Ecco dove trovare i panettoni artigianali più buoni d'Italia

Un’impresa non semplice quella di selezionare i panettoni artigianali migliori d’Italia. Perché l’elenco dei pasticceri e chef che mettono a punto ricette speciali aumenta ogni anno. E perché l’asticella, in termini di eccellenza e qualità del prodotto, ha ormai raggiunto livelli altissimi.
Ad accomunarli tutti sono gli ingredienti di prima scelta: lievito madre, farine, burro, uova, zucchero e canditi di provenienza certificata. Contribuisce, e non poco, a renderli tutti diversi e quindi unici il guizzo creativo del Maestro pasticcere.
Partendo dall’artigianalità e dal quid che li distingue uno dall'altro, ecco (alcuni tra) i migliori, da comprare online e ricevere direttamente a casa o da ordinare e ritirare in pasticceria.
I panettoni più buoni d'Italia
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I panettoni Soft (red o white) Temptation di Fabio Tuccillo
Il Bakery chef Fabio Tuccillo è medaglia d’argento dei lievitati (vinta al concorso Miglior Colomba d'Italia FIPGC). Si allena e sperimenta nuove ricette nel laboratorio della sua panetteria, la Tuccillo Bakery, che gestisce insieme al fratello Gianfranco.
Oltre ai prodotti realizzati con farine speciali, spezie e semi, della linea Healthy Bakery, per questo Natale Tucillo osa con due (di dieci) proposte di lievitati gourmand: il panettone Soft White Temptation, dall’impasto fresco, profumato e morbidissimo a base di yogurt, che ricorda quello del plumcake, farcito con gelatine e cioccolato al lampone, che gli conferiscono un gusto dolce con una nota lievemente acidula.
E il panettone Soft Red Temptation, dall’impasto più ricco, al mascarpone, con fragoline candite e gelatina alla fragola. Il consiglio è di gustarlo con una spruzzata di liquore alla fragola al momento del taglio.
Non mancano, poi, il pandoro, il panettone classico, all’albicocca, al pistacchio, al tiramisù, ai tre cioccolati, alla ricotta e pere e il Nido d’Amore: un lievitato in edizione limitata realizzato con un impasto sfogliato simile a quello dei croissant, farcito con gocce di cioccolato sciolte, al gusto di lampone o fragola. Info e ordini qui
Il tris di panettoni della Pasticceria Angelo Inglima
Si fa tutto nel laboratorio di Canicattì. Si uniscono gli ingredienti a filiera corta al lievito madre, e l’impasto viene lasciato a riposare per 36 ore. Il risultato è un panettone che si riconosce per l’alveolatura uniforme e la consistenza soffice e leggera, che si scioglie in bocca all’assaggio ed esprime tutta la complessità e l’equilibrio dei sapori.
Oltre al classico, Inglima propone le varianti al pistacchio siciliano, al cioccolato di Modica, al caffè, al pistacchio e mandorle. Tutti da consumare entro circa quaranta giorni dalla produzione, per godere appieno della fragranza del prodotto, privo di additivi e conservanti.
Alle versioni singole, la proposta per questo Natale è il cofanetto triangolare che contiene un tris di panettoni (da 500 gr): classico, al cioccolato e al pistacchio, per i curiosi e golosi doc! Info e ordini qui
Il panettone Melannurca IGP dello chef Cannavacciuolo
Una lievitazione di 36 ore, ma prima cinque passaggi d'impastamento. Ingredienti selezionati, come il tuorlo di uova da galline italiane allevate a terra, il burro italiano di qualità, il lievito madre decennale e la vaniglia bourbon del Madagascar.
Al panettone Melannurca IGP, Chef Antonino aggiunge poi direttamente nell’impasto cubetti di Melannurca Campana IGP candita al posto dei canditi. E per completare il dolce, una farcitura di cioccolato bianco e una glassa di cioccolato con perle croccanti al cioccolato bianco e biscotti ai cereali.
Tra le novità di quest’anno ci sono anche il Panettone al Pistacchio e il Dolce di Natale Vegano al Cioccolato (certificato V-label). Che si aggiungono ai cinque must della scorsa stagione: il Panettone Classico, al Limoncello, il Pere e Cioccolato, il Panettone al Gianduia e la limited edition Cioccolato e Caffè. Info e ordini qui
Il panettone al cioccolato di Fiasconaro e Dolce&Gabbana
La tradizione pasticciera siciliana di Fiasconaro incontra lo stile di Dolce&Gabbana. E accanto alle materie prime di qualità e alla varietà di gusti, i lievitati della collezione spiccano per la creatività delle confezioni: in latta, coloratissime e intrise dell’estro dei due stilisti.
