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Festa del Cinema di Roma 2026: le pellicole in gara, storie di un mondo in tumulto

13 Ottobre 2026
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Nei film in concorso a Roma sono protagonisti sentimenti nuovi e cuori in evoluzione

UN POSTO CHIAMATO CASA
Lasciare il Messico per inseguire una vita migliore, scoprendo che la felicità non ha un indirizzo sicuro. È il senso di Ceniza en la boca (Ashes), che significa “cenere nella bocca”, il viaggio di Lucila (Anna Díaz), giovane messicana cresciuta in Spagna dopo l’emigrazione della madre, che si sposta tra Madrid, Barcellona e il Paese d’origine in cerca di un posto da chiamare casa. Tra lavori precari è sogni da reinventare, cerca di resistere anche alla disillusione del fratello Diego, convinto che ovunque si tratti soltanto di sopravvivere. Il film di Diego Luna nasce da un romanzo di Brenda Navarro.

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IL PREZZO DEL SUCCESSO
La storia di Brianza, firmato da Simone Catania, ci porta nel 2009. Mentre la crisi economica mette in ginocchio l’Italia, Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi), erede di una storica armeria brianzola, rischia di perdere tutto. A offrirgli una via d’uscita è Alberto Fumagalli (Paolo Pierobon), eccentrico e ambiguo uomo d’affari che lo trascina in un piano di appropriazione indebita. Tra ambizione, segreti e rispettabilità da salvare a ogni costo, la loro alleanza si trasforma in una spirale pericolosa. Il film è ispirato a una storia vera e s’inserisce nel filone sulla provincia italiana.

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A CACCIA DELLA VERITÀ PIÙ DURA
In Closure il filmmaker Michał Marczak (nella foto) segue Daniel, un padre che cerca il figlio scomparso, forse affogato nella Vistola, il grande fiume polacco. Telecamere subacquee e droni diventano strumenti di un documentario che intreccia questa storia a quella di altri genitori, sospesi tra la paura di una verità definitiva e la speranza di un ritorno. Con immagini girate in modo immersivo e un sound design avvolgente, il regista Marczak firma un racconto che parla del bisogno di risposte definitive, anche se queste possono essere difficili da accettare.

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IL SENSO DI ESSERE UN RAPPER
Il regista e musicista Rafiki Fariala si è ispirato alla propria vita di artista per Congo Boy. Il protagonista è Robert, 17 anni (Bradley Fiomona Dembeasset), che è rifugiato nella Repubblica Centrafricana, dopo la guerra civile in Congo, e si ritrova improvvisamente solo quando i genitori vengono arrestati. Tra la scuola, i lavori occasionali e la responsabilità di prendersi cura dei fratelli più piccoli, la musica resta il suo rifugio e la sua promessa di futuro. Si tratta del racconto di un ragazzo che non rinuncia alla propria voce, nemmeno quando tutto sembra remargli contro.

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RICONCILIARSI È UN’IMPRESA
Il film Eurotrash è un viaggio attraverso la Svizzera che diventa l’occasione per fare i conti con tutto ciò che una famiglia ha cercato di dimenticare. Philipp (Alexander Fehling) accompagna la madre (Barbara Sukowa, nella foto con Fehling), alcolista e dipendente dagli psicofarmaci, in un itinerario imprevedibile tra ricordi, rancori e segreti. Lei vuole sperperare il patrimonio accumulato grazie agli investimenti nell’industria delle armi; lui spera forse di ritrovare un dialogo impossibile. Il film è tratto da un romanzo autobiografico di Christian Kracht.

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UNA VITA IN GUERRA
Dua è ambientato a Priština, alla fine degli Anni 90. Mentre il Kosovo scivola verso la guerra, la protagonista Dua (Pinea Matoshi), 13 anni, ha il corpo che cambia e prova il desiderio di sentirsi finalmente grande. L’incontro con Maki, una coetanea intraprendente, la avvicina alla pratica dello judo e le regala una nuova fiducia in se stessa. Ma in famiglia si discute di fuga, mentre il fratello pensa di combattere contro i serbi. La regista Blerta Basholli intreccia i turbamenti dell’adolescenza alla Storia, in un racconto di amicizia e libertà per una generazione cresciuta nell’incertezza.

