Francesca Chillemi: Sono felice solo se sono libera

È stata Miss Italia. Ha imparato il mestiere di attrice. L’amore l’ha portata a fare parte di una delle più note famiglie della moda, Francesca Chillemi vuole fare ancora tutto a modo suo: « Per il mio lavoro sono disposta a ogni sacrificio», dice a Grazia ora che torna in tv con Che Dio ci aiuti. C’è solo una persona per cui rinuncerebbe al set: la sua piccola Rania

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Francesca Chillemi per molti si chiama Azzurra, il nome di una delle protagoniste di Che Dio ci aiuti, la fiction Rai che l’ha resa famosa al grande pubblico. Per altri, invece, è l’ex Miss Italia che più rappresenta la bellezza del Sud, gli occhi grandi e neri, le labbra sensuali, il corpo sinuoso. Per altri ancora, è la mamma di Rania, la bambina nata a febbraio dalla sua unione con Stefano Rosso, figlio di Renzo, patron dell’azienda di abbigliamento Diesel. Per amore del suo compagno e per creare con lui una famiglia, Francesca si è trasferita da Roma a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, una realtà del tutto diversa dalla sua terra natale, la Sicilia.
Ci eravamo incontrate proprio a Bassano, con lo sfondo delle montagne innevate, e la piccola Rania di sole tre settimane. In quell’occasione, ho conosciuto una ragazza sorridente e sensibile.
Me la ricordavo così Francesca Chillemi, dolcemente malinconica. Ho trovato, invece, una persona diversa. Determinata, fortemente indipendente, perdutamente innamorata di sua figlia.
L’appuntamento questa volta è a Roma, sulla via Cassia, alla vigilia della messa in onda della quarta stagione di Che Dio ci aiuti: con Elena Sofia Ricci nei panni di suor Angela, la serie torna dall’8 gennaio su Rai Uno alle 21,20 per dieci puntate. Ci incrociamo in una piccola piazza invasa dalle auto in sosta: un grande negozio di elettronica, una pasticceria dove più tardi andremo a bere centrifugati di carota e zenzero e un residence senza identità, come ce ne sono in ogni grande città. Durante i mesi delle riprese, l’attrice ha vissuto qui con la sua bambina e la tata. Mi viene incontro spingendo il passeggino, Rania mi accoglie con un largo sorriso che mostra i suoi primi due dentini, quelli di sotto. Francesca mi abbraccia. Inizia così, come un pomeriggio tra amiche, questa nostra intervista.

Quando ci siamo incontrate, Rania era piccolissima e lei non riusciva a parlare della sua bambina senza commuoversi. Era intenerita e forse anche un po’ spaventata dall’idea di essere mamma. Che cosa è cambiato da allora?
«Rania era appena nata. Ancora non mi rendevo conto di che cosa stessi vivendo e quanto sarebbe cambiata la mia vita. In questi mesi sono diventata una mamma davvero. Qualche settimana fa l’ho portata alla prima festa di compleanno. La prima di una lunga serie. Lei era pazza di gioia».

Si è trasferita dalla Sicilia a Roma dopo la vittoria di Miss Italia, nel 2003, aveva 18 anni. Ora vive a Bassano del Grappa per amore. Come è stato il ritorno
«Quando sono partita da Bassano, Rania aveva 50 giorni. Per mesi ho vissuto come una mamma single che lavora».

È tornata in forma dopo la gravidanza. Merito di una dieta speciale, della ginnastica o del dna?
«Ho sempre avuto un rapporto ambiguo con il cibo. Bisognerebbe introdurre l’educazione alimentare nelle scuole, imparare da bambini a nutrirsi nel modo giusto. Io ci sono arrivata solo adesso. Finalmente ho capito che per dimagrire basta seguire poche regole che sono all’opposto della privazione. La rinuncia aumenta il desiderio, ti fa soffrire e non serve. Se ho voglia di un piatto di pasta, me lo concedo, quel giorno sto semplicemente attenta a non aggiungere altri zuccheri. Con me, questo sistema ha funzionato, sono ritornata esattamente come prima di avere Rania, anzi, praticando yoga oggi sto anche meglio. Mai avuto un fisico così».

Quante volte alla settimana si dedica allo yoga?
«Tutti i giorni. In questa mia nuova vita ho scoperto il valore della costanza. In ogni senso, non solo nell’allenamento».

A Roma, oltre a fare la mamma e l’attrice, a seguire la dieta e le sessioni di yoga, come trascorre il tempo libero?
«Sul set dalla mattina alla sera. Porto con me Rania, che è adorata da tutto il cast . Poi, ritorniamo a casa. Mezz’ora di esercizio, la cena, a quel punto la mia giornata è terminata».

