Marco de Vincenzo, per la collezione autunno inverno 2014-15, gioca e porta a evoluzione i suoi cavalli di battaglia: le micro pieghe e la materia. Le prime subiscono una trasformazione sfumata, da prima semplicemente inclinate, si curvano lievemente sino a divenire forme circolari di dimensioni tra loro differenti. È un sussegguirsi di geometrie cinetiche che calca la passerella restituendo alla vista dello spettatore un alternarsi di effetti ottici tutt’altro che confusi. Come se la tensione retinica degli opposti –punto di partenza del designer- non generasse alcun tipo di caos ma, al contrario, si facesse portavoce di un ordine ben definito. Una spaccatura netta tra ciò che è austero e frivolo.

I tessuti seguono la medesima scia, compare il lurex sfumato, i ricami macramé, la pelliccia e il montone, alterati rispetto alla loro condizione più naturale, assumono le sembianze di griglie geometriche. E i colori sono prevalentemente sobri, tra nero, cammello e grigio, compaiono riflessi metallici nei toni del rosso fragola, bluette e bronzo. Un processo di alterazione perpetua.

Mutando lo stato naturale degli elementi, il risultato è esplosione di eleganza.