Delicatezza, languore, femminilità allo stato puro. Francesco Scognamiglio sospende l'abito tra il negligé del boudoir e il lungo da gran sera. L'esito raggiunto è un compromesso fatto di trasparenza e silhouette eteree, esplicito rimando agli anni '30 e alla lezione di Madame Grés. Sembrano tessute d'aria le tuniche in seta, le maniche fluttuanti serrate dal polsino, i seni che s'intravvedono sotto una carezza di voile. Perlacei i baby-dool, in rima con la bordura in satin dei pantaloni svasati. La blusa? Diafana anche lei, sotto la sofisticata salopette che s'incrocia a V sul petto. Si procede quindi dalla serie più lunare alla palette del nero e del pesca, con tralci e fioriture di pizzo, di stampe, di borchie minuscole. Le stesse che sull'abito see-trough strappano un applauso spontaneo al pubblico di sfilata: applicate sull'intersezione della rete, piccole gocce scintillanti, dànno prova di grande maestria artigianale. Quasi un assaggio di couture, per una collezione squisita, aristocratica e sensuale.

© Riproduzione riservata