Mascherine e vaccini: nuove regole dal 15 giugno

Da mercoledì 15 giugno si allentano ulteriormente le misure anti-contagio Covid, sia per quanto riguarda i vaccini sia per l'utilizzo della mascherina.
I cambiamenti, disposti dal governo, riguardano infatti l'obbligo vaccinale, che decade per over 50, lavoratori della scuola e delle forze dell'ordine, ma rimane per chi lavora nel settore della sanità.
E sul fronte mascherina: non sarà necessario indossarla per gli esami di maturità.
Rimarrà una raccomandazione, come anche per eventi e spettacoli al chiuso.
E per i trasporti pubblici locali e nazionali? Rimarrà per metro, bus, treni e altri mezzi. Ma non sui voli (almeno per il momento).
Vediamo, quindi, nel dettaglio, cosa cambia e cosa no.
Le nuove regole per vaccini e mascherina
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Mascherina: ecco cosa cambia
Decade l’obbligo per cinema, teatri e simili per eventi culturali e sportivi al chiuso. Rimane però una raccomandazione, specialmente se non ci si trova all’aperto.
Rimane, invece, sul luogo di lavoro — per ora, almeno fino al 30 giugno — e ovviamente negli ospedali e nelle residenze sanitarie assistite sia per il personale che per i visitatori.
Anche per gli esami di maturità la mascherina rimane solo raccomandata: sia allo scritto, che all’orale.
Al bar, al ristorante, nei negozi, nei centri commerciali, dall’estetista e dal parrucchiere già non è più obbligatoria da tempo.
E per i trasporti?
Su bus, metro, pullman, treni e altri mezzi di trasporto pubblico rimarrà obbligatoria fino a settembre. Per i voli, invece, decade l'obbligatorietà. Tuttavia della questione si potrebbe tornare a parlare presto, visto che pressioni politiche spingono per l'adeguamento a regolamenti del resto dei Paesi d'Europa.
Novità sull’obbligo vaccinale
Il 15 giugno è anche la data in cui decade l’obbligo vaccinale per gli over 50 e per i lavoratori impiegati nei settori della scuola e delle forze dell’ordine.
Non dovrebbe esserci una proroga.
Per i sanitari, invece, l’obbligo è in vigore — per ora — fino alla fine dell’anno. Se non si vaccinano vengono sospesi e vanno incontro alla sospensione da parte dell’Ordine di riferimento.
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Mascherina e Green Pass, ecco le nuove regole dall'1° maggio

Dall'1° maggio cambiano le regole per il contrasto del coronavirus.
La mascherina scompare quasi ovunque, ma andrà indossata ancora a scuola, negli ospedali e simili, sui mezzi pubblici locali e non, nei cinema e nei teatri. È raccomandata inoltre in tanti altri posti.
Novità anche sul Green Pass, che non servirà praticamente più da nessuna parte, con poche eccezioni, e per i viaggi.
Ecco tutte le novità e le nuove regole in vigore da oggi, primo maggio.
**14 lezioni che ci ha dato il Coronavirus (e che dovremmo tenerci strette quando sarà tutto finito)**
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Dove servirà ancora la mascherina
Mascherina a coprire naso e bocca dovrà essere utilizzata ancora sui mezzi pubblici e di lunga percorrenza e anche per gli spettacoli al chiuso in sale teatrali, da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo, per gli eventi e le competizioni sportive (sempre al chiuso).
Per il momento è questa la decisione — lo stesso discorso vale per i visitatori di strutture sanitarie e socio-sanitarie — e sarà così fino al 15 giugno. Poi si vedrà.
A scuola rimane fino alla fine dell’anno per i bambini dai 6 anni in su, per lavoratori e per i fornitori che accedono alla struttura.
Quale tipo di mascherina va indossata?
La Ffp2 per mezzi di trasporto pubblico locale e per treni, pullman, aerei, traghetti. E anche in teatri, sale da concerto, locali di intrattenimento
Dove non servirà più
Non è prevista la mascherina per supermercati, negozi, bar, ristoranti: non servirà più nemmeno per andare a sedersi al proprio tavolo o per andare in bagno.
**Perché alcuni sono proprio contro il Green Pass? La risposta della psicologia**
Dove è raccomandata
Nell'ordinanza del ministro alla Salute, Roberto Speranza, non ci sono indicazioni vincolanti per quanto riguarda il luogo di lavoro, a meno che ovviamente non si tratti di personale impiegato in ospedali e strutture socio-sanitarie e di docenti.
Per il lavoro pubblico sono state però fornite delle linee di comportamento, una sorta di vademecum per indirizzare gli impiegati e i funzionari. Per esempio: se in ufficio c’è troppo affollamento, meglio indossare la mascherina.
Per il lavoro privato, le aziende possono decidere in autonomia se trasformare la raccomandazione in obbligo, ancora fino al 15 giugno.
E se all’aperto si verificano assembramenti?
In caso di potenziali assembramenti bisogna comunque avere a portata di mano la mascherina, per poi usarla all’occorrenza.
Novità sui viaggi
Arrivano nuove indicazioni anche per il settore del turismo, che sta ripartendo.
Dall’1° maggio chi arriva dall’estero non dovrà più presentare il Passanger Locator Form, il modulo che finora andava compilato per poter essere rintracciati in caso di contatto a rischio.
Fino al 31 maggio, però, i visitatori stranieri che vorranno entrare in Italia dovranno mostrare il Green Pass base, che si ottiene a seguito di guarigione, vaccinazione o col risultato negativo di un tampone rapido o molecolare.