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UNA MADRE CHE NON SI DESIDERA
Un battesimo in un elegante hotel sul mare, amici e parenti riuniti, un menù raffinato da scegliere tra asparagi e salmone. Tutto sembra perfetto, in Gæsten (The Guest), finché arriva Vibeke (Trine Dyrholm), madre ingombrante ed eccentrica, l’“ospite” del titolo, che il figlio Karl (Simon Bennebjerg) ha tenuto a distanza per anni. Invitata di nascosto dalla figlia Rikke, irrompe nella festa portando con sé un passato che nessuno sembra pronto ad affrontare. Il regista Mads Mengel trasforma una celebrazione familiare in un confronto imprevedibile.

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LE EMOZIONI CHE TRASFORMANO
La regista Susanna Nicchiarelli in Giorni felici segue Claudia (Carlotta Gamba), 20 anni, alle prese con amori, passioni e le incertezze di una vita tutta da costruire. Ma c’è un dettaglio che la rende diversa: quando le emozioni diventano troppo intense, il suo corpo si trasforma in quello di una creatura misteriosa, con ali bianche, zanne e zampe feline. La regista Nicchiarelli porta al cinema l’omonima graphic novel di Zuzu, dando un ruolo anche all’attore Riccardo Scamarcio e firmando un racconto fantastico e contemporaneo sulla crescita, il desiderio e la scoperta di sé.

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L’OSSESSIONE DELLA MODA
In I Love Boosters le tre protagoniste incontrano la star Demi Moore e le contraddizioni del mondo della moda. Le ragazze (nella foto, da sinistra: Naomi Ackie, Taylour Paige, Keke Palmer) sono il gruppo Velvet Gang e hanno un talento speciale: rubare abiti firmati nei grandi magazzini della San Francisco Bay Area e rivenderli a prezzi stracciati. Nel mirino c’è Metro, marchio di lusso guidato da una stilista inflessibile interpretata da Demi Moore. Ma dietro il gioco del fashion crime si nasconde
una satira irriverente, tra viaggi nel tempo, incursioni in Cina e un’esplosione di colori.

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IN UNA CITTÀ CHE NON RICONOSCI
Il film I See Buildings Fall Like Lightning, ovvero “vedo edifici cadere come fulmini”, ci porta
in Inghilterra, a Birmingham, tra palazzi popolari abbattuti per fare posto a quartieri alla moda. Cinque amici trentenni si ritrovano dopo molto tempo per un compleanno, poi continuano a frequentarsi tra pub, musica e serate. C’è chi ha fatto fortuna online e si è trasferito a Londra, chi consegna cibo a domicilio e chi rincorre una felicità sfuggente. Senza retorica si racconta la working class britannica contemporanea, tra amicizia, disillusioni e quella solidarietà capace di resistere ai cambiamenti.

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NELLE CARCERI DELL’AMERICA
In The Life and Deaths of Wilson Shedd la protagonista Karen (Amanda Seyfried) è un’insegnante di scrittura creativa in un carcere di massima sicurezza dell’Oklahoma. Tra i suoi allievi Wilson Shedd (Scoot McNairy) si distingue per il talento con cui racconta una vita segnata dalla violenza. Le sue parole conquistano progressivamente l’insegnante, che a sua volta porta con sé un doloroso segreto: la violenza domestica subita. Ma nulla è come sembra in questo noir dalla struttura imprevedibile, diretto dall’attore e regista Tim Blake Nelson.

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LA PROMESSA DI KASIA E PIETRO
Il documentario Mustang inizia nel 2003, quando l’attrice Kasia Smutniak e il compagno Pietro Taricone (scomparso nel 2010) partono con uno zaino e una piccola telecamera alla scoperta del Mustang, regione himalayana sospesa nel tempo. Si promettono di tornare per proteggere quella cultura, ma il destino prende altre strade. Anni dopo, la loro figlia Sophie ritrova quelle immagini e ripercorre, attraverso i ricordi e i viaggi con la madre, una storia lunga oltre vent’anni. L’incontro con Kunzom, donna del luogo, permette di mantenere quella promessa: costruire una scuola per i bambini della regione.

