I gelati confezionati più buoni dell'estate 2022

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Per scoprire quali sono i gelati confezionati più buoni dell'estate 2022 abbiamo assaggiato tutte le tantissime novità: ecco quali sono i nostri preferiti

È dal 2013 che ogni anno assaggiamo tutte le novità in fatto di gelati confezionati, da supermercato o da bar (le classifiche degli anni passate le trovate tutte qui, tornano sempre utili come le citazioni di Osho e i video dei gattini che si addormentano) alla ricerca dei più buoni.

E anche questa volta ci siamo immolati e li abbiamo mangiati tutti. Sammontana, Motta, Algida, Ferrero, Kinder. C'è l'imbarazzo della scelta e la gara è sempre più competitiva, senza esclusione di colpi.

Come avrete notato l'offerta negli ultimi anni è diventata devastante quindi abbiamo selezionato tra crucci, liti e incastri tipo puzzle, le 12 proposte che hanno attirato di più la nostra attenzione. Ecco quali sono i più buoni.

I gelati confezionati più buoni dell'estate 2022

(Continua sotto la foto)

1

Cono Pan Di Stelle

Il nuovo trend di riprodurre i biscotti in formato gelato può creare dei mostri. Nel caso del Cono Pan Di Stelle ha dato vita a un mostro di bontà. Perché se ci si poteva accontentare di creare un cono con sopra un biscotto buttato lì a casaccio, loro il biscotto l'hanno messo pure in mezzo al gelato alla panna.

Lo sanno bene che noi "Pandistellers" siamo affiliati a quel sapore intenso di cacao ma soprattutto dipendenti da quel retrogusto che ci fa sentire eterni bambini. La cialda gustosissima del cono al cacao e l'interno di salsa al cacao magro e nocciole (la crema Pan di Stelle vi ricorda niente?) meritano senza dubbio un posto d'onore tra i gelati confezionati più buoni del 2022. E il gusto delle "briciole" di biscotto permarranno sotto il vostro palato a tempo indeterminato.

2

Pocket Coffee Gelato

La chat di Instagram è letteralmente già infestata di persone che mi hanno scritto. "Eh ma è piccolo", "Eh ma è minuscolo". Però ragazze mie e ragazzi miei, cosa vi aspettate dalla versione ghiacciata di un cioccolatino che si chiama "Pocket"? Dai, su.

Ferrero è riuscita nel miracolo di dare un sapore estivo qualcosa che di estivo non ha niente, con un gusto e una qualità degli ingredienti pazzesca.

Non aspettatevi il caffè liquido, che qui è presente in forma di granella e gelato ma in cambio ci ha dato quella sensazione "zuccherina" che rimane sulla lingua mentre si gode. E sì, è piccolo ma è potente.

3

Cornetto Sud

Essere diffidenti verso un prodotto di natura industriale e con ricetta di altissimo livello creativo, lo dicono le sacre scritture del buon assaggiatore di gelati, non è peccato.

Così, con tutto le scetticismo di questo mondo abbiamo assaggiato questo particolare cono con granella di mandorle tostate, gelato con pasta di mandorle, cacao magro e polvere di caffè: il Cornetto Sud di Marianna Vitale, Premio Michelin Chef Donna 2020..

Onestamente al primo morso ci ha lasciati un po' interdetti perché i sapori sembravano neutri. Ma al secondo morso il twist dato dal cuore al frutto della passione ha fatto esplodere la ricetta. Forse non diventerà il vostro gelato preferito di sempre, ma un giro è assolutamente da fare.

4

Cono Kinder Bueno

Se non l'avete ancora mangiato, la vostra estate non ha ancora alcun senso. Vi obblighiamo qui formalmente e in modo imperativo a comprarlo, mangiarlo e essere felici.

Il motivo? È buono da impazzire. La riproduzione del gusto Bueno è autentica, è persino migliore di quelle gelaterie tamarre non autorizzate che lo mettevano schiacciato in un banale variegato.

