Quanti anni della nostra vita passiamo guardando il cellulare? Ecco la risposta

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Secondo uno studio, passiamo in media quasi 9 anni della nostra vita guardando lo schermo del nostro cellulare

I telefoni cellulari fanno ormai parte della nostra vita quotidiana da molto tempo. Tutti ne hanno uno e nessuno riesce più a farne a meno.

Che ci serva per lavorare, per andare in giro o per distrarci, ormai gli smartphone sono una sorta di prolungamento del nostro braccio

Probabilmente, infatti, vi ritrovate spesso scorrere l'home di Instagram o intrattenervi con gli infiniti video di TikTok; vi ritrovate a inviare e-mail di lavoro a qualsiasi ora del giorno e a fare acquisti online dal vostro dispositivo.

**Come disintossicarsi dai social in 10 passi**

Per di più, ora che abbiamo passato più tempo a casa per via della pandemia, il tempo di utilizzo del cellulare è aumentato in modo significativo.

Ma detto questo, l'effettivo numero delle ore che passiamo a guardare lo schermo del nostro telefono nel corso della vita stupisce tantissimi

Sapete quanti quanti giorni all'anno passiamo al telefono? Ecco la risposta. 

**I problemi che solo chi odia stare al telefono può capire**

(Continua sotto la foto) 

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Quanto tempo della nostra vita passiamo davanti al telefono?

Uno studio di WhistleOut ha intervistato 1.000 utenti di smartphone per monitorare la quantità di tempo che trascorriamo sui nostri telefoni e i risultati - com'era prevedibile - sono sbalorditivi.

Secondo la ricerca, infatti, le persone trascorrono in media circa 9 anni sul proprio cellulare.

Nel dettaglio lo studio ha dimostrato che le persone trascorrono poco più di 76.500 ore della propria vita fissando lo schermo di un cellulare, circa 8,74 anni.

Questo risultato è stato ottenuto prendendo in considerazione il fatto che l'età media in cui una persona iniziare a possedere un telefono cellulare è di 10 anni, e che esso viene utilizzato in media 3,07 ore al giorno.

Ci sono però differenze tra varie fasce d'età. 

Il sondaggio ha rilevato che i millennial - nati tra il 1981 e il 1996 - trascorrono quasi un quarto della loro vita da svegli sugli smartphone; più precisamente passano in media il 23,1% della giornata guardando lo schermo del proprio dispositivo.

La generazione X - nata tra il 1965 e il 1980 - trascorre invece il 16,5% della propria giornata sul telefoni, mentre i baby boomer – nati tra il 1946 e il 1964 – ne passano solo il 9,9%.

La quantità media di tempo passata sullo schermo per i millennial risulta essere di 3,7 ore al giorno, seguita da tre ore per la generazione X e 2,5 ore per i boomer. Questo si traduce poi in circa 56 giorni all'anno per i millennial, rispetto ai 39 giorni all'anno per i boomer.

Se siete preoccupati per il vostro utilizzo dello smartphone e volete provare a ridurre le ore passate a guardare lo schermo, potete provare tutte quelle app di controllo che bloccano il telefono in determinati momenti della giornata, oppure semplicemente potete provare a disattivare le notifiche e mettere il telefono fuori portata.

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I problemi che solo chi odia stare al telefono può capire

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Chi odia stare al telefono si pone sempre la stessa domanda: perché non poteva essere risolto con un messaggio o una mail?

Il mondo si divide in due: coloro che odiano e coloro che amano stare al telefono.

Se i primi sono le classiche persone che sottoscrivono puntualmente un abbonamento telefonico che preveda minuti illimitati, i secondi non riescono a capire perché le chiamate debbano per forza essere incluse nel loro piano, dato che – se solo potessero – ne farebbero volentieri a meno.

Questa idiosincrasia, però, può portare a una serie di problemi (soprattutto da un punto di vista meramente pratico) che a volte rischiano di compromettere i rapporti sociali e di gettarli in uno stato di perenne frustrazione, da cui è difficile uscire con un semplice messaggio o una mail riparatrice.

Sfogliate la gallery per scoprire la difficile vita degli appartenenti alla prima categoria, e imparare a comprenderli un po' di più... almeno fino alla prossima telefonata!

