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Lifestyle

Gli errori sul lavoro: cosa fare e cosa non fare per avere successo

Home » Lifestyle » Tendenze » Gli errori sul lavoro: cosa fare e cosa non fare per avere successo

Gli errori sul lavoro: cosa fare e cosa non fare per avere successo

foto di Piera Toniolo Piera Toniolo — 15 maggio 2015

Entrare o affermarsi nel mondo del lavoro, soprattutto in un periodo storico come quello in cui stiamo vivendo, non è né facile né scontato.

Ma se la situazione economica non è delle più semplici, ci sono comunque una serie di errori da evitare e accortezze da tenere presente, sia quando si cerca lavoro sia quando un lavoro già lo si ha.

Anche perché, soprattutto all'inizio della carriera, si inciampa tutti sempre negli stessi sbagli.

Vi diciamo quali sono i più comuni e come non farli.

Gli errori più comuni di inizio carriera

  • Non negoziare il proprio stipendio Non negoziare il proprio stipendio Accettare lo stipendio offerto da una compagnia senza nemmeno cercare di alzare la posta è molto sciocco. Pensateci: loro non vi offriranno mai quello che pensano valiate perché danno per scontato che cercherete di ottenere di più. Se non negoziate, fate soltanto il loro gioco. Cercate di ottenere quello che pensate realmente di valere. Come? Chiedete un po’ di più.
  • Aspettare che il lavoro perfetto cada dal cielo Aspettare che il lavoro perfetto cada dal cielo Pensate che Rihanna si sia svegliata un giorno e le abbiano offerto un contratto multi milionario? Toglietevelo dalla testa. Se volete il lavoro dei sogni dovrete sudarvelo. La ricerca di un buon lavoro è un lavoro a tempo pieno essa stessa. Dovete darvi da fare: redigere un ottimo cv, fare una ricerca delle aziende più interessanti, organizzare colloqui con cacciatori di teste. Insomma: fatevi in quattro e fatelo adesso.
  • Non prendersi qualche rischio Non prendersi qualche rischio Se pensate che chi sta sopra di voi stia agendo nel modo sbagliato, alzate la mano e dite la vostra. Se state sempre in un angolo in silenzio, eseguendo quello che vi viene richiesto di fare senza aggiungere nulla, nessuno si accorgerà mai di voi. Non abbiate paura di andare contro corrente: le idee migliori non vengono quasi mai dal mainstream e ancora più raramente arrivano da chi non mette fuori la testa da troppo tempo. Qual è la cosa peggiore che vi possa capitare? Non vi ascolteranno ma almeno si accorgeranno che avete un cervello pensante.
  • Lasciare che il proprio ego prenda il sopravvento Lasciare che il proprio ego prenda il sopravvento Il procedimento opposto a quello di non alzare mai la voce è proprio questo: rendersi conto di essere bravi in quello che si fa e lasciare che il proprio ego prenda il sopravvento. Sopravvalutarsi non è mai una mossa astuta; quando lo si fa, si tende a scoprire il fianco e in un ambiente di lavoro questo porta facilmente a spiacevoli sorprese. Cerchiamo di volare basso e lasciamo, senza perdere di vista il nostro obiettivo, che siano gli altri a valutare le nostre performance.
  • Sbagliare il dress code Sbagliare il dress code La prima cosa da fare quando si entra in un nuovo ufficio è sempre quella di guardarsi attorno. E non solo per prendere le misure, capire che ci potrà essere amico e da chi invece è bene che ci guardiamo. La prima cosa che dobbiamo valutare è anzitutto come ci si deve vestire. Il nostro primo biglietto da visita, dopotutto, è il nostro aspetto.
  • Non saper accettare un NO come risposta Non saper accettare un NO come risposta Le critiche sono costruttive e anche i no aiutano a crescere. Teniamolo a mente e partiamo da questo presupposto prima di cominciare a lagnarci per un progetto che abbiamo proposto e non verrà portato avanti o un’idea bloccata sul nascere. Magari se l’avessimo spiegata meglio sarebbe stata valutata positivamante, no?
  • Non chiedere mai ferie Non chiedere mai ferie Non chiedere mai giorni di ferie non è la via giusta per farsi notare. Raggiunto un certo livello di stress le persone non performano più bene e a risentirne è proprio la valutazione sul proprio lavoro. Teniamolo a mente dunque e facciamo caso al fatto che sono proprio i dirigenti i primi a prendersi delle pause, dopo aver raggiunto certi obiettivi annuali.
  • Pensare troppo ai titoli accademici scordandosi di fare pratica Pensare troppo ai titoli accademici scordandosi di fare pratica A cosa serve avere due lauree, un master e un dottorato accademico se non si è capaci di cambiare la cartuccia di una stampante o di inviare un pacco? Fateci un pensiero, prima di lamentarvi perché al primo incarico in una grande azienda vi hanno messo a rispondere al telefono.
  • Restare ancorati troppo a lungo al primo lavoro Restare ancorati troppo a lungo al primo lavoro Un errore che bisognerebbe sempre cercare di evitare è quello di indugiare troppo a lungo sul primo lavoro: perché l’ambiente è bello, perché si è vicini a casa o, banalmente, perché la paga è buona. Soprattutto nei primi anni dopo la laurea e a maggior ragione se si ha in mente di fare carriera, l’ideale sarebbe non restare nella stessa azienda per più di due anni. Fateci un pensiero.
  • Stare in ufficio ogni giorno fino a tardi per impressionare il proprio capo Stare in ufficio ogni giorno fino a tardi per impressionare il proprio capo Ma chi ha mai detto che fare la notte in ufficio sia un trampolino di lancio professionale? Oltre a essere stupido, è controproducente fermarsi a oltranza dopo l’orario di lavoro, a meno che non ci sia una scadenza da rispettare o un progetto da portare a termine entro una deadline specifica. Il punto è: se alle 6.30 avete finito quello che dovevate fare, che senso ha sacrificare la propria vita nella speranza che qualcuno valuti positivamente il fatto che siete ancora con i piedi sotto la scrivania? Nel lavoro, le persone tendono (giustamente) a guardare ai risultati più che al tempo passato davanti al computer.
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