Non servirà più alcuna certificazione per alloggiare in albergo o in qualsiasi altra strutture ricettiva.
E il Green Pass?
Sparisce, tranne che per l’ingresso in Italia (fino al 31 maggio) e se si deve entrare in ospedali e simili (fino al 31 dicembre).
Non servirà più, dunque, in palestre, piscine, parrucchieri, centri estetici e centri benessere, ristoranti, musei, spettacoli.
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Green Pass, ecco le nuove regole dall'1 Aprile

Con la fine dello stato d’emergenza, fissato al 31 marzo, è stato approvato un decreto legge che introduce disposizioni per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19.
In breve: vengono allentate le regole in ottica di anti-contagio e si sta gradualmente tornando alla normalità.
Cambiano le normative sulle capienze degli impianti sportivi, il sistema delle zone colorate viene definitivamente eliminato e anche per il lavoro ci sono novità. Vediamo come.
**Perché alcuni sono proprio contro il Green Pass? La risposta della psicologia**
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Bar e ristoranti: ecco cosa c’è da sapere
Dall’1 aprile non ci sarà bisogno del Green Pass per sedersi ai tavoli all’aperto di bar e ristoranti.
Per consumare all’interno, però, la Certificazione serve ancora, anche se va bene quella base, che si ottiene con la vaccinazione, la guarigione oppure con un test, antigenico o molecolare, negativo. Rimane obbligatoria la mascherina finché non si è seduti.
Dall’1 maggio il pass dovrebbe scomparire anche per consumare all’interno dei locali.
Novità per gli hotel
Dall’1 aprile ingresso libero negli alberghi e simili: hotel, b&b, resort e via dicendo.
Il Green Pass rafforzato sarà però necessario per accedere a palestre, piscine e Spa delle strutture, così come anche alle sale per partecipare a convegni, congressi, tavole rotonde.
Info su cinema, teatri, disco
In questo caso non cambia nulla. Almeno per ora. Continuerà a servire il Super Pass, come anche per attività simili come musica dal vivo, iniziative culturali, in centri sociali e ricreativi.
Nei mesi a venire si vedrà.
Negozi, parrucchieri, centri estetici: cosa cambia?
Via libera allo shopping, a taglio, colore e via dicendo dal parrucchiere, a massaggi e cerette al centro benessere anche senza Green Pass.
Ma la mascherina rimane obbligatoria.
Sport, ecco dove servirà il pass
All’aperto, anche chi non è vaccinato può allenarsi senza pass.
Diverso è il discorso per piscine e palestre al chiuso. Qui la Certificazione, e anche rafforzata, servirà almeno fino al 30 aprile. Stesso discorso per gli spogliatoi.
Trasporti: da quelli locali ai viaggi, ecco cosa c’è da sapere
Scompare l’obbligo di Pass a bordo dei mezzi pubblici, ma rimane quello di indossare la mascherina Ffp2.
Il provvedimento riguarda dunque bus, metro e poi treni e pullman regionali. Certificazione base, invece, necessaria per i viaggi nazionali con treni, aerei, navi. Va però ancora indossata la mascherina Ffp2.
Per le altre destinazioni basta controllare su Viaggiare Sicuri per rimanere aggiornati.
**Vacanze Covid-free: le mete più belle fuori dall'Europa**
Allo stadio: ecco le regole
Per lo stadio, che è all’aperto, è sufficiente il Green pass base. Ma per i palazzetti al chiuso continuerà a servire il Certificato rafforzato.
Regole per entrambi i casi: capienza al 100% e mascherina Ffp2.
Cosa cambia al lavoro
Sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il Green Pass base. Quindi anche solo ricevendo il Qr code a fronte di esito negativo di un tampone rapido o molecolare.
Questa disposizione, però, non si applica ai lavoratori del comparto sanitario: per loro l’obbligo vaccinale resta fino a dicembre di quest’anno. Poi si vedrà.
Frequentare l'università
Il ministero dell’Università segnala che fino al 30 aprile, sia per gli studenti sia per tutti gli altri soggetti che accedono alle strutture universitarie, rimane l’obbligo di possedere ed esibire il Green Pass base.
Fino al 15 giugno rimane comunque l’obbligo vaccinale per il personale.
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Cosa succede ora che la regina Elisabetta è risultata positiva al Covid?

La notizia è stata rilasciata da Buckingham Palace nel weekend: la regina Elisabetta è risultata positiva al Covid-19.
Fonti interne a palazzo hanno dichiarato che la monarca, 95 anni, sta avendo «lievi sintomi simili al raffreddore».
«Continuerà a ricevere cure mediche nella dimora di Windsor e seguirà tutte le linee guida appropriate».
È stato anche confermato che la regina Elisabetta era entrata in contatto diretto con il figlio maggiore, il principe Carlo, che è risultato positivo al virus la scorsa settimana.
**Ecco perché sono tutti preoccupati per la salute della regina Elisabetta**
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Chi prenderà il posto della regina Elisabetta se le sue condizioni dovessero peggiorare?
L'annuncio di Buckingham Palace, oltre ha tranquillizzare i sudditi inglesi sull'intensità dei sintomi di Elisabetta II, ha anche specificato che la regina continuerà nei suoi impegni reali.
«Sua Maestà prevede di continuare a svolgere compiti leggeri a Windsor nella prossima settimana», si legge sulla dichiarazione ufficiale.
