Abbiamo chiesto a Daniel Brühl come si diventa Karl Lagerfeld

Daniel César Martín Brühl González Domingo, più noto come Daniel Brühl, è l'attore tedesco con cittadinanza spagnola che in molti, Lagerfeld per primo, conoscono come «il ragazzo di Good Bye, Lenin!» e che oggi interpreta lo stilista in «Becoming Karl Lagerfeld», mini-serie in streaming su Disney+ che racconta la vita (privata e stilistica) del couturier e fotografo tedesco prima di Chanel.
** Qui vi raccontiamo di più della serie **
Lo abbiamo intervistato in occasione del lancio, e gli abbiamo chiesto innanzitutto come si diventa Karl Lagerfeld, giusto per ricalcare il titolo della serie.
Ecco cosa ci ha risposto:
Di cosa parla Becoming Karl Lagerfeld
Parigi, 1972. Karl Lagerfeld ha 38 anni, non porta ancora il suo iconico taglio di capelli ed è uno stilista prêt-à-porter non molto conosciuto dal grande pubblico.
Mette la sua creatività al servizio di diverse maison, tra cui Chloé e Fendi, ma non ha ancora un marchio suo.
Becoming Karl Lagerfeld è la storia di un uomo solitario, fedele alla madre (unica che riesce a possederlo davvero), amante dei dolci, rigido come i bustini che indossa sotto i suoi completi impeccabili, che non si permette mai di lasciarsi andare a sentimentalismi. Aspetto che sarà alla base della sua travagliata storia romantica con il sensuale Jacques de Bascher, che di Lagerfeld si innamora follemente (corrisposto) non riuscendo però mai ad averlo davvero e arrivando al limite con la follia.
Il confronto con l’amico Yves Saint Laurent, che ha già la sua affermata casa di moda aiutato dal dispotico ma manageriale compagno Pierre Bergé, è un tallone d’Achille della sua esistenza.
La serie ripercorre la vita professionale e sentimentale di Lagerfeld fino agli anni '80, con l’arrivo della proposta di Chanel.
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Becoming Karl Lagerfeld è la prossima serie tv da vedere

Quando ci si approccia a una serie (o a un film) che ha come protagonista una grande personalità, che ha lasciato il segno nel suo settore, viene spontaneo domandarsi se è un prodotto per addetti ai lavori o se è studiato per un pubblico più ampio. Becoming Karl Lagerfeld, su Disney+ dal 7 giugno, porta sotto i riflettori una delle più grandi icone della moda.
Lo fa parlando della sua carriera come stilista, ovviamente, ma mettendo l’uomo più che i suoi vestiti al centro della scena.
Come ci riesce? Lo racconta prima del suo arrivo alla maison che più di altre ha segnato la carriera, Chanel (tanto da "telefonare" il finale fin dall’inizio, ma è perfetto così com’è).
Lo ritrae come un designer di talento ma poco compreso, che tra mille difficoltà legate all’ecosistema che lo circonda vende le sue creazioni a diversi marchi (dal duraturo sodalizio con Chloé a quello con Fendi), in un continuo travaglio interiore che nasce dal confronto con la carriera di amici a lui vicini come Yves Saint Laurent, a capo di una casa di moda che porta il suo nome.
Becoming Karl Lagerfeld è la storia di un uomo solitario, fedele alla madre (unica che riesce a possederlo davvero), amante dei dolci, rigido come i bustini che indossa sotto i suoi completi impeccabili, che non si permette mai di lasciarsi andare a sentimentalismi. Aspetto che sarà alla base della sua travagliata storia romantica con il sensuale Jacques de Bascher, che di Lagerfeld si innamora follemente (corrisposto) non riuscendo però mai ad averlo davvero e arrivando al limite con la follia.
Becoming Karl Lagerfeld è una serie splendidamente raccontata e recitata.
Daniel Brühl nei panni dello stilista è impeccabile: dalla camminata alle reazioni ai vari accadimenti a cui è sottoposto di continuo.
Bravi anche Théodore Pellerin nelle vesti di Jacques de Bascher, Arnaud Valois in quelli di Yves Saint Laurent e Alex Lutz in quelli di Pierre Bergé.
Becoming Karl Lagerfeld: perché è la prossima serie tv da vedere
(Continua sotto la foto)
La storia di Becoming Karl Lagerfeld
Parigi, 1972. Karl Lagerfeld ha 38 anni, non porta ancora il suo iconico taglio di capelli ed è uno stilista prêt-à-porter non molto conosciuto dal grande pubblico.
