non vediamo l'ora di scoprire quale abito favoloso sceglierà di indossare sul celebre palco dell'Ariston per la sua avventura sanremese.

Nell'attesa di poterla ammirare in tutto il suo splendore, abbiamo sbirciato sul suo profilo Instagram e ci siamo innamorate a prima vista di questo total look firmato Max&Co. che l'attrice ha sfoggiato qualche mese fa ma che, credete a noi, è più attuale che mai!

Sì, perchè i colori sorbetto saranno ovviamente protagonisti assoluti della primavera 2021 e il suo abito a chemisier in raso di seta verde menta ci sembra perfetto per inaugurare la bella stagione con lo stile giusto. Se ciò non bastasse a convincervi ad acquistarlo, sappiate che è anche in sconto al 50% sul sito del brand (ma correte perchè le ultime taglie vanno sold out molto velocemente!).

Come abbinarlo? Proprio come ci insegna Matilde, che domande! Con un cappotto bianco (ma in primavera potrete tranquillamente optare per un trench o per un soprabito leggero a tinte neutre), una round bag mini e un paio di stivaletti grintosi per smorzare un po' l'effetto bon ton. Più semplice di così proprio non si può!

Ecco i pezzi da avere per ispirarsi al suo outfit.

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Chemisier in raso di seta MAX&CO.

Credits: it.maxandco.com

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Mini bag tonda con catena gioiello MAX&CO.

Credits: it.maxandco.com

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Cappotto bianco doppiopetto ZARA

Credits: zara.com

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Stivaletti in vernice AEYDĒ

Credits: mytheresa.com

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Occhiali da sole con montatura tortoise KYME

Credits: kymesunglasses.com

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Matilde Gioli beauty look: tutto su capelli e make up dell'attrice italiana

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Matilde Gioli, il cui vero cognome è Lojacono (ha adottato infatti il cognome materno) è un'attrice italiana nata a Milano nel 1989.

Giunta al successo nel 2014 grazie al film Il capitale umano di Polo Virzì, che nello stesso anno le è valso il Premio Guglielmo Biraghi e il Premio Alida Valli, è oggi una delle attrici più amate in vista nel nostro paese. Tra gli altri riconoscimenti, Matilte Gioli ha inoltre vinto nel 2016 il Premo L'Oréal Paris per il Cinema.

Matilde ha grandi occhi azzurri e lunghi capelli castani. Il suo look nella vita di tutti i giorni è generalmente semplice, mentre sul red carpet ama enfatizzare la sua naturale bellezza con trucchi strong e acconciature glam, come maxi chignon e trecce.

Volete osservare da vicino i suoi beauty look più belli e scoprire tutto su make up e capelli di Matilde Gioli? Continuate a leggere questo articolo.


1. Statement look

Un beauty look intenso e glamour. Matilde raccoglie la chioma in uno chignon vaporoso che scopre il viso. Il trucco è intenso grazie al rossetto bordeaux satinato e al mascara sulle ciglia. Molto importanti anche le sopracciglia, folte e ben marcate.

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2. Natural beauty

I capeli lunghi e lisci sciolti e mossi dal vento. Il trucco è naturale, solo gli occhi sono leggermente enfatizzati da kajal e mascara.

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3. Maxi bun

Beauty-binomio vincente con chignon molto voluminoso, una soluzione per chi ha i capelli molto lunghi e lisci come Matilde, accompagnato dal trucco occhi smokey eyes.

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4. Get the glow

Matilde appare sul red carpet con una carnagione leggermente bronzea, messa perfettamente in risalto da una base viso luminosa.

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5. Treccia scultura

Un look di carattere che punta i riflettori sulla chioma con una treccia classica creata ad arte, lucida e scultorea.

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6. Capelli lisci

I capelli lunghi e lisci con scriminatura centrale sono il segno distintivo del look capelli di Matilde Gioli.

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7. Dark lips

Rossetto viola scurissimo e sguardo sottolineato dal kajal nero, una soluzione perfetta per un trucco da sera ricco di carattere. Bella anche la scelta delle doppie trecce.

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8. Al naturale

Capelli e viso completamente al naturale per l'attrice italiana.

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9. Maxi treccia laterale

Uno dei look capelli più glam delle ultime stagioni vuole i capelli raccolti in trecce laterali e corpose. Ecco la star interpretare al meglio la tendenza.