Secondo le regole attuali del governo britannico, chiunque risulti positivo al Covid-19 dovrà auto-isolarsi per 10 giorni dal giorno in cui iniziano i sintomi, o dal giorno del primo test positivo se non sono presenti sintomi.
La regina Elisabetta quindi è in quarantena al Castello di Windsor, dove ha passato la maggior parte del suo tempo dall'inizio della pandemia.
Se le sue condizioni di salute dovessero peggiorare, e Sua Maestà necessitasse di cure ospedaliere, molto probabilmente sarà ricoverata al King Edward VII's Hospital; un ospedale privato nel cuore di Londra e il preferito dai membri della famiglia reale.
In tal caso, se per qualsiasi motivo la regina Elisabetta non fosse in grado di compiere i suoi doveri da monarca, verrà suggerito un principe reggente, cioè qualcuno che rappresenti la famiglia reale finché Elisabetta II non sarà di nuovo in grado di seguire gli impegni ufficiali.
**La Regina Elisabetta si prepara a lasciare il trono... a Carlo**
Il reggente è in genere il prossimo in linea al trono, cioè il principe Carlo. Essendo anche lui positivo al coronavirus, è però più probabile che il ruolo venga affidato al principe William e a sua moglie, Kate Middleton.
**Il futuro della famiglia reale dipende tutto da Kate Middleton: lo dicono gli esperti**
Attenzione però, principe reggente però non significa Re: William e Kate assumerebbero a pieno tutti gli impegni pubblici della regina, ma Elisabetta II resterebbe comunque la figura regnante istituzionale.
Sua Maestà ha reso infatti ben chiara la sua decisione di non abdicare, rimanendo così sul trono fino alla sua morte.
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Super green pass, quarantene, obblighi e mascherine: cosa cambia dal 10 gennaio

Il 2022 inizia con un'impennata dei contagi che allarma tutto il mondo, Italia inclusa.
Per questo, davanti a un aumento dei casi che ha spedito dritte in zona gialla alcune regioni, il Governo ha deciso di correre ai ripari con disposizioni che inaspriscono di fatto alcune misure già in vigore.
Come quella sul Green pass: ora per molte attività non basterà più ottenere il Qr code dopo aver effettuato un tampone. Ma sarà necessario esibire il Green pass "rafforzato" o Super Green pass, che si ottiene solo a seguito di guarigione dal Covid-19 o completando il ciclo vaccinale, booster incluso.
Tra le novità anche il vaccino obbligatorio per gli over 50, le sanzioni, le nuove regole per la quarantena, le mascherine all'aperto per tutti, Ffp2 in alcune occasioni, le disposizioni per i viaggi.
Per saperne di più, basta proseguire.
Super Green Pass: ecco tutte le nuove regole in vigore da oggi
**C'è un lato positivo nella pandemia, dice un nuovo studio**
(continua dopo la foto)
Vaccino obbligatorio
Il vaccino diventa obbligatorio per tutti gli over 50 residenti in Italia, italiani e stranieri, al netto di esenzioni per motivi di salute. La disposizione, allo stato attuale, vale fino al 15 giugno e riguarda anche tutti coloro che entro quella data compiranno i 50 anni.
Alcune categorie, come sanitari, personale del comparto dell’istruzione e delle forze di polizia sono comunque obbligate a prescindere dall’età.
E non è tutto: dal 10 gennaio i tempi per la somministrazione della dose booster diventano più brevi. Si potrà fare già a quattro mesi dall’ultima dose. Dall’1 febbraio sono previste sanzioni per chi non si vaccina.
**Perché alcuni sono proprio contro il Green Pass? La risposta della psicologia**
Nuove regole per la quarantena
Il decreto prevede che, in caso di contatto stretto con un soggetto confermato positivo al Covid-19, la quarantena preventiva non si applichi: alle persone che hanno completato il ciclo vaccinale “primario” (senza richiamo) da 120 giorni o meno; alle persone che sono guarite dal Covid-19 da 120 giorni o meno; alle persone che hanno ricevuto la dose di richiamo del vaccino (cosiddetta “terza dose” o “booster”).
A tutte queste categorie di persone si applica un'auto-sorveglianza, con obbligo di indossare le mascherine Ffp2 fino al decimo giorno successivo all'ultima esposizione al soggetto positivo al Covid-19 (quindi l’undicesimo giorno dall’ultimo contatto).
Alla prima comparsa dei sintomi si deve fare un test e, se ancora sintomatici, anche al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto.
Ai contatti stretti che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni e che abbiano comunque un green pass rafforzato valido, se asintomatici, si applica una quarantena con una durata di 5 giorni con obbligo di un test molecolare o antigenico negativo al quinto giorno.
Per i soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario o che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni, continua a vigere la quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione, con obbligo di un test molecolare o antigenico negativo al decimo giorno.
Ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, l’isolamento è ridotto a 7 giorni purché siano sempre stati asintomatici o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo.
In tutti i casi descritti, per la cessazione della quarantena è necessario l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare.
Mascherine all’aperto per tutti
Obbligo della mascherina all’aperto in tutte le fasce — bianca, gialla, arancione — fino al 31 gennaio.
Tuttavia su mezzi pubblici, spettacoli all’aperto, cinema, teatri, sale da concerto e musica dal vivo sarà obbligatoria la Ffp2: sarà così fino alla fine dello stato d’emergenza, per ora fissato al 31 marzo.
Scuola e università
Il Super Green pass è obbligatorio per il personale del comparto scuola, ma non per gli studenti, anche se in età vaccinabile.
