Il siciliano Marco De Vincenzo continua a firmare cartoline innamorate di Roma, la città che l'ha accolto e fatto fiorire nei suoi talenti (lì, tra le altre cose, lavora per l'ufficio stile di Fendi). I temi consueti del suo immaginario, una classicità iconografica che si stempera nel moderno e la mano architettonica di un disegno che cede talvolta all'astrazione decorativa, si completanno e arricchiscono in questa passerella invernale ricca di spunti. La costruzione a plissé, per esempio, che costringe la pelle a farsi una scultorea fisarmonica di pieghe; per gonne e cappotti che ricordano i chitoni dell'antica statuaria greco-romana. Per non dire del tweed di pantaloni alti alla vita e giacche con baschina, marezzati come un marmo pregiato. Li superano in suggestione solo i modelli in seta, stampati a graniglia; alcune cappe rigide e ieratiche; i magnifici montoni a listini di alpaca e vernice, in alternanza.

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