Prendi una pin-up anni '50 e scaraventala senza troppe cortesie in un sexy shop. Jonathan Saunders aggiusta il tiro ormonale della sua passerella in un nuovo crescendo di erotismo e cruda eleganza. Nel backstage cita David Lynch e l'artista Allen Jones tra i suoi riferimenti, per poi condensare l'ispirazione in un solo motto: torturata femminilità. E non si può non dargli ragione di fronte alla gamma di bustier che alternano il panno al corsetto in vinile, ruvidità militaresca e civetteria ad alto tasso di seduzione. La gomma e la vernice lucida fanno il resto, specie negli abiti che strizzano i seni in coppe scultoree. Non mancano tuttavia proposte più dimesse, come l'ineccepibile dittico di gonna a pieghe e pullover- seppure inciso da un'ardita scollatura. Grandi assenti le stampe, qui sempre in auge, tenendo salve righe in gradazione cromatica sul mohair del cappotto. Più interessante e strutturale il gioco del pizzo, reso con un magnifico devoré floreale su velluto.

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