Devono esserne invece in possesso gli studenti universitari. Ma per il momento continuerà ad andare bene la versione base.
Trasporti: ecco cosa cambia
Per prendere aerei, treni, navi ma anche per salire su metro, tram, autobus e pullman ora sarà necessario essere vaccinati o guariti dal Covid-19.
Le disposizioni valgono, dunque, sia per i trasporti pubblici locali che per quelli a lunga percorrenza.
Nelle scorse settimane il Governo ha annunciato anche un’altra misura, che impone agli utenti di indossare la mascherina Ffp2 a bordo: questa disposizione, per i cittadini e i turisti a partire dai 12 anni, continuerà a essere valida.
Chi non è vaccinato e non vuole farlo — e ovviamente chi non è guarito — può spostarsi col taxi o con mezzi privati: macchina, scooter, bicicletta, monopattino e via dicendo.
Per i voli internazionali basterà il pass base
Già, sembra strano, ma è così. Per prendere un volo internazionale valgono le regole del Paese di destinazione.
Allo stato attuale, infatti, l’Italia è l’unico Paese ad aver introdotto il super Green pass sui mezzi di trasporto.
In generale, per ogni tipo di viaggio è consigliabile controllare il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina e informarsi con precisione presso le compagnie aeree.
Cosa occorre per entrare (e rientrare) in Italia
Per chi entra in Italia o per chi vi rientra dopo un viaggio, è obbligatorio presentare un tampone molecolare negativo effettuato entro le 48 ore precedenti oppure un antigenico rapido entro le 24 ore prima.
Insieme, ovviamente, anche il Green pass da vaccinazione o guarigione e Passenger Locator Form.
Chi non ha un Green pass valido da vaccinazione o guarigione, oltre al tampone, ha l’obbligo di sottoporsi ad isolamento fiduciario di 5 giorni.
La misura non si applica per Città del Vaticano e per San Marino.
In hotel solo vaccinati o guariti
A proposito di viaggi, anche per alloggiare in hotel, b&b e simili sarà necessario avere il Super Green pass. Lo stesso varrà anche per i ristoranti all’interno delle strutture.
Chi non è vaccinato e non vuole farlo — e chi non è guarito — può optare per l’affitto di una casa privata.
Matrimonio in vista? Ecco di cosa tenere conto
Matrimonio, battesimo, comunione in vista? Dal 10 gennaio gli invitati dovranno essere vaccinati o guariti. Non basta più il pass base ottenuto con tampone negativo effettuato un paio di giorni prima della cerimonia.
L’indicazione vale per tutti, tranne ovviamente per chi ha un’esenzione dal vaccino e per i bambini sotto ai 12 anni.
Discoteche chiuse fino a fine mese
In tutto ciò fino al 31 gennaio c'è lo stop alle discotechete: «Saranno chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico».
E per lo stesso principio «sono vietati gli eventi, le feste e i concerti, comunque denominati, che implichino assembramenti in spazi all’aperto».
Novità anche in bar e ristoranti
Cambiano le regole per bar e ristoranti. Ora anche per sedersi ai tavoli all’esterno, oltre che per quelli all’interno, si dovrà avere il Super Green pass.
A chi non è vaccinato o guarito, comunque, sarà permesso l’accesso in bar e ristoranti per l’asporto.
Stop allo sport al chiuso (e di squadra) per chi non è guarito o vaccinato
Fitness, jogging ed esercizi all’aperto, individualmente, attorno a casa o al parco vicino alla propria abitazione continuano a essere consentiti.
Ma per entrare in palestra o in piscina e negli spogliatoi sarà obbligatorio essere vaccinati, così come per sport di squadra. Anche per sciare è obbligatorio il pass rafforzato.
Per musei e mostre basta il pass base
Per accedere ai luoghi della cultura servirà il Green pass rafforzato: vaccino o guarigione, dunque, perché il risultato negativo di un tampone non sarà più sufficiente.
Cosa cambia per congressi, fiere, sagre
Stretta anche per eventi come congressi e per fiere e sagre: anche all’aperto, per accedervi si dovrà mostrare il Green pass rafforzato.
E alle terme?
Accesso negato a chi non è vaccinato (o guarito) anche ai centri benessere e ai centri termali (tranne che per prestazioni sanitarie).
E poi ci sono negozi, parrucchieri e servizi
Per il momento non cambia nulla per accedere a negozi, parrucchieri ed estetiste, ma anche per banche e uffici.
Tuttavia dal 20 gennaio anche per parrucchiere, barbiere ed estetista — per centri di servizi alla persona in generale — servirà il Green pass. Anche se nella versione base. Basterà, cioè, anche il solo tampone rapido negativo.
La stessa stretta scatterà l’1 febbraio anche per banche, pubblici uffici e uffici postali, ma si dovrà attendere la pubblicazione dell’apposito dpcm con la lista completa di tutti gli esercizi coinvolti. Tra questi, comunque, non ci saranno quelli legati alle esigenze essenziali e primarie della persona, come supermercati e farmacie.
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Super Green pass: ecco cosa cambia dal 6 dicembre

Arriva il Super Green Pass per salvare il Natale, scongiurare nuove chiusure e frenare l'ondata di contagi che, seppur meno importante di quella che sta colpendo altri Paesi europei, si sta registrando anche in Italia.
Dal 6 dicembre - e, per il momento, fino al 15 gennaio - anche in zona bianca e in zona gialla (dove torna l'obbligo di mascherina all'aperto) sarà necessario essere guariti dal Covid-19 o vaccinati per poter accedere ad attività di svago e per il tempo libero.
