Green Carpet Fashion Awards 2019: gli Oscar della sostenibilità a Milano

La Fashion Week milanese si chiude con i premi green dedicati al mondo della moda
La Settimana della Moda di Milano è arrivata alla fine, e si chiude con i Green Carpet Fashion Awards, i veri e propri Oscar della moda sostenibile. Non un red carpet, ma un green carpet, fatto di stelle del cinema, della tv, modelle e designer. Questi ultimi, i veri protagonisti dell'evento che vede la consegna di 11 premi che celebrano l'impegno green (spesso troppo sconosciuto) di molti nomi del settore.
Una serata voluta e sostenuta da molti nomi ed enti di rilievo, e nata per volontà di Livia Firth, presidentessa di Eco-Age, e Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda. Ecco chi c'era a dare il proprio sostegno, anche indossando degli abiti molto speciali.
Green Carpet Awards 2019: tutti gli ospiti
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I VINCITORI
L'attrice Nikki Reed, in Jonathan Simkhai, e Ian Somerhalder in Tommy Hilfiger posano con Elia Maramotti, che ha ritirato a nome di Max Mara il premio per la sostenibilità.
Reed e Somerhalder hanno consegnato un premio alla sostenibilità anche a Gildo Zegna e Alessandro Sartori, direttore artistico di Ermenegildo Zegna.
Stefano Funari ha ricevuto da Lou Doillon un premio per I was a Sari, l'impresa da lui fondata. Qui insieme a un gruppo di sarte indiane.
Arizona Muse e Sara Maino hanno consegnato a Flavia La Rocca il premio come designer emergente.
Francois-Henri Pinault ha ricevuto da Ginevra Elkann il premio come visionario dell'anno.
Sinead Burke, in Roksanda, ha consegnato alla modella olandese Doutzen Kroes il premio come Social Media Changemaker.
Derek Blasberg ha consegnato a Valter Peretti e Massimo Neresini il premio dedicato all'innovazione tecnologica.
A Veronika Mikos, in A-Lab, ha ritirato per conto di Healthy Seas, il premio per la Circular Economy.
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Elisa Sednaoui: E così ho scoperto chi sono

Quando ELISA SEDNAOUI è arrivata dall’Egitto all’Italia, sognava solo di passare inosservata. Poi è diventata una famosa modella, ma nemmeno così si sentiva al suo posto. Finché ha deciso di battersi, come fa oggi con la sua fondazione, per tutti quei bambini bisognosi di opportunità che, in fondo, le ricordano tanto se stessa.
Per capire che cosa ha in mente Elisa Sednaoui bisogna entrare in un mondo in cui gli opposti si toccano, si parlano e poi si abbracciano. Dove tutto è apparentemente un contrasto continuo, a cominciare da lei. Elisa è una modella e attrice non ancora 30enne, ma ha fatto una scelta da vecchi magnati: ha creato una fondazione benefica a suo nome. È una ragazza abituata a posare per le maison più importanti, eppure gira in tuta e scarpe molto usate.
È una che vive a Londra e che qui a Milano è scesa in un hotel prestigioso, ma ieri era a Roma a capire come può occuparsi dei ragazzi delle periferie.
Dopo Jack, 3 anni, nato dal matrimonio con il collezionista Alexader Dellal, Elisa è incinta del suo secondo bambinoche nascerà in estate. La modella sorseggia tè verde, scacciando i capelli che le cadono in faccia a ogni movimento. Ha un’aria selvaggia, occhi verdi, voce potente. Molto minuta, sembra fortissima. È reduce dalla giornata che precede l’evento, sostenuto da Yoox Net-à-Porter Group, che si è tenuto il 28 marzo al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, per la raccolta fondi per il suo progetto Funtasia.
La fondazione di Elisa (che ha già aperto attività in Egitto e, in Italia, nel comune piemontese di Bra, in provincia di Cuneo. Grazie a una partnership con l’organizzazione umanitaria Save the Children anche a Roma, Bari e Torino, e in futuro a Milano, Genova e Sassari) sostiene lo sviluppo della creatività, dell’autostima con progetti dedicati alle fasce sociali più deboli.
Elisa, lei è ancora una ragazza, ma ha già una fondazione a suo nome, come chi, al termine della propria esistenza, tira le somme e capisce che è arrivato il momento di dare. Ha bruciato i tempi, perché?
