Per il centoventicinquesimo dalla fondazione del marchio Alber Elbaz non si rifugia nell'archivio. In passerella ci sono certo nomi che hanno fatto la storia di Lanvin, come Violetta Sanchez e Amber Valletta, eppure gli abiti parlano una lingua senza tempo, quella della disinvoltura, della raffinatezza al passo coi tempi. L'inizio è all'insegna della semplificazione, con vestaglie fluenti in jersey e seta. Il dettaglio, però, fa la differenza: asole in metallo sui i polsi e sugli omeri, perle allacciate sul profilo dei fianchi, spalline come catenelle d'oreficeria. E di fatto gli accessori sono struttura essenziale, che esalta e completa la silhouette, con medaglioni macroscopici sul collo e fasce in cuoio rigido a strizzare la vita. Poco a poco, poi, il fascino dell'incompiuto ridisegna la giacca, con le imbastiture lasciate a vista, gli orli sfilacciati. Filigrane d'oro sui modelli a sottoveste ne segnano la scollatura, fanno da contrappeso all'aerea leggerezza del caftano. Finché, nel procedere della serie, i modelli sfumano nei broccati abbaglianti, nei collage di pizzo a brandelli, nei veli di chiffon stampati con scene boschive- omaggio all'opera di Armand Alber Rateau.

© Riproduzione riservata