Il latte di mandorla fa bene? Ebbene sì, ecco chi dovrebbe sceglierlo

La bevanda vegetale chiamata comunemente latte di mandorla è una delle più consumate. Si ottiene dalla spremitura delle mandorle ed è una valida alternativa al latte vaccino, particolarmente apprezzata da chi cerca una bevanda energetica e nutriente.
Questa bevanda è ideale per chi soffre di intolleranza al lattosio o di allergie alle proteine del latte, poiché è naturalmente priva di queste sostanze. Inoltre, il latte di mandorla sta diventando sempre più popolare tra coloro che desiderano variare la propria dieta e ridurre il consumo di proteine di origine animale.
Ma quante calorie contiene e quali sono i suoi benefici nutrizionali? Ecco alcune informazioni utili.
Quante calorie ha il latte di mandorla
Un bicchiere (200 ml) di latte di mandorla può contenere oltre 100 calorie, contro le 128 del latte intero e le 72 dello scremato. Tuttavia, è consigliabile consumarlo con moderazione.
Cosa controllare sulla confezione? Quando si sceglie il latte di mandorla, meglio controllare la percentuale di frutta secca: più è elevata quella contenuta nella bevanda, maggiore sarà la ricchezza di nutrienti.
I benefici nutrizionali del latte di mandorla
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Fa bene al cuore
Dal punto di vista nutrizionale, il latte di mandorle è ideale per chi vuole mantenere sotto controllo il colesterolo. Apporta principalmente grassi polinsaturi, che sono benefici per la salute, perché aiutano a ad aumentare i livelli di colesterolo "buono" (HDL) e a ridurre quelli del colesterolo "cattivo" (LDL).
Giova alle ossa
Un altro vantaggio del latte di mandorle è dovuto al suo contenuto di vitamina D, spesso aggiunta a questa bevanda preziosa per la salute delle ossa. Questo nutriente infatti facilita l’assimilazione del calcio di cui questa bevanda garantisce un buon apporto.
Il latte di mandorle assicura poi minerali come il magnesio, che ne agevola l’assorbimento.
Combatte l’invecchiamento
Oltre ad apportare grassi buoni e nutrienti alleati della salute delle ossa, il latte di mandorle spicca per la presenza di vitamina E, una vitamina che grazie alla sua azione antiossidante contrasta lo stress ossidativo e previene l’invecchiamento, tra cui quello della pelle.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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