Julien David voleva che la passerella comunicasse un senso di aerea leggerezza e una certa corposità lanuginosa- così ha dichiarato. Centra l'obiettivo, nel primo caso, con una gamma di chemisier in seta trasparente, pizzicottati da pieghe sui fianchi e con linee di costruzione messe in rilievo. Altrove lo stesso tema si realizza con oblò di velo sulle spalle e sulle maniche, prima di palesarsi nei pantaloni intagliati a devoré baroccheggiante e nelle bluse di rete impalpabile che s'indossano come una nuvola di pois. E cosparsi di effettiva lanugine, come di filamenti ritorti e arricciati, sono le gonne, le giacchine da brava ragazza che gioca a fare la ribelle, il colletto del cappotto a uovo. Lunghi piumini con cappuccio, individuati cromaticamente da giochi di pannellature, ci confermano che la collezione si rivolge all'inverno. E ci ricordano che il designer, trasferitosi da tempo a Tokyo, è prima di tutto uno skater sfegatato. Le stampe, qui sempre profuse a piene mani, per una volta si smorzano e si dànno una nuova disciplina, opacizzandosi nei velluti bluastri, nei grigi, nel nero impeccabile.

© Riproduzione riservata