Lei è bellissima, non mi dica che in questi mesi non è stata corteggiata.
«Se lo sono stata, non me ne sono accorta. So di piacere ma sono una siciliana verace: io ho creato il mio nucleo, la mia famiglia con Stefano e Rania. Non sono alla ricerca di nient’altro, sono appagata. E, comunque, anche da ragazza, capitava spesso che scoprissi dopo anni che qualcuno si era invaghito di me. Ho anche un atteggiamento che blocca sul nascere le avances di chi non mi interessa. Chiudo il canale a priori e il messaggio arriva forte e chiaro. Non mi è mai capitato di trovarmi in situazioni imbarazzanti. Si fermano tutti sempre prima di doversi sentire dire: “No”».

La sua vita romana, quindi, è stata tutta set e residence?
«Il tempo è poco e cerco di investirlo al meglio per quello che mi interessa davvero. Per esempio, ho accettato di fare la madrina di Generazione Hashtag, un convegno sul cyberbullismo organizzato da Maura Manca, psicoterapeuta specializzata sull’infanzia e l’adolescenza nell’era di internet. È una persona che stimo molto e che mi dà qualche consiglio su come gestire i miei profili sui social network».

Che rapporto ha con il web?
«Faccio molta attenzione alle fotografie che posto. Su Instagram sono seguita da tantissime ragazze e non voglio nel modo più assoluto mandare messaggi sbagliati. Mi sento responsabile dell’immagine che trasmetto e che potrebbe avere effetti negativi. Non mi posso permettere di essere superficiale».

Secondo lei, quali sono i messaggi più pericolosi che un’attrice può trasmettere attraverso la propria immagine?
«L’eccessiva magrezza, per esempio. Ma anche la paura dei segni del tempo, la paura di invecchiare. Vedo colleghe che a 25-30 anni già corrono ai ripari tentando di rimanere sempre uguali, è una specie di autolesionismo. Non si rendono conto di quello che stanno combinando. Punturina dopo punturina, si trasformano in qualcosa che non ha più nulla a che fare con il loro viso e con il loro corpo. Io questo timore di cambiare e di invecchiare non lo sento. Al contrario, ho un’ammirazione sincera per le donne che si prendono cura del loro aspetto senza cercare di fermare il tempo. Per chi riesce a gestirlo meglio che può, ma in modo naturale. Sono sempre belle, ma in modo diverso rispetto a quando avevano 20 anni. E questa è la loro grande forza».

Lei non pubblica mai fotografie della sua bambina. Qualche volta una manina, oppure un’immagine di spalle, ma mai il viso. Perché questa scelta?
«Mia figlia ha la sua identità. Indipendente da me. Deciderà lei da grande se mettere le sue foto sui social, chi sono io per imporle di comparire sui giornali?».

Lei e il suo compagno condividete ogni scelta che riguarda Rania?
«Certo. Stefano è un padre molto presente. In questi mesi di trasferta, è venuto ogni weekend a Roma. Ci ha raggiunte ovunque si trovasse. Rania non ha vissuto il distacco. E lui è stato meraviglioso, so quanto gli è costato, quanto sia stato faticoso».

La viene a trovare anche sul set?
«Mai. Si annoia, non capisce che cosa ci sia di affascinante. Stefano non è un tipo da set, è un uomo dinamico, piuttosto va a correre. Non è uno che sta ad aspettare gli altri».

In questi mesi di lontananza ha sentito molto la sua mancanza?
«Moltissimo. Quando c’è lui, mi addormento tranquilla. Lo confesso, in questo periodo, a volte, mi sono sentita schiacciata dalla responsabilità di crescere una bambina da sola. Adesso, con il rientro a casa, tutto tornerà normale».

Se lui le avesse chiesto di rinunciare ai suoi impegni professionali per dedicarsi alla famiglia, lei come  avrebbe reagito?
«Ma come si fa a chiedere a qualcuno di mettere da parte il proprio lavoro? Stefano ha sempre saputo che avrei continuato a recitare, anche dopo la nascita di nostra figlia. Non capisco le donne che accettano una simile richiesta dai propri compagni o mariti. Potrei fare la mamma a tempo pieno se Rania ne avesse realmente bisogno, per lei farei, sì, qualsiasi cosa».

