Con rara efficacia Giorgio Armani padroneggia tutte le vite possibili del nudo. Il colore della pelle come ultima possibile ricapitolazione della femminilità e dell'eleganza sussurrata. Ed ecco che nel disegno di Armani Privé la consueta androginia del tailleur alla maschietta si tinge di tenerezza e gli abiti si stemperano in una leggera nuvola di tulle. Crinolina, pregiata e regale, alla cui grazia aerea si somma lo scintillo di minuscoli cristalli. Pizzo, come un velo che protegge la silhouette precisa eppure languida, di una sensualità fresca e discreta. Seta infine, nelle casacche di finezza orientale e nelle gonne fruscianti come lievi sottovesti. Nell'onda della chioma platino, nei festoni di marabù che ombreggiano le spalle e punteggiano il collo con un ciuffo di morbidezza, un vagheggiamento di lusso hollywoodiano. Ma l'impressione è attuale, al riparo da sterili nostalgie.

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