Mette la sua creatività al servizio di diverse maison, tra cui Chloé e Fendi, ma non ha ancora un marchio suo.
Il confronto con l’amico Yves Saint Laurent, che ha già la sua affermata casa di moda aiutato dal dispotico ma manageriale compagno Pierre Bergé è un tallone d’Achille della sua esistenza.
Una rivalità che si fa sentire ancora di più quando nella vita di Lagerfeld entra il giovane, sensuale e innamoratissimo Jacques de Bascher, che per farlo ingelosire a causa delle sue ossessive rigidità e assenze, lo tradisce proprio con Yves.
La serie ripercorre la vita professionale e sentimentale di Lagerfeld fino agli anni '80, con l’arrivo della proposta di Chanel.
Il cast
Daniel Brühl (Good Bye, Lenin!, Rush, Bastardi senza gloria, L’alienista) è bravissimo a interpretare personaggi duri, scomodi, ma con un importante bagaglio sentimentale da far emergere. Ed è bravissimo a interpretare Karl Lagerfeld.
Il suo Lagerfeld è un personaggio rigido, così intransigente con se stesso da stingersi in un corsetto sperando che gli sia di ulteriore supporto a non lasciarsi andare.
Aspetto che trasferisce anche nel suo approccio alla vita romantica. È un professionista rigoroso, poco capito, ma tenace. È un bambino che non riesce a staccarsi dalla madre e che si abbuffa di dolcetti e Coca Cola quando è stressato. È una personalità dal gusto impeccabile.
Daniel Brühl riesce a raccontarci la confusione emotiva e professionale di un momento della vita di Lagerfeld portandoci nel suo mondo e facendolo rivivere sullo schermo (la riproduzione della camminata è meravigliosa).
Co-protagonista in questo viaggio è il giovane Théodore Pellerin nei panni di Jacques de Bascher, la cui vita viene totalmente sconvolta dai tira e molla con Lagerfeld, che lui ama molto, ma che non riesce a dargli ciò che desidera.
Altri due attori indispensabili di questa storia sono Yves Saint Laurent, interpretato da Arnaud Valois, descritto come un giovane creativo fragile, il cui successo è dovuto in buona parte allo spirito imprenditoriale e alla perseveranza del dispotico e severo compagno Pierre Bergé, interpretato da Alex Lutz.
Non solo moda: Karl Lagerfeld e l’amore
Becoming Karl Lagerfeld è la storia di un’ascesa professionale. Ma anche quella di amore mai consumato fondo in fondo, distruttivo (con annesso ingarbugliato triangolo amoroso).
È il racconto intimo di una personalità nota che fu sempre molto riservata.
Le sei puntate della serie ripercorrono una parentesi della sua vita, entrando nel vivo della sua burrascosa amicizia-romantica con Jacques de Bascher.
Ispirata al libro Kaiser Karl - The Life of Karl Lagerfeld di Raphaëlle Bacqué, che ha lavorato all’adattamento televisivo con Isaure Pisani-Ferry, inizia con l’incontro dei due a Parigi per poi raccontare l’evoluzione dei loro sentimenti, inframmezzato dalla continua rivalità con Yves Saint Laurent.
“Non c’è stato un giorno della mia vita in cui non abbia sognato di diventare un grande uomo”
La citazione non è di Lagerfeld, ma di Musil. È la scintilla che fa scattare l’interesse del couturier per Jacques de Bascher.
In essa è racchiusa una traccia narrativa significativa che la serie vuole apportare alla figura di Lagerfeld: la sua ambizione mischiata di continuo a un senso di inadeguatezza.
Becoming Karl Lagerfeld racconta la storia a tendere di quello che sarà uno dei nomi più importanti e iconici della moda.
Parla delle rinunce e delle ovvie scelte che spesso di devono fare per divenire quel “grande uomo” che si è sempre sognati di essere, decidendo in quale sfera racchiudere la propria grandezza.
È la storia di una solitudine e delle fragilità di un uomo che ha inventato il suo personaggio per tutelare se stesso.
Perché guardare Becoming Karl Lagerfeld
Ci sono i vestiti, certo, ci sono le scenografie che lasciano a volte senza parole dalla bellezza degli abiti e degli ambienti, ma Becoming Karl Lagerfeld è soprattutto il ritratto che non diviene mai caricatura - bravo Daniel Brühl - di un’icona.
