Hedi Slimane lascia Celine

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Il designer lascia il brand di cui era alla guida da gennaio 2018. A sostituirlo Michael Rider, già direttore creativo di Polo Ralph Lauren.

Dopo sette anni alla direzione creative del marchio, Hedi Slimane lascia Celine. Da tempo circolavano rumors sulla sua possibile uscita ma solo oggi ne abbiamo avuto la conferma. L'avventura di Slimane, dunque, si chiude con lo show Primavera/Estate 2025, Un Été française.

Proprio la scorsa settimana la casa di moda francese aveva affermato come sotto la sua ala artistica, la maison avesse subito una crescita eccezionale che ha portato Celine a imporsi come uno dei maggiori marchi sul piano internazionale.

«La sua visione olistica, la sua esigenza e il suo rigore hanno permesso di ridefinire i codici di Celine riaffermandone le radici femminili e parigine. Ha inoltre arricchito in modo notevole nuovi territori per la maison come la silhouette maschile, la couture e l'haute parfumiere» ha scritto il brand.

Diventato direttore artistico nel febbraio 2018 dopo l’uscita di scena di Phoebe Philo, quello di Hedi Slimane è un percorso artistico solido e costante. In passato infatti era stato direttore artistico dell’abbigliamento maschile di Yves Saint Laurent fino al 2000 per poi passare alla conduzione della linea Dior Homme.

Nel 2012 torna da Yves Saint Laurent come direttore creativo, dove crea un certo "trambusto" togliendo "Yves" dal nome immediatamente prima della sfilata di debutto.

Quello di Hedi Slimane è uno stile ben noto: silhouette sottili, linee pulite, fluide ed eleganti, modifiche tipografiche (come l’aver eliminato l’accento sulla e dal logo di Celine per riprendere il disegno originale degli anni 60) e soprattutto la musica, parte integrante della sua estetica.

Questa infatti è per il lo stilista ciò che conferisce credibilità e autenticità perché quello che le persone vedono e ascoltano è parte di un unico mondo.

Ancora non sappiamo quali sorprese ci riserverà Hedi Slimane, se ha già un accordo con altri marchi (tra gli addetti ai lavori il suo nome è associato con una certa insistenza a Chanel nelle vesti di nuovo direttore creativo) o se la sua sarà una pausa più lunga.

Intanto, a poche ore dall'annuncio Celine ha reso noto con un comunicato stampa che il ruolo di nuovo Direttore Creativo sarà ricoperto da Michael Rider, un passato all'interno del brand accanto a Phoebe Philo e che conosce approfonditamente il marchio... Che si tratti di un "riavvicinamento" all'Old Cèline (con l'accento) che i fan rimpiangevano?

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"Celine part 2": l'era Slimane è iniziata

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Il nuovo direttore creativo ci mostra la sua idea di Parisianess in una collezione che richiama la nightlife degli anni Settanta e Ottanta

“Celine è una visione di Parigi, un modo di indossare. Non voglio incatenarlo a qualcosa di specifico. Non c’ è un modello connesso a un’eredità importante da portare avanti. Partendo da questo, possiamo inventare un nuovo vocabolario. Quello che conta è sempre il presente.”

Con questa dichiarazione rilasciata al giornale francese Le Figaro, Hedi Slimane ha implicitamente risposto a tutte le speculazioni montate nei mesi scorsi, per cui il marchio Celine "post Phoebe Philo" non sarebbe più stato Celine.

E così ha fatto: dopo aver distinto la sua era in Celine, ieri sera nella prima collezione Celine by Slimane ha mostrato esattamente la sua visione di una certa Parigi. 

Si tratta della scena musicale underground che viveva in città tra la fine degli anni Settanta e i primi anni’ Ottanta. “Amo Parigi di notte. Sono cresciuto tra il fumo de Le Palace e le piastrelle bianche de Les Bains-Douches”. Due club storici mete di peregrinaggi notturni al pari dello Studio 54 di New York.

Come se la festa per il 50 esimo compleanno che il designer ha voluto tenere proprio a Le Palace fosse stata un teaser di questo debutto. 


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I look sembrano istantanee di quegli anni, con le linee tipiche di transizione tra i due decenni.


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Micro abiti e macro rouches, giacche over di paillette con disegni cartoon, i doppio petti boxy squadrati portati con pantalon di pelle a gamba dritta e texani, le velette, il revival rockabilly delle giacche leopardate, i pantaloni vita alta con pinces anni ’40 con sopra boleri, scarpe a punta winkle piker.


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I colori sono quelli della New Wave: nero (Slimane ha sviluppato con Celine un vocabolario di sfumature del nero) e rosso. E quei tagli di capelli lunghi dietro con il ciuffo, di quel giallo decolorato alla Spandau Ballet.


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Slimane è un avido osservatore del passato: il nuovo logo di Celine per esempio. La e senza accento riprende la versione originale degli anni Sessanta, già utilizzata negli anni della direzione creativa di Michael Kors, il typefont è degli anni Trenta. Come la sua prima collezione per Saint Laurent era realizzata guardando al periodo più pop e youthquake di Yves, la collezione Mondrian del 1965.