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10. Smokey eyes

Con occhi chiari e luminosi come quelli di Matilde il make up smokey eyes è l'ideale.

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11. Loose curls

La chioma lunga della star viene acquisisce volume e corpo grazie alle onde morbide create sulle lunghezze.

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12. Treccia a spina di pesce

Chiamata anche treccia a spiga di grano, è molto chic, soprattutto se portata laterlamente come fa Matilde Gioli.

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13. Red lips

Matilde Gioli con il rossetto rosso. In questo look le sopracciglia ben curate creano equilibrio e armonia.

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14. Ponytail

La coda alta viene intrecciata morbidamente dando vita a un hairdo iper elegante.

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15. Chignon scultura

I capelli dell'attrice Matilde Gioli vengono raccolti in uno chignon alto e ordinato, il trucco è elegante e femminile, nei toni del grigio e del rosa.

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Credits Ph.: Getty Images
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Matilde Gioli: Se mi ami, non mi fermare

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Ha cominciato a recitare quasi per caso e, dopo un film con Paolo Virzì, è diventata il volto più promettente del cinema italiano. Ma Matilde Gioli è anche una ragazza che, da quando ha perso il padre, ha dovuto tenere duro.


Matilde Gioli manda un messaggio con ora e luogo del nostro appuntamento. E poi, a raffica, ne arriva un altro: «Ho sparato un posto a caso. Decidi tu dove e quando, ti raggiungo in motorino, ovunque». Una frase dove c’è tutto: la sua età (27 anni), la sua avversione a stare nella parte quando è nella vita (è attrice), il suo essere una che va veloce e si adatta a tutto. Una che va dritta al “tu”, tanto per cominciare.

Entriamo in un bar e lei fa quello che di solito fanno le mamme: estrae il cellulare e chiede di poterlo tenere muto, ma ben in vista. «Ti dispiace? È per i miei fratelli», dice. «Da quando è morto il papà (nel 2013, ndr), mi sento la capofamiglia e voglio essere sempre reperibile per loro».

Quanti anni hanno?
«Mia sorella 17, i miei fratelli 19 e 28. Lo so, sono un po’ ansiosa, ma l’importante è non farlo pesare a loro, non stare troppo addosso, ma esserci sempre».

Vivete insieme?
«No, me ne sono andata di casa un anno dopo che il papà è mancato. Ho trovato un appartamento piccolissimo vicino alla casa di famiglia: un modo per stare comunque con loro, anche se, in realtà, il lavoro mi porta via a lungo e spesso».

Il 6 aprile sarai al cinema protagonista di The Startup di Alessandro D’Alatri, il film che racconta la storia vera della nascita di un portale per chi è in cerca di lavoro, in cui interpreti la direttrice della rivista dell’università milanese Bocconi. E, a partire dall’11, ti vedremo su Rai Uno nella serie Di padre in figlia.
«E sto per cominciare le riprese di un altro film. Non avevo idea che questo lavoro mi avrebbe portato così tanto in giro. Non avevo neppure idea di quali scelte avrei fatto: continuare a recitare? Smettere? O magari mi mollerà lui, questo lavoro, per primo, chissà».



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Una laurea in Filosofia: avevi in mente un’altra vita. E invece eccoti attrice, quasi per caso.
«No, no: proprio per caso. Ma, ti dirò, non è tutta questa svolta: sono sempre pronta all’idea che tutto possa cambiare di colpo. Un po’ per le esperienze negative, i dolori forti, che ho affrontato. Un po’ per attitudine; sono sempre pronta ai ribaltoni. Sono molto elastica, ho un carattere liquido, prendo la forma delle cose che succedono. Può accadere di tutto. Io ci sto dentro, o almeno ci provo. Mi stavo laureando in Filosofia, volevo andare in America a studiare Neuroscienze in laboratorio, ma non sapevo se sarei stata in grado, se mi avrebbero presa, se mi sarei potuta permettere di star lontano così tanto. Ero in ascolto della realtà».

