La principiante stagione di Stefano Pilati da Ermenegildo Zegna si è confermata come il piatto forte della settimana milanese. Ciò non toglie che gli sforzi di delilneare un'estetica più pronta e futuribile nel segmento giovane dell'azienda faccia gioco al validissimo Paul Surridge. Sua l'idea di di rendere sportivo e avaguardista per Z Zegna un capo piuttosto reazionario come il doppiopetto: se ne accresce il formato, lo si indossa slacciato con collo a scialle, mentre la stoffa che lo ritaglia è di mano lucida e high-tech. Stesso discorso per i pantaloni, che una mescola di taffetà e cotone rende crespi come nylon e disinvolti come tute. Un lembo generoso di camicia sporge dal girocollo leggero, per segnare un punto vita altrimenti individuato da fasce e pannelli trompe-l'oeil- a contrasto. Gioco cromatico mosso e sorprendente, con un avvio plumbeo di catrame e verde silvestre che si apre all'ocra e al blu in una finale dolcezza di giallo, carnicino e celeste pastello.

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