Qui il bilanciamento dei sapori e eccezionale dal primo all'ultimo morso. È uno di quei gelati di cui vi conviene fare scorta: lo vorrete tutto l'anno. Altro che gelati confezionati più buoni dell'estate.

5

Magnum Michelangelo

Se c'è una cosa di cui bisogna dare atto a Magnum è che è sempre riuscita nella sua lunga storia a sperimentare ricette particolari senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. Braviii! (Applausi, urletti).

Se vuoi il solito Magnum lo trovi tutto l'anno, ma se vuoi qualcosa di davvero particolare, questo è il posto giusto per te. Lettore o lettrice se sei sul bus o in metro, tieniti da qualche parte perché continuare la lettura ora diventa pericoloso: è un gelato al cocco con salsa al cacao, ricoperto da cioccolato bianco e pepite di zucchero al lampone.

Vi gira la testa? Ecco, è ciò che proverete mangiando questa particolarissima ricetta. Abbina così tante cose che mai nella vita metteresti insieme... da dare vita a un capolavoro. In sintesi è strano, bizzarro, anomalo ma buonissimo. Quindi Michelangelo, mettimi le ali (scusate la citazione a Blanco, ma quando mi ricapita).

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Gruvi Mitico Croccantino

Noi vogliamo molto bene a Sammontana ma sono cattivi, anzi cattivissimi. Perché i Gruvi, tutti, sono irresistibili. Sono riusciti a creare un nuovo polo di bontà gelato con questi stecchi dalla copertura morbida che si scioglie in bocca (invece di spezzarsi cadendo puntualmente sulla maglietta come è solito accadermi nei momenti più inopportuni). Con questa novità 2022, e non ne eravamo certi, sono riusciti a superarsi.

Eccolo, lo stecco al gusto vaniglia con caramello salato, granella di mandorle e biscotti: già dal primo morso capirete che è un gelato unico davanti al quale bisogna solo arrendersi (e da inserire tra i gelati confezionati più buoni di sempre).

Non ci sono le diete, non ci sono i fioretti, qui si mangia e basta. Se lo Stracciatella Maivista è la regina del regno Gruvi, questo è il re. Nota a margine: provate anche il Mirtillo inaspettato perché è commovente.

7

Loacker Gelato Biscotto

Che male, che dolore, che colpo al cuore. Immaginate una foto stock di una signora anziana che si tocca il cuore prima di un possibile infarto. Ecco: Il Loacker Gelato Biscotto è un tentativo mediocremente riuscito di dare vita a un "biscotto gelato wafer".

Cos'hanno fatto? Hanno preso la loro crema "napolitaner" che si colloca nell'impero delle cose più buone al mondo e ne hanno portato i sapori all'interno di un gelato alla nocciola e cacao. Il biscotto, per simulare il wafer, ha una consistenza più intensa, friabile, un po' più pastosa. Il risultato è al di sotto delle nostre aspettative. Continuerò a mettere i wafer Loacker nel frigo come se fosse una cosa normale.

8

Coppa Oro S'Oru de Sardigna

Chi non ama la Sardegna, non ama la vita. E chi non ama i sapori sardi, ha qualcosa da nascondere. In questa nuovissima ricetta ispirata all'isola che il mondo ci invidia, è stato creato un gelato, attenzione, alla ricotta sarda, con variegatura al miele millefiori e granella di biscotti.

È letteralmente come mangiare della ricotta dolce gelata, si sente persino quel retrogusto di latte di capra e sale. Non è un gelato ma un portentoso atto di coraggio. E poi il miele, d'estate?

A parte questa forma di patriottismo sardo che alza l'attrattiva verso la ricetta, non è niente di indimenticabile. Un pensiero mi affliggeva gustando l'ultimo pezzo di biscotto in fondo alla coppetta. E se questa fosse semplicemente la stagione sbagliata per un gusto così particolare?

9

Nuii Panna e Pistacchi dell'Anatolia

Nuii secondo me è il nome di uno degli angeli che a inizio anni 2000 ascoltava le nostre preghiere quando disperati chiedevamo che la frutta secca dei gelati (non solo quelli industriali) sapesse di qualcosa di diverso dal nulla.

