I gelati confezionati più buoni dell'estate 2021

Non amiamo vantarci, ma oggi lo faremo. È dal 2013, da ben nove anni, che realizziamo la classifica dei gelati confezionati più buoni dell'estate (le trovate tutte qui).
E così ci siamo sacrificati (si fa per dire) anche questa volta assaggiando le novità da bar e da freezer, da comprare senza incertezze al supermercato o al bar della spiaggia.
Come sempre abbiamo riunito una giuria di golosi che ha assaggiato e selezionato per voi i prodotti più curiosi introdotti nel mercato quest'anno. Sammontana, Motta, Algida e non solo: ce n'è davvero per tutti i gusti (letteralmente).
I criteri di valutazione sono semplici: il rapporto tra aspettative e realtà e, com'è chiaro, il gusto. Non perdiamo altro tempo, quindi: cominciamo a godere.
Ecco i gelati confezionati più buoni dell'estate 2021
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Cinque Stelle Aria di Toscana
Il celebre cono Sammontana ci ha da sempre abituati a gusti poderosi e a una croccantezza senza pari. Oggi con Cinque Stelle Aria di Toscana, il marchio trova una formula che fa della delicatezza e della sapienza degli ingredienti il suo tratto distintivo.
È un gelato variegato al Vin Santo del Chianti DOC con pezzetti di cantucci toscani IGP e un retrogusto di mandorla.
Se lo prendete, e lo prenderete, andate subito a annusarlo. Rimarrete stupiti. In tanti anni non abbiamo mai avuto a che fare con gelati da bar così profumati.
Il sapore è poi proprio come te lo aspetti: non mette al centro la dolcezza ma un mix di sapori che uniscono la tradizione di ingredienti tipici del Feudo e l'evoluzione del concetto di gelato.
Abbiamo apprezzato il volersi spostare, proprio come le migliori gelaterie artigianali, verso gusti meno tradizionali. Il risultato è raffinato, di classe e molto gratificante.
Maxibon Waffle Dark Berry
Siamo onesti: questo gelato l'abbiamo mangiato una volta, poi una seconda, poi una terza. Perché? Il primo commento che abbiamo fatto gustando questa edizione limitata "waffle” del classico Maxibon è stata: “È illegale”.
E invece è legale.
È un gelato al gusto panna con pezzi di purea di frutti rossi, biscotti, copertura al cacao, pezzi di mirtilli e granella di nocciole.
Che dire, è golosissimo, goloso come pochi. L'abbiamo preferito alla versione "Blonde caramel” per l'originalità della ricetta rispetto alle attuali proposte di mercato.
Magnum Algida Purgatorio
Celebrare i 700 anni dalla morte di Dante non è stato mai così buono. Visto che si tratta di un'edizione limitata, stiamo seguendo il golosissimo percorso che dal Magnum Inferno degli scorsi mesi, ci porterà al Paradiso in una ricetta misteriosa che sarà disponibile tra luglio e agosto.
Ora però abbiamo fatto incetta del Magnum Purgatorio.
Sono tutte e tre proposte molto diverse, accomunate da una ricetta che prova, mantenendo la gamma di gusti alla quale siamo abituati, a mixarli in modo originale, aumentandone in modo esponenziale l'esperienza di gusto. Purgatorio in questo senso è uno stecco molto rappresentativo.
È un gelato al biscotto con variegatura al gusto noce pecan, guarnitura al caramello salato. La copertura è di cioccolato bianco e piena di pezzetti di biscotto.
La parte più interessante del prodotto è il primo morso, dall'alto: colerà letteralmente lo strato interno di caramello sul resto del Magnum. Se non sto volando, allora cosa sto facendo? Gudurioso.
Chupa Chups Algida
Si poteva realizzare un ghiacciolo ispirato al celebre lecca lecca sferico cercando di non farlo sembrare solo un ghiacciolo ma un Chupa Chups? Ebbene, ci sono riusciti.
Non ci è chiaro come abbiano fatto ma la consistenza è ottima (non si sciolgono al primo raggio di sole), il gusto è esattamente quello dei dolcetti (vi consigliamo il gusto Cola, il più buono dei tre a nostro avviso) e ha una durata superiore alla media se non morso ma solo leccato. I bambini ne andranno matti.
