I 10 panini più buoni del mondo sono questi: quanti ne avete assaggiati?

Fan dei panini, ecco a voi i 10 panini più iconici del mondo, che raccontano la cultura e i sapori di ogni angolo del pianeta.
Pronti a scoprire cosa rende speciale ognuno di questi capolavori imbottiti (e ad assaggiarli tutti)?
10 panini buonissimi da assaggiare nel mondo
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Francesinha, Portogallo
Questo panino dà un nuovo significato al concetto di panino esagerato. Proveniente da Porto, è una vera sfida per i più golosi.
Consiste in due fette spesse di pane bianco farcite con prosciutto, salsiccia, bistecca e formaggio, ricoperte da ulteriore formaggio fuso e una salsa piccante a base di birra e pomodoro, con un uovo fritto in cima.
Di solito è accompagnato da una montagna di patatine fritte, perfette per raccogliere la salsa.
Il termine francesinha significa "piccola francese". Si dice che sia stato inventato negli anni '50 da Daniel da Silva, che, ispirato al croque monsieur francese, adattò la ricetta con ingredienti locali al suo ritorno a Porto.
Sando, Giappone
Quando si pensa al Giappone, vengono in mente sushi, sashimi o ramen fumanti. Ma nei konbini (minimarket giapponesi) si trovano i sando, panini realizzati con shokupan (pane al latte giapponese), soffice e leggermente dolce.
I ripieni classici includono insalata di uova e maionese o katsu (cotoletta impanata e fritta).
Anche le versioni dolci, con frutta fresca e panna, sono molto popolari.
Sempre impeccabili nell’aspetto, i sando sono tagliati in rettangoli o triangoli perfetti, rendendoli una gioia per gli occhi e per il palato.
Banh Mi, Vietnam
Durante la colonizzazione francese, i vietnamiti adottarono il pane baguette, trasformandolo nel celebre banh mi. Questo pane ha una crosta croccante e un interno leggero.
I ripieni variano, ma la base include paté, carne, verdure sottaceto, coriandolo, peperoncino fresco e un tocco di salsa Maggi.
Non mancano le opzioni vegetariane: basta chiedere un banh mi chay.
Torta, Messico
Se amate i tacos ma non sopportate di dover inclinare la testa per mangiarli, la torta è la soluzione ideale. Preparata con un panino simile a una baguette, i ripieni variano a seconda delle regioni.
A Guadalajara, provate la torta ahogada, immersa in una salsa di peperoncino. A Città del Messico, invece, la torta Cubanacombina carne, salsicce, formaggio, uova fritte, fagioli e avocado per un'esplosione di sapori.
Sabich, Israele
Questo panino iracheno-ebraico combina melanzane fritte, uova sode, patate, hummus, tahina, sottaceti e amba (chutney di mango).
Originariamente preparato per lo Shabbat, è oggi un simbolo dello street food israeliano, perfetto per ogni momento della giornata.
Panino con mortadella, Italia
Il panino più famoso d’Italia è senza dubbio questo. Simbolo della semplicità e della tradizione gastronomica italiana. Un classico della cucina nostrana, spesso associato a Bologna, città natale della mortadella, un salume dal sapore unico e inconfondibile.
Un panino con mortadella è più di uno spuntino: è un’esperienza.
Se volete assaggiarlo al massimo della sua bontà, cercate una salumeria artigianale a Bologna… o preparatelo con una mortadella di qualità, perché il segreto sta tutto negli ingredienti.
Gyro, Grecia
Questo panino, simile al souvlaki, è preparato con carne (di solito maiale o pollo) cotta su un girarrosto verticale, servita in pita con insalata, patatine e una generosa dose di tzatziki.
I migliori gyros? Quelli serviti nei piccoli chioschi di Atene, dove il sapore incontra la tradizione.
Rou Jia Mo, Cina
Spesso chiamato "il più antico hamburger del mondo", il rou jia mo risale alla dinastia Qin. Questo panino è farcito con maiale stufato, brodo speziato e coriandolo, il tutto racchiuso in un pane morbido e croccante allo stesso tempo.
Ćevapčići, Balcani
Il nome deriva dall'arabo ćevab o ćibap cioè piccolo kebab. È un panino farcito con salsicce senza pelle, servito in pita insieme a cipolle, formaggi e ajvar, una salsa a base di peperoni e melanzane. Originario dei Balcani, questo piatto ricorda i kebab turchi, ma con un carattere tutto suo.
Khachapuri, Georgia
Un mix perfetto tra pizza e toast al formaggio, il khachapuri è un pane a forma di barca farcito con formaggi locali e completato con un uovo crudo e burro fuso.
Perfetto per chi ama i sapori ricchi e intensi, è una coccola gastronomica che vi farà dimenticare i classici toast al formaggio.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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