Novità di quest’anno è il panettone al cioccolato, proposto nelle due varianti fondente e al latte, arricchito dalla pasta di arancia e dalla caratteristica scarpatura a croce sulla superficie.
Classici senza tempo sono il Panettone al Pistacchio di Sicilia, quello agli Agrumi e Zafferano di Sicilia, il Panettone alle Nocciole di Sicilia con crema alla Manna (da spalmare), il Panettone tradizionale con vino perpetuo Vecchio Samperi e il Panettone alle Castagne Glassate e quello al Gianduia.
Immancabili, poi, i torroncini morbidi alle Mandorle di Avola e Pistacchio di Sicilia, ricoperti di cioccolato fondente, al latte, all’arancia e al limone.Info e ordini qui e in punti vendita gourmet in Italia e all’estero.
Il panettone Milano in latta e il kit “fai-da-te” di Molino Pasini
Come da tradizione, il panettone firmato per Molino Pasini da Andrea Tortora anche quest’anno è custodito in una latta da collezione, graficata dall’artista serbo Uroš Mihić che ha creato per l’occasione anche uno dei suoi iconici origami, inserito all’interno della latta: un pendaglio da appendere all’albero di Natale.
Tutto il progetto riprende il concetto del "fatto a mano", che esalta l’artigianalità in tutte le sue forme: nella preparazione del lievitato e nella creazione del pendaglio, costruito recuperando vecchi libri.
Come ogni anno, il ricavato della vendita della limited edition sarà devoluto a Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro (per la campagna natalizia 2022 il finanziamento andrà alla ricerca sui tumori pediatrici). Novità di quest’anno è anche il kit per fare il panettone a casa, composto da: farina tecnica per panettone, una vaschetta di scorze candite di Agrimontana, due pirottini da 500gr per preparare il dolce natalizio, i bastoncini per appenderlo a testa in giù e un sacchettino per la conservazione dove riporre il dolce una volta raffreddato. La ricetta? Inquadrando il QR Code apposto al kit si accede a un video tutorial con la preparazione step by step della ricetta di Andrea Tortora, da replicare a casa. Info e ordini qui
Le limited edition (e non solo) di Sal De Riso
Che si faccia parte del team panettone o pandoro, il Maestro pasticcere Sal De Riso ne ha per tutti i gusti. Guest stars di quest’anno sono due limited edition: Oro Puro, uno scrigno dorato che racchiude all’interno un Panettone farcito con cioccolato fondente Sur del Lago Venezuela Domori 72% e decorato con preziose foglie d’oro. La seconda, Passione Napoletana, un panettone farcito con albicocche del Vesuvio, fichi bianchi secchi del Cilento D.O.P., arancia candita, uvetta sultanina australiana e cedro Diamante. Il dolce è custodito in una cappelliera di latta con le colorate maioliche Vietresi e la tipica stella marina in ceramica.
Per gli amanti del cioccolato c’è anche Intenso Fondente, una pasta lievitata al cioccolato fondente farcita con crema al cioccolato fondente Guanaja 70%. Non resteranno delusi nemmeno i fan del Pandoro, che De Riso propone nella variante classica che sa di burro e profuma di vaniglia.
Il panettone con gelatine di frutta Leone 1857
Dopo tanti anni di onorata carriera, per la prima volta la storica azienda dolciaria Leone 1857, simbolo del made in Italy, realizza quest’anno la sua prima linea di panettoni, confezionati in una latta ispirata allo Schiaccianoci.
Quello con gelatine di frutta Leone è nato dall’incontro con la pasticceria artigianale Racca di Torino. La ricetta è arricchita dalla dolcezza e dal gusto delle gelatine Leone aggiunte al posto di canditi ed uvetta. Per gli amanti della tradizione, il è disponibile anche il Panettone Leone in versione classica e con gocce di cioccolato. Info e ordini qui
Il Vegattone di Babaco Market
Nasce da un progetto di Babaco Market - il servizio di delivery di frutta e verdura che “non piace alla GDO” (che per i suoi piccoli difetti estetici la scarta) - in collaborazione con Claudio Rampinini, Bread & Pizza specialist e fondatore di Vegattone, azienda specializzata nella produzione di lievitati plant-based.
È frutto di una ricerca durata oltre cinque anni ed è una versione plant-based del panettone tradizionale.
