L'ideale di femmina maschiacchio di David Neville e Marcus Wainwright poggia su riferimenti di stile precisi. La miscellanea di sportività e senso dell'uniforme, la citazione di un gusto sartoriale europeo, l'impronta moderna relegata spesso all'impiego di materiali tecnici. Tutto questo mondo è presente in passerella, e vira secondo una tendenza emersa già altrove verso un'asciuttezza anni '90. Ecco dunque allora la presenza della pelle, per pantaloni alti alla caviglia, con canotte sospese su filiformi spalline e maglie incise da profondo solco a V che percorrono i sentieri del preppy collegiale. Il top reciso sotto il seno è un altro passaggio obbligato nell'insieme, così come la bicker jacket opportunamente più concisa nei volumi e purificata nelle linee. Rivisitazione chic del workwear è la salopette, ridotta anche lei ai minimini termini. Belli gli abiti a vestaglia, doppiati con velo ricamato a fiori, oppure fluttuanti di tagli asimmetrici e iridescenze. Come se una foglia d'argento sporcasse appena la seta.

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