In tempi di fermento sociale e apocalissi finanziarie Kris Van Assche getta un ponte tra la piazza e i quartieri dei colletti bianchi. L'incrocio tra operai e professionisti del terziario avanzato produce fascinose simbiosi tra la salopette e la giacchetta da ufficio. Con la camicia bianca e la cravatta regimental d'osservanza che non temono il confronto con bomber e giubba trapuntata. Pantaloni tanto da larghi e scampanati da oscillare nella falcata e cinghie che stringono i fianchi sono forse il riflesso di un bisogno psicologico contradditorio: volontà di abbattere le costrizioni e istinto di salvaguardia nello scenario del cambiamento. In tanta lavorativa compunzione il nero e il grigio sono ovviamente di rigore, sebbene il blu denim e qualche guizzo di rosso ci mettano lo zampino. (Gabriele Verratti)