«Fa tutto parte della mia storia. Sono nata da un padre egiziano e da una mamma italiana, a 14 anni ho iniziato a lavorare come modella. Mi sono trovata dentro a una vita che era mia solo in parte. Poi quattro anni fa è successo qualcosa. Ero incinta di sette mesi. Ero in Egitto e, per una serie di coincidenze, ho visto per la prima volta il mio Paese con occhi diversi. Ho conosciuto gente che lottava per un mondo più giusto, gente per cui la vita aveva un senso. In un istante mi sono detta: “C’è qualcosa che devo e posso fare anch’io per dare una mano?” . Ho capito che con molto poco avrei potuto aiutare tanto. Proprio in quei giorni il mio agente stava trattando una collaborazione importante. Lavoravo in un mondo, quello della moda, in cui potevo dire sì o no a cifre enormi. Con quella stessa cifra avrei potuto trasformare vite. Mi sono chiesta: “Aspetta un attimo: che cosa conta davvero?”».
Quanto ci ha messo a darsi una risposta?
«Pochissimo. Mi sono buttata, senza avere da parte milioni. Ho cominciato a lavorare sul mio progetto: creare programmi educativi e centri, gestiti interamente da noi o in partnership, per favorire la creatività, soprattutto quella dei bambini, che sono il futuro, l’unica speranza che abbiamo di cambiare le cose. Volevo lavorare sulla povertà educativa».
Il diritto alla creatività. La sua è un’intuizione che può sembrare un optional in un mondo dove c’è chi ha fame.
«Lo so. Ma accedere alle proprie risorse, capire quello che sai fare o puoi diventare, vuol dire costruire opportunità. Per te e per gli altri».
E la sua creatività, Elisa, dove la esercita?
«Probabilmente nel favorire quella degli altri. Nella costruzione della struttura di questa associazione e il progetto in sé, dei programmi educativi interdisciplinari Funtasia che portiamo avanti, unendo l’arte e il giardinaggio, la medicina olistica, la nutrizione e l’informatica. I miei genitori mi hanno raccontato che già da piccola organizzavo mostre nei paesini della campagna egiziana: raccoglievo i disegni degli altri bambini. E invitavo tutti a vederli. Credo che anche questo mio progetto, la fondazione, nasca da qui. Non è una cosa studiata, è un’urgenza, un istinto, il sogno di lavorare nel sociale che ho sempre coltivato».
Che cosa c’entra questo con la sua storia personale?
«Io so che cosa sia l’esclusione sociale. Sono arrivata in Italia dal Cairo a 5 anni ed ero diversa da tutti. Mi sono trovata a Milano, a scuola dalle suore orsoline e, benché le abbia amate, ho avuto grosse difficoltà a integrarmi. Avrei voluto essere come tutti, una qualunque. Anzi, no: volevo sparire».
Strategie di sopravvivenza?
«Ho dovuto imparare ad abbassare il volume, a tenere sotto controllo la mia personalità, il che un po’ ha leso l’abilità di prendere “rischi creativi”. Tutto quello che volevo era passare inosservata. Ci ho messo anni ad autorizzarmi a essere chi sono davvero».
Una ragazza che vuole sparire e che invece decide di fare la modella: c’è qualcosa che non quadra, Elisa.
«Infatti, i conti non tornano e non torneranno mai. Non sono riuscita a capire bene questa cosa, neanche con la psicoterapia. Come dicevo prima, ha anche a che vedere con la mia personale necessità di dover essere indipendente economicamente. So solo che avrei potuto iscrivermi all’università e mantenermi. E invece mi sono ritrovata a fare la modella a New York, chissà dove ho trovato il coraggio. Ho vissuto anni di conflitto, finché sono riuscita a conciliare le mie due anime. Mettendo una al servizio dell’altra. Non sono una ragazza ricca che fa beneficenza. Voglio lavorare sul campo, capire ciò che serve, vedere se e come i progetti funzionano. Penso che sia importante dare una ragione alla propria esistenza, anche perché credo in Dio o quello che è».
Che cosa intende con “o quello che è”?
«Non sono un’integralista, ognuno è libero di credere a quello che gli pare. Io penso che ci sia una cosa più grande di noi e la chiamo Dio, anche se per me non ha un genere, femminile o maschile. Sono stata cresciuta da cattolica: catechismo, comunione in Sant’Ambrogio a Milano, tutto come da copione. Poi, molti anni dopo, ho riletto il Vangelo e il messaggio di Gesù è stata una botta. Adesso so di essere cristiana, ma so anche di avere un cuore da sufista, perché quella spiritualità araba ambisce a non giudicare e ad accettare gli altri e la realtà per quello che sono».