Spettacoli, discoteche, ristoranti al chiuso, stadio e molto altro: non basterà più essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare.
Il Green pass "base", invece, viene esteso ai mezzi pubblici e continuerà a essere utile per accedere al posto di lavoro.
Non occorre la Certificazione, infine, per andare in farmacia, al supermercato o a fare shopping. Lo sport? Solo all'aperto, se non si è vaccinati, guariti e non si vuole fare il tampone.
Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Super Green Pass: tutto quello che c'è da sapere
**C'è un lato positivo nella pandemia, dice un nuovo studio**
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Ecco per chi è valido il Green pass “rafforzato”
È il primo punto, il più importante del provvedimento: il Super Green Pass è valido solo per chi ha ricevuto il vaccino o è guarito dal Coronavirus.
No, il risultato negativo di un tampone non sarà sufficiente, al contrario di come successo fino ad ora.
Quanto dura e per quanto vale?
La durata è di 9 mesi (e non più di 12), sia per i guariti, che per i vaccinati.
Sarà in vigore dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio. Salvo, ovviamente, proroghe.
Dove occorre e cosa cambia a seconda delle zone
Il certificato sarà necessario in zona bianca, gialla e arancione per accedere a spettacoli, eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche.
Tutte cose che, dunque, non potrà fare più chi non è vaccinato.
La partita allo stadio? Il tampone negativo non basta più nemmeno per questo.
Cosa rimane aperto in zona gialla
Tutto aperto nella bianca, ma anche nella gialla. Basti pensare che anche le discoteche rimarrebbero aperte e non vigerebbe più la norma dei quattro commensali per tavolo al ristorante o al bar.
I limiti di capienza sono 100% per cinema e teatri, 75% per gli stadi, 50% per impianti sportivi al chiuso, 75% per discoteche all’aperto e 50% al chiuso. Gli stessi della zona bianca.
In zona gialla, comunque, tornerebbe l’obbligo di mascherina all’aperto.
Cosa rimane aperto in zona arancione
Scopo del pass rafforzato è quello di evitare nuove chiusure. Pertanto non ce ne saranno in zona arancione.
Ovviamente però l’accesso a tutte le attività dello svago e del tempo libero è garantito solo col super Green pass.
E in zona rossa?
È ciò che il governo vuole evitare, il ritorno di massa alla zona rossa. In questo caso, coi contagi aumentati così drasticamente, le regole attuali non cambieranno.
Si torna dunque a chiusure di bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri, musei: per tutti, a prescindere dal vaccino.
Tornerebbero anche coprifuoco e limitazioni agli spostamenti.
Dove si può ancora entrare col Green pass “base”
Il Certificato attualmente vigente, che si ottiene anche con un tampone rapido o molecolare, continuerà a essere valido in zona bianca e gialla per accedere al luogo di lavoro, per salire sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza come treni ad alta velocità, Intercity e aerei, in palestre, piscine e in generale nei luoghi dell’attività sportiva al chiuso.
Basterà il pass col tampone anche centri termali, parchi divertimento e impianti sciistici.
Certificazione “base” estesa anche ai mezzi pubblici
Intanto il Green pass così come lo conosciamo ora sarà ampliato: servirà per alloggiare negli alberghi e per utilizzare i mezzi del trasporto pubblico locale: come autobus, filobus, tram, metropolitane, treni urbani, ferrovie regionali e via dicendo.
Vale, ovviamente, anche per gli studenti dai 12 anni in su.
Dove non serve il Green pass (di alcun genere)
In zona bianca e gialla non occorre il Green pass, di alcun genere, per sedersi ai tavolini esterni di bar e ristoranti. Non serve nemmeno per la consumazione al bancone del bar o per comprare cibo e bibite d’asporto.
E non serve, ovviamente, per fare sport all’aperto (unica soluzione per chi non è guarito, vaccinato e non vuole fare il tampone), per entrare nei negozi così come al supermercato e in farmacia.
Obbligo vaccinale per alcune categorie
Personale sanitario e operatori sanitari erano già nella lista.
Ma ora, dal 15 dicembre, l’obbligo viene esteso anche per il personale scolastico e per le forze dell’ordine.
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Perché alcuni sono proprio contro il Green Pass? La risposta della psicologia

In questo periodo molti cittadini stanno protestando contro il green pass nelle diverse città italiane.
Avere il Green Pass ormai è diventata una condizione necessaria per poter andare al ristorante, per frequentare luoghi chiusi, per lavorare e per godersi - quasi - ogni piacere della vita.
Insomma con il Green Pass ci si sente liberi di godersi momenti di socialità, ci si protegge dal virus e si proteggono i nostri cari dalle conseguenze peggiori del Covid-19.
**Vi sentite "affaticati" dal Covid? È normale. Ecco come sentirsi meglio**
Ci sono alcune persone però che sembrano contro la decisione del governo di avere un lasciapassare. Queste stesse persone parlano di libertà e privacy violate, ma in realtà c’è molto di più.
Vi spieghiamo cosa dicono le ultime ricerche psicologiche e sociologiche riguardo i meccanismi psichici di chi è contro il Green Pass.
**C'è un lato positivo nella pandemia, dice un nuovo studio**
Perché alcuni proprio non vogliono il Green Pass? La risposta della psicologia
**Un anno di Covid: ecco che effetto ha sulla mente la privazione dei piaceri (così) a lungo termine**
(Continua sotto la foto)
Effetto Dunning Kruger
È una distorsione cognitiva per cui persone non esperte in un preciso argomento tendono a comportarsi come se lo fossero.