È un tentativo ben riuscito per un prodotto iconico.
Ferrero Rocher Gelato
Fino a pochi mesi fa questo non era un gelato, era un sogno. Un sogno che poteva trasformarsi in un incubo. Ora aprite bene le orecchie al cospetto della ricetta del Ferrero Rocher Gelato.
Cioccolato croccante, granella di nocciole tostate, all'interno poi c'è un gelato cremoso al gusto di nocciola e variegatura alla nocciola e cacao. La nostra recensione? È identico al cioccolatino, identico.
Certo, le dimensioni non sono molto generose, ma anche questo fa parte della riproduzione fedele del dolce in carta argentata: poco spazio e tantissimo gusto.
È disponibile la buonissima versione Dark (e quella bianca Raffaello) ma l'originale ci ha lasciato senza fiato.
Fruttiamo Vivace
Siamo. Letteralmente. Pazzi. Di. Fruttiamo. Da sempre, da quando sono arrivati sul mercato. C'è sempre stato il pregiudizio che il gelato da bar, specie se alla frutta, di naturale avesse ben poco. Ebbene, loro ci hanno convinti del contrario e non solo a parole.
Vivace è una delle novità di quest'anno: si tratta di un sorbetto alla mela, kiwi, lime, avocado, spirulina, con kiwi in pezzi. Non ci giriamo attorno dicendovi che è un'esperienza di gusto strepitosa. È possibile distinguere ogni singolo elemento di questa ricetta senza difficoltà, con un effetto dissetante che ci ha stupito.
Sempre tra le novità c'è il Fruttiamo Alternativo con Sorbetto alla mela, frutti rossi, uva rossa, barbabietola, bacche di sambuco, con ribes e mirtilli in pezzi. Però il “verde” Vivace è quello che ci è piaciuto di più.
GranCono Valsoia
Ogni anno ci teniamo a offrire un'alternativa vegana e senza glutine e Valsoia ci è venuta incontro con un cono gelato a base anacardo con cialda a prova di bomba. Il cono si impreziosisce con una guarnitura al variegato amarena e nocciole caramellate.
È interessante la proposta perché si capisce fin da subito che non vuole imitare un prodotto con latte, ma cerca una sua strada di gusto autonoma, concentrando il sapore sull'amarena e sull'elemento croccante.
Il cono è molto buono e complessivamente è un gelato dall'impatto leggero perché non risulta troppo zuccherato al palato. Insomma: promosso.
Nuii Cioccolato con caramello e noci pecan del Texas
Quando è arrivato il Nuii in Italia ha sconvolto parecchio il mercato dei gelati da bar. La sua formula fortemente improntata sul gusto concreto e senza compromessi è tornato a stupisci quest'anno con una nuova ricetta cioccolato e caramello.
Questo Nuii è un gelato alla vaniglia con leggerissima variegatura al caramello ricoperto di cioccolato bianco, con caramello e granella di noci pecan texane, tostate e salate. Avete la bava alla bocca? Bene così!
Di questa meraviglia di prodotto ci ha entusiasmato soprattutto il retrogusto. Normalmente i gelati da bar tendono a lasciare un generico gusto dolce che chiarisce la natura “zuccherosa”.
Qui invece il gusto di cioccolato rimane sul palato per molto tempo e la noce pecan, croccantissima, ha un odore e un sapore che permane in bocca con una sensazione... stupefacente.
Quando vi dicono nella pubblicità che è un'avventura nel gusto, non vi stanno dicendo una bugia.
Cornetto Stellato ispirato al cannolo siciliano
Non vi neghiamo una punta di preoccupazione iniziale, ma sapevamo di essere in buone mani: l'idea è di Martina Caruso, giovanissima chef stellata che non ha bisogno di presentazioni. Ha dato vita a un Cornetto con cialda alla cannella, gelato alla panna con un tocco di ricotta, salsa all'arancia e granella di pistacchio.
