Di tutte le passerelle che per la prossima stagione hanno indulgiato nel tema della trasparenza questa è di certo la più eccitante, suggestiva e finalmente diversa. Karl Lagerfeld ama riferirsi a metafore liriche per descrivere l'impulso che ha guidato l'ispirazione. È lo spettro luminoso che si rifrange nell'acqua. Poco dopo, un nuovo appunto: è il mondo dell'informatica l'altro fulcro della collezione. Un immaginario di chip, schede madri e transistor che si disegna con effetti geometrici a rilievo e modernissime goffratture sulla seta di tuniche svelte e tubini in pelle, un diaframma sottile intagliato al laser con magnifici arabeschi floreali. Spesso li si doppia con un velo d'organza, lo stesso che in una cascata di balze piatte e dall'orlo zigzagante si ritaglia in abiti di vaporosa eleganza. Del resto, la leggerezza è un merito che Silvia Venturini Fendi ha rivendicato con entusiasmo; sono soprattutto i coat estivi e i modelli fascianti in pelo rasato, impreziositi da tarsie in doppiatura di tessuto, a dargliene atto. Pelliccia che rispunta come ciuffo di colore per le borse lussuose, in rima con sandali da capogiro- tomaie strasparenti, listini filiformi, bagliori metallici preziosi e seducenti.

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