L'idea di popolare la Rotonda della Besana con un mercatino di fiori e attrezzi da giardino ha raccolto unanime consenso. Del resto, nel ventesimo anniversario del marchio, Consuelo Castiglioni ha voluto festeggiare per bene. A cominciare da una collezione che è una summa della sua poetica. L'inizio è quasi monacale, con le tuniche in tela cruda interrotte nel loro candore dal penzolare grafico delle cinture, di quelle che s'indossano nel judo. E non è l'unico sentore d'oriente in passerella, perché le casacche e le bluse sono in qualche modo imparentate al kimono, di taglio netto e risoluto, in una calibrata alternanza materica che sposa la ruvidità del canvas all'esplosione degli stampati floreali. Si tratta di fiori dai petali macroscopici, che sulla pelle del chiodo e sulla seta del bomber sembrano intagliati nella lacca cinese. Concettuali e insieme tremendamente fisici riescono gli abiti, un patchwork originale di motivi e texture, lineari ma con improvvisi sbuffi di cotone, con vertiginose scollature sulla schiena. A sera, gli stessi modelli si coprono di cristalli e corolle di raffia, colore su colore, accumulazione su accumulazione; eppure l'impressione non è di ridondanza, ma di sintesi e coerenza. Nel più puro stile Marni.

© Riproduzione riservata