Etro al quadrato, anzi al cubo. I temi che l'immaginario del marchio consacra di stagione in stagione sono qui ricapitolati uno per uno. Non può mancare il paisley, che fiorisce come un caleidoscopio di tinte calde e speziate sulle gonne confortevoli, sulle bluse con allacciattura etnica, sulle palandrane foderate di pelliccia. Né si tralascia di suggerire un esotico contemporaneo, che fa dell'artigianalità di ricami e passamanerie un vanto di maison. L'impressione è dunque di un folklore delle steppe, di un tribalismo sofisticato che si predispone naturalmente al sincretismo di stile e culture. Ecco all'ora che dal montone istoriato da geometrie policrome si passa alle cappe in tartan, rovesciate sulle spalle con noncuranza bohèmienne. Dai pantaloni di taglio virile al plissé, dal broccato allo sciarpone a tutta lunghezza, con rapide sortite nel tribale: i monili di metallo brunito, l'ambra e la madreperla, gli orli in mongolia rientrano agevolano l'effetto. Di nuovo, infine, un'opulenza orientale. Di velluti lucenti, d'impunture e nastri applicati che sfiorano l'esuberanza decorativa, ma senza stucchevolezza.

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