Diciamolo: potrebbe permettersi di non lavorare, la famiglia Rosso ha una solida tradizione imprenditoriale.
«Il fatto che Stefano abbia disponibilità economica, non c’entra niente con me. Se smettessi di lavorare, come vivrei? Facendo la mantenuta? No, è proprio un concetto che non mi appartiene. Già da ragazza mi pesava chiedere la paghetta ai miei genitori, figuriamoci, oggi con il mio uomo sarebbe impensabile. “Scusa Stefano, mi dai i soldi per i pannolini?”. “Scusa Stefano, mi compri un paio di scarpe nuove?”. Non sono abituata a farmi regalare le cose dagli altri. E comunque, lo so, sono fortunata: mia figlia sta sempre con me, la porto sul set, la vedo continuamente. In Diesel, la società della famiglia Rosso, esiste un asilo nido, ma purtroppo in Italia la maggior parte delle mamme che ha un impiego fuori casa non ha queste facilitazioni».

Vuole dire che lei si mantiene con il suo lavoro?
«Certo. Non potrebbe essere altrimenti. Io non lavoro per hobby, ma per garantire la mia indipendenza che viene prima di tutto. Non chiedo niente a nessuno da quando avevo 18 anni. Ho cominciato a lavorare a 14. Non c’è niente di ideologico, è una mia necessità profonda, il mio modo di essere. Io e Stefano abbiamo acquistato un appartamento a Milano, io ho pagato la mia metà. Me la sono guadagnata dopo anni di lavoro».

La casa di Bassano del Grappa, dove per anni ha vissuto Stefano da single, ha subìto qualche trasformazione? Ora si sente la sua presenza, il tocco femminile?
«Sì, piano piano, con calma. Pensi che sono riuscita persino a convincerlo a esporre delle mie fotografie. Ho usato una buona dose di furbizia: nella vita di una coppia ci vuole anche quella. Gliele ho regalate per il compleanno, a quel punto come poteva chiuderle in un cassetto?».

Ha rivoluzionato anche l’arredamento?
«Due giorni prima di partorire, ho visto Stefano rientrare dall’ufficio alle quattro del pomeriggio: non succede mai. L’avevano avvisato che io stavo sollevando mobili, spostando tutto, mi aveva preso una specie di frenesia creativa. L’ho visto preoccupato».

Oltre alla rivoluzione della casa di famiglia, ha altri progetti futuri?
«Penso sia arrivato il momento di fare cinema. Sto valutando alcune proposte. E, prima o poi, un altro bambino. Essere mamma è stato sempre il mio più grande desiderio, ma aspettavo di incontrare la persona giusta. L’ho trovata».

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Francesca Chillemi: «Benvenuti nel mio regno»

Ha avuto una bimba dal figlio del re dei jeans. E l’ha chiamata come una regina. Però Francesca Chillemi non crede nelle favole e nemmeno nel matrimonio. «Il mio sogno romantico era quello di avere una famiglia, non una bella festa di nozze», dice l’attrice. Che a Grazia parla della sua nuova vita, divisa tra set e pannolini

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«A 13 anni dicevo a mia madre: “Un giorno me ne andrò via”. Sognavo di vivere in una grande città con negozi e locali aperti 24 ore su 24. Il mio paese, Barcellona Pozzo di Gotto, vicino a Messina, mi stava stretto. Mi sono iscritta al concorso di Miss Italia per scappare e quando ho vinto il titolo mi sono trasferita a Roma. E adesso eccomi qui, a Bassano del Grappa, Vicenza, in un altro posto piccolo. Eppure sono felice». È come se parlasse con se stessa Francesca Chillemi, ex Miss Italia, modella e attrice, mentre guarda la sua minuscola bambina che porta il nome della regina di Giordania, Rania, ed è la prima nipote del re del jeans, Renzo Rosso, patron dell’azienda di abbigliamento Diesel e indicato da Forbes come uno degli uomini più ricchi d’Italia. Rania è nata il 22 febbraio dall’amore di Francesca Chillemi e Stefano Rosso, figlio dell’imprenditore. Un amore vissuto al riparo da paparazzi  e interviste, che dura da due anni e che l’attrice racconta per la prima volta a Grazia. «A Bassano si vive bene. Ho imparato ad apprezzare i veneti, sono tutti grandi lavoratori. Ci si vede nel weekend, il sabato e la domenica sono dedicati allo sport e all’amicizia. Il resto della settimana è lavoro, lavoro, lavoro», dice l’ex reginetta di bellezza.