La sua fondazione lavora anche sull’integrazione dei migranti. Un’urgenza, oggi.
«Se continuiamo a segregare gli svantaggiati, i problemi aumenteranno. E le incomprensioni, i conflitti, saranno sempre più radicali. L’integrazione è un tema enorme. Io, come tutti, con la mia fondazione tento di fare il mio piccolo pezzo, quello che posso»
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Star "on the beach": come si vestono le celebrities al mare

Bikini a triangolo o interi sofisticati, caftani ricamati o parei a fantasia: scoprite cosa indossano in spiaggia le celeb
Come si vestono le star per andare in spiaggia? Alcune di loro scelgono solo gli essenziali, come il bikini a triangolo, le infradito e un paio di occhiali da sole. Altre osano con look più particolari e glamour.
C'è chi preferisce indossare sopra al costume un caftano ricamato come Alessandra Ambrosio o un longdress di pizzo come Naomi Campbell.
C'è chi punta sul pareo dalla fantasia vivace come Olivia Palermo e Jennifer Lopez, e chi si lascia tentare da shorts sporty e e salopette in denim come Bella Thorne e Hailey Baldwin, per essere comode e cool.
Nella gallery trovate i segreti del loro beachwear da cui prendere spunto.
I look da spiaggia delle star
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Giorgio Armani: quattro bellezze diverse nella campagna "New Normal"

Giorgio Armani rinnova il sodalizio artistico con Peter Lindbergh che per la campagna AI 2016 della linea New Normal, immortala quattro modelle senza punti in comune ma tutte ugualmente naturali
Quattro donne diverse per provenienza culturale e geografica, lontane da canoni estetici, ognuna unica a suo modo.
Sono Liu Wen, Liya Kebede, Elisa Sednaoui e Amanda Murphy i volti della nuova campagna New Normal di Giorgio Armani per l'Autunno-Inverno 2016.
Eleganti, naturali e dalla bellezza senza tempo, le quattro modelle posano dinanzi all'obiettivo del celebre Peter Lindbergh che le immortala in Francia sulla Plage du Touquet, in una serie di scatti in bianco e nero.
Sfogliate la gallery e ammirate con i vostri occhi l'idea di bellezza globale che Giorgio Armani esprime con la nuova adv e, a seguire, ascoltate le parole di Elisa Sednaoui nell'esclusiva video-intervista.
La campagna AI 2016 della linea New Normal di Giorgio Armani
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Elisa Sednaoui: Ho trovato il mio posto nel mondo
La sua nuova vita è una fondazione che porta il suo nome e aiuta i bambini nelle scuole in Egitto e in Italia. «La campagna egiziana l’ho conosciuta da piccola e ne ho respirato la polvere», racconta la modella Elisa Sednaoui. «Non voglio più distogliere lo sguardo dalla miseria di chi ha bisogno di noi»
La modella e attrice Elisa Sednaoui mi riceve in accappatoio nella sua suite di un grande albergo francese. Sul tavolino scorgo i resti di una torta alle fragole, sul divano un elegante abito bianco longuette aspetta di essere indossato. Ci raggiunge per un saluto Anna, la madre di Elisa, ex modella e stilista, oggi la più influente consigliera della figlia. «Sono la manager di me stessa, ma la mamma mi aiuta a orientarmi tra le tendenze della moda, tiene i rapporti con il mio agente, è una presenza fondamentale. Mi ha sempre appoggiata», mi spiega Sednaoui. Sta per partecipare a un evento di Ermanno Scervino, il marchio di cui è stata testimonial nelle ultime stagioni, anche in occasione del lancio della capsule collection creata dallo stilista per il Festival di Cannes. «Ermanno Scervino esprime al meglio il talento italiano ed è alla ricerca costante della qualità. Ogni capo ha l’impronta dell’alta moda, celebra il grande artigianato, mette in risalto le forme. E mi fa sentire bella».