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Come fare belle foto con il cellulare

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Gli smartphone oggi permettono di scattare foto di altissima qualità, ma se volete un risultato da vero professionista (o da bravo IGers perlomeno) bisogna seguire alcune regole: eccole

Scattare belle foto con il cellulare è possibile. Grazie alle tecnologie sempre più avanzate, gli smartphone permettono performance paragonabili a quelle di molte macchine fotografiche, ma per ottenere un buon risultato non bastano i pixel, serve l'occhio giusto e qualche regola per azzeccare l'inquadratura migliore e più originale.

A darci dieci lezioni da cui partire è stato Luigi Mazzucchi, docente della Digital Camera School di Milano, che ci ha mostrato come ottenere un risultato professionale usando i nuovi LG G5, che consentono di avere il completo controllo manuale di ogni parametro, e che con l'utilizzo di un modulo CAM si trasformano anche fisicamente e offrono una percezione completamente assimilabile a quella di una macchina fotografica digitale.

Dalla regola dei due terzi ai giochi si similitudini e contrasti, sfogliate la gallery per 10 tip da seguire prima di scattare le vostre prossime foto.

Tutte le foto sono di Luigi Mazzucchi.

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HTC 10: foto al top per il nuovo smartphone di Taiwan

HTC 10: il nuovo top di gamma di HTCHTC 10: il nuovo top di gamma di HTC

Foto di alta qualità, audio al massimo e hardware di prima scelta: HTC ci riprova, con uno smartphone che ha molte frecce al suo arco

Bisogna ammetterlo: la storia di HTC è stata un rollercoaster emozionale: grandi successi. a cui sono seguiti grandi flop, a cui sono seguiti altri grandi successi. E altri flop.

In questo momento, il produttore taiwanese di smartphone si trova in un periodo non proprio felice - pochi giorni fa ha chiuso gli uffici di marketing e comunicazione italiani, limitandosi alla vendita e alla distribuzione dei suoi prodotti nel Bel Paese - ma punta alla riscossa con un cellulare che ha tutte le carte in regola per combattere ad armi contro gli altri top di gamma della concorrenza.

Il suo nome? HTC 10, disponibile in Italia da questo aprile a partire da 749€ (di listino): no, non sono pochi, ma i contenuti...


Obiettivo luminoso per foto (e selfie) di alta qualità

L'HTC 10 promette infatti foto di alta qualità, grazie alle due fotocamere (una anteriore e una posteriore) con stabilizzatore di immagine - ciao ciao, foto mosse - e apertura lente di f/1.8. Che, detto in italiano, significa che gli scatti saranno più nitidi e vivi anche in scarse condizioni di luminosità.

Caratteristiche, sottolineano quelli del brand taiwanese, che sbarcano per la prima volta anche nella fotocamera anteriore (da 5 megapixel), garantendo selfie supernitide per soddisfare ogni nostro momento di vanità.

Hardware e audio al top

A completare l'offerta top di gamma dell'HTC 10, ovviamente, un hardware di tutto rispetto in cui spicca soprattutto la RAM (4GB capaci di far rimanere fluido lo smartphone anche con numerose app aperte) e il processore, un Qualcomm Snapdragon 820 che vi permetterà di girare video in 4K e vi garantirà prestazioni di tutto rispetto per molto, molto tempo.

Lo schermo è un 5,2'' QHD con una risoluzione di 1440 x 2560 pixel (la stessa del recentissimo Samsung Galaxy S7), il connettore di ricarica è un USB-C (ultimissimo standard, al passo coi tempi), la batteria da 3000Mh (ancora una volta uguale a quella del GalaxyS7) con ricarica rapida garantisce secondo i produttori fino a 2 giorni di "normale utilizzo", ed è anche presente un sensore biometrico per le impronte digitali che terrà al sicuro i vostri segreti.

Menzione d'onore, poi, al reparto audio BoomSound: doppio altoparlante per bassi e alti separati, con la possibilità di registrare audio ad alta risoluzione.

Insomma: l'HTC 10 ha sulla carta tutto quello che un utente smaliziato potrebbe desiderare.

Il design, in compenso, sembra poco ispirato. Lo vedete in foto, nelle sue tre varianti di coloreCarbon Grey, Glacier Silver, Topaz Gold. Noi consigliamo il primo dei tre, più scuro, che dà equilibrio e valore al corpo tutto in metallo. 

E perché, si sa, il nero sta bene su tutto.

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