Donatella Versace in veste couturier non rinuncia alla consueta carica ormonale. E nonostante dichiari il riferimento spicciolo al glamour degli anni '30, con grande profusione di diamanti per rievocare i coevi fasti hollywoodiani, è la pelle nuda la vera protagonista nella sua personale nozione di lusso. Segno ne è la prima uscita scandita dalle falcate inimitabili di Naomi Campbell, con una mise che è già la cartina tornasole della serie successiva: abito come costruito per sezioni, tenuto assieme da grappe di cristalli, e una strategica scollatura che mette in piazza il voluttuoso reggiseno in pizzo. Le variazioni su tema prevedono che l'aderenza si sfaldi in oblò e generose losanghe all'altezza del torso, inguainato in un reticolo di tulle, con un procedere anatomico e provocatorio che non rinuncia agli effetti speciali. Scintillio di lustrini e fettucce di visone, per modelli a sirena e sofisticati bustier della maliarda che non teme rivali. Il tailleur in versione deluxe? Sfoggia un giacchino avvitato, ma in coccodrillo. Per non dire della tuta in velo, incrostata di brillanti. Al confine malcerto tra l'esecuzione magistrale del virtuosismo e il rischio dell'eccesso, Donatella non teme di osare. Mai.

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