Melograno in vaso, ecco come coltivarlo sul balcone per ottenere più frutti
In vaso il melograno, Punica granatum, vive molti anni e può dare melagrane dolci e croccanti anche sul più piccolo balcone urbano. Per riuscirci, però, servono poche regole chiare su varietà, vaso, terriccio, luce, acqua e potature. Qui trovate una guida pratica pensata proprio per la coltivazione in contenitore, senza dare nulla per scontato.
Il periodo migliore per cominciare è la fine dell'inverno o l'inizio della primavera, quando la pianta si risveglia ma non ha ancora buttato nuovi germogli. Ma anche in autunno, nelle zone a clima mite, potete mettere a dimora o rinvasare il vostro melograno in vaso con qualche accortezza contro il freddo. Ecco come impostare bene la coltivazione per avere fiori prima e frutti poi.
Scegliere varietà, vaso e terriccio
Il melograno è un arbusto caducifoglio con fiori rosso arancio e frutti che maturano tra settembre e novembre. Per il balcone la prima scelta riguarda la varietà: il melograno nano, Punica granatum var. nana, rimane compatto ma produce frutti piccoli e soprattutto decorativi. Se puntate su melagrane da mangiare, chiedete in vivaio una varietà da frutto a sviluppo contenuto, adatta alla coltivazione in vaso e al clima della vostra zona.
Per una pianta da frutto partite da un vaso di circa 40-50 centimetri di diametro, per arrivare con gli anni a un contenitore definitivo di 60-70 centimetri. Il melograno nano invece si accontenta di vasi da 25-30 centimetri, perfetti per spazi davvero ridotti.
Qualunque vaso scegliate deve avere fori liberi e, sul fondo, uno strato drenante di pomice o argilla espansa per evitare ristagni. Il terriccio ideale è fertile ma leggero, con circa 60 per cento di terriccio universale, 20 per cento di compost o stallatico maturo e 20 per cento di pomice o sabbia di fiume. I rinvasi completi si fanno tra fine febbraio e marzo, ogni uno-due anni per le piante giovani, più raramente per gli esemplari adulti.
Esposizione, acqua e concime per un melograno felice
Il melograno ama il caldo e il pieno sole: l'ideale è un balcone esposto a sud o sud-est con almeno sei-otto ore di luce diretta al giorno. In mezz'ombra la pianta sopravvive ma fiorisce poco, allunga rami deboli e difficilmente porta frutti ben sviluppati. Attenzione anche al vento forte, che in vaso può far cadere i fiori o spezzare rami carichi di melagrane.
Nei centri urbani estivi il vaso si surriscalda facilmente: meglio sceglierne uno chiaro, distanziarlo dal pavimento e controllare spesso l'umidità del substrato. Il criterio più affidabile per l'annaffiatura è il test del dito: se i primi tre-quattro centimetri di terriccio sono asciutti, è il momento di bagnare. In piena estate, con vaso al sole, questo può significare intervenire anche due-tre volte a settimana, sempre versando l'acqua lentamente fino alla fuoriuscita dai fori.
Durante fioritura e ingrossamento dei frutti evitate lunghi periodi di siccità seguiti da annaffiature abbondanti, perché gli sbalzi idrici fanno cadere i fiori e spaccano le melagrane. Con l'arrivo dell'autunno riducete l'acqua; in inverno bastano poche bagnature per evitare che il pane di terra secchi del tutto. Per il nutrimento, a fine inverno stendete sul terriccio un po' di compost o stallatico, poi da aprile a settembre usate un concime per piante da frutto ogni tre-quattro settimane. Secondo gli esperti di frutticoltura è meglio concimare poco ma con costanza, evitando eccessi che possono bruciare le radici.
Potatura, inverno e problemi frequenti in vaso
La potatura principale del melograno in vaso si esegue tra febbraio e marzo, dopo le gelate più intense e prima della ripresa vegetativa. Potete mantenere la pianta a cespuglio, lasciando tre-cinque fusti di base, oppure formare un piccolo alberello con un solo tronco centrale. In ogni caso eliminate rami secchi, malati o incrociati e i polloni basali in eccesso, ricordando che la pianta fruttifica sui rami dell'anno precedente, quindi i tagli devono essere sempre moderati.
In inverno le radici in vaso soffrono più che in piena terra: nelle zone fredde spostate il contenitore vicino a una parete esposta a sud e avvolgetelo con materiale isolante traspirante. Sulla superficie del terriccio potete stendere una pacciamatura di foglie secche o corteccia e, in caso di gelate o gelate tardive, proteggere la chioma con un telo di tessuto non tessuto.
Tra i problemi più comuni ci sono afidi sui germogli giovani, cocciniglie sui rami, foglie che ingialliscono per ristagni idrici e melagrane che non si formano o restano piccole. Se il vostro melograno in vaso non fruttifica controllate prima varietà ed esposizione, poi passate a correggere irrigazione, concimazioni e dimensione del vaso, perché spesso basta migliorare questi aspetti per sbloccare la produzione.
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