Karl Lagerfeld è stato contemporaneamente genio creativo e uomo d’affari, innamorato e respingente, stravagante e insicuro, riservato e costantemente sotto i riflettori.
Una fusione di continui opposti che trovano spazio in questa serie tv che lo racconta ancora giovane, mentre è alla ricerca di un proprio posto del mondo nonostante sappia benissimo dove vuole arrivare e la strada che dovrà percorrere per raggiungere la sua meta.
Un prodotto tv che lo farà conoscere meglio e amare anche dal pubblico più vasto.
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5 cose da sapere su Karl Lagerlfeld

Karl Lagerfeld ha segnato un'epoca molto precisa con il suo stile inconfondibile, l'amore per alcuni stilemi precisi (come il bianco e il nero) diventando egli stesso icona e alimentando la sua stessa leggenda di persona dal commento affilato.
** Met Gala 2023: regole e curiosità del super evento della moda **
I tempi cambiano e oggi ci sarebbe poco spazio per le sue idiosincrasie più estreme e ricordarne alcune, seppure a livello basilare, è utile per potersi fare un'idea di come si è costruito il suo stesso mito.
1. KARL LAGERFELD E LA SUA DATA DI NASCITA
Un mistero alimentato da lui stesso è stata la data di nascita, ha talmente sparigliato le carte che neppure Wikipedia è in grado di chiarire l’arcano. Il suo motto?
« “Che importa? Sono creativo e non ho età” »
2. IL LEGAME CON LA FAMIGLIA FENDI
A partire dagli anni 60 ottenne un contratto perenne con la casa di moda romana Fendi e fu proprio lui l’artefice del successo del logo con la doppia F. Chi ha assistito alla prima sfilata del brand senza di lui dopo la sua morte avvenuta nel 2019, racconta di un lunghissimo applauso e un omaggio al designer commovente e sentito.
3. KARL LAGERFELD E IL GUSTO DELLA PROVOCAZIONE
Nel 1993 fece sfilare la star del cinema hard Moana Pozzi con altre donne stripper sollevando un enorme polverone, scandalizzando i benpensanti e facendo fuggire Anna Wintour dalla sfilata.
4. LE INTUIZIONI GENIALI
Leggenda narra che osservando le cuciture di un capo spalla indossato da un’avventrice in ascensore ne fosse rimasto colpito scoprendo che si trattava di un capo H&M. Nel 2004 disegna una collezione esclusiva con il brand mentre tutto il mondo della moda lo dà per spacciato. Il resto è storia.
5. KARL LAGERFELD E LE SUE CONSIDERAZIONI PROBLEMATICHE
L'elenco è davvero lunghissimo, il gusto per la frase a effetto e il suo formidabile sarcasmo lo hanno spesso rivelato come persona insensibile. Vi citiamo alcuni tra i dissing più famigerati come l’indiscussa grassofobia quando definì Adele “un po’ troppo grassa” , il classismo quando etichettò la nemesi Yves Saint Laurent come “un provinciale” e l’espulsione dal front row di Chanel di Robin Givhan, giornalista di moda vincitrice di un premio Pulitzer, rea di averlo definito “sopravvalutato”.
Non sarà sicuramente un evento celebrativo o una mostra che possono risolvere questioni controverse come queste ultime che vi abbiamo raccontato rispetto a un uomo e a un artista come Karl Lagerfeld ma continuare a porsi domande su come poterle affrontare in modo complesso e da molteplici punti di vista secondo noi rimane un tema, molto molto importante.
@grazia_it Karl Lagerfeld è il designer (artista e uomo controverso) a cui è dedicata l’edizione 2023 del Met Gala: 5 cose da sapere su di lui. Editor @Daniela_Losini #metgala #metgala2023 #karllagerfeld ♬ Infomercials - Solar Jazz Network & Slip.stream
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Sul red carpet del Met Gala 2023 gli abiti Chanel vintage per noi hanno vinto a mani basse
Sul red carpet del MET Gala 2023 nella notte dedicata al genio di Karl Lagerfeld (qui vi parliamo di tutti i look scelti dalle celeb per l'occasione), c'è anche chi ha scelto di omaggiare il designer sfoderando alcune delle sue più iconiche creazioni realizzate nei panni di Creative Director di Chanel.