Vegattone è un dolce artigianale preparato solo con ingredienti selezionati: lievito madre, grasso vegetale prodotto partendo da un’emulsione a freddo di burro di cacao e olio di semi di girasole (senza mono e digliceridi), farina tipo “0”, acqua, uvetta, scorze d’arancia candita, zucchero di canna integrale, pasta d’arancia, lecitina di girasole, sale, glutine di grano tenero, estratto di malto.
Profumato, sano, digeribile, Vegattone riflette la mission di Babaco Market di offrire alternative più sostenibili e incoraggiare scelte alimentari consapevoli, anche nel periodo delle feste.
Info e ordini QUI
Il panettone ai tre cioccolati di Olivieri
Da oltre 140 anni Olivieri sforna lievitati artigianali. Dal 1882, quando Luigi, apre il primo forno Arzignano. Negli anni la piccola realtà vicentina è divenuta simbolo di pasticceria contemporanea.
Tra i lievitati di questo Natale, il più goloso è il panettone ai tre cioccolati: l’impasto tradizionale viene fatto lievitare due volte, per un totale di oltre 48 ore. Ma a renderlo ancora più godurioso è l’aggiunta di tre cioccolati (bianco, al latte e fondente). Il panettone di Olivieri è in vendita nei punti vendita e sull'e-shop Eataly, oltre che sul sito ufficiale qui.
Il Panettone al Bitter Fusetti
Ha un colore evidentemente atipico il panettone realizzato da Livio Dolgetta, Pastry Chef della pasticceria Maison Dolgetta, a Nocera Inferiore (SA), medaglia di bronzo al campionato mondiale della FIPGC.
A conferirlo è un ingrediente altrettanto atipico, aggiunto all’impasto: il Bitter Fusetti, creato nel 2020 da Flavio Angiolillo e dai fratelli Mattia e Luca Vita. Tra gli ingredienti, alcune spezie come la genziana, il rabarbaro, la china e il quassio (o quassia), una pianta officinale che conferisce il tipico gusto amaro del bitter. A donare quel tocco di acidità sono l’arancia amara e il chinotto.
Dal sodalizio, ne esce un lievitato dall’impasto soffice, arricchito anche da pompelmo rosa siciliano candito, caffè macinato fresco, vaniglia del Madagascar.Info e ordini qui
I panettoni (5) al passito di Pantelleria della Cantina Pellegrino
Cinque diverse visioni del panettone ideate da altrettanti artigiani del lievitato, chiamati a raccolta dalla Cantina Pellegrino per esaltare uno stesso ingrediente comune: l’uva passa di Pantelleria.
Nasce così PanTesco La Mora, opera di Mario Arculeo, del Panificio D’Angelo di Marineo (PA), che ha amalgamato la ricetta tradizionale del panettone con il cioccolato di Modica IGP e l’uva passa di Pantelleria, sfumata con la Malvasia Pellegrino. Nel PanTesco Gattopardo, prodotto nella Pasticceria Sciampagna a Palermo, l’ex allievo del maestro Iginio Massari, Carmelo Sciampagna, unisce alla ricetta tradizionale due ingredienti: l’uva passa e il nettare di NES passito naturale della Cantina Pellegrino. Il PanTesco Barocco, di Filippo Cuttone, del Forno Cuttone a Paternò (CT), oltre all’uva passa di Pantelleria è farcito con canditi provenienti dalla piana di Catania, il tutto amalgamato con un passito liquoroso. E infine, per i puristi ci sono il PanTesco Maiolica, di Angelo Calandra, che nel suo panificio a Valguarnera Caropepe (EN) sforna un panettone al profumo di zibibbo e uva passa di Pantelleria imbevuta per 24 ore nel passito liquoroso. E il PanTesco Orlando, di Pietro Cardillo, del forno A Maidda di Trapani, che alla ricetta classica aggiunge semplicemente l’uva passa di Pantelleria.
Ciascuno dei cinque PanTesco è confezionato in un packaging firmato da Elena Scarlata, creativa pluripremiata dai colori vivaci e l’utilizzo di tessuti sostenibili creati con l’antica tecnica con cui si stampavano le maioliche siciliane.
Panettone decorato Marchesi 1824
È un capolavoro di raffinatezza e di abilità decorativa il panettone dipinto e decorato a mano della storica pasticceria milanese Marchesi 1824.
