Come di consueto Vivienne Westwood utilizza la sua sfilata Red Label per sensibilizzare verso i problemi climatici del pianeta. La presentazione inizia con una performance di Lily Cole con il viso dipinto di bianco e i capelli spettinati selvaggiamente che danza malinconica un passaggio della fiaba “Scarpette Rosse” di Hans Christian Andersen. Seguono le altre modelle con un simile make up che la stessa Westwood descrive nelle note dello show come la rappresentazione di un “animale intrappolato in un ambiente ostile morirà”. Perché per tutti gli esseri non esiste un altro luogo in cui scappare oltre al nostro pianeta. Gli abiti che lVivienne ama devono essere pratici e senza tempo, il suo desiderio è quello di preferire qualità alla quantità, di comprare meno e far durare nel tempo gli abiti che si possiedono. “Questa è la vera sostenibilità”. Ecco quindi completi doppio-petto e altri più rilassati, pantaloni a vita alta, stampe floreali, gessati, scozzesi e satin lucidi. Non mancano i suoi famosi abiti drappeggiati e le T-shirt con gli slogan (sul clima). In una palette variegata di grigio antracite, azzurro, rosso, crema e giallo. Una collezione forse più femminile del consueto, ovviamente senza mai risultare leziosa.

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