Ecco una di quelle passerelle dove preferiresti soffermarti sulla foggia dell'invito oppure sulla colonna sonora, sulle celebrità in prima fila e sulla location, e basta. Di quelle che fanno gridare allo scandalo anche la stylist più indulgente e la compratrice più ottimista. Perché non c'è riparo alla messa in scena di un cattivo gusto pseudo-ottocentesco, con la giacca mastodontica ricamata a passamaneria, la blusa piratesca, il pastrano (avanguardia pura d'estate) in forzoso abbinamente agli short. Pacchianata su pacchianata, gli stivali da pugile come un cavolo a merenda. L'unico sollievo viene dalle tuniche colonnari, con la stampa stilizzata dei fiori d'ibisco. Troppo poco per rianimare una delle più deludenti prove di Marc Jacobs a memoria d'uomo.

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