Ornato da un cavallino e dai classici addobbi del Natale, viene realizzato esclusivamente su ordinazione, nei formati da due o tre kg. L’impasto è quello del panettone classico, frutto di quasi due secoli di ricerca e passione, a base di farina di frumento 100% italiana, uvetta a sei corone lavorata naturalmente, arance di Sicilia e cedro canditi naturalmente secondo un processo che segue il prodotto dalla raccolta alla lavorazione finale. Vaniglia, miele d’acacia e uova di galline allevate a terra sono amalgamati in un impasto a lenta lievitazione con l’utilizzo esclusivo del lievito madre. Info e ordini qui
Il panettone tradizionale di Giordano Berettini
Vincitore della decima edizione del concorso nazionale di pasticceria Panettone Day 2022, premiato da una giuria capitanata dal Maestro Gino Fabbri come miglior panettone tradizionale, è il lievitato di Giordano Berettini, del Panificio Baldinucci di Gubbio, in provincia di Perugia.
Ha il sapore e il profumo della genuinità e delle cose buone di una volta. È fatto solo con farina di frumento, burro, zucchero, miele biologico d’acacia, uvetta, uova e lievito naturale; si distingue per la glassatura ricca e la decorazione con granella di zucchero e mandorle di primissima scelta. Info e ordini qui
Il panettone al cioccolato Ruby di Luca Volpi
Altro vincitore al concorso Panettone Day 2022, Luca Volpi della Pasticceria Panarari di Treviglio, in provincia di Bergamo, ha conquistato la giuria con il suo panettone al cioccolato Ruby.
Un lievitato goloso, che si distingue per il gusto singolare dei mirtilli rossi, la dolcezza della fava di Tonka e il fresco sapore del cioccolato Ruby. Info e ordini qui
Il panettone “creativo” di Andrea Cannone
Premiato, infine, come miglior panettone creativo alla decima edizione del concorso nazionale di pasticceria Panettone Day 2022, il lievitato di Andrea Cannone, titolare della pasticceria Mosca&Cannone di Ciampino, Roma.
Il suo merito è di aver messo a punto una ricetta equilibrata e ben bilanciata, partendo dalla preparazione classica a cui ha aggiunto tocchetti di mela, cannella e un crumble di nocciole. Info e ordini qui
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Come coltivare la resilienza: 7 pratiche per affrontare la vita con più forza e leggerezza

Nel lessico del benessere contemporaneo c’è una parola che torna con insistenza: resilienza. Non perché sia di moda, ma perché risponde a un bisogno concreto. Viviamo in un tempo segnato da cambiamenti rapidi, incertezze diffuse e una stanchezza che non è solo fisica ma anche, e soprattutto, mentale.
E così, più che cercare soluzioni drastiche o trasformazioni improvvise, cresce il desiderio di costruire una forza diversa: meno appariscente, ma più stabile.
Parlare oggi di resilienza significa interrogarsi su come affrontiamo gli imprevisti, lo stress quotidiano, le fasi di passaggio e tutto quanto la vita ci mette davanti. Non si tratta di “tenere duro” a tutti i costi, ma di sviluppare strumenti interiori che permettano di adattarsi, recuperare, ripartire.
Una competenza che non è innata, ma che si può coltivare nel tempo, attraverso abitudini consapevoli e pratiche alla portata di tutti.
Cos’è la resilienza e perché è così importante
La resilienza non è una parola astratta o una moda del momento: è la capacità di affrontare eventi stressanti o difficili e di uscirne con maggiore consapevolezza. Non significa essere immuni alle difficoltà, ma imparare a gestirle con strumenti che potenziano la tranquillità mentale e l’adattamento emotivo. È un processo dinamico che cresce con l’esperienza, la riflessione e la cura di sé, e che ci rende capaci di guardare avanti anche quando il cammino si fa accidentato.
Ecco allora sette pratiche che aiutano a rafforzare la resilienza e a vivere le difficoltà con maggiore equilibrio e lucidità.
**Il vero segreto della felicità è la resilienza: cos’è e come allenarla**
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1. Coltivare una mentalità di crescita
Avere una mentalità di crescita significa vedere gli ostacoli non come muri invalicabili, ma come opportunità di apprendimento. Invece di pensare “non sono capace”, si impara a dire “sto imparando”.
Questa prospettiva riduce l’ansia, incentiva la curiosità e alimenta la resilienza perché sposta l’attenzione dal fallimento alla scoperta. Alcune strategie includono abbracciare consapevolmente le imperfezioni, accettare critiche costruttive, prendere rischi calcolati e dare a se stessi il tempo di lavorare attraverso le sfide.
2. Prendersi cura di sé con amore
La cura di sé non è un lusso, è una necessità per costruire resilienza. Prendersi cura del corpo e della mente significa individuare ciò che ci nutre davvero (che sia un bagno caldo, una camminata nel parco o semplicemente dieci minuti di respiro profondo) e farne una priorità.