La fregatura di questo bias cognitivo è che queste persone più ignorano l’argomento più tendono a sovrastimarsi.
E così il no green pass si sente esperto in medicina, politica e sociologia.
Ci sono fobie invalidanti
Un’altra causa psicologica dietro le proteste dei no green pass potrebbe risiedere nei pensieri fobici.
Infatti chi ha la fobia di aghi, medicine, ospedali, sangue, ecc. può rifugiarsi in grandi battaglie per la libertà che in realtà nascondono un vero terrore del dover affrontare forzatamente una prova troppo faticosa.
Il loro atteggiamento mirerebbe ad evitare la fonte di paura.
Bisogno di andare contro la massa
Alcune persone hanno bisogno di andare contro la massa per affermare la propria individualità.
Questa può diventare una questione di primaria importanza.
La posizione di principio può bloccare malgrado evidenze scientifiche che potrebbero confermare il contrario di quello che si pensa.
Hanno idee complottiste
I no green pass possono ragionare secondo idee complottiste.
Queste persone potrebbero essere convinte che organizzazioni nascoste tentano di trarre benefici orientando la massa verso una certa scelta.
La convinzione di essere sotto l’occhio di qualcosa di losco li porterebbe a lottare per la propria libertà e intanto a svalutare gli altri per non essersene accorti.
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C'è un lato positivo nella pandemia, dice un nuovo studio

Dire che la pandemia di coronavirus ha cambiato il mondo è un eufemismo.
In pochissimo tempo il Covid-19 ha sconvolto la vita quotidiana di tutti noi, facendoci cambiare modi di pensare e abitudini di vita.
La pandemia ha cambiato il modo in cui lavoriamo, apprendiamo e interagiamo, sia a livello personale che professionale.
Ma secondo un nuovo studio, il Covid ha modellato anche le nostre prospettive a lungo termine.
Essere rimasti rinchiusi per mesi tra le mura di casa nostra ci ha reso più desiderosi di cogliere l'attimo e di non farci scappare nessuna opportunità.
Sembra infatti che il Covid-19 ci abbia spinto a cercare (e vivere) nuove esperienze.
**14 lezioni che ci ha dato il Coronavirus (e che dovremmo tenerci strette quando sarà tutto finito)**
La pandemia ha avuto un lato positivo, dicono gli psicologi: siamo diventati più avventurosi
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Ecco come il Covid-19 ha cambiato la nostra vita
Ha senso che qualcosa di così sconvolgente come una pandemia, che ci ha cambiato completamente la vita, ci abbia reso più audaci con le nostre scelte e ci abbia spinto a uscire dalla nostra comfort zone per provare cose nuove, portandoci ad approcciare la vita in modo più aperto.
**Un anno di Covid: ecco che effetto ha sulla mente la privazione dei piaceri (così) a lungo termine**
Un nuovo studio di CardsChat ha rilevato che oltre un quarto delle persone dice "sì" più spesso di prima e il 19% degli intervistati ha già provato nuove attività rispetto a prima della pandemia.
Inoltre, il 58% degli intervistati è più avventuroso anche riguardo le scelte quotidiane. Questo comprende anche le scelte alimentari: stando alle statistiche, infatti, il 17% ha maggiori probabilità di provare nuovi cibi mai assaggiati in passato.
Riflettendo sul modo di vivere pre-pandemia, il 41% degli adulti crede di aver preso la vita troppo sul serio e il 76% di essi sta ora cercando di cambiare questo atteggiamento.
**Vi sentite "affaticati" dal Covid? È normale. Ecco come sentirsi meglio**
Perché tutti questi cambiamenti? La risposta è semplice e quasi scontata.
Quasi in unanimità, gli intervistati dello studio hanno confermato che l'impossibilità di vivere come volevano durante l'ultimo anno e mezzo di pandemia, soprattutto nei primi mesi di lockdown e quarantene, li ha portati a desiderare di poter sperimentare nuove cose e fare nuove esperienze.
«Il Covid-19 ha portato alla creazione di nuove norme che ci stanno cambiando, e che nel tempo potrebbero modellare definitivamente le nostre personalità», ha confermato Wiebke Bleidorn del Personality Change Laboratory dell'Università della California.
I molti mesi di continui cambiamenti alle nostre routine hanno infatti portato a cambiamenti anche nel nostro comportamento che rimarranno a lungo anche dopo la fine della pandemia.
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Nuove regole per il Green Pass: ecco per cosa diventa necessario adesso

Dall'1 settembre, come stabilito dal Governo, aumentano i luoghi e le occasioni in cui il Green pass, o Certificazione verde, sarà obbligatorio.
Servirà, per esempio, per alcuni mezzi di trasporto (come alcuni treni e aerei che si spostano da una regione all'altra), ma non sui mezzi del trasporto pubblico locale.
E per i viaggi? Dagli aerei ai traghetti, sarà necessario avere la Certificazione, la cui validità è stata recentemente estesa a 12 mesi e che si ottiene dopo il vaccino, dopo essere guariti dal Covid o a fronte della negatività di un tampone rapido o molecolare da effettuarsi non oltre 48 ore prima.
Ecco occasione per occasione quando il Green Pass sarà obbligatorio e quando no.
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Aerei, ecco la differenza tra voli nazionali e in Europa
Per salire su un aereo, ovunque si vada, è obbligatorio esibire la Certificazione verde ai controlli.