La domanda che ci siamo posti è: "Assomiglia a un cannolo? E se sì, quanto?”. Mangiandolo capirete subito che non si tratta di una riproduzione, ma di un'ispirazione dove echeggiano come suoni appena accennati le note di sapore dell'amato dolce siciliano.
A colpirci è soprattutto il sapore dell'arancia, che ricorda la frutta candita tipica del cannolo. Anche se il sapore della panna ci riporta in modo poco concreto alla ricotta, ci è piaciuta molto la fenomenale cialda del Cornetto. Grazie alla cannella infatti, assume una sua chiara personalità.
Coppa Oro Segafredo
Nei bar il caffè shakerato è uno standard dell'estate e la crema caffè una nuova moda che negli ultimi anni si è imposta per la sua freschezza e per il suo gusto intenso.
Ma se la coccola ce la vogliamo fare bene, Coppa Oro ci viene incontro miscelando la sua celebre formula variegata con meringhe... aggiungendo un tocco in più.
Il caffè Segafredo, uno dei marchi di caffè dal gusto più intenso e distintivo, si declina perfettamente nella dolcezza della proposta. Sopra, la granella croccante di nocciole caramellate vi regalerà altri cinque anni di vita. Non è un prodotto per pochi, ma una novità intrigante per tutti gli amanti del caffè.
Estathé Ice
Immaginate di prendere un Estathé alla pesca o al limone, di metterlo nel freezer, aspettare un bel po' di ore, tirarlo fuori dal freezer, spaccare la bottiglia e iniziare a mordere il ghiaccio all'interno. Scusateci per aver dipinto una scena folle, ma quella che abbiamo descritto è esattamente la sensazione che avrete assaggiando questo prodotto.
Attenzione però a chiamarlo ghiacciolo perché seppure la consistenza è molto simile a quella di un ghiacciolo su stecco, il sapore si avvicina a quello di un sorbetto. Gli ingredienti che si basano sull'originale infuso di tè che tutti amiamo, lo rendono un prodotto altamente naturale e intenso nel gusto.
Ci ha colpito molto il fatto che non abbiamo una colorazione marcata (di giallo o arancione) per attirare l'attenzione. Il prodotto, alla pesca e al limone, non ci costringe a fare compromessi con la bibita: quando si trova sotto il nostro palato è lui, l'Estathé.
Il cono di Grom
L'omonima gelateria ha ricreato il suo iconico cono e lo ha portato nei bar e nei supermercati (in versione confezionata).
Ci sono due gusti: Fior di Panna e Pistacchio, entrambi variegati con crema spalmabile al gianduia, che crea una dialettica interessante (a livello papille gustative sicuramente) tra morbidezze e temperature diverse.
Non a caso, l'estetica "circolare" con cui il gianduia si arrotola intorno alle creme ricorda il movimento che compie la spatola nel disporre il gelato sulla cialda quando ci si trova al banco di una gelateria e anche il cono riesce a mantenersi estremamente croccante, come se fosse appena stato riempito.
Come da regola del negozio, poi, gli ingredienti sono rigorosamente di origine naturale e non ci sono coloranti o aromi.
Che dire, se non avete voglia di cercare una gelateria aperta vi basterà chiudere gli occhi e aprire la bocca.
Gruvi Stracciatella Maivista
Fermi tutti, un attimo di attenzione. Qui stiamo entrando nel campo dell'eccellenza, di ciò che va oltre l'immaginazione. Non è un film di fantascienza: stiamo parlando dei Gruvi Stracciatella Maivista.
Si tratta di uno stecco al gusto vaniglia con scagliette di cioccolato, variegato al cioccolato (di Modica IGP!) e copertura al cioccolato con granella di biscotti.
È uno dei gelati più buoni da bar che abbiamo mai assaggiato e il parere è unanime da parte di tutta la giuria. Non servirebbe dire altro ma diremo altro.
Se il gusto esterno con il sapore di biscotti è molto protagonista appena si scioglie in bocca il cioccolato di Modica dal retrogusto salato vi farà saltare letteralmente dalla sedia (o dalla sdraio). È un'esperienza di stracciatella che si chiama "Maivista" non a caso. Uno stecco Stre-pi-to-so.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**
Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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