Il minimalismo secondo Jil Sander, che da sempre fa perno sull'eleganza del taglio e sulla semplificazione all'osso. Con l'onorevole pretesa di rendere il concettuale agevole e fuori dal tempo. La collezione vista in passerella gioca la carta di pantaloni recisi alla caviglia e giacche ridotte in lunghezza da una generosa sforbiciata. Il cropped insiste nelle bluse e nelle canotte che scoprono l'addome, ma vistose porzioni di pelle nuda sfuggono anche all'abito-grembiule- solcato da una profonda scollatura. Lo sportivizzante fa capolino negli inserti in rete e nel trattamento delle scarpe, derby dalla finitura metallizzata issate su un fondo molto spesso. Per aggiungere movimento e scongiurare l'impressione del troppo antisettico ecco pure le stampe, ispirate secondo la cartella stampa all'opera di Alighiero Boetti. Motivi geometrici frantumati in accordi di grigio e colori primari. La maniera della fuori classe belga non si discute per esecuzione nitida e maestria.

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