Una cellula, un organismo primordiale. Indefinibile l'immagine proiettata dallo schermo mastodontico nella sala di City Life. La passerella di Ermenegildo Zegna inizia in un'esplosione di luce, un big bang che si allarga progressivamente alle galassie e ai pianeti per poi ridiscendere sulla terra. Dalle distanze siderali agli scorci noti di Milano: piazza Duomo, passi frenetici di una giornata di lavoro qualsiasi; la platea stessa si scopre a sorpresa nel video. La città e la natura, la dimensione antropica e l'imponderabile vastità dell'universo. Una riflessione per opposti che si compenetrano, creando opportunità piuttosto che conflitto. Metafora della moda di Stefano Pilati, che dalle glorie di archivio trae la regola del sartoriale e la passione per il tessuto squisito, per poi cedere con disinvoltura alle seduzione del tecnico e dello sportivizzante. Il berretto streetwear calza sulla testa dell'elegantone agghindato, il bomber matelassé scivola sul completo a tre pezzi. Persino la giacca penzola sui pantaloni come un fondo di camicia, sottostando al girocollo in lana pesante. Sovrapposizioni, lunghezze sfalsate, alternanza di flanelle e seta, miscellanee di quadrettature a scacchi- più o meno minuti: sono felici astuzie che rendono alla tradizione il gusto fresco della licenza creativa e della sorpresa.

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