Il suo compagno, Stefano Rosso, ha faticato per convincerla a lasciare Roma?
«Non ce n’era bisogno. Abbiamo creato una famiglia, stare vicini è importante. E comunque tra meno di un mese tornerò a Roma e per sei mesi sarò sul set di Che Dio ci aiuti (la fiction di Rai Uno, ndr).  In questa quarta stagione il mio personaggio, Azzurra, vivrà una svolta, ma non posso anticipare niente».

Le mamme che riprendono subito a lavorare sono un tema di cui si discute molto in questi giorni. Lei come si organizzerà con la sua bambina?
«Porterò Rania con me e farò delle pause durante le riprese per le poppate».

Il padre condivide la sua scelta? Oppure preferirebbe una mamma a tempo pieno per Rania?
«Non avrebbe scelto una donna come me. Adesso è piccolissima, ma quando smetterò di allattarla, Rania potrà stare qualche giorno da sola con il suo papà. Non sono una madre accentratrice».

Avete il progetto di sposarvi?
«Penso che il matrimonio sia ormai superato in quasi tutto il mondo, quello che conta sono i princìpi: se non avessimo in comune quelli, non avremmo fatto una figlia. Il mio sogno romantico era quello di avere una famiglia, non una bella festa di nozze».

Se tornasse indietro, parteciperebbe a Miss Italia?
«Se avessi la certezza di ottenere gli stessi risultati, sì, lo rifarei. È grazie a Miss Italia che faccio l’attrice, è stato un clamoroso trampolino. E mi ha permesso di andarmene dalla Sicilia».

L’ambiente del concorso è velenoso come tanti dicono?
«Io non ho patito il concorso, ma le sue conseguenze. L’ansia di non riuscire a mantenere quel livello di popolarità che mi era arrivato di colpo. Avevo 18 anni e solo la mia bellezza, non sapevo fare niente. Nel mondo dello spettacolo ci sono persone finte e altre vere, come forse ovunque. A volte mi sono fatta incantare da belle parole, negli anni ho imparato a guardare i fatti. A distinguere l’apparenza dalla sostanza. Non idealizzo più nessuno».

Come ha conosciuto Stefano Rosso?
«Me l’ha presentato una mia amica di Bassano, sei anni fa. Abbiamo avuto un flirt, una cosa breve, ma ci siamo sempre tenuti in contatto. Ci sentivamo, ogni tanto ci vedevamo, nessuno dei due aveva ancora la maturità necessaria per mettere in piedi un rapporto con un progetto di famiglia».

Il vostro non è stato un colpo di fulmine. Lei crede che l’amore si possa costruire?
«In realtà, abbiamo sempre provato qualcosa l’uno per l’altra. Forse più io di lui. Ogni volta che lo rivedevo perdevo un po’ la testa però c’era sempre un motivo che ci allontanava, ma mai in modo definitivo».

Che cosa apprezza di più in lui?
«Sento che c’è, è presente. Abbiamo gli stessi valori e il senso di responsabilità del nostro essere genitori. Io sono impulsiva, lui riflette, pondera, ma la sua testa è direttamente collegata al cuore».

Non ha considerato di lavorare nell’azienda di famiglia?
«Io faccio l’attrice, non posso inventarmi stilista, pierre o esperta di marketing».

Com’è stata accolta dalla famiglia Rosso?
«Renzo (Rosso, padre di Stefano, ndr) è stata una delle prime persone della famiglia che ho conosciuto quando sono venuta a Bassano. Anche con mia suocera ho un ottimo rapporto. Hanno avuto Stefano a 20 anni e sono ancora giovani, dentro e fuori. Tra il figlio e i genitori c’è poca differenza di età e si sente».

A 30 anni ha rivoluzionato la sua vita. Come si sente?
«Per anni sono stata una mina vagante, sprecavo energie nella ricerca di qualcosa che non sapevo bene che cosa fosse. Mandavo e ricevevo vibrazioni inutili. Oggi sembra che tutto nella mia vita abbia preso la strada giusta».

Si sente come la principessa delle favole?
«Vivo la realtà che costruisco ogni giorno. Non ho mai creduto nelle favole».

Come avete dato a vostra figlia il nome di una regina?
«Ammiro Rania di Giordania, ma il nome ci piaceva a prescindere da lei. Tra i suoi vari significati, ce n’è uno che preferisco: “colei che pensa”».

Se “colei che pensa” da grande volesse partecipare al concorso di Miss Italia, lei come la prenderebbe?
«Mettiamo al mondo i figli e subito dopo capiamo che sono individui a prescindere da noi. La loro vita non ci appartiene. Se mia madre mi avesse ostacolato, forse adesso non sarei qui, con la mia bellissima bambina e tutta questa mia felicità».

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