C’è, però, una differenza tra chi vola tra due destinazioni italiane e chi, invece, "sconfina": in Italia per ottenere il pass col vaccino basta attendere 14 giorni dopo la prima dose, mentre nel resto dell’UE è valido solo dopo 14 giorni dopo aver completato l’iter.
Rimane valida la possibilità di viaggiare a fronte di guarigione dal Covid o con un tampone negativo non oltre le 48 ore precedenti.
Tuttavia, per viaggiare fuori dall'Italia, è sempre bene informarsi attraverso i siti dei governi del Paese dove ci si dirige.
In alternativa, consultate “Viaggiare sicuri” della Farnesina, i siti degli aeroporti di destinazione e il portale ReOpen Europa.
Obbligatorio per Alta velocità e Intercity
Il Green pass diventa obbligatorio sui treni ad alta velocità e per gli Intercity (anche per quelli che viaggiano di notte), mentre non è necessario per regionali e interregionali.
Attenzione, però, alla regione di destinazione: non è un problema attraversarne una o più di colore diverso, l’importante è dove si scende. Se la meta, infatti, è in zona arancione o rossa, diventa comunque necessaria la Certificazione.
Esclusi dall’obbligo di Green Pass (per ora) bus, metro e tram
Nonostante se ne sia discusso per molto, alla fine i mezzi di trasporto pubblico urbano l’hanno scampata.
Non è necessario, dunque, essere in possesso del Green pass per salire su autobus, metropolitane e tram, la cui capienza è all’80% in zona bianca e gialla.
Si accede col classico ticket e si rispettano tutte le altre misure in vigore: mascherina, distanziamento, costante igienizzazione delle mani.
E per salire sui pullman?
Dipende. Se il pullman viaggia all’interno di una regione, non è necessario esibire il pass. Che, però, diventa obbligatorio se il mezzo viaggia da una regione all’altra.
Obbligatoria la Certificazione anche su pullman a noleggio con conducente.
Traghetti: ecco quando serve
Diventa obbligatorio esibire la certificazione anche prima di salire su navi, traghetti e aliscafi che collegano due regioni diverse.
Deroga, però, per lo Stretto di Messina: non è necessario, nonostante si passi da Calabria a Sicilia o viceversa, esibire il pass.
Scuola: obbligatorio per il personale ma non per gli studenti
La Certificazione diventa obbligatoria per il personale scolastico, come presidi, docenti e addetti al controllo e all’area amministrativa. Dopo cinque giorni di assenza ingiustificata per evitare i controlli scatta la sospensione del contratto di lavoro e, quindi, dello stipendio.
Il personale fragile che non si può vaccinare (e che, però, dovrà dimostrarlo con apposita documentazione) potrà usufruire dei tamponi gratuiti del ministero dell’Istruzione.
Nessun obbligo, invece, per gli studenti.
Le regole valgono anche per scuole paritarie e private, compresi i centri d’istruzione per adulti.
foto: Element5 Digital, Unsplash
Università: pass obbligatorio per studenti e personale
All’università, invece, il pass diventa obbligatorio per tutti: per entrare a mensa, in biblioteca, andare a lezione, anche per fare gli esami.
Per il personale valgono le stesse regole dei lavoratori della scuola.
Gli studenti senza pass potranno comunque seguire le lezioni virtualmente, ma per gli esami occorre comunque esibire la Certificazione, quantomeno a seguito di tampone.
Dove continua a essere obbligatorio
Il pass rimane obbligatorio per chi vuole sedersi nei tavoli al chiuso dei ristoranti e dei bar, mentre non serve per consumare al bancone.
Necessario esibirlo anche per partecipare a sagre, fiere e convegni, eventi sportivi, matrimoni, per entrare nei musei e nei luoghi della cultura, come cinema e teatri, per andare ai concerti.
Occorre la certificazione anche per la palestra e la piscina, per centri termali, parchi tematici e di divertimento.
Chi è esentato dall’esibire il pass?
I minori di 12 anni, che sono esclusi per età dalla campagna vaccinale e coloro che non possono vaccinarsi per motivazioni di salute: il tutto da comprovare con adeguata documentazione.
Ricapitoliamo: ecco come si ottiene il Green pass
La Certificazione viene generata in automatico e messa a disposizione gratuitamente nei seguenti casi: aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni; aver completato il ciclo vaccinale; essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti; essere guariti da Covid-19 nei sei mesi precedenti.
Il governo ha anche creato un sito sulla Certificazione verde, con faq e contatti per assistenza e dubbi.
Si può visualizzare, scaricare e stampare - fatelo soprattutto se state partendo, nel caso vi si scarichi il cellulare, ed è meglio plastificarlo contro strappi e deterioramento - attraverso diversi canali digitali: sul portale del governo dedicato tramite identità digitale (Spid/Cie), sul sito del Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, che varia a seconda della propria regione, dall’App Immuni e dall’App IO.
Ma se non siete pratici è possibile recuperare il certificato sia in versione digitale sia cartacea con la Tessera Sanitaria e con l’aiuto di un intermediario, che può essere il medico di medicina generale (il medico di base, sostanzialmente, mentre per i bambini sarà un pediatra) o un farmacista, che hanno accesso al sistema Tessera Sanitaria.
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Estate 2021: ma quindi dove si può andare in vacanza (e come)?

Dove si può andare in vacanza quest'estate?
I numeri di contagi e vittime del Covid-19 sono tornati sotto il livello di guardia, quelli dei vaccinati si stanno alzando e poco per volta stiamo tornando a una tanto desiderata normalità.
