Una collezione grafica quella mandata in passerella da Stephane Rolland durante l'ultimo giorno di haute couture parigina. Lunghi abiti a sirena, dalla silhouette aderente al corpo, si rompono e muovono grazie a bande, nastri, inserti e applicazioni, in ton sur ton - ma di diversa lucentezza - o con cromie a contrasto. Bianco, nero, rosso uva e nocciola sono i colori più frequenti, con cui si sviluppa quasi l'intera collezione. Il fil rouge della passerella rimane costante: abiti lineari e pulitissimi, vengono arricchiti di dettagli, quasi fossero postumi: piume, inserti, migliaia di frange. Il colore, seppur tinta unita, gioca un ruolo fondamentale grazie a patchwork importanti, che in alcuni casi arrivano addirittura a far percepire due vestiti diversi, a seconda del lato del corpo che si voglia guardare. Man mano che la presentazione prosegue, i capi si fanno più audaci e sperimentali. Perdono di semplicità e guadagnano in leggerezza, con metri e metri di tessuto fluttuante. Fondamentale l'occhio all'accessorio: le scarpe sono altissime, con plateau scultura e laccio alla caviglia. (Giada Borioli)