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“La mia percezione della moda è sempre stata influenzata da una certa idea di classicismo e dall’eredità della couture.” Slimane ha il senso per la qualità della materia, per la maestria degli atelier per la “bella esecuzione”, che sono parte del DNA di Celine e possibilità offerte a un creativo dalle maestranze francesi.


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Si vede nella lavorazione della pelle, nei completi maschili, negli embroidery all over, negli abiti drappeggiati della collezione. Con l'insediamento Slimane a Celine, sono stati aggiunti al quartier generale della maison diversi atelier come quello di haute couture e di tailoring.


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L'idea di androgina, o di ambiguità tra shilouette maschile e femminile, è parte della sua visione della società, quel suo specifico ideale estetico che gli ha permesso di rivoluzionare la sartoria maschile negli anni di Dior Homme.



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I suoi ragazzi skinnier than skinny in età prepuberale, quando ancora il fisico non è nè maschile nè femminile, sono gli stessi kids che Raf Simons idolatra e porta avanti collezione dopo collezione con il suo brand e con Calvin Klein, gli stessi che Alessandro Michele racconta con Gucci e le stesse ragazze in mini scamiciati e cerchietto di Miuccia Prada.

La visione fermamente legata all’adolescenza che ha vissuto è quello che lo connette immediatamente ad un pubblico young

E, ci chiediamo noi, non è forse questo che i grandi gruppi del lusso oggi vogliono da un direttore creativo? 


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Chi va e chi viene: tutto il turnover della moda

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Continua nel mondo della moda il balletto dei designer: tra addii e sostituzioni, ecco cosa sta succedendo ai grandi marchi del lusso

A luglio 2015 Alexander Wang lascia la direzione creativa di Balenciaga. Lo scorso ottobre Raf Simons annuncia la separazione consensuale da Dior
Da quel momento in poi, il mondo della moda è diventato un continuo viavai di poltrone: Alber Elbaz lascia Lanvin, Stefano Pilati Ermenegildo Zegna, Hedi Slimane decide che la sua avventura da Saint Laurent è finita e viene sostituito da Anthony Vaccarello.

Sono molti i motivi che si celano dietro questo turnover: dalle pressioni cui sono sottoposti i designer oggi (le collezioni si sono infatti triplicate) ai dissapori dovuti al rinnovo del contratto, fino alla volontà dei marchi di stare al passo con le richieste del mercato.

L'ultimo cambio in ordine di tempo è stato quello di Maria Grazia Chiuri: la designer, dal 2008 alle redini di Valentino con Pierpaolo Piccioli, lascia la coppia e il marchio per volare a Parigi da Dior. Al suo addio fa eco quello di Peter Copping, che dopo due anni di lavoro lascia il trono ereditato da Oscar de La Renta (per motivi, pare, personali).

Non finisce qui: i rumors vogliono anche Nicolas Ghesquière come prossimo all'addio a Louis Vuitton che però smentisce in modo decisivo (per prendere tempo?).

Chi può dire cosa accadrà, ma se volete capirci qualcosa, sfogliate la gallery per un quadro completo su quanto è successo finora.

Ph. Credits Getty Images

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Hedi Slimane lascia Saint Laurent

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Dopo quattro anni come Direttore Creativo, Slimane lascia il brand

La notizia è arrivata questa mattina presto e, nonostante i dubbi iniziali legati agli scherzi del 1 aprile, è ufficiale: Hedi Slimane lascia Saint Laurent.

I rumors erano iniziati in occasione dell'ultima sfilata a Parigi, tenutasi nell'atelier del brand. L'atmosfera raccolta e la decisione di presentare la collezione sia a Los Angeles che in Europa aveva fatto pensare a un addio da parte del Direttore Creativo.

I quattro anni alle redini della Maison sono stati intensi, a partire dal cambiamento del nome stesso - ricordate le polemiche quando fu annunciato il taglio di Yves dal nome? - e dell'intera estetica del marchio trasformata nel simbolo di una Hollywood rock'n'roll, ribelle, giovane e spesso fuori controllo.


ph Credits: Getty Images

Eppure, nonostante le continue polemiche - non dimentichiamo nemmeno quando nel 2015 fu bannata dall'ASA la campagna per la collezione estiva, ritenuta oltraggiosa per via dell'estrema magrezza della modella -, il fatturato di Saint Laurent è cresciuto vertiginosamente nelle ultime stagioni.

Il merito va soprattutto al cambio di rotta radicale intrapreso dal brand, trasformatosi da borghese-chic a raffigurazione di una nuova intera generazione.

Il commento del CEO di Kering, Francois-Henri Pinault è stato infatti positivo, segno di una separazione concordata e, probabilmente, non sofferta.

« Sono molto grato a Hedi Slimane, così come a tutto il team Yves Saint Laurent, per aver iniziato un percorso seguito con successo dalla Maison che sicuramente darà lunga vita al brand stesso »

Hedi Slimane non ha rilasciato dichiarazioni, ma la foto di Pierre Bergé postata sul suo account Twitter di questa mattina sembra dirla lunga. Bergé - storico compagno nella vita e nel lavoro di Yves - è stato tra i sostenitori più forti dello stesso Slimane.

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