Negli anni Nuii è sceso sulla Terra e ci ha portato in viaggio in giro per il mondo tra i gusti più intensi della frutta secca applicati a uno stecco gelato. Dopo anni di conferme e sapori unici, hanno rischiato grosso col pistacchio e... ne sono usciti vincitori. Maledizione, che voglia, vado a prenderne uno in freezer e torno.

Eccomi. Questo non è solo un gelato al pistacchio dell'Anatolia (è un'area della Turchia, per chiarezza) con gelato alla panna ricoperto di cioccolato bianco, ma ha anche granella di pistacchio e attenzione, contiene wafer salati. Il dettaglio, l'attenzione per le sfumature di gusto, rendono questo stecco uno dei gelati confezionati più interessanti (forse il più interessante?) di questa estate.

10

Extreme Cookie Cone Vaniglia

Ora vi presentiamo un prodotto che (davvero, non è uno scherzo, non è una battuta) non avete mai mangiato finora, ovvero il primo cono gelato dove il cono non è un cono, ma è un biscotto cookie, sì, ispirato proprio a quelli al burro che mangiate quando vi sale lo sconforto.

Quello che abbiamo assaggiato noi, in uno di molteplici gusti, è un gelato alla vaniglia con variegatura al caramello, pezzi di cookie in superficie con gocce di cioccolato e riccioli di cioccolato fondente. Prima che intasiate di nuovo i miei messaggi diretti del profilo Instagram: sì, è piccolo.

Per la prima volta infatti è più importante l'esperienza del mangiare il cono piuttosto che quella del mangiare il gelato. Provatelo ma senza pretese.

11

Maxibon Mokaccino Crunchy

Immaginate di andare in uno di quei bar americani che vi fa un frappè al caffè alto un metro e mezzo e immaginate il momento in cui ve lo portate in giro come un trofeo sotto 40 gradi mentre tutti ve lo guardano invidiosi. Ecco, la sensazione è identica a quella che proverete mangiando questo Maxibon Mokaccino Crunchy con gelato al caffè e pezzi di cioccolato, nocciole caramellate e granella di biscotto al caffè.

Si chiama Crunchy proprio per questa sua predominanza sgranocchiosa ma il punto forte di questa golosità è il biscotto al cacao che visivamente e nel gusto ricorda un brownie. Adesso vi faccio una domanda: vi ho fatto venire fame? So già la risposta.

12

Estathé Ice Menta e Lime

Lo scorso anno lodavamo spellandoci le mani in uno scrosciante applauso l'Estathé Ice, una perfetta alternativa alla bibita perché ha un gusto intenso e soprattutto identico al nostro tè freddo del cuore.

Quest'anno hanno creato l'alternativa alla menta e sono riusciti ancora una volta a fare centro con una ricetta killer. Il "ghiacciolo", anche se è un po' dispregiativo chiamarlo così, è fatto al 73% (!!!) di infuso di the verde e menta, con una punta di lime che regala questo naturale effetto mojito di cui, d'estate, sentiamo tutte e tutti il bisogno. Rinfresca, coccola, cura, protegge dall'ansia e dallo stress. È il compagno perfetto dell'estate: non tradisce, non pretende, vi ama come siete. E merita un posto speciale tra i gelati confezionati dell'estate.

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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

(Continua dopo la foto)

spesa frutta e verdura

Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

succo mirtilli

Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

riso nero

Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

pasta verdure piatto

Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

lattuga yogurt noci

Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

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Quali sono le cose da non fare a dieta? Ecco i comportamenti che potrebbero farvi prendere peso anziché dimagrire

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.

Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.  

Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.  

**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**

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olio insalata piatto

Mangiare tutto senza condimento

Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.

Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.

Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.

Sostituire i pasti con una macedonia di frutta

Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.

La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.

Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.

Mangiare solo un’insalata

Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.

L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.

Avere fretta a tavola

Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.

Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.

Photo Credits: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»