Niente di nuovo all'orizzonte per Givenchy , squadra vincente non si cambia. Il plotone di Riccardo Tisci svolge arruolamento nei bassifondi di Los Angeles ed ecco, puntuale e testosteronica, la teoria di ragazzotti nerboruti che tanto lo ispirano. Ma le note di colore in più, liberatorie se paragonate alla palette claustrofobica di neri e bianchi asettici che qui fanno sovente comparsa, introducono un elemento di rottura. Sì alle consuete combinazioni di bermuda e leggings sotto parka e camiciotti, in direzione di un gusto questa volta più afro e tribale. Merito delle stampe a tinte vivaci, che di tanto in tanto strizzano l'occhio all'immaginario del rugby, movimentando il disegno tecno-sartoriale in salsa sportiva dell'intera collezione. Si preannunciano successi da blockbuster fra gli affezionati irriducibili.

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