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LA RAGAZZA CHE RUBA I SANTI
Tornata a Barcellona dopo anni di vagabondaggio per assistere la madre malata terminale, Lali si ritrova coinvolta in una banda di ladri molto particolare: rubano statue di santi e Madonne da chiese, cappelle e palazzi, per rivenderle a ricettatori specializzati. Tra devozione, mercato nero e legami familiari, il film Sants si muove sul confine tra il thriller e il mélo. Victoria Luengo, volto del cinema spagnolo contemporaneo, guida una storia che intreccia humour nero, atmosfere surreali e un’inaspettata riflessione sulla fede in un Paese moderno ma con tenaci radici nel passato.

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LO SKATEBOARD E IL FUTURO
Skateboarding is not for Girls (ovvero, andare in skateboard non è per ragazze) ha inizio con l’undicenne Adela (Efkjar Abaz) che sfreccia sullo skateboard per le strade di Skopje, la capitale della Macedonia del Nord. Vive con la madre e la sorella maggiore Zara, mentre il padre è emigrato in Svizzera. Per la famiglia, alle prese con difficoltà economiche, un matrimonio vantaggioso per Zara potrebbe rappresentare una soluzione. Ma le due sorelle hanno desideri e ambizioni che non coincidono con le tradizioni. La regista Dina Duma racconta il contrasto tra modernità e patriarcato.

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L’AMORE TRA DUE DONNE
Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) è ambientato in Birmania, a Yangon. San Kyi conduce un’esistenza solitaria, scandita dai turni in una fabbrica tessile e da una quotidianità difficile. L’arrivo di Theint Theint Oo, giovane donna che porta con sé una nuova energia, cambia lentamente il suo mondo. Tra le due nasce un sentimento profondo, destinato a scontrarsi con le convenzioni familiari e una società che non accetta l’amore tra donne. La storia è condotta con delicatezza in un Paese dove anche i gesti più piccoli possono diventare un atto di coraggio.

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L’ALTRA FACCIA DEL PARADISO
Nell’isola di Mauritius un dipendente di un grande resort si innamora di una turista francese (Suzanne Lindon, figlia dell’attore Vincent), giovane donna alle prese con l’anoressia. Intorno a loro, i genitori di lei (Léa Drucker e Mathieu Amalric) osservano con distacco, mentre il ragazzo sogna una vita diversa da quella scandita dai ritmi del turismo. Voilà, c’est fini di Gustave Kervern mette a confronto il paradiso patinato delle vacanze e la realtà degli abitanti dell’isola in una commedia agrodolce e paradossale.

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IO SONO PIÙ DEL MIO CORPO
Uļa (ULYA) è ambientato nel 1964, nella Lettonia che allora faceva parte dell’Unione Sovietica. La protagonista, Ulya, è un’adolescente altissima, cresciuta in un villaggio dove la sua statura la fa sentire fuori posto. Quando una fotografia scolastica attira l’attenzione degli allenatori di basket, viene portata a Riga per entrare nella leggendaria squadra TTT. Ma diventare una campionessa non basta a placare il desiderio di essere accettata per ciò che è. La storia è ispirata alla giovinezza della cestista sovietica Ulyana Semjonova e parla di emancipazione e identità, ambizione e coraggio.

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IL DESTINO DI DUE SORELLE
La storia di Yesterday the Eye Didn’t Sleep è ambientata nella Valle della Bekaa, al confine tra Libano e Siria. In questa terra difficile, la scomparsa di Gamra e l’incendio di un camion innescano una catena di sospetti e vendette all’interno di una comunità beduina. Il cugino Yaser parte alla ricerca di Gamra, mentre le sorelle Jawaher e Rim vengono destinate a un matrimonio per ristabilire la pace. Una è docile, l’altra ribelle, ma entrambe conoscono il prezzo imposto alle donne in nome dell’onore familiare. Il regista palestinese Rakan Mayasi, all’esordio, mostra come la libertà si scontra con la tradizione.

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Testi di Maurizio dalla Palma

© Riproduzione riservata

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