Fondamentale è anche definire limiti sani: dire no quando serve, ascoltare la propria stanchezza e dare valore al riposo. Strategie semplici come tenere un diario delle emozioni, seguire un’alimentazione equilibrata, dormire bene e praticare attività fisica regolare contribuiscono a consolidare un equilibrio profondo.
3. Scegliere obiettivi realistici
Un altro ingrediente della resilienza è la capacità di porsi obiettivi raggiungibili. Suddividere una grande ambizione in piccoli passi concreti permette non solo di registrare progressi reali, ma anche di costruire fiducia in sé stessi. Se il vostro obiettivo è correre una 5 km, ad esempio, non aspettatevi di riuscirci subito: iniziate invece con brevi tratti, celebrate ogni passo avanti e concedetevi la pazienza di crescere gradualmente.
Questo approccio trasforma la frustrazione in motivazione e fa sentire ogni piccolo successo come un mattone solido nella costruzione della vostra resilienza.
4. Accettare il cambiamento con flessibilità
La vita raramente va esattamente come programmato. Accettare che il cambiamento e l’incertezza fanno parte della quotidianità aiuta a rispondere alle difficoltà con meno tensione.
Piuttosto che arrabbiarsi con ciò che sfugge al controllo, provate quindi a vedere il quadro generale e a mantenere uno sguardo flessibile. Imparate a riconoscere i pensieri rigidi, come “non ce la farò mai”, e a sostituirli con frasi più aperte e sostenibili. Coltivare speranza, anche nei momenti complessi, è uno dei modi migliori per rafforzare la resilienza emotiva.
5. Sviluppare capacità di problem solving
Essere resilienti significa anche affrontare gli ostacoli con efficacia. Allenare il problem solving implica costruire una “cassetta degli attrezzi” mentale: imparare a identificare chiaramente un problema, esplorare possibili soluzioni, provarle e valutare i risultati.
Mantenere la calma, chiedere aiuto quando serve e ricordarsi che la prima idea non è sempre la migliore sono tutti comportamenti che aumentano la fiducia nelle proprie risorse. Questo processo, se praticato nel tempo, genera una resilienza più solida e consapevole.
6. Integrare mindfulness e meditazione nella quotidianità
Mindfulness e meditazione non sono rituali complicati, ma modi per ricentrarsi e rafforzare la presenza mentale. Essere consapevoli del momento presente - mentre cucinate, camminate o respirate profondamente - aiuta a ridurre l’ansia e a regolare le emozioni.
La meditazione, sia guidata che libera, favorisce il rilassamento e promuove una maggiore chiarezza mentale. Che scegliate una passeggiata meditativa, yoga dolce o cinque minuti di respiro profondo, integrare queste pratiche nella routine quotidiana favorisce una resilienza che parte dal cuore e arriva alla mente.⁵
7. Tenere un diario e riflettere
Scrivere i propri pensieri, le emozioni e le esperienze è uno strumento potente per aumentare la consapevolezza di sé e coltivare resilienza. Non è necessario essere scrittori: basta annotare ciò che si prova al mattino, elencare le preoccupazioni per liberare la mente la sera o tenere un diario di gratitudine.
Riflettere su ciò che avete imparato dagli eventi della giornata aiuta a riconoscere i vostri progressi e a dare un senso anche alle difficoltà, trasformandole in lezioni preziose.
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Perché quando c’è la luna piena dormiamo male

È vero che quando c’è la luna piena dormiamo male?
La domanda si ripropone ogni mese, accompagnata da notti insonni, risvegli frequenti e la sensazione di non aver riposato davvero. Ma al di là delle credenze popolari, esistono spiegazioni scientifiche che aiutano a capire perché il plenilunio venga spesso associato a un sonno più leggero e irregolare.
Tra ritmi circadiani e fattori psicologici, il legame tra luna piena e qualità del riposo è meno misterioso di quanto sembri. Ve lo spieghiamo qui.
**C'è la Luna piena! 5 cose da fare (e 3 da non fare)**
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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.
Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.
Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.
**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**
**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**
Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste
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Elettrodomestici che non usate mai
Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati.
Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.
Oggetti per hobby ormai abbandonati
Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.
Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero.
Occhiali vecchi
Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.
Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.
Tecnologia vecchia e dimenticata
Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.
Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare.
Servizi “buoni” mai usati
Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.
Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.
Decorazioni e oggetti fuori stagione
Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.
Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.
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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.
Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti.
Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.
Cosa fare a Milano a Gennaio 2026
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Concerti
Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.
Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.
Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.
Milano Fashion Week Men’s Collection
Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda.
Mostre
Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.
Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.
Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.
Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.
Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.
Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.
Teatro
Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.
I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.
Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.
Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.
Eventi
Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.
Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro.
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