** Avete paura di togliere la mascherina? Ecco cosa consiglia la psicologia **
Possiamo uscire di casa, incontrare gli amici e anche (ormai quasi ovunque) togliere la mascherina all'aperto. E c'è soprattutto un'altra buona notizia: possiamo tornare a viaggiare in modo più semplice (perlomeno in Europa e area Schengen) grazie all'entrata in vigore del Green Pass.
**12 cose da sapere sul Green Pass**
C'è però da tenere presente che non tutti gli Stati lo hanno adottato in maniera omogenea.
E per uscire dall'Europa? Molti continenti sono ancora off limits, mentre altri permettono l'ingresso solo sottoponendosi comunque a tamponi e quarantene.
**Il primo viaggio da fare dopo la pandemia in base al vostro segno zodiacale**
Per informazioni sempre aggiornate e precise sulle restrizioni di viaggio che adotta ogni paese, vi consigliamo di controllare il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, ma al momento in cui scriviamo ecco dove noi italiani possiamo andare in vacanza quest'estate.
**Pronti per le vacanze? I consigli degli esperti per viaggiare in modo sicuro**
Dove si può andare in vacanza quest'estate?
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Dove si può andare in Italia (e con quali documenti)?
Se la vostra meta per l'estate 2021 è l'Italia, allora il vostro viaggio non avrà alcuna limitazione.
Dal 28 Giugno infatti, tutte le regioni della nostra penisola sono zona bianca e finché sarà così ci si potrà spostare senza problemi tra regioni (anche sulle isole e nella provincia autonoma di Bolzano).
Per fare vacanze in Italia, dunque, non serve né un tampone negativo, né il certificato di vaccinazione, né il documento che attesti la guarigione dal Covid.
Le uniche regole a cui bisogna prestare attenzione riguardano il mantenimento della distanza di sicurezza ed evitare gli assembramenti.
Viaggiare in Europa
Di fatto, viaggiare in Europa era già possibile da quando i Paesi europei hanno riaperto i confini interni e ripristinato la libera circolazione nell’area Schengen.
Da tenere presente prima di partire però è la gestione delle frontiere di ciascun Paese: nonostante le raccomandazioni del Consiglio UE, infatti, diversi Stati hanno deciso in autonomia a chi riaprire e a chi no.
Stando al regolamento sulla Certificazione verde Covid-19, gli Stati dell’Ue non possono imporre ulteriori restrizioni di viaggio (quarantena, autoisolamento o tamponi all’arrivo) ai titolari del green pass. Ma c'è una clausola di emergenza che di fatto consente ai Paesi di introdurre misure cautelative nel caso in cui le condizioni epidemiologiche si aggravino.
Al momento dunque il pass è valido in tutti i 20 dei 27 Paesi membri dell'Unione Europea e in altri sei Stati che hanno sottoscritto l'accordo europeo: Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra e Principato di Monaco.
Ci sono però ancora 7 Paesi in cui, anche se provvisti di green pass, non si può viaggiare. Si tratta di Cipro, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Romania, Svezia e Ungheria. In questi Stati non è ancora stato attivato il sistema di viaggio tramite certificazione verde Covid.
Quando però si viaggia in Europa, poi, bisogna fare attenzione alle regole relative al rientro in Italia, anche quelle diverse da Stato a Stato.
Per tornare, infatti, è necessario compilare il modulo di localizzazione passeggeri digitale, e presentare la certificazione verde Covid-19.
In caso di mancanza di green pass, bisogna sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di dieci giorni.
Viaggiare nel Regno Unito
Non facendo più parte dell'Unione Europea, anche il Regno Unito ha le sue regole per quanto riguarda i cittadini italiani in entrata.
Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno messo nero su bianco delle linee guida diverse da quelle europee e applicano regole diverse in base alla provenienza dei turisti.
Lo Stato inglese ha infatti stilato una lista di paesi, suddivisa in tre colori: verde, arancio e rosso.
Al momento l'Italia si trova nella lista arancione, il che significa che per entrare nel Paese bisogna presentare il risultato negativo di un test Covid-19 effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza, osservare un periodo di isolamento di 10 giorni e effettuare due test in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese.
È possibile ridurre la quarantena a 5 giorni utilizzando l'opzione test-to-release, cioè sottoponendosi a un test (a carico del turista) al quinto giorno di isolamento.
Viaggiare negli Stati Uniti
La situazione qui è un po' complessa. Secondo la normativa italiana, se provvisti di certificazione verde, è possibile viaggiare verso gli Stati Uniti.
Tuttavia, negli Stati Uniti è ancora in vigore il "travel ban", provvedimento che di fatto vieta l'ingresso nel Paese ai cittadini provenienti dell’area Schengen.
Quindi, al momento, no: non si può viaggiare negli Stati Uniti per turismo. Sono però consentiti i viaggi di lavoro.
Viaggiare nel resto del mondo
È possibile viaggiare per turismo anche verso altri Paesi del mondo, quelli facenti parte dell'elenco D, come Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Tailandia, Giappone, Canada.
Ma come per gli Stati Uniti, viaggiare verso queste destinazioni non è così semplice: l'Italia permette sì di recarsi in questi Stati, ma è possibile che alcuni di questi applichino forme di restrizione all’ingresso.
In ogni caso, per il rientro in Italia da questi Paesi è necessario effettuare un periodo di quarantena di 10 giorni, al termine dei quali è obbligatorio effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, dopo il primo effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia.
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