Non solo la splendida Nicole Kidman che ha sfoggiato lo stesso abito cipria con strass, piume e cristalli del celebre spot del 2004 dedicato al profumo Chanel N°5: anche altre star hanno ceduto al fascino unico del vintage.
A cominciare da Dua Lipa che ha puntato sul sontuoso gown dress Chanel Couture portato in passerella nel 1992 dalla mitica e inimitabile Claudia Schiffer.
Dua Lipa al MET 2023
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Claudia Schiffer nel luglio del 1992 sulla passerella di Chanel Couture
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Un sogno l'abito a sirena composto da listini di paillettes completato dall'ampia mantella di piume e camelie scelto dalla super top Gisele Bündchen.
Lo stesso che aveva sfilato per la collezione Haute Couture Spring-Summer 2007.
Margot Robbie ha indossato l'abito nero con corpino a cuore e bustier trasparente munito di strass che la splendida Cindy Crawford sfoggiò a Gennaio del 1993.
Margot Robbie al MET 2023
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Cindy Crawford con lo stesso vestito nel 1993.
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Favolosa in rosa Naomi Campbell con un abito lungo in seta drappeggiata con applique silver, uno Chanel Haute Couture del 2010.
Naomi Campbell al MET 2023
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L'abito della sfilata Chane Haute Couture Spring-Summer 2010
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In Chanel vintage anche Marion Cotillard che accompagna il suo taglio sbarazzino rosa con un tubino corto ricoperto di paillettes argentate e inserto in chiffon bianco: una creazione Haute Couture della stagione Fall Winter 2007-08.
Marion Cotillard al MET 2023
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Chanel Haute Couture Fall Winter 2007-08
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Ultimo ma non ultimo l'abito da sposa datato 1988 scelto dalla divina Penelope Cruz. Letteralmente una visione, non trovate?
Penelope Cruz al MET 2023
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Per scoprire tutte le references e le creazioni vintage indossate per questa edizione del Met Gala, vi suggeriamo di dare un'occhiata a questo profilo Instagram che ha realizzato una carrellata dei look più belli.
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Karl Lagerfeld: storia dell'icona della moda a cui è dedicato il Met Gala 2023

Stilista, fotografo, esteta, icona di stile: Karl Lagerfeld è stato uno dei grandi interpreti della moda degli ultimi anni. Il Met ne celebrerà la carriera con un mostra e il consueto Gala pieno di stelle... Ecco quello che dovete sapere sulla sua vita professionale e personale!
Definirlo semplicemente stilista sarebbe riduttivo. Karl Lagerfeld è stato uno dei più grandi interpreti della moda di questo secolo. A quattro anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Parigi all’età di 85 anni nel febbraio 2019, il Metropolitan Museum ne celebra la vita e la carriera con una mostra al Costume Institute. Come di consueto a inaugurare l'esposizione ci sarà l'evento più atteso dell'anno dal fashion system, ovvero il MET GALA!
*** META GALA: regole e curiosità dell'evento più fashion dell'anno ***
Il Met Gala 2023, che si terrà nella notte tra il 1° e il 2 maggio (a partire da mezzanotte circa, ora italiana), sarà infatti dedicato al designer, con una mostra intitolata Karl Lagerfeld: A Line Of Beauty e il dress code del Gala in honor of Karl.
In attesa di scoprire i look "a tema" di questa edizione, ecco tutto quello che dovete sapere sulla carriera, vita privata di Karl Lagerfeld!
Courtesy Chanel
Karl Lagerfeld: gli esordi
Soprannominato “Kaiser (ovvero imperatore) della moda” per le sue origini tedesche, Karl Otto Lagerfeld lascia nel 1952 (anche se sulla data effettiva ci sono varie teorie) - appena quindicenne - la sua terra natale, Amburgo, per terminare gli studi a Parigi. L’innata passione per il disegno e la predisposizione per le arti lo portano a partecipare a uno dei primi concorsi di moda dell’epoca, istituito dal Segretariato Internazionale della Lana e poi ribattezzato Woolmark Prize. Si aggiudicherà il primo premio, ex aequo con Yves Saint Laurent.
Nella giuria c’è Pierre Balmain che lo assolda nel suo atelier. È qui che muove i suoi primi passi nel mondo della moda, per poi approdare nel 1959 alla Maison Patou, dove ricopre il ruolo di direttore creativo per cinque anni. Contemporaneamente intraprende una carriera da professionista indipendente, collaborando tra gli altri con Krizia, Mario Valentino, Ballantyne e Chloé.
