Addio terrazzo bollente! I consigli per creare un secondo "living" all'esterno e godersi il meglio dell'estate!
Alle 14 di un pomeriggio di luglio la piastrella del terrazzo sembra una piastra. Il sole picchia, voi rientrate in casa con il bicchiere in mano e rinunciate all’idea di stare fuori.
Capire come ombreggiare il terrazzo vuol dire trasformare quello spazio in un prolungamento del soggiorno: zona pranzo, salotto all’aperto, angolo yoga. Servono coperture, certo, ma soprattutto scelte ragionate.
Mini check-up: orientamento, vento, metratura
Prima di decidere tra ombrellone e pergola, guardate come si muove il sole.
- Terrazzo esposto a sud o ovest: luce forte per molte ore, servono ombreggianti strutturati e magari permanenti.
- Est o nord: il sole è più morbido, bastano spesso soluzioni leggere e mobili.
Secondo punto: il vento. Se abitate in una zona ventilata, meglio evitare ombrelloni troppo grandi o vele montate con fissaggi improvvisati. Terzo: dimensioni e forma. Balcone stretto e lungo, terrazzo quadrato condominiale o attico enorme richiedono progetti diversi.
Infine, l’uso: pranzerete lì tutti i giorni? Volete solo un angolo chaise longue e libro? Da questo dipende quanta ombra continua vi serve e dove concentrarla.
Soluzioni leggere e flessibili: ombrelloni, vele, tende da sole
Gli ombrelloni da terrazzo sono il classico che funziona sempre. Ci sono modelli centrali, decentrati a braccio laterale per liberare spazio sotto, e persino quelli a mezzaluna, perfetti quando il balcone è stretto e si appoggia a una parete. Pro: costano relativamente poco, non richiedono opere murarie, li spostate seguendo il sole. Contro: occupano pavimento e, se il vento si alza, diventano il vostro pensiero fisso. Base pesante e chiusura rapida sono indispensabili.
Le tende a vela sono la scelta scenografica. Si fissano a pareti, pali o ringhiere con moschettoni e tiranti. Potete sovrapporre più vele triangolari, quadrate o rettangolari per disegnare geometrie e zone d’ombra su misura. I tessuti traspiranti lasciano passare l’aria e sono ideali per il grande caldo; quelli più impermeabili proteggono dalla pioggia ma rischiano l’“effetto cappa” se lo spazio sotto non è ventilato. In ogni caso servono inclinazione corretta e punti di ancoraggio solidi per evitare sacche d’acqua e strappi.
Le classiche tende da sole a bracci sono un’altra arma: si chiudono quando non servono e schermano la facciata. Diverse analisi tecniche sulle schermature solari indicano che, se progettate bene, possono ridurre l’energia solare entrante anche di circa il 75%. Risultato: meno caldo in casa e climatizzatore che lavora meno.
Pergole, pergotende e pergole bioclimatiche: la stanza all’aperto
Quando vi serve ombra stabile su una zona definita - il tavolo, il living esterno - entra in gioco il pergolato. Può essere in legno, alluminio o ferro battuto, con copertura in cannicci, teli o pannelli. Il legno scalda l’atmosfera ma va trattato periodicamente; il metallo richiede meno manutenzione ed è più sottile visivamente.
Le pergole con teli scorrevoli o impacchettabili sono un compromesso molto furbo: aprite tutto al tramonto, chiudete a mezzogiorno, dosate luce e ombra. I sistemi tipo Pergotenda, sviluppati da aziende italiane specializzate come Corradi, lavorano proprio su questo: strutture su misura, teli che scorrono o si impacchettano, spesso anche motorizzati.
Un gradino sopra ci sono le pergole bioclimatiche, con lamelle in alluminio orientabili. Regolate l’inclinazione per far entrare aria, bloccare il sole diretto o ripararvi dalla pioggia. Creano un vero microclima e, se posizionate davanti a grandi vetrate, aiutano a tenere più fresca anche la casa. Per strutture pesanti o con piante rampicanti vigorose è prudente far verificare i carichi a un tecnico.
Ombra naturale e fai-da-te: piante, cannicci, tessuti
Le piante sono l’ombreggiante più poetico. Su pergole e graticci funzionano benissimo gelsomino, bouganvillea, rose rampicanti. Il glicine è spettacolare ma, crescendo, diventa pesante: la struttura deve essere dimensionata di conseguenza e il terrazzo deve poter sopportare il carico.
Per schermare ringhiera e parte bassa, via libera a fioriere con piante ricadenti come gerani parigini o verbene. Offrono ombra filtrata, colore e un minimo di privacy. Il verde, evaporando acqua, abbassa leggermente la temperatura e rende l’aria meno secca rispetto a una copertura solo tessile.
Se il budget è ridotto, entrano in gioco arelle e cannicci in bamboo, stuoie da mare fissate alla ringhiera o usate come piccole tettoie. Lasciano passare l’aria, fanno subito mood mediterraneo e schermano anche gli sguardi. Per un tocco creativo, potete usare vecchie lenzuola leggere per creare una tenda “boho”: qualche palo in legno, tessuto drappeggiato, cuscini e tappeto da esterno sotto. L’importante è fissare tutto con criterio, pensando sempre al vento.
Dall’ombra all’oasi di relax: arredi, luci, dettagli
Una volta deciso come ombreggiare il terrazzo, arriva la parte divertente. Se la vostra priorità è mangiare fuori, concentrate l’ombra sulla zona tavolo: pergola o vela ampia, sedie comode, magari una panca addossata al muro con cuscini maxi. Per un mood lounge bastano un’area ombreggiata con tappeto da esterno, poltroncine o divanetto in fibra intrecciata e tanti cuscini. Nel caso del solarium, meglio ombrelloni orientabili o vele che potete spostare per modulare il sole sulle sdraio.
I colori chiari per teli, tende e cuscineria riflettono la luce e “rinfrescano” anche visivamente. Le fibre naturali come cotone, lino e juta funzionano subito, soprattutto abbinate a legni caldi e dettagli in terracotta. Di sera, lucine a catena, lanterne e candele alla citronella trasformano la copertura in un soffitto luminoso morbido. Una piccola fontanella o semplici vasi di erbe aromatiche completano l’effetto oasi: ombra, profumo, rumore d’acqua e la sensazione di essere in vacanza… senza muoversi da casa.
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