Ci sono poche incrollabili certezze nella vita. Tra queste quella di vedere la ripetizione machista e orgogliosamente tamarra della passerella di Dsquared2. L'avvio è una teoria di jeans incollati alle cosce, con contorno di chiodo da galletto strafottente e montone. Si prosegue con un gioco di distonia stilistica, unico stratagemma per dare l'impressione della novità: la cravatta sul quadrettato da boscaiolo, i rombi del pullover impiegatizio disegnati sulla camicia in denim, lo sparato a plastron da smoking indossato in contesto sfacciatamente casual. E dove ci si aspetterebbe un blazer a completare i pantaloni di taglio affilato, ecco una corta giubba, sempre in denim, dalle maniche incrostate di borchie e ottoname vario. L'impennata ormonale è (forse) garantita, l'inventiva no. (Gabriele Verratti)