Ora, senza trucco e a piedi scalzi, è bellissima. Ha gli occhi verdi profondi, il corpo affusolato da adolescente anche oggi che ha 28 anni ed è mamma di un bambino di 3, Jack, avuto dal marito, l’imprenditore e gallerista anglo-brasiliano Alex Dellal, 32. Padre egiziano di origine siriana, madre italiana, infanzia divisa tra Egitto e Piemonte, carriera costruita in Francia all’insegna dell’alta moda (lo stilista di scarpe Christian Louboutin è il suo padrino), attuale residenza a Londra, il mondo come scenario del suo lavoro e della vita sociale: Elisa è un personaggio cresciuta tra tante culture, dalla mente aperta, in grado di parlare correntemente sei lingue, arabo compreso. L’ho conosciuta un paio d’anni fa, quando ha girato in Italia il film Soap Opera di Alessandro Genovesi, e l’ho incontrata di nuovo a Venezia l’anno scorso nel ruolo, ricoperto benissimo, di madrina del Festival. A qualcuno forse può apparire troppo sicura di sé. Io, dal primo momento, sono rimasta colpita dalla sua lucidità, dall’attenzione all’attualità e dalla conversazione brillante. «Da ragazzina sognavo la carriera diplomatica», mi dice Elisa. E se il destino le aveva riservato le passerelle, i set cinematografici e gli ambienti più esclusivi, l’antica passione rivive nell’impegno sociale e umanitario che, soprattutto in questo momento, assorbe tutte le sue energie. «Tre anni fa ho creato una fondazione che porta il mio nome», racconta Sednaoui. «Ha lo scopo di aiutare i bambini e i ragazzi a seguire i loro sogni e a esprimersi liberamente, in maniera creativa. Abbiamo cominciato realizzando alcuni doposcuola nelle zone rurali dell’Egitto. Ma abbiamo fatto passi da gigante e nelle settimane scorse si è tenuto il primo workshop italiano a Bra, la città piemontese in cui sono cresciuta, con la collaborazione dell’associazione umanitaria Save the Children. Andremo avanti coinvolgendo altre città italiane».
Elisa mi racconta poi di aver visitato un campo profughi in Libano e di essere stata invitata a parlare della condizione della donna in Medio Oriente all’università della Sorbona, a Parigi. È la sua nuova vita, nel segno dell’impegno.
Il cinema e la moda possono aspettare?
«Oggi l’attività sociale rappresenta la mia realtà, è la dimensione in cui sento di dovermi impegnare. E lo faccio a tempo pieno, con il risultato che sono guarita da molte ansie. È come se avessi trovato il mio posto».
Non ha nemmeno un film in programma?
«Oggi potrei fare l’attrice solo se ne valesse veramente la pena. Probabilmente lavorerò con una regista italiana e c’è in pentola un altro progetto nel cinema. Ma ora la fondazione richiede tutta la mia concentrazione. E naturalmente non dimentico di essere moglie e madre. Nei giorni scorsi è stato bellissimo organizzare la festa per il terzo compleanno del mio Jack».
In che cosa consiste esattamente l’attività della sua fondazione?
«Formiamo gli operatori culturali destinati a tenere lezioni di pittura, regia, musica, fotografia, recitazione, cucina a ragazzi dai 6 ai 16 anni. Invitiamo artisti internazionali a condividere la loro esperienza. Sono già venuti la fotografa Laura Sciacovelli, il regista Giacomo Gabrielli, il percussionista Ahmed Kairy, la cantante Naomi Greene, il musicista Paolo Serazzi, l’insegnante d’arti circensi Maria Grazia Ielapi. Sono molto contenta, è un lavoro che corrisponde al mio vecchio sogno di unire l’arte all’impegno sociale».
Suo marito che cosa ne dice? La appoggia?
«Certo, è tra i fiduciari della mia fondazione. Mi sostiene in tutto quello che faccio».
L’impegno umanitario la aiuta a controbilanciare la sua vita immersa nel benessere e, mi consenta la franchezza, ricca di privilegi?
«Io sono cresciuta nelle contraddizioni. La campagna egiziana l’ho conosciuta da piccola, ne ho respirato la polvere. Ma da grande ho imparato a sentirmi a mio agio con ministri e diplomatici. Questa mia doppia natura mi porta a voler conoscere il mondo, a non distogliere lo sguardo dalla realtà meno rassicurante. Di recente, con l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite, ho visitato un campo profughi in Libano, il Paese dov’è cresciuto mio padre e dove vive mio nonno».
Che sentimenti ha provato?
«Di fronte alla tragedia epocale dei profughi, molti dei quali sono siriani, ti senti come una goccia nell’oceano e ti domandi che cosa puoi fare. So che cosa significa sentirsi stranieri, l’ho provato sulla mia pelle quando dall’Egitto sono venuta a studiare in Italia. Non è stato per niente facile, sono stata vittima di bullismo perché ero diversa dagli altri, figlia unica e più matura dei miei coetanei».