Karl Lagerfeld: l'avventura con Fendi
Nel 1965 comincia il lungo sodalizio con Fendi. La linea di pellicceria è il territorio di sperimentazione iniziale dello stilista, mentre risale al 1977 la prima collezione di abbigliamento. Da allora il nome di Karl Lagerfeld è stato legato indissolubilmente a quello della maison romana, della quale è stato direttore creativo fino alla fine dei suoi giorni.
«Grazie alla sua ineguagliabile creatività, Fendi è oggi sinonimo di qualità senza tempo, forte tradizione e sperimentazione audace e implacabile. La sua morte segna una perdita inimmaginabile» si legge in una nota ufficiale della casa di moda.
Karl Lagerfeld: l'incontro con la maison Chanel
Risale al 1983 la nomina a direttore artistico di Chanel. Al geniale couturier si deve il merito di esser riuscito a innovare costantemente - eppure senza stravolgimenti - l'essenza originaria del marchio. Un intento mantenuto fino al suo ultimo show, che lo ha visto assente per la prima volta, destando preoccupazione tra i fan e gli addetti ai lavori. Il giardino mediterraneo allestito al Grand Palais per l'occasione è stato solo l’ultimo dei grandiosi set con i quali lo stilista era solito stupire il suo pubblico.
Per la maison francese, Karl Lagerfeld ha curato anche tutte le campagne pubblicitarie a partire dal 1987.
« Il mio lavoro non è rifare quello che Gabrielle Chanel ha fatto ma quello che avrebbe voluto fare. »
Karl Lagerfeld: la linea che porta il suo nome
Con la sua morte, Karl Lagerfeld lascia anche il suo marchio eponimo, lanciato per la prima volta nell’84 e congelato nel 1998 a causa dei troppi impegni lavorativi. Il brand - sul cui logo campeggia l'effigie stilizzata dello stilista con l'inconfondibile codino da dandy e gli occhiali da sole avvolgenti - è statato rilanciato nel 2011.
Karl Lagerfeld: le passioni oltre la moda (la fotografia e... il gatto Choupette)
«Amo essere sempre creativo. Se non lo fossi mi annoierei e la noia è un crimine» diceva di sé. Tra le sue grandi passioni, oltre all'adorata gattina Choupette - inseparabile compagna e musa, nonché erede formale di una parte del suo partimonio - quella per la fotografia: portano la sua firma molte delle campagne pubblicitarie di Chanel e Fendi. La sua produzione fotografica include anche diverse pubblicazioni (come quella del 2003, Waterdance/ Bodywave), servizi per le più importanti riviste di moda internazionali e Mythology, il calendario Pirelli 2011.
Karl Lagerfeld: frasi e citazioni famose
Eccentrico, ironico e, a volte, politicamente scorretto. Non si può parlare di Karl Lagerfeld senza menzionare il suo spiccato sense of humor. Molti dei suoi commenti e delle sue dichiarazioni sono diventati veri e propri aforismi - pardon, Karlismi - che hanno contribuito ad accrescerne il mito, tanto da essere raccolti nel volume "Il mondo secondo Karl" realizzato dai giornalisti francesi Jean-Christophe Napias e Sandrine Glbenkian. Eccone alcuni:
«Il vero lusso? L'intelligenza»
«Sono come una caricatura di me stesso, e mi piace. È come una maschera. Per me, il Carnevale di Venezia dura tutto l'anno»
«Disegno come respiro. Non chiedi di respirare, accade e basta. E se non riuscissi a respirare, sarei nei guai»
«I pantaloni della tuta sono un segno di sconfitta. Avete perso il controllo della vostra vita se uscite con la tuta»
«La moda non è né morale né immorale, però è fatta per tirare su il morale»
«Il mio più grande lusso è non dovermi giustificare con nessuno»
«La moda va consumata subito. Il meglio che possa accadere a un abito è di essere indossato. Non di essere esposto in un museo»
«Penso che i tatuaggi siano orribili: è come vivere tutto il tempo con addosso un abito di Pucci»
«Pensate rosa, ma non indossatelo»
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“Karl For Ever”: il grandioso evento al Grand Palais di Parigi per celebrare Karl Lagerfeld

Un grande tributo a uno dei più rivoluzionari stilisti del nostro secolo. Chanel, Fendi e Karl Lagerfeld hanno reso omaggio al leggendario Kaiser della moda con un evento sensazionale.
