Jean Paul Gaultier, a sessant'anni, ancora non smette di inventare, rielaborare e stupire e, ancora una volta, fa dell'androginia l'ispirazione chiave della sua collezione haute couture. Donne e uomini diventano entrambi seducenti dandy che indossano un mix maschile-femminile di giacche da smoking, cilindri e trasparenze sexy. La collezione è dedicata al film (tratto dal romanzo di Alfred de Musset ) “La Confession d'un enfant du siècle” e soprattutto al suo protagonista maschile, il musicista Pete Doherty (noto alle cronache come ex di Kate Moss e per i suoi problemi di droga). Un inno alla Belle Epoque di Parigi che domina con un nero totale e teatrale e accessori anni Trenta come le fasce sulla fronte con veletta elastica sul capo. Il nero è spezzato da abiti lunghi verde chiaro, arancione, viola, azzurro. Inserti d'oro e metallizzati. Corsetti e strutture vagamente robotiche sono reminescenze dalla prima ispirazione di Gaultier per la collezione ovvero il film, considerato il precursore della science fiction, "Metropolis" di Fritz Lang. Conclude la sfilata il vestito da sposa con gonna ampia di tulle, giacca da smoking bianca aderente con lunghissime code frontali, colletto ad anello rialzato e in testa l'immancabile cilindro, questa volta con struttura “a gabbia”. (Erica Baldi)