Tornare a sfilare nella Salle Wagram, luogo che sconfina nella mitologia personale di Jean Paul Gaultier e dei suoi anni d'oro, non salva la passerella da inevitabili citazioni nostalgiche- seppure in edizione riveduta e corretta. Prendi così la serie di corsetti in pelle borchiata, che ricordano il celeberrimo bustier di Madonna, ma per ammissione dello stilista s'ispirano alle corazze medioevali. L'iconografia da soldatessa delle crociate si sublima poi nell'immancabile motivo a righe, qui profuso sulla maglieria che mima la cotta d'armatura. Il caban dai revers macroscopici sconfina in lunghezza e si fa cappotto, ieratico e marziale. Controbilancia in morbidezza la fluida gonnellona in organza plissé. Il tema poi si diluisce, piuttosto inspiegabilmente a dire il vero, in una stampa multicolore dove si riproducono silhouette di modelle. Quindi è la volta del patchwork materico: pantaloni che si sviluppano come tarsia di camoscio, pelliccia e cavallino; abiti monospalla che assemblano ritagli di seta e pannelli di paillette. Provocazioni che non riescono a provocare alcunché.

© Riproduzione riservata