A pochi mesi dalla sua scomparsa, Parigi e il mondo della moda hanno celebrato Karl Lagerfeld in grande stile, rendendo omaggio alla sua vita, alla sua carriera e alle sue grandi passioni.
Ieri sera, in occasione della settimana della moda maschile, le maison Chanel, Fendi e Karl Lagerfeld, si sono infatti riunite all’interno del Grand Palais, luogo molto caro a Karl nonché location delle sue sfilate più iconiche, e in presenza degli oltre 2500 ospiti hanno onorato lo stilista con un evento speciale, organizzato e diretto dal regista canadese Robert Carsen.
L’evento-tributo per Karl Lagerfeld al Grand Palais di Parigi
Uomo dalle mille sfaccettature e stilista rivoluzionario, Karl Lagerfeld è stato celebrato con uno spettacolo magnifico a cui hanno partecipato alcuni dei suoi più grandi amici e grandi nomi del mondo della musica, del cinema e della danza che si sono esibiti dal vivo nella grande sala allestita con le sue gigantografie.
Durante la serata sono stati proiettate sui maxi schermi alcuni suoi video, come quelli registrati nella sua famosissima biblioteca che conta oltre 300 mila libri, e le interviste ai suoi collaboratori e a tutte le persone che lo conoscevano bene.
Da Tilda Swinton a Pharell Williams: gli artisti che si sono esibiti all’evento
Sono salite sul palco per celebrare il Kaiser della moda, le attrici Tilda Swinton, Fanny Ardant, Cara Delevingne e Helen Mirren, grandi amiche dello stilista che hanno letto e recitato alcuni pezzi estratti dai libri di alcuni degli autori preferiti di Karl Lagerfeld, come Virginia Woolf, Stéphane Mallarmé, Colette e Edith Sitwell.
Poi è stata la volta del ballerino Lil Buck; del violinista Charlie Siem, che ha suonato Paganini, uno dei compositori preferiti di Elizabeth, la madre di Karl, e del coreografo argentino German Cornejo, accompagnato dalla sua orchestra e dalla sua compagnia di ballerini di tango (il ballo preferito dello stilista).
Emozionante l’esibizione di Pharell Williams, così come quella del pianista Lang Lang che ha suonato Chopin sul magnifico pianoforte disegnato proprio da Karl Lagerfeld in occasione del 150° anniversario di Steinway.
Ecco alcune delle foto della serata!
“Karl For Ever”: le foto dell’evento
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Chanel: lacrime e applausi all'ultima sfilata di Karl

Un minuto di silenzio e una pioggia di applausi da Chanel: questa mattina ha sfilato a Parigi l'ultima collezione disegnata da Karl Lagerfeld
Domandarsi perchè quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore. Recita così una celebre canzone di Battisti-Mogol, Emozioni.
E proprio la neve, con quel suo tocco delicato e la sua capacità di rendere tutto più leggero, incluso il dolore, ha fatto da cornice all'ultima collezione di Karl Lagerfeld per Chanel.
A due settimane dalla scomparsa del designer tedesco, Creative Director della maison dal 1983, il clima che si respirava questa mattina al Grand Palais era sì di raccoglimento, per il lutto ancora "fresco", ma anche di profonda ammirazione per il talento e la genialità dimostrati nel corso della sua carriera.
Lacrime e applausi, dunque.
E una rosa bianca tra le mani di Penelope Cruz, una delle tante amiche che hanno voluto salutare Karl.
La sfilata, ambientata in un paesino di montagna sulle Alpi, ricostruito alla perfezione all'interno del Grand Palais come solo Chanel sa fare, è iniziata con un minuto di silenzio.
Interrotto proprio dalla voce di Karl trasmessa in sottofondo mentre si racconta in una vecchia intervista.
La collezione è un omaggio ai codici stilistici classici di Chanel: il tweed e il pied de poule sui completi sartoriali impreziositi da bottoni gioiello, la combo speciale di un pullover di lana con logo ricamato e una romantica gonna a balze, i gioielli più vistosi e le borse più eleganti ad accompagnare anche i look daily.
La palette spazia dalla purezza del total white a tonalità decisamente più allegre e colorate: verde smeraldo, rosa shocking, azzurro, viola. Proprio come la puffer jacket abbinata con disinvoltura all'abito a righe in maglia e pizzo e agli stivali con inserti in shearling.
