L'ultracorpo. Quello che Lubov e Max Azria decantano sulla passerella di Hervé Lèger. Perché ci vuole un fisico bestiale per osare certi corsetti mozzafiato e costumi da mare che non sfigurerebbero nel sexy shop d'alto bordo. Che bondage chic sia- ci sembrano dire anche il chiodo attilato e le gonne a matita che strizzano le gambe con esplicita sensualità. Pelle traforata e baschine rigide amplificano l'effetto, così come le cerniere. Dettaglio tutt'altro che puramento esornativo, va detto, in quanto le zip consentono di variare la silhouette; chiuse rendono il tutto più fasciante, mentre slacciate svelano il crespo di una voluminosa sottogonna. Gli abiti proseguono in direzione di un'aderenza sempre più asciutta, decorandosi con una ragnatela crochet e stampe che ricordano i tatuaggi polinesiani. In chiusura, dopo la profusione di tinte neutre, una serie più indulgente con i colori. Con l'aggiunta di frange setose che movimentano il disegno ben modellato dei tubini.

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