Come si è difesa?
«Con l’aiuto di mia madre che mi è stata vicina, mi ha insegnato a non darmi per vinta. Se penso a quanti pianti mi sono fatta quando mi sentivo sola e incompresa... Poi, per fortuna, la vita mi ha offerto delle opportunità meravigliose».
Che qualità si riconosce, Elisa?
«La determinazione, la resilienza. In certi momenti la mia voglia di essere chiara è stata scambiata per aggressività. Ma tutti quelli con cui ho lavorato mi considerano leale, fedele, onesta».
Pensa di essere invidiata per il suo successo e la sua appartenenza al jet set?
«Le donne privilegiate non suscitano nessuna empatia, ma per essere felici non basta avere la bellezza e i soldi. Ognuno ha le difficoltà relative alla propria condizione. Un tempo la gelosia degli altri mi faceva soffrire, oggi vado avanti per la mia strada. I nodi prima o poi vengono al pettine».
La bellezza è un potere?
«Sì, ma può essere anche un limite. Se mi definiscono: “Non solo bella ma anche intelligente”, mi offendo: significa che noi donne dobbiamo provare di avere un cervello».
Ha un bel ricordo della sua esperienza di madrina a Venezia?
«È stato un momento magico, che mi ha permesso di crescere. Quell’esperienza l’ho condivisa con la famiglia, mio marito mi ha accompagnata. Salire su quel palco, con tutta la pressione che mi sentivo addosso, è stata una grande scuola di vita».
Ricordo che era elegantissima. È cambiato, nel tempo, il suo rapporto con la moda?
«Senza dubbio. È aumentata la sicurezza in me stessa e ho imparato a riconoscere quello che mi dona di più. Oggi scelgo come vestirmi secondo l’umore del momento, non mi sento più condizionata dall’opinione altrui».
C’è stato un tempo in cui si preoccupava troppo della sua immagine?
«Sì, a 15-16 anni mi sforzavo di apparire in un modo o in un altro per assecondare le aspettative di chi mi stava vicino. Oggi mi vesto in base alle mie esigenze, come mi sento più comoda, e mi diverto a sperimentare. Coraggiosa è una parola forte, ma la conoscenza del mio corpo mi ha portato a essere più libera e più leggera. Con mio marito ci facciamo molte risate sul mio nuovo approccio all’abbigliamento».
Che cos’è che vi diverte tanto?
«Sono diventata più metodica negli acquisti. Cerco soprattutto capi basici, vado sul sicuro e scelgo pezzi che vadano d’accordo con quelli che ho già. Mi sono stancata di passare ore davanti all’armadio alla ricerca degli abbinamenti giusti».
Lei ha la fortuna di avere un marito che l’accompagna a fare shopping?
«Non proprio, perché ormai compro soprattutto online. La sera, dal divano di casa, cerco, analizzo, ordino. Alex mi vede trafficare con il tablet e insieme commentiamo i miei acquisti».
Mi parli del rapporto con il suo bambino. È una mamma apprensiva o riesce a rimanere calma?
«Sono piuttosto tranquilla, rispecchia il modo in cui sono stata educata. Lascio mio figlio libero di osservare il mondo, voglio che impari con l’esperienza. Lo proteggo, certo, e cerco di spiegargli le ragioni delle cose. Il piccolo reagisce, anche se per il momento non capisce tutto. Con lui mi diverto tanto».
Pensa di avere un altro figlio?
«Mi piacerebbe, vediamo quando arriva (sorride intenerita, ndr)».
Ha qualche sogno da realizzare, Elisa?
«Vorrei creare dei centri culturali in tutto il mondo. Mi piacerebbe svegliarmi serena. E vorrei avere ancora più tempo per stare con mio marito e mio figlio. Il lavoro mi porta a correre, ma la qualità della vita è importante. È bello annoiarsi, ogni tanto».
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Elisa Sednaoui si sdoppia su Instagram
Elisa Sednaoui, protagonista di un’intervista e di un servizio di moda esclusivi su Grazia di questa settimana, ci svela il perché di un doppio account su Instagram
Grazia ha incontrato la modella e attrice, Elisa Sednaoui, prima di un evento di Ermanno Scervino, il marchio di cui è stata testimonial nelle ultime stagioni, e ne è uscita un’interessante chiacchierata sulla sua nuova vita e un bellissimo servizio fotografico di cui trovate un'immagine qui sotto. Nel numero in uscita oggi, troverete molte altre foto di Elisa.
