L'estate del rampollo di buona famiglia. Così se la immagina Umit Benan per Trussardi, liberando uno stuolo di giovani aitanti e pacati, consapevoli della propria sensibilità elitaria. Con un elegante levriero al guinzaglio, nel tragitto dalla villa alla caletta, vestono in doppiopetto e pantaloni di taglio preciso e sicuro, il foulard annodato al collo con noncuranza. E per meglio significare la propria appartenenza sociale, il dettaglio raffinato sfugge dalla vistosità ma si fa apprezzare con discrezione: dei bermuda in pelle sottile, il jeans sartoriale con le pinces, una lussuosa tarsia di camoscio sulla polo, il bomber in struzzo. Alla camicia, ampia e rilassata nelle forme tanto da confondersi con un caftano, si aggrappano opportune tasche dove infilare il quotidiano. Se però le letture vacanziere cedono il passo a imprecisate attività sportive, non mancano all'appello borsoni e valigie di lussuosa fattura. S'intravvedono righe alla marinara più spesso che minute stampe da vestaglia, per un dandismo di ritorno, ma il tono cromatico generale è dato da un insieme ristretto: salvia, azzurro, ocra, giallo pallido. (Gabriele Verratti)