Il ragazzetto cerebrale di Raf Simons ha messo il grugno e nella sua fedeltà assoluta a tinte plumbee e rabbuiate dimostra una certa scontrosa ritrosia.

Dalla maglietta sbuca un collo di camicia dai lembi appuntiti, mentre un giacca di plastica trasparente raffredda i guizzi di colore della maglia a tricot mélange. Di rigore sono pantaloni altissimi alla vita oppure calzoni corti ammorbiditi dalle pinces, appaiati a soprabiti asciutti e di linea semplificata. Pesante il passo, ritmato da massicci anfibi.

I torbidi di una personalità tanto complessa s'intonano all'uso della pelle d'anguilla, lucidata da una laccatura nera, e di un luciferino pitone. Vi si ricavano borse e tracolline, curiosamente appese al collo. (Gabriele Verratti)