La Sednaoui ha voluto sottolineare questa nuova fase anche sui social network, dando vita a un nuovo account Instagram, @ElisaSednaouiOutNAbout, che si aggiunge all’originale (@ElisaSednaoui il quale conta già 85 mila follower) e che sarà dedicato ai suoi fan sempre più interessati alla moda, al design e agli eventi.
Elisa ha voluto così creare una chiara distinzione tra quello che Elisa è e quello che Elisa fa. Il primo account continuerà a essere un diario personale senza filtri della sua visione del mondo. Il secondo sarà invece un dietro le quinte della Elisa Sednaoui pubblica.
Photo Credit: Julian Hargreaves
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Burberry e mytheresa.com celebrano Elisa Sednaoui
La modella italo-egiziana è la protagonista dell'11esimo episodio di Mytheresa Women
Burberry e mytheresa.com si sono dati appuntamento al Thomas's Café di Londra per celebrare Elisa Sednaoui.
La modella è stata scelta dall'e-commerce come 11esima Mytheresa.com Women e per festeggiare si sono riuniti una cinquantina di ospiti esclusivi come Alexa Chung e Atlanta de Cadenet-Taylor oltre alla famiglia di Alex Dellal, marito di Elisa.
Nella gallery tutte le immagini dell'evento.
La cena di mytheresa e Burberry per Elisa Sednaoui
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Trucco occhi piccoli: prodotti e segreti per valorizzarli

Gli occhi piccoli possono rivelarsi inaspettatamente intensi e seducenti, ma come truccarli? Scoprite i prodotti giusti e i segreti delle star per valorizzarli al meglio con il trucco
Sottili e allungati, gli occhi piccoli possono essere seducenti e magnetici tanto quanto gli occhi grandi. Moltissime celebs e beauty-icon, da Taylor Swift a Kendall Jenner, Adriana Lima e Gisele Bundchen, hanno hanno fatto del loro sguardo small size un vero e proprio punto di forza, valorizzandolo con il make up giusto.
Per fare zoom sugli occhi e aprire lo sguardo esistono tanti segreti beauty che creano giochi di profondità sulla piega palpebrale e che enfatizzano la zona superiore e inferiore dell’arcata sopraccigliare. Siete curiose di replicarli al meglio? Sfogliate la gallery e fate come le star. Lasciatevi conquistare dai consigli per un beaty look che vi farà risplendere dai riflettori alla vita di tutti i giorni!
Come valorizzare gli occhi piccoli con il trucco
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Look da party: le scelte delle celeb

Dai red carpet agli eventi più in vista, le star danno il meglio di loro in fatto di stile: scoprite i party look più belli.
Che si tratti di serate di gala, premiere, awards musicali o eventi charity, le celeb sfoggiano party look da capogiro! Una buona dose di bagliori gold e metallici, trasparenze, effetti cut-out, silhouette ricercate e abiti da sogno.
Se da un lato Dakota Johnson rimane fedele al suo stile raffinato ma mai banale, Cara Delevingne si improvvisa, con successo, trasformista, e sfodera con fascino abbinamenti ogni volta differenti. Karlie Kloss non fa segreto del suo lato più intrigante sfoggiando mini abiti grintosi, mentre Sienna Miller punta spesso e volentieri sull'eleganza di maxi dress che sfiorano il pavimento.
Sfogliate la gallery per scoprire tutte le mise più cool e prendete spunto per le feste imminenti.
I party look delle star
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Il red carpet di Intimissimi on Ice
Il tappeto rosso dell'edizione 2015 di Intimissimi on Ice era pieno di celebrities: scoprite chi c'era all'Arena di Verona
Intimissimi torna all'Arena di Verona per l'edizione 2015 di "Intimissimi on Ice", lo spettacolo sul ghiaccio che mixa musica e sport.
A fare da colonna sonora ai pattini di Carolina Kostner e Stephane Lambiel c'era la popstar del momento Ellie Goulding mentre sul red carpet una selezione di stelle dello spettacolo e della moda.
Eva Herzigova, Miriam Leone, Elisa Sednaoui e l'immancabile Irina Shayk, da sempre portabandiera del marchio italiano di proprietà del Gruppo Calzedonia.
Scoprite chi c'era sfogliando la gallery!
Gli ospiti di Intimissimi on Ice
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