E la realtà, a sorpresa, ha detto: cinema! Il regista Paolo Virzì ti ha dato una parte nel suo Il capitale umano. Avevi mai pensato di fare l’attrice?
«Mai. Nemmeno per sbaglio. Frequentavo l’università, ero istruttrice di nuoto sincronizzato: studiavo, insegnavo e mi allenavo. Odiavo l’idea di chiedere soldi ai miei, non l’ho mai fatto. Sai, sono stata quel tipo di bambina che, in vacanza in montagna, mette sul marciapiede giornalini vecchi per venderli e tirare su qualche soldo.
Ero già in modalità guadagno, autonomia. Da ragazza davo lezioni di greco e latino, mi offrivo come hostess alle fiere, facevo girare la voce: “Chi ha un lavoro per me?”. Mia madre un giorno ha visto questo volantino in cui si cercavano comparse fra i 20-25 anni per il film di Paolo Virzì.

Io proprio quel giorno dovevo accompagnare mio fratello in palestra, in un posto non troppo lontano a quello in cui si tenevano le audizioni. L’ho mollato lì e sono andata al provino. Eravamo mille persone e tutto durava un secondo: “Come ti chiami? Che cosa fai nella vita? Avanti il prossimo”. Era aprile. In settembre sono stata richiamata Mi hanno detto: “Vorremmo rivederti, ma questa volta dovresti proprio preparare un pezzo di copione”. Chi, io? Io che nelle recite ho sempre fatto l’albero?».

Perché quasi tutti quelli che conosco hanno fatto l’albero nelle recite a scuola?
«Perché i ruoli da principessa erano pochi e chi riusciva a prenderseli stava sulle palle a tutti, diciamolo».

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E tu che cosa hai fatto di fronte alla prospettiva di andare ben oltre la modalità albero?
«Ho usato la mia attitudine liquida. E ci ho provato».

Hai cercato l’attrice che c’è in te?
«Ma va’. Ho pensato: “Leggo il copione e imparo, quel che sarà, sarà”. Durante il provino mi sentivo recitare e pensavo: “Sei ridicola, sei penosa”. Poi il regista mi ha detto: “Mi serve proprio questo: una ragazza della tua età. Fai te stessa, che va bene”. La mia grande fortuna è stata questa. Poi mi sono ritrovata su un set fantastico. I protagonisti, il trucco, lo sceneggiatore, il regista: erano tutti grandissimi. Io sono curiosa, se sono in una situazione nuova, divento una spugna: guardo, ascolto, cerco di imparare. E ora eccomi qui: attrice».

Che cos’altro hai scoperto su quel set?
«Che non mi monto la testa. Gli attori vengono trattati come persone speciali. Ma io, cresciuta con tanti fratelli, ho imparato presto a tenere a bada l’ego. Anche quando sul set mi capitavano cose assurde: c’era il sole e qualcuno mi copriva con l’ombrello».

Ragazza liquida, ma pure solida.
«Oh, sì. Quello che mi auguro è di non tradire mai l’educazione che ho avuto, fatta anche di umiltà. È facile montarsi la testa, se ti trovi in una situazione in cui ti dicono: “Se vuoi il prosciutto di Parma, vado a prendertelo a Parma”».

Hai perso qualcosa in questa nuova vita?
«Perso no, ma rischio di peggiorare alcuni miei difetti. Io sono una casinista e questo lavoro è un casino. La disciplina dello sport e gli orari all’università mi aiutavano a mettere ordine. Perché io sono una che non deve essere mai lasciata allo stato brado. Adesso mi è difficile darmi delle regole: viaggio tanto, mangio sempre fuori, in certi periodi dormo ogni sera in un posto diverso».

Relax, there is an answer for the darkest times.. #takeiteeeeeeasy

Un post condiviso da Matilde Lojacono Gioli (@matildegioli) in data:

La notorietà non ti pesa?
«Ma dai, non c’è. Ogni tanto mi fermano per una foto, niente di che».


Che cosa ti porti dietro della tua vita di prima?
«Quando affronto un ruolo nuovo, arrivo con il mio bagaglio, lo apro e tiro fuori quel che mi serve. Se devo imparare il copione, penso a come studiavo al liceo. Se devo trovare la concentrazione giusta, ripesco la mia esperienza sportiva. Riciclo quello che sono stata, lo utilizzo per fare quello che faccio adesso».