Il finale dello show è guidato dalle top più amate da Karl, una su tutte una commossa Cara Delevingne. E in prima fila in platea eccone altre due: Naomi Campbell e Claudia Schiffer, unite nel coro di applausi e nella standing ovation dei 2600 invitati.
Ora tocca a Virginie Viard, erede del maestro alla guida creativa di Chanel.
CHANEL Autunno Inverno 2019-2020: il beauty look e il backstage beauty
Il beauty look creato da Lucia Pica per la sfilata CHANEL per la prossima stagione Autunno Inverno 2019-2020 riscrive i canoni classici della femminilità, giocando con un look dal mood boyish dove i confini dei generi si mescolano per dare vita a un look fresco e strong al tempo stesso.
I focus del make up sono due: da un lato abbiamo una pelle a effetto bonne mine, sana e fresca, proprio come quando trascorriamo una giornata in montagna sulla neve, dall'altro le sopracciglia sono bold, iper definite, ispirandosi al grooming maschile.
Per realizzare questo look le sopracciglia sono state intensificate con la Crayon Sourcils, sfumata con Les Pinceaux de CHANEL-Retractable Dual-Tip Brow Brush, per poi venir fissate con Le Gel Sourcils.
L'incarnato è stato invece sublimato con Les Beiges Water Fresh Tint della nuova collezione Les Beiges 2019, per uniformare il colorito in maniera "invisibile", senza lasciar intravedere la texture del prodotto.
Scoprite nella gallery tutte le immagini dal backstage beauty.
Le immagini dal backstage beauty della sfilata CHANEL Autunno Inverno 2019-2020
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Credits:
2019-20 Fall-Winter CHANEL Ready-To-Wear Show Backstage
Makeup CHANEL – Lucia Pica
© CHANEL 2019
Photos Benoît Peverelli
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5 insegnamenti sulla moda (e la vita) che ci ha lasciato Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld è morto oggi a 85 anni, lo ricordiamo con le sue stesse pillole di saggezza (che l'hanno reso quello che è e ce lo hanno fatto amare)
Ottantacinque anni senza mai scendere dal carro vincente della moda. Karl Lagerfeld è morto oggi (19 Febbraio) e difficilmente qualcuno riuscirà a eguagliarlo.
Creatore di icone e icona lui stesso, Kaiser Karl ha avuto la capacità, che solo i grandi artisti hanno, di saper mutare con i tempi senza mai perdere se stesso.
Prima che nascesse, una veggente aveva predetto a sua madre che suo figlio sarebbe stato un importante uomo di chiesa. Non è andata proprio così, ma di sicuro Karl ha trovato molti fedeli e per lui la moda è stata quasi una religione.
Ecco cinque lezioni che ci ha lasciato sulla moda e sulla vita da tenersi stretti.
(Continua sotto la foto)
Non rimpiangete i vecchi tempi, o trasformerete il presente in roba di seconda scelta
Affamato di imparare sempre nuove cose, ha sempre amato scoprire piuttosto che possedere perché anche gli oggetti che non conservava più diventavano immagini e ispirazioni che lui sapeva poi adattare ai tempi.
La citazione: «Cambiare è il modo più sano di sopravvivere».
Preoccupatevi di guardare (e non solo di farvi guardare)
Per questo girava sempre con i suoi occhiali da sole, la «the karlest thing» ossia la cosa più Karl che ci fosse.
Ha sempre saputo giocare con la sua immagine al punto da trasformarla in un’icona e in un logo con cui siglare non solo le sue creazioni ma tutto il suo mondo.
Non annoiatevi mai
Lagerfeld disegnava le collezioni - e ne curava le campagne - di Chanel, Fendi e del suo marchio. Fotografo, collezionista d’arte e di libri, creava con la stessa facilità con cui respirava. «Non chiedi di respirare. Succede e basta».
La citazione: «La noia è un crimine».
Il lusso più grande è quello di non giustificarsi con nessuno
Quando, all’inizio degli anni Ottanta, gli fu proposto un contratto da Chanel, in molti lo sconsigliarono, perché si trattava di un marchio ormai vecchio e polveroso.
Lagerfeld accettò la sfida e intuì che bisognava spalancare le porte al presente, che all’epoca si vestiva con jeans e minigonne.
Non innamoratevi del concetto di permanente, perché niente è definitivo
Ai suoi occhi la moda è un linguaggio che interpreta la realtà attraverso gli abiti ed è costituita da due ingredienti principali: l’evoluzione e gli opposti.
