Modelle che emergono da una nuvola di ghiaccio secco, con la pelle diafana e i capelli cotonati in masse voluminose. Così inizia lo show di Rick Owens, “eroismo in battaglia” il tema scelto per la collezione. “Sono noto per tre cose”, afferma il designer, “cappotti, T-shirt e stivali” e questo avrebbe dato al suo pubblico. In realtà ha fatto molto di più, proponendo una rivisitazione tra le più riuscite dei suoi concetti chiave modificandone in parte l'estetica ma senza perderne l'essenza. Cappotti lunghi fino ai piedi con volumi accentuati dalle ampie maniche a kimono, stivali con i tacchi sottili, invece che platform, e anelli di sottile corda bianca avvolti intorno alla caviglia, le T-shirt si alternano a tuniche asimmetriche. La sensibilità dark di Rick Owens lavora sui dettagli e – caso inconsueto per lui - anche sui decori: come i cappotti lavorati con tecniche antiche utilizzate per intrecciare i canestri. Poi felpe con il cappuccio rese più sofisticate dall'assenza di zip, neo-montgomery con gli alamari, guanti di pelle, colletti ampi e rialzati, dettagli di pelliccia. L'influenza giapponese è messa in scena da Rick Owens con un'intensa combinazione di grazia e forza.

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