Il lavoro ti è capitato in un età in cui sapevi già chi eri?
«A dire il vero non so bene chi sono nemmeno adesso. Che cosa mi piace davvero? Mangiare sul divano la sera oppure apparecchiare per bene la tavola? Boh, chissà che tipo sono, alla fine. A volte, per lavoro, mi trovo contemporaneamente alle prese con tre ruoli diversi e questo mi fa venire un po’ il panico».


E come lo supera?
«Uso il moschettone e mi attacco a una certa idea di me».


Moschettone?
«La mia famiglia».


Sul tuo account di WhatsApp c’è scritto: papà. Hai voglia di parlarne o è una cosa che ti fa star male?
«È una cosa preziosa. Il mio papà si è ammalato e, in pochissimo tempo, ci ha lasciato. Io non avevo ancora 23 anni. I miei fratelli piccoli lo hanno avuto per così poco: diventare adulti senza un padre è dura. Sento la sua mancanza? Cerco di non soffermamici troppo, perché mi fa star male. Non posso pensare che non ci sia più la sua faccia. E neanche la sua voce, le sue mani».

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Qual è un vostro ricordo bello?
«La montagna. Papà mi ha abituato a camminare in quota ed era orgogliosissimo di avere una figlia che aveva voglia di andare con lui, fino alla cima. Veniva a svegliarmi al mattino e mi diceva: “Amore, se vuoi continuare a dormire...”, e io saltavo giù dal letto tutta contenta. Poi, in macchina, lo guardavo guidare: era felice.

Mi piaceva dargli questa soddisfazione e avere un momento tutto nostro in cui vedevamo cose che, quando si tornava a casa e mangiavamo tutti insieme, sapevamo solo io e lui. Uno spazietto privilegiato che il mio papà riusciva a ritagliarsi con tutti i figli: uno alla volta. Sapeva come prenderci. Quando penso che lui non ci sarà in tutte le cose importanti della mia vita, mi attacco al ricordo del suo sguardo orgoglioso, in montagna. Quando camminavamo da ore e lui mi diceva: “Riposati, se sei troppo stanca”. E io andavo avanti».

Dove pensi che sia adesso?
«Penso che sia con me, quando vado in montagna, da sola. Faccio le nostre passeggiate, salgo e salgo, sento il mio fiatone e sento anche il suo. E, quando arrivo su in cima, mi viene l’istinto di dire: “Eccoci”. Sento che è con me anche quando vado a correre, una cosa che facevamo insieme. Corro pensando che lui sia dove era sempre: alla mia sinistra. Oggi, se qualcuno corre con me, gli chiedo di stare a destra, per tenere il posto libero per papà».

Vuoi che cambiamo argomento, tirare il fiato?
«Guarda che anche quando sono triste, sono comunque una positiva, una innamorata della vita».

A proposito di amore…
«Situazione molto delicata, non posso dire niente».

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Nessuna domanda: di’ quel che vuoi dire.
«Posso dirti che non è facile starmi a fianco. Sono una molto entusiasta, ma sono un cavallo pazzo. Ci sono un paio di cosette che mi sono indispensabili».

Tipo?
«La complicità assoluta».

Chiamala cosetta.
«E poi ci deve essere libertà, ho bisogno di una persona che non mi metta le briglie, ma che corra con me, perché è innamorato del mio bisogno di essere lasciata andare. Tanto io, nel mio prato, torno sempre».

Complicato.
«Sì, ma se trovi uno così, è bellissimo».

Uno come, per l’esattezza?
«A me piacciono gli uomini che istintivamente pensano prima a te e poi a loro stessi. Perché vuol dire che sono forti e che non hanno paura dell’amore».

È ora di andare, Matilde.
«Sì, ma sai che questo bar è proprio carino? Ci voglio tornare».

Con l’uomo-forte?
«Ma no, con la mamma. Amo farle vedere le cose belle».

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Tutti gli abiti delle star alla Mostra del cinema di Venezia

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Gli abiti delle star alla 73esima Mostra del cinema di Venezia: scoprite chi ha vestito chi

La 73esima edizione della Mostra del cinema di Venezia è iniziata. Sul red carpet si danno appuntamento le star italiane e straniere fasciate nei loro splendidi abiti da gala.

Scoprite giorno per giorno gli abiti e gli accessori scelti da Emma Stone, Bianca Balti, Alicia Vikander e le altre stelle attese in Laguna.

Credits: Getty Images/Olycom
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