L'unico amore che non cambia mai nel suo caso è stato quello per Choupette, il suo bellissimo gatto bianco che è diventato anche la sua musa.
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È morto Karl Lagerfeld: il "Kaiser" della moda è scomparso oggi a 85 anni
Addio a Karl Lagerfeld: è morto dopo una lunga malattia il Direttore Creativo di Chanel e Fendi
La Milano Fashion Week è iniziata con un lutto che ha scosso il mondo della moda: è morto Karl Lagerfeld.
Direttore Creativo di Chanel dal 1983, di Fendi (maison con cui iniziò a collaborare nel lontano 1965) e stilista del marchio che porta il suo nome, Karl si è spento oggi all'età di 85 anni.
Da tempo circolavano diversi rumors su una sua presunta malattia. Aveva destato non pochi sospetti la sua assenza durante l'ultima sfilata di Chanel Haute Couture a Parigi, in cui al suo posto a fine defilé si era presentata il suo braccio destro,Virginie Viard.
« Il mio lavoro non è rifare quello che lei (Gabrielle Chanel) ha fatto ma quello che avrebbe voluto fare. »
Tale mancanza era stata motivata attraverso un comunicato stampa della maison che parlava di semplice stanchezza.
Pare invece che un brutto male lo stesse affliggendo da mesi.
Oggi infine la notizia, che ha scosso tutti, dagli addetti ai lavori agli appassionati del suo grande talento e del suo estro creativo.
Addio, Karl!
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Chanel presenta l'Haute Couture (ma senza Karl!)

Chanel ha presentato a Parigi la collezione Haute Couture per la PE 2019 con una doppia sfilata al Grand Palais. Ma dov'era Karl Lagerfeld?
Due sfilate in una sola. Chanel ha scelto di presentare così, in due tempi, la collezione Haute Couture per la PE 2019.
La location è sempre quella, il Grand Palais, sede storica dei defilé della maison, trasformata di volta in volta in qualcosa di diverso e sorprendente.
Stavolta a fare da sfondo alle creazioni di Kark Lagerfeld una splendida villa immersa nel verde, con giardini fioriti e piscina.
Un vero toccasana per gli invitati, che sono passati in pochi istanti dalla neve di Parigi a questa piacevolissima ambientazione mediterranea.
Protagonisti come sempre gli abiti, delle vere opere d'arte dall'opulenza assoluta.
A cominciare dal vestito sfoggiato da Kaia Gerber: un tripudio di ricami floreali, cristalli luccicanti e soffici piume sulle maniche e sul punto vita.
La palette? A "farla da padrone" tutte le nuance pastello più golose declinate su silhouette a corolla e arricchite da applique, ruches e dettagli preziosi.
Non è certo passata inosservata ai più l'assenza di Karl Lagerfeld.
A spegnere i rumors ci ha pensato però un comunicato ufficiale della Maison: il Creative Director si sentiva solamente un po' stanco e avrebbe quindi chiesto al suo braccio destro, Virginie Viard, di fare le sue veci.
Detto fatto, eccola fare la sua uscita a fine sfilata accanto alla modella Vittoria Ceretti (una visione nel costume di cristalli con cuffietta in coordinato e velo da sposa con strascico!).
Il make up della sfilata
Sofisticato, originale e forte il make up della sfilata Chanel Haute Couture SS 2019.
A curarne il beauty look la make up artist Lucia Pica, direttore creativo della divisione beauty del marchio francese.
L'ispirazione? Le donne del 18esimo secolo e David Bowie per un effetto unico che sorprende.
Gli occhi vengono intensificati da uno smokey eyes blu dalla forma arrotondata con un tocco di verde teal, il cui look viene rafforzato da una linea di eyeliner grafico nella parte inferiore. La palette scelta da Lucia a questo scopo? Les 9 Ombres Edition N.02 Quintessence.
Il viso appare invece radioso, dal look "balmy", dall'effetto porcellana grazie a Baume Essentiel Transparent, uno dei prodotti chiave della collezione make up Chanel Primavera Estate 2019.
Il trucco labbra invece crea un netto contrasto grazie al colore rosso perfettamente opaco, il cui look è messo a punto grazie all'abbinamento tra i rossetti Rouge Allure Velvet Extreme e Rouge Allure Liquid Powder.
Il backstage beauty
Ecco le immagini del backstage beauty della sfilata con Lucia Pica all'opera.
Chanel Haute Couture SS 2019: il backstage beauty
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