Senza neanche troppa immaginazione ci si sarebbe aspettati che Frida Giannini, a pochi giorni dalla nascita della prima figlia, addolcisse la conturbante rapacità della donna Gucci . E invece tutt'altro. Il disegno si è fatto più aspro e graffiante, con vette di piccante erotismo e algide perversioni da pellicola noir. Il nuovo tailler, lungi dall'essere compassato, mette piuttosto le vertigini. Non fosse altro che per l'impiego di un lussuoso pitone e di una kidassia vagamente tribale. Le spalle sono scivolate a uovo, oppure più bombate e costruite; la scollatura degli abiti profonda e scoscesa, fin quasi a scoprire le clavicole; la gonna al ginocchio incisa da spacchi inconsueti; la t-shirt ritagliata in una feticistica pelle nera. Stessa direzione per gli stivali issati su tacco a spillo, che sbucano sotto cappotti dalla rigida mantellina. C'è poi quella stampa di esotiche palme a ravvivare con l'oro del broccato la predominante scura della palette, alla stessa maniera del raso color ruggine e celeste cipriato. I migliori effetti speciali si riservano però alla sera. Ecco allora una serie di bluse in rete, su cui si aggrappano ali di piume iridescenti, e uno stabiliante pizzo tessuto come una ragnatela. Apoteosi del sex-appeal.

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